Claudio Tamburrino

Larry Page: condividere per difendere la privacy

Interviene al TED anche il CEO di Google, secondo cui la convivenza tra la trasparenza e l'anonimato possono essere la soluzione ai nodi della privacy legati all'evolvere della tecnologia

Roma - Il CEO di Google Larry Page è stato intervistato sul palco del TED di Vancouver da Charlie Rose e ha parlato di Google, di futuro e di privacy.

La conversazione con il CEO di Google è naturalmente partita da Mountain View e dai suoi progetti: per quanto il search sembra aver raggiunto una certa maturità, secondo Page c'è ancora tanto da fare per comprendere ed ottimizzare la ricerca di informazioni, che resta dunque il core business di Big G.

Tuttavia, accanto a questo, sono tanti i progetti collaterali: l'ultimo acquisizione in ordine di tempo, quello della startup britannica DeepMind, si inserisce per esempio nel miglioramento dei servizi di riconoscimento vocale, una funzione che si lega al computer del futuro, ma certamente anche ai device che sono in procinto di arrivare sul mercato con Android Wear.
Dopo Snowden, inoltre, sul palco del TED anche Page parla di privacy: proprio rispondendo ad una domanda che citava l'ex spia dell'NSA, Page sottolinea l'importanza che di riservatezza e sicurezza, due aspetti quasi dipendenti tra loro ed entrambi alla base della democrazia. Per questo, senza fare emettere alcuna valutazione su Snowden ed i suoi metodi, Page sottolinea di essere deluso dalla completa mancanza di trasparenza da parte del governo e dei sistemi che ha adottato per monitorare le persone rischiando di comprometterne la fiducia rispetto a Internet.

D'altronde la privacy - ammonisce Page - sta diventando una questione sempre più fondamentale: sono sempre di più le informazioni scambiate online o archiviate su un dispositivo mobile. Secondo Page, tuttavia, la soluzione alle nuove problematiche che sorgono con le nuove tecnologie è da ricercare nella trasparenza e nella condivisione anonima delle informazioni.

Per spiegare perché però non bisogna fare di tutta l'erba un fascio, il CEO di Google fa un esempio personale: quando perse la voce in seguito alla paralisi della parte sinistra delle corde vocali ha pensato che sarebbe stato fantastico se tutti i medici avessero potuto avere accesso (in via anonima) alla sua cartella clinica ed ai problemi che stava affrontando.

In quello che sembra il ragionamento basilare del crowdsourcing, secondo Page ciò permetterebbe ai dottori di sapere sempre di più delle condizioni di salute in cui si versa e magari di trovare una soluzione efficace. Per non parlare della possibilità di condividere la propria esperienza con altre persone con la stessa problematica o di raccogliere facilmente statistiche su di essa, magari utili alla ricerca scientifica.

Claudio Tamburrino
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6 Commenti alla Notizia Larry Page: condividere per difendere la privacy
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  • un po' come il coccodrillo che dice al cervo: "sei stanco? vieni, riposati tra le mie fauci, ma nessuna paura, tranquillo che non ti mangio, te lo prometto".

    Larry, ma vai a cagare!
    non+autenticato
  • il CEO di google che parla di privacy?
    non+autenticato
  • Detto dal CEO di Google fa alquanto ridere..
    non+autenticato
  • Accesso anonimo per tutti tranne ovviamente per chi offre il servizio di accesso, ossia Google...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Accesso anonimo
    > Accesso anonimo per tutti tranne ovviamente per
    > chi offre il servizio di accesso, ossia
    > Google...

    "Chi controlla il controllore?" è un problema
    vecchio come il mondo, non è certo una prerogativa di Google.

    Piuttosto mi sembra attinente all'articolo la chiusura
    che è stata fatta tempo fa a Google Health.
  • - Scritto da: sentinel
    > - Scritto da: Accesso anonimo
    > > Accesso anonimo per tutti tranne ovviamente
    > per
    > > chi offre il servizio di accesso, ossia
    > > Google...
    >
    > "Chi controlla il controllore?" è un problema
    > vecchio come il mondo, non è certo una
    > prerogativa di
    > Google.
    >
    > Piuttosto mi sembra attinente all'articolo la
    > chiusura
    > che è stata fatta tempo fa a Google Health.

    Non e' detto che l'accesso sia offerto da un solo fornitore, e se parliamo di accesso citerei Telecom e Vodafone, non Google.

    Parliamo invece di "raccolta"; l'anonimato in quel caso si può (deve) ottenere con schemi diversi formulati in base ai vari fattori che competono (tra cui anche l'accesso).

