Fermate la tecnologia. Ritorna Joy

di Alberigo Massucci. A un anno dal suo articolo che ha aperto gli occhi a tanti, il co-fondatore di Sun Microsystems torna sull'argomento e rilancia. Robotica, genetica, nanotecnologia sono pericolose perché senza controllo

Fermate la tecnologia. Ritorna JoyRoma - Con stupore, il mondo aveva appreso l'anno scorso che il co-fondatore di una delle più importanti aziende dell'ICT mondiale, Bill Joy di Sun Microsystems, vedeva il futuro tecnologico irto di pericoli per il genere umano. L'avvertimento di Joy sullo sviluppo incontrollato di robotica, nanotecnologia e genetica non si è però esaurito l'anno scorso, dopo aver lungamente fatto parlare di sé, perché è oggi materia di tavole rotonde. Ed ecco che ora, dopo un anno, in una intervista a Cnet, Bill Joy ha deciso di tornare sull'argomento. Naturale dunque che sulle sue affermazioni ci siano gli occhi puntati di mezzo mondo.

"La mia preoccupazione - afferma Joy - nasce dal fatto che numerose scienze stanno diventando scienze dell'informazione. Come tecnologo dell'informazione, che si rende conto di quanto sia difficile controllare la circolazione dei dati, ho capito quale potenziale, e quale rischio, si celi dietro alla diffusione di queste scienze".

Secondo Joy, il problema di fondo è che le tecnologie "di punta" possono ormai essere studiate e portate avanti, anche con realizzazioni pratiche, non solo da scienziati e costosi laboratori ma anche da singoli individui dotati di potenti computer. "A quel punto - spiega - uno fa quello che storicamente si faceva in un laboratorio scientifico, ma lo fa senza laboratorio".
Joy sostiene di trovare straordinario il fatto che chiunque possa essere autore di scoperte importanti ma teme gli incidenti o i percorsi di ricerca irrazionali che possono derivare da questa situazione. "Si tratta - sottolinea - di una situazione senza precedenti. Mai le persone hanno potuto realizzare cose così distruttive con in mano un solo computer. E le cose pericolose sono quelle cose che, lasciate libere, finiscono per replicarsi rapidamente nell'ambiente".

Dunque, se in molti possono accedere alle ricerche più avanzate, ma in ambienti non controllati, la ricerca stessa può dare adito ad effetti tutt'altro che positivi o altamente distruttivi. "Se in molti - spiega Joy - ci giocano sopra, ci saranno incidenti. Possiamo dirci che la maggioranza delle persone è responsabile. Ma non possiamo dirci che non ci siano dei pazzi. Questo è il problema. Se noi mettiamo quel potere di scelta (sul destino della specie, ndr) nelle mani di ciascuno, questo prima o poi finirà nelle mani di qualche criminale".

E gli esempi di Joy sono terrorizzanti. "Poniamo - dice per esempio - che qualcuno realizzi un virus letale per gli uomini e contagioso come l'afta epizootica, un prodotto dell'ingegneria genetica contro cui l'uomo non ha difese". Cosa accadrebbe?

"Non sono cose - continua Joy - di cui è piacevole parlare, ma non farlo è folle. Non possiamo limitarci a chiudere i nostri occhi".

Il problema dunque è come impedire che lo sviluppo dei sistemi informatici e l'informazione costitutiva delle scienze avanzate si fermi o fermi la sua circolazione. Si può impedirlo?

Secondo Joy, bisogna partire da un altro presupposto. "La natura di queste tecnologie - afferma - è tale che sono molto più dannose in attacco che capaci di fornire una difesa. Per esempio, è molto più facile costruire un ordigno nucleare piuttosto che una difesa contro la bomba atomica. Ed è più facile costruire una malattia con l'ingegneria genetica piuttosto che un sistema immunitario capace di difendersi".

