massimo mantellini

Contrappunti/ Resistenza agli Erdogan

di M. Mantellini - Il caso turco è solo un esempio di quello a cui la Rete può essere sottoposta ogni giorno. E Internet non è in grado di cavarsela da sola: occorre lottare per i propri diritti

Roma - Nel corso della settimana scorsa il Primo Ministro turco Erdogan ha prima minacciato e poi messo in pratica un blocco di Twitter nel suo Paese che ha suscitato molti commenti. Erdogan non è nuovo ad iniziative del genere: qualche anno fa, nel silenzio generale degli stessi media che oggi strillano l'attacco alla democrazia dei cinguettii, aveva bloccato, per ragioni risibili legate a presunte offese al padre della patria, l'utilizzo di Youtube in tutta la Turchia. Una censura che è stata mantenuta per quattro anni.

Ci sono due maniere possibili per commentare una simile notizia.

La prima, quella più usuale, molto utilizzata anche negli articoli usciti in Italia, è quella di descrivere la lesione dei diritti alla libera espressione dei cittadini di un Paese intero, i rischi per la democrazia che simili scelte causano, la necessità di una mobilitazione internazionale contro il despota censore. In questi articoli, di solito, si accenna brevemente a contesti analoghi di identiche odiose censure in altre parti del pianeta, al firewall cinese e ad altre evenienze del genere. In almeno la metà di questi articoli, fra quelli italiani, verrà citata o comparirà una breve intervista a Stefano Rodotà sulla necessita sempre più stringente di una Costituzione per Internet. Del resto sono molti anni che Rodotà va ripetendo, nel disinteresse quasi assoluto, la sua litania sulla necessità di un simile accrocchio burocratico per proteggere il mondo dall'Erdogan di turno.
Il secondo approccio possibile è quello tecnologico-salvifico. Anche questo è un tipo di articolo usuale in contesti simili. Il cattivo di turno spegne Twitter (o spegne Facebook o spegne la Internet intera nella sua nazione) e la Rete si organizza. Il fideismo sulla capacità di superare la censura tecnologica attraverso l'utilizzo di altra tecnologia è uno dei luoghi comuni più frequentati da quando esiste Internet. Benché molte evidenze, anche recenti, indichino l'esatto contrario (per esempio nei giorni scorsi, come è accaduto diverse volte durante le rivoluzioni arabe negli anni scorsi, improvvisamente tutta la rete Internet in Siria è stata improvvisamente spenta da qualcuno per ragioni a noi non note) simili articoli si concentrano e indicano le numerose vie d'uscita tecnologiche che consentono di gabbare il tiranno. Si basano insomma sull'idea della "internet che non si può bloccare". Che ciò avvenga attraverso l'utilizzo di un DNS diverso (magari pubblicizzato in formato spray sul muro delle case, come indica questa foto scattata da qualche parte in Turchia che ha girato molto in Rete), che sia suggerendo la possibilità di twittare mediante SMS o il più sofisticato utilizzo di servizi proxy che consentano, come avviene in Cina, di saltare a piedi pari il filtro governativo, il messaggio resta chiaro: la Rete si organizza e, infine, vince.




Entrambi simili approcci hanno significativi punti di debolezza. Da un lato non è vero che Internet non si può bloccare: non è vero che la sua natura distribuita impedisce ai regimi di condizionarla a proprio piacimento. Dall'altro la capacità della rete Internet di immaginarsi soluzione tecnologica a problemi di natura politica attraverso gli strumenti al momento disponibili è tanto vera quanto quantitativamente risibile. Anche in questo caso la dittatura del default avrà vittoria facile: per un cittadino turco che si ingegna a modificare il DNS ce ne saranno altri nove che non lo faranno. E nei casi estremi, dove l'investimento economico sulla censura tecnologica è sufficientemente ampio (in Cina o in Russia per esempio), a strumenti sofisticati di aggiramento della censura ne risponderanno altri altrettanto sofisticati e, in genere, più attuali e meglio gestiti.

E nonostante questo non è nemmeno vero che simili questioni possano avere soluzione in una concertazione politica internazionale: nella gestione di simili eventi manipolatori della Rete la risposta attraverso una Carta dei principi della Rete è una risposta del tutto inutile, magari formalmente ammirevole, ma inadeguata da un punto di vista pratico. Lo hanno capito un po' tutti, tranne Stefano Rodotà.

