Claudio Tamburrino

Copia privata, i sondaggi smentiscono SIAE

I detentori dei diritti però non si arrendono: interpellare solo gli utenti Internet non è una metodologia valida, perché non sono loro a consumare CD. Sarà il ministro Franceschini a decidere

Copia privata, i sondaggi smentiscono SIAERoma - Il sondaggio per verificare le abitudini di consumo degli utenti italiani relativamente ai contenuti multimediali sembra essere destinato a segnare la sconfitta di SIAE che sul presunto aumento dei consumi voleva basare la sua richiesta di un aumento dell'equo compenso per copia privata che chiede su ogni dispositivo con capacità di archiviazione.

Si tratta della ricerca voluta dall'allora Ministro dei beni e delle attività culturali Massimo Bray in risposta alla richiesta della Società Italiana degli Autori ed Editori (SIAE) di un "semplice riallineamento" alle medie europee delle tariffe dell'equo compenso legate alla cosiddetta copia privata: la cartina di tornasole per capire se effettivamente sono aumentati i consumi di contenuti multimediali da parte degli utenti italiani come sostenuto dalla collecting society.

Dopo le richieste a gran voce di industria e consumatori, il sondaggio è stato ora mostrato dall'attuale Ministro Dario Franceschini, ed evidenzia come "l'abitudine a creare, almeno sistematicamente, una seconda copia del materiale acquisito, è relativamente poco diffusa (13,5 per cento, che sale al 20,3 per cento tra gli "utilizzatori frequenti"), tanto che il 20,3 per cento del campione dichiara di non far uso di copie private...e nel caso in cui comunque si faccia copia privata, come prevedibile, è sempre il personal computer il principale dispositivo attraverso il quale si generano le nuove copie (69,4 per cento), che vengono di solito salvate su un supporto fisico (63,4 per cento)".
Dati copia privata


I detentori dei diritti hanno mosso aspre critiche al sondaggio: secondo Enzo Mazza di FIMI, per esempio, i dati non sono utili né rappresentativi in quanto la ricerca ha interpellato solo gli utenti Internet e non l'intera popolazione, un difetto che non permetterebbe di contare la gran parte dell'utilizzo della copia privata che si effettua a mezzo CD (ancora il 61 per cento dei consumatori secondo i dati citati da Mazza).

Ad ogni modo, secondo gli osservatori difficilmente su queste basi SIAE potrà ottenere l'aumento delle tariffe dell'equo compenso. Ben poco varrebbe anche la teoria secondo cui l'Italia è ben lontana dalle cifre ottenute in altri paesi europei nella logica di compensare i detentori dei diritti per le presunte perdite di introiti conseguenza della diffusione di smartphone e tablet su cui si può copiare (legittimamente) la musica che si acquista. Perché, appunto, la ricerca rivela che per esempio appena il 5 per cento degli italiani che intendono avere una copia privata utilizzerebbero, per accedervi, uno smartphone.

Per giunta, la tesi finora sostenuta dalla SIAE, secondo cui l'Italia raccoglierebbe introiti minori rispetto alle altre collecting society europee, verrebbe smentita da un report dell'Organizzazione Mondiale della Proprietà Intellettuale (OMPI), secondo cui nel 2012 in Italia si è raccolto più equo compenso per copia privata che in ogni altro Paese europeo, eccezion fatta per la tanto citata Francia, e che oltretutto le tariffe riscosse da SIAE sono in ogni caso superiori alla media, a parte che per smartphone e tablet, inseriti tuttavia nelle fattispecie su cui viene imposto il balzello solo in alcuni paesi.

Suscita, infine, perplessità scoprire che SIAE avrebbe chiesto per il 2014 nella sola Italia un equo compenso superiore ai 200 milioni di euro, mentre in tutto il 2012 in tutta Europa sono stati raccolti 380 milioni di euro complessivi.
Proprio in forza di questi numeri Altroconsumo ha chiesto al Ministro dei beni culturali di ridurre le tariffe dell'equo compenso.

