Claudio Tamburrino

UE, vince la net neutrality

Sì al roaming zero, alla competizione intra-europea tra operatori e alla tutela della cosiddetta neutralità della Rete: le corsie preferenziali dei servizi specializzati non creeranno discriminazioni. Festeggiano i netizen, gli operatori esprimono preoccupazione

UE, vince la net neutralityRoma - Il Parlamento europeo ha votato a favore dell'abolizione delle tariffe di roaming entro Natale 2015, e ha avallato la proposta della Commissione relativa al regolamento per realizzare un mercato unico europeo delle telecomunicazioni.

La proposta di regolamentazione del settore comunitario delle telecomunicazioni è un pacchetto normativo che intende porre fine alle tariffe di roaming, facilitare la competizione tra provider e tutelare della net neutrality.
Nel dettaglio la proposta prevede la fine dell'applicazione delle tariffe di roaming a partire da 15 dicembre 2015, il conferimento alla Commissione UE di poteri di controllo sull'allocazione delle frequenze da parte dei governi, nonché norme sulla neutralità della Rete, tra cui principalmente il divieto ai fornitori di connettività di bloccare o rallentare certi servizi o applicazioni (ad esempio, quelli VoIP, potenziali concorrenti).

Ad aver vinto alla fine, è stata una formulazione del pacchetto emendata rispetto al testo proposto dalla Commissione sotto la pressione del Gruppo dell'Alleanza Progressista dei Socialisti e dei Democratici al Parlamento Europeo (S&D), dei Verdi, del Gruppo Confederale della Sinistra Unitaria Europea/Sinistra Verde Nordica, dell'Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa: un testo che contiene una definizione di net neutrality che ben delimita quali siano servizi possano godere di trattamenti privilegiati, assicurando nel contempo l'uguaglianza del trattamento da parte degli operatori e garantisce la protezione del traffico Internet, senza discriminazioni. In particolare, infatti, nel testo vengono divisi i servizi specializzati (come video on-demand o di assistenza medicale) che necessitano di connessioni speciali da quelli che possono essere offerti sull'Internet cosiddetta pubblica, con cui però non devono entrare in conflitto.
Le associazioni a sostegno dei diritti civili come La Quadrature du Net e EDRi aspettavano con ansia la sua approvazione: le loro aspettative non sono state deluse: Internet resta libera e aperta.

Neelie Kroes, Vicepresidente della Commissione europea, ha dichiarato che "con questo voto l'UE fa qualcosa di concreto per i cittadini: l'Unione europea è proprio questo, eliminare le barriere per semplificare la vita e ridurre i costi".


Non tutti, naturalmente, hanno accolto con favore il regolamento: compatti sembrano gli operatori del settore, che si sono fatti sentire in particolare attraverso Cable Europe (associazione che raccoglie i principali operatori europei di TV via cavo), ETNO (che rappresenta le grandi telco europee, come Telecom Italia, Deutsche Telekom, Orange e Telefonica), ECTA (che riunisce le compagnie telefoniche più piccole) e GSMA (il gruppo degli operatori mobile).

In un comunicato congiunto emesso prima del voto le quattro associazioni hanno espresso preoccupazione circa la visione che il regolamento europeo rappresenta: secondo loro restringe eccessivamente quello che Internet può diventare e come dovrebbero essere offerti servizi specializzati di miglior qualità.

A non piacere agli operatori, inoltre, l'incertezza giuridica che rischia di crearsi con le nuove norme: il quadro normativo in vigore in Europa dal 2009 permette alle autorità nazionali di intervenire per fissare determinati livelli di qualità dei servizi di accesso ad Internet, e a tal proposito il BEREC ha già sottolineato come le regole sull'Open Internet dovrebbero essere mantenute il più "leggere e semplici" possibili che non creare un ambiente iperregolato e dunque normativamente incerto rispetto alla velocità con cui il settore si muove, sia a livello tecnologico che di mercato.

Secondo loro, insomma, le misure a tutela della net neutrality rischiano di diventare paletti allo sviluppo di prodotti di maggior qualità per i consumatori e le imprese europee, un freno per l'innovazione e dunque un evidente fattore distorsivo della concorrenza.
Inoltre, secondo alcuni osservatori tra cui il gruppo di consulenza Davies Murphy, la misura porterà inevitabilmente ad un aumento dei costi degli abbonamenti.

Il dibattito, ora, proseguirà nei singoli Stati Membri cui è sottoposto l'esame del regolamento, che secondo la Commissione dovrebbero giungere a un accordo finale entro fine 2014: in Italia, per esempio, a proposito di net neutrality su reti mobili, proprio in questi giorni l'Agcom ha annunciato sul proprio sito la pubblicazione delle informazioni riguardanti la "gestione delle priorità del traffico dati da parte degli operatori Tim, Vodafone e H3G e l'elenco delle offerte e dei piani tariffati cui è associata la priorità alta. Un modo per cercare almeno di garantire all'utente fin da subito la trasparenza.

Claudio Tamburrino
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10 Commenti alla Notizia UE, vince la net neutrality
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  • E' solo un'approvazione in prima lettura, sarà il prossimo parlamento europeo a dover completare l'approvazione!
    Alle prossime europee, che si terranno di qui a poco, ricordatevelo qual è l'area politica che ha fatto sì che vi fosse questa prima approvazione...
  • - Scritto da: il signor rossi
    > E' solo un'approvazione in prima lettura, sarà il
    > prossimo parlamento europeo a dover completare
    > l'approvazione!
    > Alle prossime europee, che si terranno di qui a
    > poco, ricordatevelo qual è l'area politica che ha
    > fatto sì che vi fosse questa prima approvazione...