"Quindi - spiega - una soluzione semplice non esiste". Secondo Joy si deve dare seguito a questa presa di coscienza in ambito accademico ma non solo. Nella consapevolezza che non esiste un unico rischio ma ne esistono molti e che se ogni rischio è in sé ridotto, la loro somma provoca una situazione di grande rischio. Da qui la consapevolezza che "non si risolverà tutto con un'unica azione".

"Credo - sostiene Joy - che capire la natura dell'età dell'informazione sia capire che queste scienze si sono trasformate in scienze dell'informazione e che i rischi sono oggi maggiori che in passato. E significa anche capire che ci possiamo trovare a dover proprio per questo gestire l'informazione in un modo con cui finora sono state maneggiate solo le sostanze pericolose".

Joy è consapevole che fermare l'informazione sembra essere una folle utopia nell'era di Internet e del flusso libero di dati. "Ma se non lo facciamo - conclude - allora abbiamo un problema enorme. Dunque non credo che dovremmo rassegnarci così presto nel tentare di istituire una gestione accorta di questa informazione e una autoregolamentazione. Credo che una organizzazione scientifica con un buon codice di condotta possa tenere a bada i propri comportamenti quasi del tutto o comunque ad un livello sufficiente a ridurre il rischio globale".

Il destino di tutti nelle mani delle organizzazioni scientifiche, dunque?

Alberigo Massucci
TAG: mondo
25 Commenti alla Notizia Fermate la tecnologia. Ritorna Joy
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  • Pensate se una azienda come la Microsoz si mettesse a produrre prodotti biotecnologici....
    altro che preoccuparsi.... sarebbero c...i amari.

    non+autenticato
  • Se il contenuto dell'articolo corrisponde a quanto detto da Joy (mi devo fidare del gionalista), penso che il pessimismo nei confronti del genere umano del Sig. SUN sia un "sentimento" + che legittimo.

    Penso che questo "sentimento" albergava in molti ai tempi della guerra fredda per es.: tutte quelle armi nucleari e la tensione fra le 2 superpotenze hanno ispirato sempre per es. molti artisti cinematografici che hanno realizzato opere dove si ipotizzavano conflitti nucleari distruttivi. (niente di nuovo quindi)

    L'informatica e il libero scambio di informazioni
    non sono peró SOLO un pericolo:
    - se parliamo di "mezzi", l'informatica, Internet e i PC costituiscono IL mezzo tramite il quale la gente comune, le scuole, le comunitá in genere possono comunicare scambiandosi qualcosa di + di una semplice "opinioni" o parole e sono semplicemente alternative ai libri, ai giornali, alle radio\televisioni.
    Con questi VELOCI mezzi, le informazioni sono subito prote all'uso!!
    - se parliamo di persone, sono forse + i vantaggi
    che questo libero scambio offre che gli svantaggi:
    le innumerevoli applicazioni "pratiche" di Internet hanno contribuito a diffondere Internet stesso nel mondo proprio perchè la "gente" (società, aziende, consumatori, clubs di ogni genere) ne hanno tratto vantaggio.

    Anzi questi "nuovi mezzi" non bastano da soli a garantire il libero scambio di informazioni: non mi sorpenderei se fra 100 anni si inventasse qualcosa per la trasmissione telepatica del pensiero!

    Non bastano perchè il problema non sta nel 'mezzo' ma nelle persone.

    E per tutti coloro che pensano e dicono che assassini, stupratori, e pazzi esisteranno sempre (anch'io lo penso), io dico che persone oneste e generose il buon Dio ce ne manderà sempre.
    Non vorrete mica pensare che il "progresso sociale" ci porti alla creazione di una società PERFETTA (Bisogna essere un po' + umili e pregare sempre il buon Dio!)

    Se poi vogliamo guardare alla storia, ci sono sempre state guerre, carestie, epidemie, fenomeni della natura ecc. che anno decimato le popolazioni ma il genere umano non è scomparso.

    Ma forse qualche pazzo che ha raccolto informazioni tramite Iternet sta già progettando un virus letale. La fine del mondo si avvicina...