C'è infine, da sempre, un solo approccio risolutivo possibile agli attacchi censori a Internet, ed è quello di una risposta tecnologica dal basso. Del resto Internet è nata così, attraverso un set di regole che hanno bypassato più o meno intenzionalmente, lo status quo. La soluzione è continuare in quella direzione.

Si tratta a ben vedere del medesimo problema che in questi mesi le grande aziende tecnologiche USA stanno avendo nei confronti delle incursioni NSA ai loro server. Occorrerà ovviamente non confondere i contesti: perché i problemi di Google e Facebook con NSA non sono, come Google e Facebook cercano di farci intendere, problemi dei cittadini alle prese con lo spione cattivo ma sono, prima di tutto, problemi aziendali dei giganti della Silicon Valley. In ogni caso, esattamente come avviene con NSA, la risposta ad attacchi alle libertà di Rete non può che essere una risposta di architettura di rete tenuta distante dal controllo dei governi. Le tecnologie esistono (dai sistemi di cifratura dei dati ai mesh network) hanno solo bisogno di essere implementate con maggior decisione nella struttura portante di Rete.

Niente di tutto questo potrà avvenire in maniera diversa dall'applicazione di standard di Rete fuori dal controllo degli apparati nazionali pena il loro fallimento. Niente di tutto questo sarà ovviamente una soluzione definitiva ma solo la risposta necessaria in una partita a scacchi destinata a proseguire in futuro. Già prendere coscienza di questo sarebbe un ottimo passo avanti. Perché dal punto di vista dell'architettura di rete e dei suoi buchi, Erdogan e Obama sono in fondo la stessa persona.

Massimo Mantellini
Manteblog

Tutti gli editoriali di M.M. sono disponibili a questo indirizzo
29 Commenti alla Notizia Contrappunti/ Resistenza agli Erdogan
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  • Mi dispiace veramente per Mantellini, che fa bene il suo mestiere, che sente ancora la passione di un tempo, che crede si possa ancora in qualche modo "salvare la Rete".

    Peccato che, purtroppo, non sia possibile. Quella battaglia è finita. Gli Erdogan, i Putin ma anche gli Obama, i Cameron e persino i Frattini, hanno vinto. Noi, quella piccola minoranza che ancora si ostinava a credere nella nuova frontiera digitale, portatrice di libertà e di dialogo senza frontiere, che avevamo fatto dell'ingenuo "manifesto hacker" la nostra bandiera, abbiamo perso. "Salvare Internet" oggi ha senso quando tentare di rianimare un cadavere decomposto.

    Dovevamo aspettarcelo, in fondo: il destino di ogni rivoluzione è di essere alla fine tradita, e il destino di ogni rivoluzionario è di sostituirsi al tiranno e diventare tiranno a sua volta, o essere schiacciato, o finire dimenticato.

    Anche nelle rivoluzioni pacifiche è così: negli anni '60 un'intera generazione gridava vittoria, il passato era morto, non era possibile che dopo un simile mutamento di costumi e di idee la vecchia guardia non potesse fare altro che soccombere al nuovo che avanzava. E cosa è successo? Nel giro di un ventennio la "vecchia guardia" ha reagito con forza e tenacia, e ha rimesso le cose a posto esattamente com'erano. Nulla è cambiato, e i rivoluzionari di allora sono i custodi dell'ordine di oggi. Era solo questione di tempo perchè il genio venisse rimesso nella lampada, con le buone o con le cattive.

    Internet come "nuova frontiera di libertà" è un capitolo chiuso. Dimentichiamolo e guardiamo oltre, ci sono altre battaglie per i nostri diritti che meritano più attenzione e risorse di una causa persa. Rendiamocene conto prima che intere generazioni vengano condannate ad un'esistenza di miseria e di servaggio mentre il divario tra l'elite dominante depositaria della ricchezza nel mondo e le masse depauperate diventi incolmabile e che un muro invalicabile sormontato da filo spinato vi venga eretto in mezzo.

