Luca Annunziata

La Turchia blocca anche YouTube

Dopo Twitter tocca al sito di videosharing di Google. E la prossima vittima potrebbe essere Facebook

Roma - YouTube è (di nuovo) inaccessibile in Turchia: a riferirlo Associated Press e Reuters, che citano fonti locali. Il casus belli per questa nuova azione di forza del Governo turco sarebbe stata la pubblicazione sul portale di videosharing di Google di registrazioni di conversazioni contenenti rivelazioni scottanti sull'intellighenzia locale, materiale che avrebbe infastidito anche il primo ministro Erdogan, direttamente coinvolto in questa fuga di notizie.

La mossa turca segue di meno di 24 ore la decisione di un tribunale locale che aveva dichiarato illegittimo il ban di Twitter iniziato la scorsa settimana. Il nuovo blocco, per altro, sfrutta una novità appena introdotta dal Governo: il Direttorato delle Telecomunicazioni turco (BTK) ha ora acquisito per legge il potere di bloccare qualsiasi sito sgradito senza dover ricorrere a un tribunale, una mossa che aveva già creato qualche perplessità tra gli osservatori europei e del resto del mondo occidentale.

La storia degli oscuramenti di YouTube in Turchia è pluriennale: a intermittenza il portale è stato visibile e oscurato secondo i desiderata del Governo, per ragioni di volta in volta diverse. Il sito è piuttosto noto e utilizzato nel paese, ma in virtù della sua apertura consente anche la circolazione di notizie e informazioni sgradite al primo ministro Erdogan e al suo entourage. Per la stessa ragione la scorsa settimana la censura è toccata a Twitter, e il prossimo della lista potrebbe essere Facebook: ci sono elezioni imminenti in Turchia, e il controllo delle fonti di informazione non istituzionali pare sia una priorità del Governo alle prese con alcune scandali relativi alla corruzione. (L.A.)
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