Luca Annunziata

Office Online, il nuovo corso

Microsoft sceglie per un cambio di nome nella speranza di rilanciare il suo servizio. Che ora ha un ruolo pių chiaro nell'offerta di Redmond

Roma - Forse non tutti sanno che Office c'è anche online: è questo il succo del messaggio con cui Microsoft ha annunciato il cambio di denominazione per la propria offerta di software di produttività via browser, che fino a oggi è rimasto celato e sconosciuto ai più soprattutto grazie a scelte poco lungimiranti in fatto di posizionamento e nome. Uno strumento gratuito che a Redmond sperano acquisirà sempre maggiore importanza, così da svolgere un ruolo analogo a quello svolto da Google Drive (già Google Docs) nell'offerta di Mountain View.

Prima di tutto, Microsoft ha deciso di ristrutturare l'homepage del dominio Office.com: collegandosi a questo indirizzo ora, con un'interfaccia che ricorda quella Metro/Modern di Windows 8, le webapp di Office Online sono in bella mostra e si possono iniziare a utilizzare subito (a patto di avere un account, attivabile a partire da qualsiasi indirizzo email): Word, PowerPoint, Excel e OneNote si sommano a Outlook.com per formare un ecosistema di servizi pressoché completo. Un cambiamento decisivo, visto che fino a questo punto restavano celate dietro OneDrive (SkyDrive fino a poche ore fa) e SharePoint: la stessa Microsoft ammette l'errore, riconoscendo come fino a questo punto la denominazione "Office Web Apps" lasciava intendere ai più la necessità di installare qualcosa sul proprio PC e scoraggiando l'utilizzo.

Office Online, invece, dovrebbe far capire subito che si tratta dell'esperienza Office Microsoft attraverso il browser: per condimento, sono stati aggiunti anche un certo numero di template al pacchetto, simili se non identici a quelli già familiari a chi già utilizza Office sul proprio PC. Inoltre, se si dispone di una versione di Office 2010 o 2013 installata sul proprio PC, e si archiviano i documenti su OneDrive, è possibile collaborare in tempo reale con altri utenti che utilizzino a loro volta Office on premise o la versione Online: proprio come è possibile fare con Google Drive e iWork (quest'ultimo servizio di Apple è ancora in beta).

La speranza di Microsoft è che unendo le funzioni di OneDrive, trasformato nell'hub per l'archiviazione e il backup dei propri documenti, a quelle di Office Online e la più tradizionale suite installata sui personal computer (acquistando il pacchetto o l'abbonamento a Office 365), le prospettive di questo software si allarghino. La concorrenza gratuita del già citato Google Drive non è da sottovalutare, e la disponibilità delle funzioni base di Office via Web possono compensare l'alternativa gratuita iWork fornita assieme a ogni nuovo Mac venduto da Apple, rendendo in un colpo solo molto più attraente anche ogni PC venduto con Windows a bordo. Se poi, come si augurano a Redmond, l'appetito vien mangiando, chi provasse le doti di Office Online potrebbe essere invogliato anche all'acquisto del pacchetto completo.

Luca Annunziata
3 Commenti alla Notizia Office Online, il nuovo corso
Ordina
  • Con tutti i problemi che affliggono Internet, con le questioni di sicurezza portate alla luce dai recenti scandali, e con le disfunzionalità di connessione italiesi, la vedo dura che Microsoft o Google sfondino in italia.
    Sicuramente a livello professionale non saranno in molti a mettersi nelle mani delle troppe variabili implicate in questo sistema.
    Non conto i ragazzini, futuri adulti che faranno le loro "scelte" sulla base di ciò che sarà.
    non+autenticato
  • ma che dici... ormai dropbox a livello professionale ha sostituito le penne usb, che ora sono considerate improvvisamente vecchie come lo furono i floppy qualche anno fa.

    E Microsoft ha il grande vantaggio di office, quindi ha tutte le possibilità di sfondare
    non+autenticato
  • Mi baso sull'esperienza del mio studio e di tutti quelli con cui sono in contatto, che sono molti e sparsi nel mondo.
    Lavoro in uno studio di ingegneria e si, usiamo OneDrive, DropBox e Google Drive, ma solo per mettere file fortemente criptati che condividiamo con altri studi.
    Non ci passa nemmeno per l'anticamera della mente di lavorare online sui documenti, per i motivi che ho esposto.
    Lavoriamo anche con il Cad, ed anche con quello evitiamo di fare lavori condivisi: abbiamo scoperto che, oltre al problema riservatezza dei documenti (non ci fidiamo affatto della rassicurazioni politiche dei fornitori di servizi, vedi i continui furti di dati che queste multinazionali subiscono) abbiamo visto che risulta ancora più semplice il vecchio scambio di file.
    Ogni tanto, per problemi di connessione, dobbiamo (devono) ricorrere al corriere o al pony express che consegna la chiavetta.
    Siamo alla preistoria dell'informatica, costruita sugli errori di clienti e fornitori, che pagano per essi.
    Noi non abbiamo nessuna intenzione di fare da cavie; quando saremo in fase storica vedremo cosa fare.
    non+autenticato