    Il "Popolo di Seattle" ha fallito. "Occupy Wall Street" è stato sgominato. Internet è morta. La lista delle cause sta diventando sempre più corta e un altro paio di sconfitte saranno fatali. Meglio darsi da fare.
    non+autenticato
  • il solito troll disfattista.
  • - Scritto da: Sg@bbio
    > il solito troll disfattista.

    Si tratta di realismo, non di disfattismo e nemmeno di trollaggio. Non ho detto che è inutile combattere, ma che è futile farlo per una causa persa. Invece di sprecare tempo per rianimare il cadavere, salviamo quello che possiamo ancora salvare: cerchiamo di proteggere i diritti individuali, di salvaguardare il lavoro, di denunciare la crescente ingiustizia sociale, di combattere l'accentramento del potere basato sulla forza economica e la conseguente morte della democrazia.

    Queste sono cose importanti e irrinunciabili. Una internet 2.0 la possiamo costruire, ma quando la libertà é morta, é morta. E in questo secolo non vedo grandi movimenti di masse in grado di opporsi allo strapotere di governi e multinazionali.
    non+autenticato
  • Che fai ogni tanto cambi nome per non essere riconosciuto?
    Pessimismo^3 eh ...

    io mi auguro che tu sia ironico con quanto scritto sopra.

    Quale causa persa ? La causa la perdi unicamente quando ti arrendi e lasci fare

    Cavolo ci manca solo qualcuno che ti metta contro un muro e ti spari alle spalleA bocca aperta

    cos'è hai fatto tuo il motto "pessimismo e rassegnazione?"A bocca aperta
    non+autenticato
  • Intanto tra i risultati che sono stati raggiunti da quelli che tu chiami fallimenti sono:
    - abolizione della schiavitù nel mondo occidentale (contrapposta agli zoo degli esseri umani https://en.wikipedia.org/wiki/Human_zoo )
    - diritto di voto alle donne
    - superamento di una mentalità bigotta sui costumi sessuali
    - maggiori diritti sul lavoro
    Insomma, non tutto è ndato perso.

    Internet è rimasta libera finché è stata socialmente irrilevante. Nel momento in cui i politici hanno capito che attraverso Internet è possibile conquistare elettori, hanno cominciato ad usarlo. Il successo di Matteo Renzi significa proprio questo.

    Per cambiare le cose bisogna che la gente sia consapevole, informata e partecipe alla vita sociale di una nazione. Questo richiede grandi fatiche e non ci sono scorciatoie.
    non+autenticato
  • I media mainstream italiani hanno quasi taciuto l'oscuramento di twitter da parte della turchia, in un paese dove si pensa ad internet come una minaccia, parlando a sproposito di hate speech e dove si lascia libertà di censura ad un extra giudiziario, dove si usano filtri DNS e IP a caso, non mi stupisce, la cosa.
  • Se tacciano su importanti informazioni che dovrebbero essere divulgate a livello nazionale che riguardano la salute delle persone ...

    http://www.retenews24.it/rtn24/archivio/allarme-vo.../
    non+autenticato
  • > Se tacciano su importanti informazioni che
    > dovrebbero essere divulgate a livello nazionale
    > che riguardano la salute delle persone ...
    >
    >
    > http://www.retenews24.it/rtn24/archivio/allarme-vo

    Sulla salute delle persone che prendono alcni tipi di farmaci forse ne sa più The lancet che The Guardian , la fonte originale di quell'articolo.

    Tra l'altro nel foglietto illustrativo italiano, il bugiardino, è controindicato per chi soffre di "severa insufficienza cardiaca", quindi mi sa che le due ricercatrici di Nottingham hanno scoperto ciò che si sapeva già.
  • In moltissimi farmaci si trovano tra gli effetti collaterali "convulsioni e morte" dei quali deve essere quantificata l'incidenza (leggiti il bugiardino degli effetti collaterali della comunissima aspirina). Bisogna vedere quanto hanno dichiarato come incidenza e qual'è l'incidenza reale, è in base a questi dati che poi i servizi sanitari possono dare l'autorizzazione a vendere il farmaco ed eventualmente con o senza ricetta medica.
    Il bugiardino non è "tana libera tutti".
    non+autenticato
  • > In moltissimi farmaci si trovano tra gli effetti
    > collaterali "convulsioni e morte" dei quali deve
    > essere quantificata l'incidenza (leggiti il
    > bugiardino degli effetti collaterali della
    > comunissima aspirina).

