Claudio Tamburrino

Mt. Gox, una truffa rivelata?

Diffusi online dati relativi al morituro exchange giapponese: secondo gli hacker dietro la bancarotta ci sarebbe una frode

Roma - Un gruppo di hacker ha diffuso online un file di oltre 700 MB contenente quelli che dichiarano essere i dettagli relativi alle operazioni ed al bilancio di Mt. Gox: nessun dato sui suoi utenti, ma la rivelazione secondo cui l'exchange avrebbe mentito ai suoi clienti, cui ha riferito di non avere la possibilità di restituire quanto perso in seguito agli attacchi informatici delle settimane scorse.

Gli hacker puntano il dito principalmente contro il CEO di Mt. Gox Mark Karpeles: secondo i dati divulgati, sarebbe stato lui a mentire nascondendo un bilancio dell'exchange ancora con saldo positivo di 951,116 BTC e dichiarando invece fallimento sia in Giappone che negli Stati Uniti, dove si è appena avvalso delle procedure di bancarotta controllata del Chapter 15.

I dati sembrano essere contenuti in file che nascondono trojan per infiltrarsi nei portafogli bitcoin di chi dovesse aprirli, ma sono stati pubblicati anche su Reddit e sullo stesso blog di Karpeles, anch'esso finito nel vortice di attacchi: il sito risulta al momento offline, tuttavia il file è stato ripreso e ri-postato attraverso citazioni, link e mirror ai dati trafugati.
In questi giorni, d'altronde, la community creatasi intorno alla crittovaluta è in fermento: l'iniziativa più sorprendente è la raccolta di fondi avviata a favore di Dorian Satoshi Nakamoto, l'anziano nippo-americano ritenuto da alcuni giornalisti il creatore di Bitcoin.
Ad avviarla il Chief Security Officer di Blockchain.info, Andreas Antonopoulos, con l'intento di ringraziare l'uomo se si dovesse rivelare davvero il creatore della crittovaluta ed, in caso contrario, per ripagare il signore per i disturbi creategli dall'ingerenza giornalistica: in poche ore sono stati raccolti quasi 20mila euro.

Claudio Tamburrino
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