    RR
    non+autenticato
  • E? il solito problema. Potersi fidare di chi detiena il potere, o i poteri, politico, economico, tecnologico, d?informazione, di controllo ect. Spesso insieme.
    Se non è la soluzione, è una cosa da fare,secondo me, quella di proporzionare le pene al grado ricoperto nei vari settori. In altre parole ?chi più sta in alto, più deve retrocedere al verificarsi di una disonestà?,(bisognerebbe mettersi d'accordo su cosa sia l'onestà. per me è prima di tutto legalità, cioè rispettare i patti che bene o male ci siamo dati noi o i nostri nonni,turlupinati o meno) di una mancata osservazione delle leggi. Le leggi altro non sono che la volontà comune della specie uomo o di un gruppo di essi (stati ect.) raccolta con i migliori metodi finora conosciuti (sistemi di governo vari + o ? democratici).
    Ora la legge ?uguale? per tutti colpisce ugualmente sia l?ultimo poveretto che il presidente delle presidenze presidenziali, con la differenza che il primo paga davvero mentre l?altro con il suo potere e le sue conoscenze sposta processi, rinvia, trova cavilli, regala cavalli, arriva addirittura a farsi fare leggi ad hoc (doc) con la conseguenza che i peggiori hanno capito che devono appoggiarsi/mettersi in politica. Risultato, siamo governati dai peggiori. (ok il tutto è un po? pessimista, ma?)
    Condivido la preoccupazione di Joy, ma apprezzo anche l?intervento di Alien ?oscurantista fuori di melone??
    Ho fiducia che l?umanità si metta sulla buona strada ma solo a patto di preoccuparsi (occuparsene prima (pre)?Che sia troppo tardi) di questi problemi.
    Non ci sono certezze. L?umanità potrebbe autodistruggersi come potrebbe risolvere moltissimi problemi e tornare ad essere un paradiso terrestre o addirittura galattico. Chi ha certezze in un senso o nell?altro rischia di diventare, secondo me, quel pazzo che potrebbe far danni. Chi fin che ricerca, fin che affronta il dibattito, (come questo..a proposito complimenti a tutti e in particolare alla?banda? di PI) dimostra di accettare gli altri. E questo lo salva. Anche se usa toni perentori. Anche se dice non vi accetto..ma ce lo dice.. non ci attacca coi virus.
    La democrazia non è perfetta ma è migliorabile. Il confronto con gli altri non ci garantisce al 100% di approdare alla decisione migliore, ma non conosco metodi migliori per avvicinarsi a quella percentuale.
    Alien ha aggiunto
    ?VOGLIO SOLO DIRE CHE VOI "SCIENZIATI", FATE SOLO E QUELLO CHE VI ORDINA CHI E' AL POTERE DI TURNO, E MAI NELLA STORIA, SE NON IN POCHI, VI SIETE MAI RIFIUTATI DI PORTARE AVANTI STUDI E PROGETTI CONTRO L' UMANITA'. PER METTERVI A POSTO LA COSCIENZA AVETE SEMPRE TROVATO UNA QUALCHE RAGIONE FILOSOFICA POSITIVA (ARRAMPICANDOVI SUGLI SPECCHI).
    IL PROBLEMA E' MOLTO PIU' VASTO; IL CONTROLLO DELL' INFORMAZIONE E DELLA TECNOLOGIA DA PARTE DI POCHI E', SECONDO ME, MOLTO PIU' DANNOSO CHE SE IL CONTROLLO FOSSE DI TUTTI E L' INFORMAZIONE LIBERA DI GIRARE.
    ??.
    Non so se si capisca. Io concordo, ma vedo il modo di riuscire a selezionare i pochi, che comunque anche adesso guidano o guideranno anche Internet auoselezionandosi, con dimostrazioni di merito, ma anche, troppo spesso con ?disinvolte? dimostrazioni di? ?saperci fare?.

    Scusate la lunghezza.

