Alfonso Maruccia

RSA Conference, con la NSA non si mangia

La conferenza sulla sicurezza si apre all'insegna delle proteste e dei ristoranti off-limits, mentre i protagonisti gettano acqua sul fuoco e incensano la sicurezza delle piattaforme cloud commerciali. Fidatevi di noi, dicono

Roma - Che la RSA Conference di quest'anno sarebbe stato un avvenimento non proprio tranquillo era un dato di fatto acquisito da tempo, anche se le modalità della protesta messa in atto dai "dissenzienti" si sono rivelate a dir poco originali. Chi interviene alla conferenza RSA non mangia, almeno non nei locali a buon mercato.

Si comincia dall'avvio della conferenza, con il keynote del CEO di RSA Art Coviello modificato in corso d'opera: Coviello avrebbe dovuto affrontare temi già codificati nel programma ("Redefining Identity in the Age of Intelligence-Driven Security"), e invece la sua introduzione si è focalizzata sulle questioni sollevate dal Datagate e sulle presunte responsabilità dirette della sua azienda.


Coviello nega "categoricamente" che RSA abbia ricevuto 10 milioni di dollari da NSA per realizzare un algoritmo crittografico "bucato", parlando poi della necessità di superare lo scandalo e di ristabilire l'ordine, la giustizia e la privacy sotto una nuova organizzazione mondiale con al centro RSA stessa in un ruolo "di garanzia".
Come il mondo moderno è uscito dalla Guerra Fredda con nuove strutture e nuove autorità mondiali, esemplifica Coviello, così il mondo tecnologico dovrebbe uscire dal Datagate rinunciando alle "cyber-armi", stabilendo regole di cooperazione per le indagini, preservando l'attività economica e la (immancabile) proprietà intellettuale, senza rinunciare alla riservatezza.

Il lavoro svolto da RSA con l'intelligence statunitense è noto ed è cosa di pubblico dominio da quasi un decennio, sostiene Coviello, anche se ammette che nel confondere la linea tra difesa e raccolta di informazioni la NSA ha generato un problema che tocca tutti quanti.

Il CEO di RSA parla di riappacificazione e nega di aver avuto un ruolo nelle peggiori azioni di NSA come descritte dai documenti riservati forniti da Edward Snownde, ma mentre Coviello parlava fuori dalla convention gli attivisti di DEF CON provvedevano a prenotare il ristorante più a buon mercato presente nelle vicinanze per evitare che i partecipanti alla conferenza potessero rifocillarsi senza spendere cifre eccessive.

Gli occupanti di Chevy's - questo il nome del ristorante in oggetto - fornivano ai partecipanti della RSA Conference un volantino informativo sui motivi dell'iniziativa, e tra le vittime della protesta si segnala nientemeno che il celebre hacker Kevin Mitnick. Anche lui colpevole, ovviamente, di non aver boicottato la conferenza dei collaborazionisti di NSA.

E mentre, all'interno del Moscone Center, Google e Microsoft dispensavano all'unisono inviti a fidarsi delle grandi corporazioni che gestiscono le piattaforme "cloud" più popolari - una fiducia fatta letteralmente a pezzi dalle rivelazioni centellinate di Snowden - i molti nomi noti che alla RSA Conference hanno deciso di non andarci si preparano a calamitare l'attenzione di tutti con la contro-conferenza TrustyCon. Perché la tecnologia non dovrebbe solo essere sicura ma anche degna di fiducia, recita lo slogan dell'evento. A vantaggio delle teorie dei secessionisti di TrustyCon, una notizia dell'ultim'ora: l'applicazione dedicata alla RSA Conference soffre di problemi di sicurezza.

Alfonso Maruccia
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