    Lo so. Non era mia intenzione aprire una discussione sui bugiardini. Ho accennato a quella circostanza, perché era in tema col farmaco in questione.


    > Bisogna vedere quanto
    > hanno dichiarato come incidenza e qual'è
    > l'incidenza reale, è in base a questi dati che
    > poi i servizi sanitari possono dare
    > l'autorizzazione a vendere il farmaco ed
    > eventualmente con o senza ricetta
    > medica.

    D'accordo su tutto.
    Ma aggiungo un punto ulteriore ai "bisogna": bisogna considerare le parole delle ricercatrici di Nottingham che pubblicano le loro ricerche su The guardian per quello che sono: parole, in attesa di una conferma indipendente. Altrimenti non sarebbe permesso il commercio di nessun farmaco.

    > Il bugiardino non è "tana libera tutti".

    No, però se elenca una specifica patologia i cui pazienti non devono usare quel farmaco, anziché tutte le patologie possibili (alcuni bugiardini lo fanno, e sono il massimo dell'inutilità), si suppone che il problema fosse già noto, almeno per sommi capi.
  • - Scritto da: bubba
    > - Scritto da: ...
    > > - Scritto da: Number 6
    > > > Ho usato un tuo piccolo errore per fare una
    > > > battuta a tema. Se non hai senso dell'umorismo
    > > > non è colpa
    > > > mia.
    > > >
    > > > Lo sapevi che la mancanza di senso
    > dell'umorismo
    > > > è un segno di possibile ritardo mentale?
    > > > Controllerei il mio orologio interno se fossi
    > in
    > > > te.
    > >
    > > se io fossi ritardato, non me ne accorgerei in
    > > quanto il mio "essere meno del normale" sarebbe
    > > per me,
    > > normale.
    > >
    > > Difettiamo di logica, eh?
    > enno'. QUI hai difettato tu.... eheh.. nel senso
    > che nella foga della risposta (che in astratto ci
    > poteva anche stare, anche se salendo nel thread
    > la sua battuta era simpatica) non hai badato al
    > suo errore ("Controllerei il *MIO* orologio
    > interno se fossi in te"), che avrebbe dovuto
    > scaturire ben altra risposta/battuta
    >Sorride
    >
    > (che belli i contorcimenti mentaliCon la lingua fuori)

    o bubba! Number 6 conclude con "se io fossi in te", quindi currettamtne ha messo "mio". Lui non ha sbagliato... ma tu si Sorride
    non+autenticato
  • cosa distingue un dittatore centroamericano da uno nordamericano o europeo? il primo e' in divisa mimetica, gli altri due in giacca e cravatta.

    il primo e' messo dove sta dal secondo, che tra l'altro consente al terzo di stare dove sta.

    TUTTI E TRE INDISTINTAMENTE vogliono il massimo controllo sul popolo bue,

    Il primo principalmente con le armi
    il secondo principalmente con la tecnologia (informantica)
    il terzo principalmente con la politica

    ma solo il secondo ha la massima possibilita' di esercitare il suo potere, tramite la minaccia militare ed il controllo economico/indistriuale.

    Abbronzatrissimo a no, cou baffi o no, con la giacca o no, bungabunghiere o no, SONO TUTTI UGNUALI!
    non+autenticato
  • - Scritto da: ...

    >
    > Abbronzatrissimo a no, cou baffi o no, con la
    > giacca o no, bungabunghiere o no, SONO TUTTI
    > UGNUALI!

    Tutti gli animali sono ugnuali, ma alcuni animali sono più ugnuali di altri, e qualcuno è pure ungulato.