In assenza, dunque, di un accordo tra SIAE e produttori di dispositivi rappresentati da Confindustria Digitale circa la definizione di equo rispetto a tal compenso, la palla passa ora al Ministro Franceschini, che ha riferito di voler dirimere la questione dell'adeguamento delle tariffe dell'equo compenso e che però sembra avere una posizione molto chiara sulle logiche del diritto d'autore: "È quello che consente la libertà all'artista, quello che gli garantisce il suo spazio di creatività. Il diritto d' autore è stato uno dei temi centrali dell'incontro della scorsa settimana dei ministri della Cultura dell'UU ed è in cima all'agenda europea, perché tutte le nuove tecnologie comportano questioni attinenti il diritto d' autore".

Claudio Tamburrino

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222 Commenti alla Notizia Copia privata, i sondaggi smentiscono SIAE
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  • Su PI lo leggeremo lunedì, questa è un'anteprima:

    http://www.repubblica.it/tecnologia/2014/06/20/new...
  • - Scritto da: Leguleio
    > Chi ha parlato di informazione informale? Un
    > agente provocatore invita l'altro a spedirgli un
    > file protetto dal diritto d'autore, oppure a
    > caricarlo su un cyberlocker. Una volta appurato
    > il fatto, vanno a casa del provocato e inizia la
    > trafila
    > processuale.
    > Gli agenti provocatori fanno questo.

    Nelle indagini per pedopornografia (reato ben più grave di una violazione di copyright) la figura dell'agente provocatore è di fatto codificata (da sentenze in vari gradi che l'hanno modellata e limitata in modo ben più preciso e specifico di come abbia mal fatto il legislatore) in modo tale che l'agente sotto copertura, che non è un pinco pallo qualsiasi che entra nella copisteria, ma è un agente della polizia postale (o equivalente nei carabinieri) e che viene autorizzato alla cosa esplicitamente da un magistrato, possa inviare materiale ad un potenziale pedofilo solo DOPO averlo ricevuto a sua volta. Ovviamente non sto parlando dei p2p o dei siti civetta (rivolti ad una moltitudine indiscriminata di persone) ma degli scambi 1:1 via chat e similari dove i file inviati e ricevuti sono inviati e ricevuti solo da un singolo utente.
  • > > Chi ha parlato di informazione informale? Un
    > > agente provocatore invita l'altro a
    > spedirgli
    > un
    > > file protetto dal diritto d'autore, oppure a
    > > caricarlo su un cyberlocker. Una volta
    > appurato
    > > il fatto, vanno a casa del provocato e
    > inizia
    > la
    > > trafila
    > > processuale.
    > > Gli agenti provocatori fanno questo.
    >
    > Nelle indagini per pedopornografia
    >
    (reato ben più grave di una
    > violazione di copyright) la figura dell'agente
    > provocatore è di fatto codificata (da sentenze in
    > vari gradi che l'hanno modellata e limitata in
    > modo ben più preciso e specifico di come abbia
    > mal fatto il legislatore) in modo tale che
    > l'agente sotto copertura, che non è un pinco
    > pallo qualsiasi che entra nella copisteria, ma è
    > un agente della polizia postale (o equivalente
    > nei carabinieri) e che viene autorizzato alla
    > cosa esplicitamente da un magistrato, possa
    > inviare materiale ad un potenziale pedofilo solo
    > DOPO averlo ricevuto a sua volta. Ovviamente non
    > sto parlando dei p2p o dei siti civetta (rivolti
    > ad una moltitudine indiscriminata di persone) ma
    > degli scambi 1:1 via chat e similari dove i file
    > inviati e ricevuti sono inviati e ricevuti solo
    > da un singolo
    > utente.

    Non so come sarà codificata la figura dell'agente provocatore per lo scambio di file coperti da diritto d'autore. Poiché lo hanno fatto nel mondo fisico, presso sette copisterie, nulla vieta che lo facciano in futuro anche nel cyberspazio.
  • Io ancora non ho capito il fondamento di questa tassa.
    Quando acquisto un brano musicale, ad esempio, acquisto una LICENZA D'USO.
    Quindi l'unica cosa che posso copiare è ciò che ho acquistato, ovvero la LICENZA.
    Ma cos'è la copia di una licenza? E questo quello che non ho capito.
    Cosa posso fare con 2 licenze dello stesso contenuto che non possa fare con 1 licenza?