    Fogliato maurizio

    non+autenticato
  • La maiuscola "sparata" di Alien mi trova sostanzialmente d'accordo, anche se mi sento ancora assordato...
    Sono infatti convinto che, allo stato, sono molte di più le informazioni ed i dati che ci sono nascosti, per interesse di chi li detiene, che quelli a nostra disposizione.
    Se poi ciascuno sia in grado di assumere e percepire correttamente tutte le informazioni esistenti, e poi di farne l'uso migliore, bhè, questa è tutta un'altra faccenda.
    Dobbiamo fare i conti con la natura più profonda - e di norma inconfessata - dell'essere umano, che non considero malvagia, ma aggressiva sì, in misura assolutamente superiore a qualsiasi cosa viva o sia su questo pianeta, nei confronti del pianeta stesso che ci ospita, e degli altri esseri che ci vivono, ivi compresi quelli della sua stessa specie.
    Questa aggressività sovente si esprime nel desiderio di poter soverchiare, cioè spadroneggiare, ogni cosa ed ogni essere vivente che gli stia d'attorno.
    E' quello che cercano di fare quanti detengono - e trattengono nascoste - le informazioni ed i dati dei quali sono in possesso. E non è bello.
    Ma non sarebbe più bello se quelle informazioni e quei dati li possedessero tutti: sarebbe solo più equo, il che, se ci si pensa, non significa poi un gran chè.
    Quando Colombo partì alla "scoperta" dell'America, dichiarò, mentendo e beccandosi l'interdizione papale, che era convito della rotondità del pianeta, e che intendeva trovare una via diretta e più breve per le Indie e le loro spezie. Ma sapeva perfettamente, dalle informazioni e dai dati che aveva raccolto, che altre terre lo attendevano di là dal mare.
    E non gliene poteva fregar di meno, se ci avrebbe impiegato 90 o 900 giorni, per arrivarci: gli bastava che la ciurma non si ammutinasse prima dell'arrivo, per mettere finalmente le mani sulle eventuali "ricchezze" delle quali avrebbe tranquillamente spogliati gli attuali proprietari, come avevano fatto prima di lui i Vichinghi, e prima ancora - con tutta probabilità - quei pirati vagabondi dei Fenici.
    [Anche se quest'ultima è una "licenza" che mi concedo allegramente Occhiolino)...]
    Solo che, per attuare il suo normalissimo progetto di arricchirsi, dovè assoggettarsi ai potenti di turno, perchè gli fornissero i loro capitali e la loro copertura.
    E non è che le cose siano cambiate di molto, da allora; anche oggi giorno, si ha un bel sapere: senza capitali e permessi, passare alla concreta attuazione comporta il sottostare alle regole imposte da chi il potere lo esercita.
    Non basta averlo, il potere; occorre usarlo, e sapere usarlo, ed avere la possibilità di esercitarlo. Chi lo ha, e sa usarlo, e può farlo, normalmente spende la propria esistenza per trattenerlo per sè, e colui che possiede informazioni è, e sarà sempre, solo uno strumento nelle sue mani.
    Che poi si considerino ingorde, o addirittura lorde di sangue !, queste mani, è una storia che racconterò un'altra volta...
    In questa occasione, volevo solo far notare che sapere non è potere, come neanche "volere è potere", come ingenuamente dichiarava l'Alfieri.
    E che, comunque la si veda, non deve spaventare questa munifica distribuzione del sapere a tutti, perchè in ogni caso restano pochi quelli che ne sanno fare uso, ed ancora meno coloro che possono attuare e concretare le conclusioni cui sono pervenuti.
    Talvolta sembrerà forse di corrodere il piedestallo dei potenti, con la diffusione di informazioni e dati che si voleva tenere segreti, ma non sarà la violazione di un segreto - o di tanti segreti - a cambiare la natura ferina più profonda dell'uomo: non so se questa cambierà mai, ma solo in questo sono riposte le speranze di non correre al suicidio collettivo.
    non+autenticato


