
Con una
scelta che era temuta da tanti e che è stata lungamente, ed inutilmente, contestata, l'Ufficio del Copyright canadese ha deciso di elevare le imposte sui supporti di masterizzazione e archiviazione dei file digitali al fine di recuperare maggiori denari da devolvere agli autori. Si è infatti consapevoli che l'uso di questi dispositivi rende più facile la copia di materiali protetti da diritto d'autore che girano tra mani diverse in vario modo senza che i detentori dei diritti ne ricevano un beneficio economico.
Similmente a quanto accade in Italia, anche in Canada la legge prevede che su certi sistemi di duplicazione e archiviazione, in particolare della musica, siano previste delle imposte che vadano a compensare gli autori. Questi dispositivi comprendono le musicassette e da qualche tempo anche i CD ma non contemplano né i DVD, che non sono considerati atti alla copia, né i dischi rigidi, supporti che non hanno una destinazione d'uso specifica per l'archiviazione di musica quanto, invece, per la gestione di dati di qualsiasi natura.
La Board, oltre a sottolineare che in futuro gli hard disk potrebbero comunque rientrare tra i supporti che richiedono una imposizione particolare, ha deciso di
estendere le imposte ai player Mp3, come quelli promossi da
Apple (iPod) e gli altri device di questo tipo che da tempo stanno riscuotendo un grande interesse del mercato.
Il criterio di imposizione è
in base ai gigabyte disponibili. Un player Mp3 capace di archiviare 10 gigabyte di musica costerà al consumatore finale 15 dollari canadesi in più, sopra i 25 gigabyte, invece, l'imposta salirà a quota 25 dollari.
Secondo gli osservatori, però, la scelta delle autorità canadesi, che ricorda da vicino quanto già è accaduto
in Europa e in Italia, non solo rappresenta un problema non secondario per i produttori di hardware, che dovranno rivedere le proprie politiche di prezzo, ma potrebbe anche costituire solo il primo passo di una serie di imposizioni tributarie destinate a colpire pressoché qualsiasi media di registrazione e riproduzione digitale.