    Poniamo il caso di un brano acquistato su iTunes Store: la LICENZA (una unica licenza) mi consente di copiare il file su TUTTI i miei dispositivi iOS, su 5 PC o Mac e su un numero ILLIMITATO di CD (il limite di 7 CD vale per un insieme di brani definito come "album").
    A questo punto, cosa mi permette di fare una COPIA LEGITTIMA di tale licenza? Cosa me ne faccio di questa copia, per la quale devo pagare ulteriormente a prescindere se faccio o meno?

    È questa la cosa che non capisco.

    È come se sulle canne da pesca dovessi pagare un surplus per avere il diritto di copiare la licenza di pesca: ma cosa mi consentirebbe di fare la copia della licenza di pesca, che non potrei fare con il solo originale?
    ruppolo
    33147
  • - Scritto da: ruppolo
    > Io ancora non ho capito il fondamento di questa
    > tassa.
    > Quando acquisto un brano musicale, ad esempio,
    > acquisto una LICENZA
    > D'USO.
    > Quindi l'unica cosa che posso copiare è ciò che
    > ho acquistato, ovvero la
    > LICENZA.
    > Ma cos'è la copia di una licenza? E questo quello
    > che non ho
    > capito.
    > Cosa posso fare con 2 licenze dello stesso
    > contenuto che non possa fare con 1
    > licenza?
    >
    > Poniamo il caso di un brano acquistato su iTunes
    > Store: la LICENZA (una unica licenza) mi consente
    > di copiare il file su TUTTI i miei dispositivi
    > iOS, su 5 PC o Mac e su un numero ILLIMITATO di
    > CD (il limite di 7 CD vale per un insieme di
    > brani definito come
    > "album").
    > A questo punto, cosa mi permette di fare una
    > COPIA LEGITTIMA di tale licenza? Cosa me ne
    > faccio di questa copia, per la quale devo pagare
    > ulteriormente a prescindere se faccio o
    > meno?
    >
    > È questa la cosa che non capisco.
    >
    > È come se sulle canne da pesca dovessi
    > pagare un surplus per avere il diritto di copiare
    > la licenza di pesca: ma cosa mi consentirebbe di
    > fare la copia della licenza di pesca, che non
    > potrei fare con il solo
    > originale?

    Ma è ovvio ruppolo: è un giro di parole per dare alle lobby denaro. La vera scusa è la pirateria e lo hanno detto chiaramente in passato: se acquisti un DVD è quasi sicuramente per copiarci sopra roba piratata...e quindi ti tasso a prescindere.

    Questa cosa è veramente stomachevole.
    non+autenticato
  • - Scritto da: ruppolo
    > Io ancora non ho capito il fondamento di questa
    > tassa.
    > Quando acquisto un brano musicale, ad esempio,
    > acquisto una LICENZA
    > D'USO.
    > Quindi l'unica cosa che posso copiare è ciò che
    > ho acquistato, ovvero la
    > LICENZA.
    > Ma cos'è la copia di una licenza? E questo quello
    > che non ho
    > capito.
    > Cosa posso fare con 2 licenze dello stesso
    > contenuto che non possa fare con 1
    > licenza?

    Interessante domanda... che ci porta ad un'altra domanda: cosa posso fare con 1 licenza, che non possa fare anche senza NESSUNA licenza?
    non+autenticato
  • - Scritto da: cicciobello
    > - Scritto da: ruppolo
    > > Io ancora non ho capito il fondamento di
    > questa
    > > tassa.
    > > Quando acquisto un brano musicale, ad
    > esempio,
    > > acquisto una LICENZA
    > > D'USO.
    > > Quindi l'unica cosa che posso copiare è ciò
    > che
    > > ho acquistato, ovvero la
    > > LICENZA.
    > > Ma cos'è la copia di una licenza? E questo
    > quello
    > > che non ho
    > > capito.
    > > Cosa posso fare con 2 licenze dello stesso
    > > contenuto che non possa fare con 1
    > > licenza?
    >
    > Interessante domanda... che ci porta ad un'altra
    > domanda: cosa posso fare con 1 licenza, che non
    > possa fare anche senza NESSUNA
    > licenza?