    Un cavo e' una linea che congiunge due locazioni geografiche precise, e ci sono almeno due persone da poter tirare in causa (il proprietario della locazione geografica; o il responsabile locale di una proprietà pubblica); persone che non e' detto siano al corrente di quali segnali viaggino sul cavo che arriva nel loro stabile (e nel caso di un lato della connessione, il lato operatore, non dovrebbero esserne al corrente). Una radio invece, e' una sfera centrata in un generatore puntiforme d'onda che ha una sola persona a cui far riferimento (ie: il proprietario della radio, la cui posizione non e' necessariamente fissa, perenne, e nota).
    Nel primo caso un'orecchia di gomma (ascoltatori non qualificati) per esistere devono toccare fisicamente il cavo che magari e' schermato e sotto terra; in genere significa mostrarsi quantomeno nello spazio fisico e spesso implica produrre una perturbazione nel segnale in transito. Nel secondo caso invece e' possibile procedere all'ascolto da furgoncino anonimo o una qualunque altra zona d'ombra, senza che esista perturbazione alcuna nel segnale in transito. Pertanto la probabilità di esistenza di una orecchia di gomma e' molto più alta nel caso di una connessione radio perché il rischio di essere rilevati e' più alto per andare a toccare il cavo.
    Se l'ascolto non e' un problema (es: perché i segnali non sono particolarmente riservati), il problema della riservatezza non esiste; però sussiste quello della manipolazione di questi segnali, es: chat idiota tra amanti pubblicamente noti, tu scrivi alla tua ragazza "ti amo tanto" ... una importante banalità ... e a lei arriva "ho un'altra"; sapere che la ami non serve a nessuno perché e' già informazione di pubblico dominio, separarti da lei invece può servire a molti.
    Considera che i mafiosi italoamericani ad ogni telefonata facevano parlare le proprie mogli per ore di trucchi, ricette, pizzi e merletti, per far addormentare gli eventuali agenti di sorveglianza ... prima di darsi appuntamento e parlare d'o'businesse.

    Queste proprietà sono implicite nel media.

    Poi ci sono le proprietà logiche che all'incirca si equivalgono su tutti i media ... protocolli di accesso, autenticazione, accounting (kerberos, tacacs, radius) ... schemi di randomizzazione e cifratura ... e questo e' un ulteriore piano di ragionamento. E ce ne sono tanti altri, fino ad arrivare al "buco analogico": tu puoi mettere in piedi un sistema tecnologicamente inespugnabile ma poi, se l'utente ragiona col culo (da qui l'espressione "buco analogico"), racconta a tutti che e' uno Sperminator e poi se la prende con Google se lo viene a sapere la sua ragazza e lei piazza un video di vendetta su youtube in cui monta un Big Bamboo su una Capannina Indiana.
    O ancora: l'utente in pigiama a strisce nere e rosse con la pistola, puo' mettere in conto che quello che legge e' vero, e poi ti ritrovi pattuglie dei carabinieri che partono alle 3 di notte su chiamata di una mamma preoccupata per aver letto un'altra mamma scrivere "avete mai provato a sterminare i vostri bambini?" per arrivare a scoprire che era un semplice errore di battitura... "sverminare" (che per altro il dizionario automatico del browser ora mi ha corretto in "sverginare", fortuna che me ne sono accorto o rischiavo di vedermi buttare giù la porta nel giro di mezz'ora ed ho già dato, non e' esperienza piacevole).

    De facto, quindi, se vuoi ottenere la libertà di espressione in modo abbastanza comodo senza rinunciare alla tracciabilità, ti occorre dire al tuo governo non solo di non rompere gli zebedei, e quindi risparmiare i tuoi soldi per cose più utili, ma anche di tutelare la tua riservatezza (esempio di cosa utile), ovvero di creare degli strati di anonimato via apposite procedure che non competono la tecnologia (es: regime di clean room design: coppia nome reale / nome utente, tenuta da un notaio a tua scelta e meglio se non governativo, di cui non si conosce a sua volta il nome a meno di procedura giudiziaria necessaria e sufficiente a fare la disclosure, e token da esso rilasciato per procedere ad accesso con credenziali di fantasia). E questo se ti piace la parola "comodo"; altrimenti, se uno vuole fare sul serio ... occorre rimodellare i protocolli affinché garantiscano anche tecnologicamente l'anonimato ... ma potrebbero verificarsi cose come l'aumento dei tempi di convergenza (ie: per sentire il segnale di libero di una telefonata mobile devi attendere 20-30 secondi al posto dei 2-3 secondi di oggi); e' cioè meno "comodo".

    Se però ci ragioni un attimo sopra, vedrai che e' molto più semplice eliminare totalmente tutte queste pippe mentali per il semplice fatto che, primo, non esiste un reale movente per un livello totale di riservatezza (che devi nascondere? Che trombi come già fecero Adamo ed Eva? Minchia... e che spettacolo della natura sei per essere più bello di tutti i Rocco e le Ilona liberamente disponibili su YouPorn!? O forse devi tutelare gli interessi degli editori, dei markettari, e le psicosi dei criminologi?), secondo, esistono strumenti client-side (cifratura end-to-end) per ottenere lo stesso risultato senza ingolfare l'accesso e le procedure pubbliche: ok, ce l'hai piccolo e la trippetta pelosa che ti sei fatto in anni di duro lavoro mandibolare non e' propriamente il massimo dello splendore... ti capisco BENE... quindi chiedi al tuo governo di obbligare i produttori di apparati che arrivano in commercio a metterti in condizione di poterti cifrare le comunicazioni senza l'intervento del governo su accesso e gli altri piani del ragionamento qui sopra!!!

    De facto, cioè, l'unico ostacolo alla tutela della tua privacy, e' che gli psicotici che ti governano obbligano Google ad ottemperare per poter operare, al solo fine di muovere più soldi tra le proprie mani; obbligano a procedure costose e macchinose che creano più danni di quanti ne risolvano.
    E danno a te la responsabilità (soldi) perchè l'utente ragiona col culo.