  • - Scritto da: alfridus@multimediaclub.org
    > La maiuscola "sparata" di Alien mi trova
    > sostanzialmente d'accordo, anche se mi sento
    > ancora assordato...
    > Sono infatti convinto che, allo stato, sono
    > molte di più le informazioni ed i dati che
    > ci sono nascosti, per interesse di chi li
    > detiene, che quelli a nostra disposizione.
    > Se poi ciascuno sia in grado di assumere e
    > percepire correttamente tutte le
    > informazioni esistenti, e poi di farne l'uso
    > migliore, bhè, questa è tutta un'altra
    > faccenda.
    > Dobbiamo fare i conti con la natura più
    > profonda - e di norma inconfessata -
    > dell'essere umano, che non considero
    > malvagia, ma aggressiva sì, in misura
    > assolutamente superiore a qualsiasi cosa
    > viva o sia su questo pianeta, nei confronti
    > del pianeta stesso che ci ospita, e degli
    > altri esseri che ci vivono, ivi compresi
    > quelli della sua stessa specie.
    > Questa aggressività sovente si esprime nel
    > desiderio di poter soverchiare, cioè
    > spadroneggiare, ogni cosa ed ogni essere
    > vivente che gli stia d'attorno.
    > E' quello che cercano di fare quanti
    > detengono - e trattengono nascoste - le
    > informazioni ed i dati dei quali sono in
    > possesso. E non è bello.
    > Ma non sarebbe più bello se quelle
    > informazioni e quei dati li possedessero
    > tutti: sarebbe solo più equo, il che, se ci
    > si pensa, non significa poi un gran chè.
    > Quando Colombo partì alla "scoperta"
    > dell'America, dichiarò, mentendo e
    > beccandosi l'interdizione papale, che era
    > convito della rotondità del pianeta, e che
    > intendeva trovare una via diretta e più
    > breve per le Indie e le loro spezie. Ma
    > sapeva perfettamente, dalle informazioni e
    > dai dati che aveva raccolto, che altre terre
    > lo attendevano di là dal mare.
    > E non gliene poteva fregar di meno, se ci
    > avrebbe impiegato 90 o 900 giorni, per
    > arrivarci: gli bastava che la ciurma non si
    > ammutinasse prima dell'arrivo, per mettere
    > finalmente le mani sulle eventuali
    > "ricchezze" delle quali avrebbe
    > tranquillamente spogliati gli attuali
    > proprietari, come avevano fatto prima di lui
    > i Vichinghi, e prima ancora - con tutta
    > probabilità - quei pirati vagabondi dei
    > Fenici.
    > [Anche se quest'ultima è una "licenza" che
    > mi concedo allegramente Occhiolino)...]
    > Solo che, per attuare il suo normalissimo
    > progetto di arricchirsi, dovè assoggettarsi
    > ai potenti di turno, perchè gli fornissero i
    > loro capitali e la loro copertura.
    > E non è che le cose siano cambiate di molto,
    > da allora; anche oggi giorno, si ha un bel
    > sapere: senza capitali e permessi, passare
    > alla concreta attuazione comporta il
    > sottostare alle regole imposte da chi il
    > potere lo esercita.
    > Non basta averlo, il potere; occorre usarlo,
    > e sapere usarlo, ed avere la possibilità di
    > esercitarlo. Chi lo ha, e sa usarlo, e può
    > farlo, normalmente spende la propria
    > esistenza per trattenerlo per sè, e colui
    > che possiede informazioni è, e sarà sempre,
    > solo uno strumento nelle sue mani.
    > Che poi si considerino ingorde, o
    > addirittura lorde di sangue !, queste mani,
    > è una storia che racconterò un'altra
    > volta...
    > In questa occasione, volevo solo far notare
    > che sapere non è potere, come neanche
    > "volere è potere", come ingenuamente
    > dichiarava l'Alfieri.
    > E che, comunque la si veda, non deve
    > spaventare questa munifica distribuzione del
    > sapere a tutti, perchè in ogni caso restano
    > pochi quelli che ne sanno fare uso, ed
    > ancora meno coloro che possono attuare e
    > concretare le conclusioni cui sono
    > pervenuti.
    > Talvolta sembrerà forse di corrodere il
    > piedestallo dei potenti, con la diffusione
    > di informazioni e dati che si voleva tenere
    > segreti, ma non sarà la violazione di un
    > segreto - o di tanti segreti - a cambiare la
    > natura ferina più profonda dell'uomo: non so
    > se questa cambierà mai, ma solo in questo
    > sono riposte le speranze di non correre al
    > suicidio collettivo.
    +
    FIUUUIIIIIIIII CHE SUDATA LEGGERTI TUTTO.
    Sostanzialmente mi trovo direi d'accordo.
    Del resto so perfettamente che viviamo tuttora in un mondo di merda, (e non perdo occasione di dirlo, io non ho la fiducia che Tu hai negli esseri umani, purtroppo aggiungo).
    E' un campo minato quello che hai toccato, minato e pericoloso in quanto tocca il profondo dell'essenza dell' essere umano.
    Il POTERE, esercitare il POTERE ED IL CONTROLLO sul prossimo, su tutto e su tutti.
    Che cosa è il POTERE? Da cosa è dato il POTERE?
    Perchè le masse accettano spesso e volentieri anche le cose assurde ed ingiuste che spesso gli vengono imposte da chi detiene il POTERE?
    Forse per "MANCANZA DI ORGANIZZAZIONE?", forse per "PIGRIZIA", forse perchè chi esercita il POTERE è cosi BRAVO ed ABITUATO ad usarlo che sa quando è il momento di allentare un po' la corda per evitare che si spezzi e che sia costretto ad usare la FORZA?
    Mi piacerebbe approfondire questi argomenti, ....tanto anche per sapere se il mio pessimismo sufli esseri umani è fondato oppure può essere ridimensionato.
    Mi sembri un tipo che sa trattare di questi argomenti avendone le basi.
    Bye from Alien
    non+autenticato
  • Mi unisco con te nel dire che il problema sta in ognuno di noi, nel "BENE" e nel "MALE" che tentano alternativamente di emergere e annientarsi l'un l'altro in una lotta che dura quanto la vita di ogni essere umano.