    Con la licenza puoi fare una copia backup e non infrangere una legge del codice penale, senza puoi fare quello che vuoi ma infrangendo la stessa legge. Se per te è la stessa cosa, non hai bisogno di licenze, magari più di un avvocato.
    non+autenticato
  • > > Interessante domanda... che ci porta ad un'altra
    > > domanda: cosa posso fare con 1 licenza, che non
    > > possa fare anche senza NESSUNA
    > > licenza?
    >
    > Con la licenza puoi fare una copia backup e non
    > infrangere una legge del codice penale

    Falso: se il supporto è dotato di drm, per fare la copia dovrei scardinare tale sistema, e la legge lo vieta.

    La copia scaricata da internet senza licenza, invece, non ha nessun drm, e quindi farne una copia di backup non viola la legge.


    >, senza
    > puoi fare quello che vuoi ma infrangendo la
    > stessa legge.

    Quale articolo di legge verrebbe infranto?


    > Se per te è la stessa cosa, non hai
    > bisogno di licenze, magari più di un
    > avvocato.

    Sei tu ad averne bisogno, visto che dimostri di non aver nemmeno letto le leggi a cui stai cercando di appellarti.
    non+autenticato
  • - Scritto da: cicciobello
    > > > Interessante domanda... che ci porta ad
    > un'altra
    > > > domanda: cosa posso fare con 1 licenza,
    > che
    > non
    > > > possa fare anche senza NESSUNA
    > > > licenza?
    > >
    > > Con la licenza puoi fare una copia backup e
    > non
    > > infrangere una legge del codice penale
    >
    > Falso: se il supporto è dotato di drm, per fare
    > la copia dovrei scardinare tale sistema, e la
    > legge lo
    > vieta.
    >
    > La copia scaricata da internet senza licenza,
    > invece, non ha nessun drm, e quindi farne una
    > copia di backup non viola la
    > legge.
    >

    Le leggi vanno prima conosciute, poi rispettate e mai, sottolineo mai inventate o interpretate a proprio piacimento.

    >
    > >, senza
    > > puoi fare quello che vuoi ma infrangendo la
    > > stessa legge.
    >
    > Quale articolo di legge verrebbe infranto?

    art.171-633/41
    >
    >
    > > Se per te è la stessa cosa, non hai
    > > bisogno di licenze, magari più di un
    > > avvocato.
    >
    > Sei tu ad averne bisogno, visto che dimostri di
    > non aver nemmeno letto le leggi a cui stai
    > cercando di
    > appellarti.

    http://www.interlex.it/testi/l41_633.htm#171

    Cerco solo di portare una luce dove vedo buio pesto... leggi con calma e poi ritorna, ti aspetto.
    Per l'avvocato, potrei sempre averne bisogno, ma non credo per il tuo stesso articolo di legge.
    non+autenticato
  • Sei tu che avresti bisogno di conoscere la legge:

    L'articolo in questione parla di chi abusivamente riproduce (fa una copia, insomma), trascrive, recita in pubblico, diffonde ... e ciò non riguarda chi usa per uso personale un film o un brano di musica scaricato.

    Oltre tutto, guarda in quella stessa pagina:

    Art. 71-sexies

    1. E' consentita la riproduzione privata di fonogrammi e videogrammi su qualsiasi supporto, effettuata da una persona fisica per uso esclusivamente personale, purché senza scopo di lucro e senza fini direttamente o indirettamente commerciali, nel rispetto delle misure tecnologiche di cui all'articolo 102-quater.

    E non è affatto scritto che occorra una licenza.
    non+autenticato
  • - Scritto da: cicciobello
    > Sei tu che avresti bisogno di conoscere la legge:
    >
    > L'articolo in questione parla di chi abusivamente
    > riproduce (fa una copia, insomma), trascrive,
    > recita in pubblico, diffonde ... e ciò non
    > riguarda chi usa per uso personale un film o un
    > brano di musica
    > scaricato.
    Scaricato = copiato. Semplice.
    >
    > Oltre tutto, guarda in quella stessa pagina:
    >
    > Art. 71-sexies
    >
    > 1. E' consentita la riproduzione privata di
    > fonogrammi e videogrammi su qualsiasi supporto,
    > effettuata da una persona fisica per uso
    > esclusivamente personale, purché senza scopo di
    > lucro e senza fini direttamente o indirettamente
    > commerciali, nel rispetto delle misure
    > tecnologiche di cui all'articolo
    > 102-quater.