    E dire che in questo caso siamo noi ad essere ungulati alla grande...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Number 6
    > - Scritto da: ...
    >
    > >
    > > Abbronzatrissimo a no, cou baffi o no, con la
    > > giacca o no, bungabunghiere o no, SONO TUTTI
    > > UGNUALI!
    >
    > Tutti gli animali sono ugnuali, ma alcuni animali
    > sono più ugnuali di altri, e qualcuno è pure
    > ungulato.
    >
    > E dire che in questo caso siamo noi ad essere
    > ungulati alla
    > grande...

    oh, il grammarnazi. Correggi anche questo allora: na cai a sare cia ul vulo.
    non+autenticato
  • In occidente il potere viene esercitato in modo molto più sottile, a partire dalle scuole per passare ai posti di lavoro. Il controllo è costante e la punizione è sempre in agguato. Se non ripeti ciò che ti dicono i docenti prendi voti bassi. Se non obbedisci ai tuoi datori di lavoro vieni licenziato e non ricevi più lo stipendio. La violenza non serve più. Basta il controllo economico e sociale.

    Il popolo deve essere soppresso fisicamente solo in casi estremamente rari, in quanto la maggior parte del popolo non riesce nemmeno a concepire un comportamento diverso da quello propugnato dagli organismi di potere.

    Pensa al caso Snowden ed al Panopticon di Bentham.
    A mio avviso .iIl riferimento migliore per chi vuole approfondire è "Sorvegliare e punire" di Michel Foucault.
    non+autenticato
  • Io mi chiedo come oggi,nel 2014,la gente sia ancora disposta a subire certe dittature.Ci sono ancora tiranni perchè i popoli lo permettono egli danno ascolto.Un tiranno senza popolo non è più nessuno.

    Nel caso della Turchia che negli spot pubblicitari è sempre stata posta come quella dal pensiero più occidentale,il suo popolo si deve chiedere come mai deve esserci una censura se viene rilevata corruzione ai vertici.
    Uno stato serio avrebbe fatto indagini e nel caso rimosso le mele marce,qui si è preferito nascondere al pubblico per evitare proteste...purtroppo per loro in ritardo.

    I casi sono 2 :

    1) o la corruzione è presente ma si vuol andare ugualmente avanti in tal senso nascondendolo al popolo perchè non si vuole vedere sgretolare il proprio potere dittatoriale

    2) oppure è una notizia falsa messa li per far cadere un governo e metterne uno che strizzi invece l'occhio ai potenti della Terra...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Etype
    > Io mi chiedo come oggi,nel 2014,la gente sia
    > ancora disposta a subire certe dittature.Ci sono
    > ancora tiranni perchè i popoli lo permettono egli
    > danno ascolto.Un tiranno senza popolo non è più
    > nessuno.

    e dicci: usi un sistema operativo microsoft? un cellulare iphone/android? se si, sei funzionale alla tirannia "americana con la kappa", lo sai?
    non+autenticato
  • - Scritto da: ...
    > - Scritto da: Etype
    > > Io mi chiedo come oggi,nel 2014,la gente sia
    > > ancora disposta a subire certe dittature.Ci sono
    > > ancora tiranni perchè i popoli lo permettono
    > egli
    > > danno ascolto.Un tiranno senza popolo non è più
    > > nessuno.
    >
    > e dicci: usi un sistema operativo microsoft?
    No.

    > un cellulare iphone/android?
    No.

    > se si, sei funzionale
    > alla tirannia "americana con la kappa", lo
    > sai?

    \o/
    Shiba
    3826
  • Si parlava di tirannia politica verso i popoli,cosa c'entrano i sistemi che uso ?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Etype
    > Si parlava di tirannia politica verso i
    > popoli,cosa c'entrano i sistemi che uso
    > ?

    la tirannia politica (controllo) e' esercitato anche attraverso strumenti di controllo. si scrive microsoft/apple/cisco/ibm ma si legge NSA/USA. Vedi un po tu.
    facile urlare contro il cattivo, piu difficile rinuciare al gicattolino apple, eh?
    non+autenticato
  • - Scritto da: ...
    > la tirannia politica (controllo) e' esercitato
    > anche attraverso strumenti di controllo.

    Ma non con la stessa importanza di una tirannia diretta

    > si scrive microsoft/apple/cisco/ibm ma si legge
    > NSA/USA. Vedi un po
    > tu.

    Che è stata anche smascherata,infatti non ha potuto fare altro che ammetterlo...

    > facile urlare contro il cattivo, piu difficile
    > rinuciare al gicattolino apple,
    > eh?

    mai avuto un giocattolino con la mela morsicata sopra in tutta la mia vitaOcchiolino
    non+autenticato
  • La farei più sottile.

