Claudio Tamburrino

NSA: sapevano tutti

L'agenzia di spionaggio passa al contrattacco: le aziende non erano affatto all'oscuro del monitoraggio. Ma erano a conoscenza dello spionaggio previsto dalla legge, non di quello condotto con metodi cracker

Roma - Un effetto sembra certamente averlo avuto, la chiamata che Mark Zuckerberg ha fatto al Presidente Barack Obama per chiedere maggiore trasparenza circa le operazioni di spionaggio compiute da Washington: potrebbe essere una delle dichiarazioni che ha indispettito la National Security Agency (NSA) che, già messa all'angolo dai documenti continuamente rivelati dal suo ex dipendente Edward Snowden, sembra voler rispondere ora attaccando le aziende ICT statunitensi. O, almeno, cercando di trascinarle con sé nel fango della polemica.

Il social network, naturalmente, era stata solo l'ultima azienda in ordine di tempo ad attaccare le azioni dell'NSA, colpevole non solo di aver violato la privacy degli utenti ma anche di aver compromesso la fiducia degli utenti rispetto a Internet e ai servizi che veicola. La telefonata di Zuckerberg, insomma, non ha fatto altro che unirsi all'indignazione espressa anche da altre aziende ICT tra cui Microsoft, Google, Apple e Yahoo!, che hanno fatto anche quadrato per chiedere la divulgazione dei dati della Corte FISA che concedeva i mandati per le intercettazioni: tuttavia ben rappresenta l'umore delle grandi aziende del settore che hanno scoperto di essere loro malgrado testimoni di una violazione di massa compiuta proprio dal loro governo.

Secondo quanto riferisce ora il Guardian riportando la testimonianza del vertice della sezione legale dell'NSA, Rajesh De, davanti al Comitato Privacy and Civil Liberties Oversight (PCLOB), le aziende ICT erano perfettamente a conoscenza del programma PRISM, e dunque delle intercettazioni da parte dell'agenzia di sicurezza.
In realtà tutta la questione (che si è dipanata più che altro sui giornali e sui commenti online) sembra più interessante per rappresentare il clima di sospetto e diffidenza venutosi a creare in seguito alla scoperta dei fatti racchiusi nel termine datagate che per esporre fatti davvero sostanziali: le parole di Rajesh De sembrano limitarsi a ribadire ciò che già si sapeva, cioè che le aziende ICT sapessero delle intercettazioni delle autorità e soprattutto fossero costrette a concedere l'accesso a determinati file secondo i poteri previsti dalla Section 702 del FISA Emendments Act.

Diverso è invece quello che affermano a più riprese, indignate, le aziende: che non sapevano - e neanche si aspettavano - che le autorità si arrogasseo il diritto di avere un accesso illimitato ai loro server, ricorrendo anche a siti di phishing (come nel caso delle finte pagine Facebook) o ad attacchi informatici compiuti ai danni dei loro server.

Claudio Tamburrino
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10 Commenti alla Notizia NSA: sapevano tutti
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  • L'agenzia di spionaggio passa al contrattacco: le aziende non erano affatto all'oscuro del monitoraggio.

    ma và! che rivelazione sensazionale!

    gli unici che non l'avevano capito sono i vari "Leguleio" della situazione...
    non+autenticato
  • > Scritto da: king volution
    > L'agenzia di spionaggio passa al
    > contrattacco: le aziende non erano affatto
    > all'oscuro del monitoraggio.

    >
    >
    > ma và! che rivelazione sensazionale!

    Infatti!

    E dire che l'affare Lavabit aveva spiegato anche perchè negavano e avrebbero sempre negato la complicità: erano obbligate per legge a negare.
  • lo hanno capito tutti che i gridi scandalizzati di zuckerberg,ibm and company sono solo sceneggiate use a salvare la faccia
    piuttosto la vera notizione e che NSA ammette di avere registrato i contenuti di tutte ,-->TUTTE<--- le telefonate dei paesi esteri...
    chissa che usano per comprimere i dati e gestire i miliardi di petabyte
    non+autenticato
  • - Scritto da: get the facts