    A parte il 102 quater su cui ci si può fermare, dimentichi che si parla di copia backup che sottintende il possesso dell'originale.

    >
    > E non è affatto scritto che occorra una licenza.


    Rileggi quello che hai scritto se vuoi ti faccio copia incolla qui:

    " La copia scaricata da internet senza licenza,
    > invece, non ha nessun drm, e quindi farne una
    > copia di backup non viola la
    > legge."

    L'hai scritto tu, eh?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Allibito
    > - Scritto da: cicciobello
    > > Sei tu che avresti bisogno di conoscere la
    > legge:
    > >
    > > L'articolo in questione parla di chi
    > abusivamente
    > > riproduce (fa una copia, insomma), trascrive,
    > > recita in pubblico, diffonde ... e ciò non
    > > riguarda chi usa per uso personale un film o un
    > > brano di musica
    > > scaricato.
    > Scaricato = copiato. Semplice.
    > >
    > > Oltre tutto, guarda in quella stessa pagina:
    > >
    > > Art. 71-sexies
    > >
    > > 1. E' consentita la riproduzione privata di
    > > fonogrammi e videogrammi su qualsiasi supporto,
    > > effettuata da una persona fisica per uso
    > > esclusivamente personale, purché senza scopo di
    > > lucro e senza fini direttamente o indirettamente
    > > commerciali, nel rispetto delle misure
    > > tecnologiche di cui all'articolo
    > > 102-quater.
    >
    > A parte il 102 quater su cui ci si può fermare,
    > dimentichi che si parla di copia backup che
    > sottintende il possesso
    > dell'originale.

    Questo lo dici tu, nel testo dove sarebbe?
    non+autenticato
  • - Scritto da: cicciobello
    > Questo lo dici tu, nel testo dove sarebbe?

    Non c'è. Per lui è tutto sottinteso. Solo quello che crede lui, ovviamente.
  • - Scritto da: Allibito
    > Scaricato = copiato. Semplice.

    Questa equazione su quale dizionario dei sinonimi e contrari l'hai letta? Scaricare non è copiare, come non è rubare, come non è mangiare e come non è cagare. Scaricare è scaricare. Punto.

    > A parte il 102 quater su cui ci si può fermare,
    > dimentichi che si parla di copia backup che
    > sottintende il possesso dell'originale.

    Non è scritto da nessuna parte. Si può invece trattare benissimo di una registrazione da tv o radio (o streaming, perché non ci sono limiti alle modalità tecnologiche: e se è legale registrare una tv che non paga i diritti di ciò che sta trasmettendo, ed infatti è legale perché la responsabilità penale è personale ed è unicamente di chi trasmette, allora è legale anche registrare uno streaming internet fatto da chi non ha i diritti: e infatti è legale).

    > " La copia scaricata da internet senza licenza,
    > > invece, non ha nessun drm, e quindi farne una
    > > copia di backup non viola la
    > > legge."
    >
    > L'hai scritto tu, eh?

    E infatti è vero. La copia scaricata non ha drm e quindi farne altre copie non viola la legge perché non devi scardinare le protezioni.
  • ma il bollino siae sui CD/DVD/etc non era stato abolito? stamane l'ho visto su dvd allegato ad una rivista e mi e' tornato in mente che avevo letto della sua abolizione, ma se ce' ancora.... qualcuno mi aggiorna?
    non+autenticato
  • - Scritto da: ...
    > ma il bollino siae sui CD/DVD/etc non era stato
    > abolito?
    magari... quello fa piu' capriole per rimanere in sella del canone rai e di berluzkoni messi insieme..

    > stamane l'ho visto su dvd allegato ad
    > una rivista e mi e' tornato in mente che avevo
    > letto della sua abolizione, ma se ce' ancora....
    > qualcuno mi
    > aggiorna?
    Al 2013 stavamo messi cosi' : http://www.patamu.com/index.php/it/component/k2/it...