    Pensi che la felicità si possa raggiungere unicamente attraverso il denaro ed il possesso di beni di lusso?
    Pensi che l'istruzione e l'insegnamento di arte, letteratura, storia siano inutili?
    Pensi che l'attuale sistema sanitario nazionale e quello di previdenza sociale debbano essere aboliti?
    Pensi che tutti i problemi della società che stiamo vivendo potranno essere risolti da nuove e stupefacenti tecnologie?

    Se hai risposto sì a tutte e quettro le domande, dubito fortemente che tu sia veramente libero.
    non+autenticato
  • - Scritto da: vituzzo
    > La farei più sottile.
    >
    > Pensi che la felicità si possa raggiungere
    > unicamente attraverso il denaro ed il possesso di
    > beni di
    > lusso?

    Quello aiuta ma di certo non unicamente,ovviamente tutto rapportato alla società che abbiamo oggi.

    > Pensi che l'istruzione e l'insegnamento di arte,
    > letteratura, storia siano
    > inutili?

    Religione,SI...è non è l'unica.
    Una cosa è inutile quando prima la studi ma dopo non ne trovi un'applicazione pratica nella vita reale,sul lavoro,ecc.

    > Pensi che l'attuale sistema sanitario nazionale e
    > quello di previdenza sociale debbano essere
    > aboliti?

    Non aboliti,migliorati.Prima di tutto tagliando quelle grandi,meno differenze economiche ci sono in una società più si vive meglio.
    Che poi uno che ha sempre guadagnato una barca di soldi in vita sua non ha assolutamente bisogno di una megapensione visto che si è messo da parte un bel gruzzolone,fosse per me neanche gliela darei visto che se lo può permettere.

    > Pensi che tutti i problemi della società che
    > stiamo vivendo potranno essere risolti da nuove e
    > stupefacenti
    > tecnologie?

    Affatto,lunico modo di risolverli (o almeno migliorare un pò la situazione) è creare un nuovo tipo di società ma non seguendo ovviamente i dettami di chi invece vuole che le cose non cambino per i propri interessi.

    > Se hai risposto sì a tutte e quettro le domande,
    > dubito fortemente che tu sia veramente
    > libero.

    Sarai veramente libero solo quando ti sarai spogliato completamente di qualsiasi cosa di materiale,denaro,pensieri infusi per anni,ecc...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Etype
    > - Scritto da: vituzzo
    > > La farei più sottile.
    > >
    > > Pensi che la felicità si possa raggiungere
    > > unicamente attraverso il denaro ed il possesso
    > di
    > > beni di
    > > lusso?
    >
    > Quello aiuta ma di certo non
    > unicamente,ovviamente tutto rapportato alla
    > società che abbiamo
    > oggi.
    >
    > > Pensi che l'istruzione e l'insegnamento di arte,
    > > letteratura, storia siano
    > > inutili?
    >
    > Religione,SI...è non è l'unica.

    Dissento.
    La religione e' utile.
    Se la conosci, la eviti. Se non la conosci, ti uccide.

    > Una cosa è inutile quando prima la studi ma dopo
    > non ne trovi un'applicazione pratica nella vita
    > reale,sul lavoro,ecc.

    Troppo materialista e utilitaristico.
    Ci sono anche cose che si fanno perche' piacciono.
  • - Scritto da: panda rossa

    > Dissento.
    > La religione e' utile.
    > Se la conosci, la eviti. Se non la conosci, ti
    > uccide.

    Me ne son sempre fregato e sono vissuto benissimo senza.
    Quando poi vedo una famosa piazza gremita per certi discorsi vuoti con genete con la bocac aperta,beh li la cosa mi fa pensare...

    > Troppo materialista e utilitaristico.

    Ma sai che è così nella società di oggi...

    > Ci sono anche cose che si fanno perche' piacciono.

    Si ma quello è personale...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Etype
    > Ma sai che è così nella società di oggi...

    Non è una giustificazione, semmai una aggravante. Ti è stato dato un cervello e dovresti usarlo per riflettere su cosa sia giusto e cosa no.
    Se segui la massa, di fatto rendi inutili tutte le tue facoltà intellettive.
    non+autenticato
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