    > chissa che usano per comprimere i dati e gestire
    > i miliardi di
    > petabyte

    nah, semplicemente comprano dischi in blocchi di 1 milione Rotola dal ridere
    non+autenticato
  • - Scritto da: collione
    > - Scritto da: get the facts
    >
    > > chissa che usano per comprimere i dati e gestire
    > > i miliardi di
    > > petabyte
    >
    > nah, semplicemente comprano dischi in blocchi di
    > 1 milione
    > Rotola dal ridere

    nah, adottano analisi umanistiche (es: analisi comportamentale) per classificare in modo generico le persone ... alcune categorie sono totalmente inermi. E questo riduce di alcuni zeri il numero di persone da monitorare.
    Poi settano alcuni trigger sugli individui delle categorie "indecidibili" ex-ante; se scatta un trigger l'individuo passa da "inerte" a "monitorato"... poi in base al livello di rischio possono scattare anche altre misure. Alcuni di questi trigger sono a livello subcosciente (es: temperatura corporea leggermente elevata, negli aeroporti Malesi viene monitorata con telecamere termiche per evitare rischi di epidemie di febbre dengue e malaria... ma la stessa telecamera può mappare i capillari del tuo volto, mappa unica, che ti identifica); non serve che tu faccia nulla per far scattare un trigger ed iniziare le procedure di monitoraggio della tua persona.
    Dopodichè vengono effettuate delle pratiche di pulizia del dato reale, per ridurre ulteriormente (ma non troppo) la quantità di dati da archiviare. Cosa effettivamente venga impiegato e' difficile da dire; bisogna vedere quali (memoria, potenza di calcolo, capacità trasmissiva) e quante risorse computazionali sono a disposizione... il budget... magari per alcuni dati impiegano algoritmi lossless, per altri invece tagliano armoniche audio e profondità colore dell'immagine, altri ancora vengono tradotti in testo da audio (voce in testo) e immagine (vettorializzazione).
    Infine il rimanente viene messo su sistemi d'archiviazione particolari; pensa a ZFS e la deduplicazione: un "ciao" in UTF16 e' lungo 64-128 bit, diciamo 96 per esigenze di brevità ... se il puntatore a stringa ciao e' più corto di 96 bit, ciao può essere scritto su disco una volta sola per poi impiegare milioni di puntatori da 95 (o meno) bit... e così grazie alla deduplicazione hai 1 bit risparmiato per ognuno dei milioni di "ciao" registrati. Più diminuisci la dimensione delle sequenze binarie deduplicabili più risparmi disco e spendi cpu (e memoria); quindi se hai meno disco logghi i "ciao", se invece hai meno cpu logghi solo i "SupercalifragilistiAntanichespiralitoso".

    E dei costi dei dischi non gliene frega niente: i loro li paghi tu, in parte con le tasse, in parte con il costo eccessivo delle memorie disponibili al consumatore. Cosa che di tanto in tanto fa scattare gli allarmi degli antitrust e delle associazioni dei consumatori ("La Kattiva Taiwan edulcora il mercato delle memorie", cerca su PI e vedrai quanti di questi articoli trovi).
    Un impianto che produce chip di memoria (per CPU, RAM o SSD che sia) ne può fare una tantum l'ora (che si può aumentare frustando gli operai che costruiscono il nuovo impianto); se la domanda e' maggiore della produzione oraria il costo sale solo per te che compri alla spicciolata da un negozio che compra quantità modeste da un distributore che compra quantità medie, perché il produttore non può ricaricare il costo della domanda variabile sugli ordini elevati fissi (già piazzati in via prioritaria da chi ha il budget garantito dalle tasse e dalla polizia; in sostanza eserciti, agenzie e banche).
    Il costo delle SSD e' rimasto elevato per quasi 10 anni perché nei datacenter di banche e governi sono state avviate le procedure di sostituzione da disco meccanico a chip di memoria al fine di risparmiare grandi quantità di energia; finita quella fase tu vedi un Berlusconi che diventa Monti, o un Letta che diventa Renzi, che ti spaccia il risparmio energetico per Buon Governo; e una taiwanese che ti vende l'SSD per la metà del prezzo dell'anno precedente, mentre Apple ti vende il prodotto finito al cui interno c'e' un SSD che costa una via di mezzo in modo da ricavarne un 25% in più contando sul fatto che i suoi utenti sono mediamente incapaci di distinguere un computer da un cactus senza prima toccarlo e sentire che non punge.
  • SEI IL NUMERO UNO!
    non+autenticato
  • Non sono d'accordo.
    non+autenticato
  • Come fai a sapere tutte queste cose? Occhiolino
    non+autenticato
  • Trasformato l'audio in testo col riconoscimento vocale, poi diventa semplice semantica e statisticizzi ciò che vuoi oltre ad essere meglio comprimibile, e puoi cancellare l'audio dopo 1 mese.

    Quelle che vengono conservate sono quelle che provengono dai telefoni di personalità politiche e socialmente impegnate.
    iRoby
    7615
  • Non che sia sorpreso,erano tutte aziende americane,poi per rifarsi un pò il trucco hanno giocato la carta dell'innocenza.
    non+autenticato