    E non mi risulta sia cambiato.
    non+autenticato
  • Voi non siete interessati a bloccare la duplicazione dei cd.
    Tant'è che se lo stato per assurdo emettesse -facendole rispettare- leggi draconiane a tal riguardo, piangereste per i pochi cd venduti.
    Il vostro interesse è in realtà che il numero dei supporti digitali venduti aumenti sempre di più per ciucciare facilmente a tale mammella tramite questa iniqua tassa, incassando quindi anche facendo produzione di qualità ridicola (oltre a non capire inoltre perchè i nipoti di un artista famoso debbano continuare a vivere di rendita senza lavorare come devono fare tutte le altre persone al mondo)
    non+autenticato
  • > Voi non siete interessati a bloccare la
    > duplicazione dei
    > cd.
    > Tant'è che se lo stato per assurdo emettesse
    > -facendole rispettare- leggi draconiane a tal
    > riguardo, piangereste per i pochi cd
    > venduti.

    I CD venduti sono già pochi, e da diversi anni.
    La musica ormai si scarica da internet, tant'è vero che la classifica FIMI si basa su questo dato, non certo sulle rilevazioni di mercato presso i negozianti di CD.
    E alle case discografiche la cosa dispiace, perché la distribuzione online degli .mp3 ha ridotto molto il loro potere decisionale. Per la SIAE, l'argomento di questo articolo, non cambia nulla: i diritti sono sempre gli stessi, supporti fisici oppure .mp3 da scaricare pari sono.


    > Il vostro interesse è in realtà che il numero dei
    > supporti digitali venduti

    I supporti vergini, precisiamo.


    > aumenti sempre di più
    > per ciucciare facilmente a tale mammella tramite
    > questa iniqua tassa,

    Conosci tasse eque? Per quelli che le devono pagare, intendo.
    Segnalamele, che le incornicio!A bocca aperta


    > incassando quindi anche
    > facendo produzione di qualità ridicola

    Cosa c'entra la qualità con la SIAE? La SIAE gestisce i diritti degli associati.
    Mi sa che stai facendo confusione.


    > (oltre a
    > non capire inoltre perchè i nipoti di un artista
    > famoso debbano continuare a vivere di rendita
    > senza lavorare come devono fare tutte le altre
    > persone al
    > mondo)

    Perché se il nipote eredita appartamenti di valore oppure azioni di una società in crescita vive di rendita anche lì, e talvolta anche di più di 70 anni, senza alcun merito, e i commentatori di PI sono indifferenti alla cosa. Nemmeno la sanno, la maggior parte di loro.
    Ci si infervora solo con quello che si sceglie di infervorarsi.
  • - Scritto da: Leguleio

    > Conosci tasse eque? Per quelli che le devono
    > pagare, intendo.
    > Segnalamele, che le incornicio!A bocca aperta

    Carina, ma le tasse eque esistono. E sono tutte quelle basate sul principio della contro-prestazione, ovvero tutte quelle da cui si ricevono in cambio servizi/prestazioni concrete e tangibili.
    Basta non esagerare e fornire prestazioni adeguate a ciò che si paga, che nessuno si lamenta.

    Tutte quelle da cui non si riceve in cambio nulla sono ovviamente inique.
    non+autenticato
  • - Scritto da: ...
    > - Scritto da: Leguleio
    >
    > > Conosci tasse eque? Per quelli che le devono
    > > pagare, intendo.
    > > Segnalamele, che le incornicio!A bocca aperta
    >
    > Carina, ma le tasse eque esistono. E sono tutte
    > quelle basate sul principio della
    > contro-prestazione, ovvero tutte quelle da cui si
    > ricevono in cambio servizi/prestazioni concrete e
    > tangibili.
    > Basta non esagerare e fornire prestazioni
    > adeguate a ciò che si paga, che nessuno si
    > lamenta.
    >
    > Tutte quelle da cui non si riceve in cambio
    > nulla sono ovviamente
    > inique.
    Quello che ricevi in cambio del pagamento di una tassa non è così diretto, Leguleio, credo intendesse che, per esempio pagare l'imu è ritenuto giusto da chi è in affitto ma molto meno da chi è proprietario di immobili... così per ogni tassa.
    non+autenticato
  • > Cosa c'entra la qualità con la SIAE? La SIAE gestisce i diritti degli
    > associati.
    > Mi sa che stai facendo confusione

