Claudio Tamburrino

Psicopatologia dei troll

Un nuovo studio metterebbe in luce come i provocatori del Web non sono altro che persone frustrate come ce ne sono anche fuori dalla Rete. Ma la ricerca potrebbe essere stata trollata

Roma - Le personalità dei cosiddetti troll, gli utenti di forum, chat e social network che amano provocare, creare discussioni e cercare di far arrabbiare gli altri commentatori, sono fortemente correlate al sadismo.

A dirlo è un nuovo studio guidato da Erin Buckels della University of Manitoba: esso si è svolto attraverso interviste condotte online su 1215 persone.

Tali indagini hanno mostrato - secondo i ricercatori - che è un troll un utente online su venti e che questi hanno in comune con i sadici l'interesse a provocare l'angoscia negli altri.
Certo, il sondaggio si è svolto proprio su Internet e gli stessi ricercatori universitari non smentiscono la possibilità che circa il cinque per cento delle risposte ricevute possano essere state "trollate" degli utenti, date appositamente per provocare.

Se è quindi lecito soffermarsi a soppesare la validità dello studio, secondo i ricercatori universitari l'atteggiamento, le parole ed in generale le azioni e gli scopi dei troll denotano in ogni caso tre tratti comportamentali definiti "la triade oscura": narcisismo, machiavellismo e psicopatia.

Se lo studio sembra essere manna dal cielo per le polemiche che vedono nella Rete un ricettacolo di pericoli, esso può essere letto anche in un altro verso: i temibili troll che imperversano sulla Rete terrorizzando genitori preoccupati e allarmate autorità, hanno un profilo psicologico già riscontrato ben prima dell'esistenza di Internet. Persone che - magari - prima di navigare sfogavano in altro modo tale pulsioni: sempre secondo lo studio - d'altra parte - più si passa tempo connessi più possibilità ci sono di sviluppare questi comportamenti.

Claudio Tamburrino
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