Alfonso Maruccia

Spazio, detriti lunari e razzi riusabili

NASA lancia la propria sonda LADEE in rotta di collisione con la Luna dopo la fine della missione, mentre Space X, di ritorno dalla ISS, testa il primo stadio di un razzo-vettore riutilizzabile

Roma - Successo col botto per la missione della sonda LADEE, spedita da NASA a tutta velocità contro la superficie lunare dopo aver studiato la sottile atmosfera del satellite terrestre nel corso degli ultimi mesi. Un destino inevitabile, quello di LADEE, che non aveva più a disposizione carburante sufficiente per mantenere l'orbita intorno alla Luna.

Oltre allo studio dell'atmosfera lunare, LADEE (acronimo per Lunar Atmosphere and Dust Environment Explorer) ha anche permesso di ottenere risultati "secondari" ma certo non meno importanti come il test di una comunicazione laser con banda dati da record di 622 Mbps in download e 20 Mbps in upload - lag escluso, ovviamente.

L'impatto controllato con la Luna non è stato esattamente "dolce", rimarcano gli ingegneri NASA, considerando che è avvenuto a quasi 6.000 chilometri orari e avrà sicuramente generato un piccolo cratere o una serie di detriti sparsi su una zona pianeggiante.
La sonda LADEE si è trasformata nell'ennesimo rifiuto umano "scaricato" lontano dal nostro Pianeta, ma c'è chi fuori da NASA lavora per risolvere il problema delle costose (e inquinanti) tecnologie spaziali usa-e-getta una volta per tutte.


La società privata SpaceX ha appunto sfruttato la sua quarta missione di rifornimento della Stazione Spaziale Internazionale - missione che è stata sin qui un successo - sperimentando il rientro controllato e il recupero del primo stadio del razzo vettore Falcon 9R dopo l'ammaraggio nell'Oceano Atlantico.

Alfonso Maruccia
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4 Commenti alla Notizia Spazio, detriti lunari e razzi riusabili
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  • Cominciamo ad inquinare anche la Luna. E' il primo passo della "terraformazione"?
  • L'articolo è stringato e la sintesi può confondere il messaggio, IMHO.
    I primi stadi nei comuni vettori non vanno a inquinare l'orbita: in genere rientrano distruggendosi, salvo quanto accadeva ai booster dello Space Shuttle. Recuperare quella parte costringe ad appesantire il vettore per far resistere la struttura al rientro e al riuso. Questo si "mangia" potenziali kg di carico pagante, il che alla fine costa non poco (incluso l'inquinante carburante).

    Virgin ha preso una prospettiva diversa con il suo Spaceship2, per ora NON in grado di portare all'orbita bassa ma riusabile al 100% grazie al fatto che il primo stadio è sostituito da un velivolo madre (WhiteKnight2).
    Apparentemente non c'è molto spazio per soluzioni brillanti come le flessibili navette tanto care a molta fantascienza, capaci di decollare da terra in autonomia e rientrarvi comodamente a fine missione. A meno che qualcosa cambi drasticamente nel sistema dei motori usabili; nessuno ha sottomano il brevetto per i moti a fusione o l'antigravità? Sorride
    non+autenticato
  • abbia mai visto!

    Di lanci se ne sono visti tanti, tutti simili a meno di incidenti ma questo è meraviglioso.
    Sembra computergrafica, mai visto nulla di simile.

    Il fatto che sia una azienda privata a sviluppare questi robi mi rende più ottimista sul futuro della esplorazione spaziale.

    Eccellente.
    non+autenticato
  • - Scritto da: SonoIO
    > abbia mai visto!

    Vecchio e stravecchio, io voglio vedere l'atterraggio in mare dell'altro gg !
    krane
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