    Ma non sono daccordo con te su un po'di cose:
    >
    E non gliene poteva fregar di meno, se ci avrebbe impiegato 90 o 900 giorni, per arrivarci: gli bastava che la ciurma non si ammutinasse prima dell'arrivo, per mettere finalmente le mani sulle eventuali "ricchezze" delle quali avrebbe tranquillamente spogliati gli attuali proprietari, come avevano fatto prima di lui i Vichinghi, e prima ancora - con tutta probabilità - quei pirati vagabondi dei Fenici.
    [Anche se quest'ultima è una "licenza" che mi concedo allegramente Occhiolino)...]
    >

    Il povero Cristoforo Colombo era in qualche modo uno "scienziato" perchè voleva dimostrare di avere capito che la terra era rotonda (un concetto non buono e non cattivo, solo giusto). Evito anche di dirti le possibili differenze fra "scopritori" e "inventori" anche perchè sono 2 concetti molto simili che si completano a vicenda.
    Molto + semplicemente, Colombo voleva circumnavigare il mondo, ma non sapendo quanto fosse grande, ha rischiato seriamente di morire (e di far morire tutte le persone a bordo delle caravelle) a causa del suo "sogno", se non si fosse "scontrato" con il continente americano.
    Al limite sarebbe interessante sapere COME ha raccolto i mezzi e le persone per fare la sua spedizione: IL FINE, PER QUANTO NOBILE E ALTO NON GIUSTIFICA MAI I MEZZI.
    Per questo motivo per es., è bene NON stimare o ammirare gli eroi.
    Che Guevara o Garibaldi avranno avuto degli alti ideali ma erano senz'altro degli assassini.

