Claudio Tamburrino

Digital divide, una proposta per i piccoli comuni

Proposta di legge all'esame della camera per portare la Banda Larga lì dove nemmeno l'ADSL è stata mai

Roma - È stato avviato in Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera l'esame del disegno di legge sui piccoli comuni italiani: un vasto pacchetto di norme sottoscritto da oltre 70 parlamentari di diversi gruppi che vanno dalla promozione della cablatura e della banda larga, all'incentivazione della residenza, passando per le garanzie di presenza di servizi indispensabili come sanità, trasporti, istruzione, servizi postali, risparmio, il recupero dei centri storici e la tutela del patrimonio ambientale.

La logica della normativa è quella di fare dei piccoli centri italiani, 5.700 paesi con una popolazione fino a 5mila abitanti, un vero e proprio network in grado di agire competitivamente - grazie alla propria identità, cultura e tradizione - sul mercato globale. Per farlo, tuttavia, fondamentale sarà l'apporto tecnologico ed in particolare quello della banda larga: Internet sembra essere il mezzo con cui frenare l'emorragia di residenti (i giovani sono incentivati ad andarsene, in quanto lontani da tutto) e promuovere sulla vetrina del mondo i propri prodotti, la propria storia ed i propri paesaggi.

Così, appaiono fondamentali all'interno del pacchetto normativo gli incentivi previsti per portare la connessione in banda larga ai piccoli comuni italiani, paesi dove al momento anche l'ADSL appare come un lusso, dal momento che l'infrastruttura nelle cosiddette aree a fallimento di mercato può costare anche 200 euro, rispetto ai 40 delle aree urbane ed agli 80 di quelle suburbane.
Ermete Realacci, Presidente della Commissione incaricata, ha espresso soddisfazione per il testo cui si è arrivati: "Se vogliamo che l'Italia rafforzi la sua presenza sui mercati globalizzati grazie alla qualità e all'identità di cui è portatrice dobbiamo scommettere sui nostri piccoli comuni, sulla forza dei nostri territori. Per rilanciare l'economia e battere la crisi l'Italia deve fare l'Italia e puntare, oltre che su innovazione, ricerca e conoscenza, sulle cose che la rendono unica: bellezza, qualità, paesaggio, storia, coesione sociale, legame con i territori".

Claudio Tamburrino
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7 Commenti alla Notizia Digital divide, una proposta per i piccoli comuni
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  • Fermo restando che un Paese che vuol definirsi "moderno" deve avere infrastrutture adeguate e dovrebbe crearle a proprie spese, non dando l'onere ad aziende private (almeno sulla carta) che ovviamente puntano al profitto, esiste l'alternativa satellitare.
    Da qualche anno le offerte per la banda larga satellitare hanno raggiunto prezzi del tutto comparabili con le ADSL "terrestri". L'unico scoglio è l'alto costo dell'installazione iniziale dell'apparato necessario alla ricezione (di solito si aggira sui 500€).
    Non si potrebbe pensare ad una convenzione con queste società in modo che almeno una parte di questo costo venga sostenuto dallo Stato sotto forma di incentivo al cittadino che non ha alternative per la connettività?
  • Il satellite e' una tecnologia morta per internet.
    La banda larga e' altra cosa.



    - Scritto da: Skywalkersenior
    > Fermo restando che un Paese che vuol definirsi
    > "moderno" deve avere infrastrutture adeguate e
    > dovrebbe crearle a proprie spese, non dando
    > l'onere ad aziende private (almeno sulla carta)
    > che ovviamente puntano al profitto, esiste
    > l'alternativa
    > satellitare.
    > Da qualche anno le offerte per la banda larga
    > satellitare hanno raggiunto prezzi del tutto
    > comparabili con le ADSL "terrestri". L'unico
    > scoglio è l'alto costo dell'installazione
    > iniziale dell'apparato necessario alla ricezione
    > (di solito si aggira sui
    > 500€).
    > Non si potrebbe pensare ad una convenzione con
    > queste società in modo che almeno una parte di
    > questo costo venga sostenuto dallo Stato sotto
    > forma di incentivo al cittadino che non ha
    > alternative per la
    > connettività?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Marco
    > Il satellite e' una tecnologia morta per internet.
    > La banda larga e' altra cosa.
    >

    Anche i telefoni satellitari sono morti se li confrontiamo con le reti 4G, ma se sei in mezzo al deserto quale apparecchio ti permette di parlare?
    Cerchiamo di ragionare sulla realtà, non sulla base di un ipotetico futuro che, se continuiamo su questa strada, non verrà mai!
  • per forza di cose dove non arriva il cavo in rame vai col wireless
    1. satellite
    2 wimax
    3dvb.t si possono trasmettere dati anche col digitale terrestre
    non+autenticato
  • - Scritto da: get the facts
    > per forza di cose dove non arriva il cavo in rame
    > vai col
    > wireless
    > 1. satellite
    > 2 wimax
    > 3dvb.t si possono trasmettere dati anche col
    > digitale
    > terrestre

    Esatto, anche nelle zone più disastrate, dove la Wi-Fi è un sogno e anche le connessioni 3G sono troppo scarse, arriva almeno il satellite. Il problema è che non tutti lo sanno e non tutti possono permettersi i costi iniziali (ormai i costi d'esercizio sono paragonabili a quelli di una ADSL classica).
    Di solito non sono uno che crede ai "gombloddi", ma agli accordi sottobanco si, quindi trovo alquanto plausibile che nessuna di queste alternative venga presa seriamente in considerazione dallo Stato per colmare il digital divide per un semplice motivo: favorire una nota società "para-statale" ciucciamiliardi che inizia per T.
  • Il satelite temo sia piu' un palliativo che una soluzione , a parte il costo di set-up la latenza e' molto piu' alta paragonata a quella della linea in cavo , tutti quelli che conosco che hanno provato col satellite hanno poi rinunciato , io ne ho visto uno solo di impianto e non mi ha particolarmente entusiasmato .

    Dato che il satellite sta a 36.000 km dalla terra
    il segnale per arrivare dalla parabola al trasponder ci mette 120ms di solo di viaggio , e altri 120ms per tornare a terra , qualunque ping quindi e' di default 480ms superiore allo stesso ping via rete , lo stesso vale per qualunque pacchetto di dati che avra' 240 ms di viaggio in piu' da fare , sembra nulla ... ma su molte applicazioni si sente avere una latenza cosi' alta .
    non+autenticato
  • - Scritto da: Lorenzo
    > Il satelite temo sia piu' un palliativo che una
    > soluzione ,

    Sicuramente non è una alternativa per tutte le esigenze, ma intanto è già lì, pronta all'uso e a costi abbordabili.
    Per le prime linee satellitari che ho visto, il canone costava un occhio della testa, la trasmissione dovevi farla via modem 56k e per molti siti dovevi aspettare il giorno dopo perché dovevano prima caricarli sui loro proxy... quindi 3/400 ms di latenza di adesso vanno di lusso, soprattutto in zone dove sei più che certo che non arriverà mai nessuno a posare un cavo o montare un'antenna (penso a zone rurali o in montagna).
    La mia idea è che lo Stato deve assicurare un servizio minimo ad ogni cittadino (che paga le tasse). Se questo servizio è dato dal cavo in rame, dalla fibra, dai segnali di fumo o dal satellite, poco cambia, purché il costo per il cittadino A che vive sulle montagne della Barbagia non sia di diversi ordini di grandezza superiore a quello del cittadino B che vive in centro a Roma (chiaramente non pretendo che siano esattamente uguali... vivere in Barbagia avrà altri lati positivi che compensano la carenza di connettività).