    Assolutamente no. Se non esistesse questa legge demente la siae incasserebbe solo dai cd effettivamente venduti ridistribuendo poi agli artisti il ricavato.
    Invece adesso incassa anche se io mi compro il nuovo ssd per cavoli miei e sul quale non ho nessuna voglia di memorizzare i loro obbrobri
    non+autenticato
  • > > Cosa c'entra la qualità con la SIAE? La SIAE
    > gestisce i diritti
    > degli
    > > associati.
    > > Mi sa che stai facendo confusione
    >
    > Assolutamente no. Se non esistesse questa legge
    > demente la siae incasserebbe solo dai cd
    > effettivamente venduti ridistribuendo poi agli
    > artisti il
    > ricavato.
    > Invece adesso incassa anche se io mi compro il
    > nuovo ssd per cavoli miei e sul quale non ho
    > nessuna voglia di memorizzare i loro
    > obbrobri

    Ma no. La SIAE redistribuisce i dividendi in base al successo riscontrato, e non solo per quanto riguarda la musica: per tutto quanto è di sua competenza.
    Leggi questo articolo del Corriere della sera . Risulta che nel 2012 l'autore che ha ricevuto di più dalla SIAE è stato Michele Guardì. Si parla anche dell'attuale presidente della SIAE, Gino Paoli: "Paoli, qualche anno fa, aveva visto crollare i propri compensi del 40 per cento prima di ricominciare a fare concerti dal vivo per rianimare il «dividendo».".
    Si parla anche degli autori di "fascia A", quelli che tu stigmatizzi, e che in base a questo articolo non prendono niente.

    http://www.corriere.it/economia/13_febbraio_22/gua...
  • Ancora non mi hai spiegato perchè io comprando un SSD devo automaticamente dare dei soldi a Gino Paoli?
    non+autenticato
  • > Ancora non mi hai spiegato perchè io comprando un
    > SSD devo automaticamente dare dei soldi a Gino
    > Paoli?

    Non me lo hai mai chiesto.
  • - Scritto da: Leguleio
    > > Ancora non mi hai spiegato perchè io
    > comprando
    > un
    > > SSD devo automaticamente dare dei soldi a
    > Gino
    > > Paoli?
    >
    > Non me lo hai mai chiesto.

    Perchè, comprando un SSD, devo automaticamente dare dei soldi a Gino Paoli?
    non+autenticato
  • > > > Ancora non mi hai spiegato perchè io
    > > comprando
    > > un
    > > > SSD devo automaticamente dare dei soldi a
    > > Gino
    > > > Paoli?
    > >
    > > Non me lo hai mai chiesto.
    >
    > Perchè, comprando un SSD, devo automaticamente
    > dare dei soldi a Gino
    > Paoli?

    Chiariamo: i soldi non li dai solo a Gino Paoli. Li dai a tutti gli artisti italiani rappresentati dalla SIAE che ancora vendono, fra cui Gino Paoli. Il più remunerato dalla SIAE non era certo Gino Paoli, nel 2012, in base al link del Corriere che ho già fornito.
    Devi dare automaticamente questi soldi perché la maggioranza del parlamento ha deciso, con la legge 5 febbraio 1992 n° 93, di permettere la copia privata, ma di pretendere una tassa sui supporti destinatari della copia.
    Presidente della Repubblica era Cossiga, Presidente del consiglio Andreotti e guardasigilli Claudio Martelli.
  • - Scritto da: Leguleio

    > > Perchè, comprando un SSD, devo
    > automaticamente
    > > dare dei soldi a Gino
    > > Paoli?
    >
    > Chiariamo: i soldi non li dai solo a Gino Paoli.
    > Li dai a tutti gli artisti italiani rappresentati
    > dalla SIAE che ancora vendono, fra cui Gino
    > Paoli. Il più remunerato dalla SIAE non era certo
    > Gino Paoli, nel 2012, in base al link del
    > Corriere che ho già
    > fornito.
    > Devi dare automaticamente questi soldi perché la
    > maggioranza del parlamento ha deciso, con la
    > legge 5 febbraio 1992 n° 93, di permettere
    > la copia privata, ma di pretendere una tassa sui
    > supporti destinatari della copia.


    suona un po' come "perché sì!", che non è una risposta.
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