    >
    Non basta averlo, il potere; occorre usarlo, e sapere usarlo, ed avere la possibilità di esercitarlo. Chi lo ha, e sa usarlo, e può farlo, normalmente spende la propria esistenza per trattenerlo per sè, e colui che possiede informazioni è, e sarà sempre, solo uno strumento nelle sue mani.
    >

    Andreotti dice che il Potere "logora chi non ce l'ha".
    Io dico che esistono tanti poteri (economico, politico, giudiziario, dell'informazione, anche della medicina va') e ancora di +, esistono moltissime persone che anno + poteri della gente comune (ricordo che >potere = >responsabilità oltre che >privilegi).
    Proprio per questo strano intreccio di poteri e competenze, voglio sperare anzi sono certo, che NON tutti coloro che ne detengono una grossa fetta si comportino nello stesso modo. (Gli esseri umani non sono fatti con lo stampino!)

    >
    In questa occasione, volevo solo far notare che sapere non è potere, come neanche "volere è potere", come ingenuamente dichiarava l'Alfieri
    >

    Mi dispiace ma a completamento di quanto detto prima anche il sapere è un potere:
    banalmente, per non uscire dal campo dell'informatica, ci sono colleghi (programmatori) che custodiscono gelosamente le proprie conoscenze per "farsi valere meglio" nell'azienda o sul mercato.

       RR
    non+autenticato
  • Ma quale interdizione papale... che la Terra fosse rotonda era pacifico. Cultura di mezza tacca, sentito dire basato sul niente...
    non+autenticato
  • Bill Joy un po' pazzerello lo e'....
    ma non si puo' non condividere completamente quanto da lui detto.
    Per esempio il sistema GPS funziona benissimo perche' e' controllato unicamente dal Ministero della difesa Americano. Se fosse Russo o Europeo.... o un po' di tutti, poveri noi!

    Internet funziona malissimo.
    E questo da quando viene usata dai civili ed e' stata infarcita di standard cretini e hardware prodotto da gente che vuol solo fare soldi.
    Infatti internet e' il posto meno sicuro dove fare qualsiasi cosa. (era nata per il motivo opposto)

    Riguardo i computer sempre piu' potenti di cui parla Joy....li avremo mai?
    l'80 per cento del guadagno prestazionale dei PC e' pubblicita' (aria fritta)...In realta' per ogni ingnegnere che lavora sull'accelerazione dei processori ci sono 10 programmatori che fanno di tutto per mortificarne il lavoro.

    Fra 5 anni avremo software che abbisogneranno di 512 MB di RAM per masterizzare un CD.

    Word 10 occupera' 5 GB di spazio su disco

    Per ascoltare la musica in MPX con codifica SDDS o THX   ci vorranno 3 gflop.

    Il PC servira' a cosi' tante necessita' che non potra' star fermo un nanosecondo ed avere dei pensieri cattivi o permettere a noi di usarlo per cio'.

    e poi, comunque, anche i computer e internet come tutto il resto, passeranno di moda.
    non+autenticato


  • - Scritto da: Larry
    > Riguardo i computer sempre piu' potenti di
    > cui parla Joy....li avremo mai?

    > Word 10 occupera' 5 GB di spazio su disco

    si perchè i programmi di sintesi molecolare per progettare virus, sarebbero rallentati da word, vero?
    Qui c'è troppa gente che apre bocca per fare aria hai denti..
    non+autenticato
  • Avrai anche l'alito fresco, ma l'ossigeno al cervello non ti arriva.

    (riprova & controlla)
    non+autenticato
  • e vista la tua penosa situazione te lo dico chiaro:

    Quante persone credi che ci siano al mondo che davanti ad ASCI White riuscirebbero a creare un virus?
    pensi che bastino 12,3 PetaFlop ed un programma adatto perche' chiunque ci riesca?
    O forse prima bisogna intendersene un poco di biologia, chimica, informatica...insomma essere degli scienziati!
    non+autenticato
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