    E perche' non lo ricordi a tutti a gran voce invece di fare il sissibillino ?
    krane
    22544
  • "...a tal proposito il BEREC ha già sottolineato come le regole sull'Open Internet dovrebbero essere mantenute il più "leggere e semplici" possibili che non creare un ambiente iperregolato e dunque normativamente incerto rispetto alla velocità con cui il settore si muove"

    Forse volevate scrivere: "...possibili PER non creare un ambiente iperregolato..."
    Izio01
    3892
  • "Sì al roaming zero, alla competizione intra-europea tra operatori e alla tutela della cosiddetta neutralità della Rete: le corsie preferenziali dei servizi specializzati non creeranno discriminazioni. Festeggiano i netizen, gli operatori esprimono preoccupazione"

    Un sito informatico che dice "della cosiddetta neutralità della rete" come se fosse un concetto estraneo per un sito del settore, mette molta tristezza.
  • Adesso si lamentano?

    In italia pagavamo le ricariche, 2 euro su 5 andavano al provider, 3 su 10 e 5 su 25.

    Inoltre hanno servizi sia privati che business PESSIMI, tanto sono in regime di monopolio.

    E' assurdo chiamare una hotline telecom business e sentirsi rispondere "Che è?"
    attesa - attesa - risate di sottofondo - attesa.
  • - Scritto da: Joshthemajor
    > Adesso si lamentano?
    >
    > In italia pagavamo le ricariche, 2 euro su 5
    > andavano al provider, 3 su 10 e 5 su
    > 25.
    >
    > Inoltre hanno servizi sia privati che business
    > PESSIMI, tanto sono in regime di
    > monopolio.
    >
    > E' assurdo chiamare una hotline telecom business
    > e sentirsi rispondere "Che
    > è?"
    > attesa - attesa - risate di sottofondo - attesa.

    quoto, diffidare sempre di aziende che dichiarano che una legge impedirà loro di fornire migliori servizi al consumatore: implicitamente vogliono comunicare che impedirà loro di lucrarci sopra.
    non+autenticato
  • - Scritto da: chia min
    > - Scritto da: Joshthemajor
    > > Adesso si lamentano?
    > >
    > > In italia pagavamo le ricariche, 2 euro su 5
    > > andavano al provider, 3 su 10 e 5 su
    > > 25.
    > >
    > > Inoltre hanno servizi sia privati che business
    > > PESSIMI, tanto sono in regime di
    > > monopolio.
    > >
    > > E' assurdo chiamare una hotline telecom business
    > > e sentirsi rispondere "Che
    > > è?"
    > > attesa - attesa - risate di sottofondo - attesa.
    >
    > quoto, diffidare sempre di aziende che dichiarano
    > che una legge impedirà loro di fornire migliori
    > servizi al consumatore: implicitamente vogliono
    > comunicare che impedirà loro di lucrarci
    > sopra.

    Leggendo gli articoli linkati, ETNO e compagnia bella continuano a tirare in ballo la NOSTRA possibilità di scegliere.
    Oh, ragazzi, siamo mica fessi! Capisco che rischio di perdere la libertà di scegliere di pagare x euro al mese in cambio di una garanzia di alta priorità per il mio traffico IPTV, ma preferisco molto essere sicuro che se sottoscrivo un contratto con un fornitore, questo non possa sabotare o rallentare a bella posta il traffico proveniente da servizi concorrenti a quelli che offre lui.
    In USA, dove questa libertà c'è, gli utenti si lamentano: chi sta con l'operatore X per la connettività, farà meglio a scordarsi di utilizzare il servizio video on demand dell'operatore Y, visto che X lo azzopperà fino a renderlo inutilizzabile. Quanto a cambiare fornitore, leggevo proprio di recente su Ars Technica che non è che ovunque ci siano venti fornitori pronti a fregarsi i clienti: a quanto dicono i commentatori nei forum, spesso questa scelta non c'è proprio.
    http://arstechnica.com/business/2014/03/att-promis.../

    Per una volta, apprezzo la decisione della EU e spero che si tramuti in leggeSorride
    Izio01
    3892
  • I costi di ricarica erano una baggianata per darti meno a te è lucrare di più loro, anche perchè per fare un esempio, una ricarica di 25 euro, loro quei soldi li prendevano comunque con o senza il balzello che si erano imposti.

    Per il resto i provider e da anni che cercano di diventare come le pay TV, perchè magari gli rode che non possono fare dei servizi loro a pagamento...A bocca aperta
  • - Scritto da: Sg@bbio
    > I costi di ricarica erano una baggianata per
    > darti meno a te è lucrare di più loro, anche
    > perchè per fare un esempio, una ricarica di 25
    > euro, loro quei soldi li prendevano comunque con
    > o senza il balzello che si erano
    > imposti.
    >
    > Per il resto i provider e da anni che cercano di
    > diventare come le pay TV, perchè magari gli rode
    > che non possono fare dei servizi loro a
    > pagamento...
    >A bocca aperta

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    non+autenticato
  • Cosa c'è di cosi divertente ?