Claudio Tamburrino

Datagate, Zuckerberg chiama Obama

Il fondatore del social network in blu chiama la Casa Bianca: deve rispondere delle indiscrezioni secondo cui finte pagine Facebook fossero sfruttate per intercettare milioni di utenti

Roma - Zuckerberg ha chiamato il Presidente Barack Obama per esprimere tutta la sua frustrazione per i danni inferti dalle attività di intelligence statunitensi alla fiducia dei netizen rispetto a Internet e per sottolineare l'urgenza di una riforma che scongiuri il perpetuarsi delle intercettazioni di massa della National Security Agency (NSA).

In seguito alle ultime rivelazioni di Edward Snowden, secondo cui l'NSA utilizzava un finto server Facebook per spacciarsi per il social network e ingannare in questo modo gli utenti, il CEO del sito in blu ha sentito il dovere di intervenire direttamente sulla questione datagate. Nonostante le smentite dell'agenzia di spionaggio statunitense che ha spiegato di non camuffarsi da aziende degli Stati Uniti per perseguire i propri scopi.

Zuckerberg ha scritto in un post che "con il mondo che diventa sempre più complesso e i governi quotidianamente in lotta, la fiducia in Internet è sempre più importante" e che è per questo che "Facebook spende molte energie e risorse nel salvaguardare i nostri servizi e Internet."
Il problema è che Zuckerberg riteneva che questo sforzo fosse necessario per contrastare i criminali, non per combattere le istituzioni: "Per questo - spiega - siamo rimasti così confusi e frustrati dalle ripetute notizie sui comportamenti del governo degli Stati Uniti."

Claudio Tamburrino
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