Luca Annunziata

NSA recluta via Twitter

Un criptico messaggio cinguettato per tentare di incuriosire i potenziali futuri analisti. La National Security Agency prova a mostrare il suo lato seducente via social media

Roma - Una sequenza incomprensibile di lettere, buttate apparentemente lì a caso nel flusso di messaggi inviati via Twitter da NSA: ma l'apparenza inganna, e sotto un semplice cifrario l'agenzia statunitense, ascesa agli onori della cronaca per lo scandalo Datagate, prova ad attirare l'attenzione di giovani analisti e crittografi con un messaggio a loro rivolto contenente l'invito a seguire gli aggiornamenti sulla vita e il lavoro alla National Security Agency.




"want to know what it takes to work at nsa? check back each monday as we explore careers essential to protecting your nation" recita il messaggio decifrato: ovvero, ogni lunedì NSA pubblicherà su Twitter informazioni sui requisiti che un buon cittadino americano deve rispettare per aspirare a un posto di lavoro presso l'agenzia di intelligence più chiacchierata dell'ultimo anno. Il tipo di codifica impiegata è una semplice sostituzione di lettere con cifrario fisso, niente di complicato: ma lo scopo è raggiunto, visto che in molti si sono dati da fare per capire cosa fosse nascosto dietro il messaggio apparentemente incomprensibile, e che molti giornali e siti Web hanno ripreso la notizia.
A NSA ovviamente fa comodo che l'attenzione si sposti dalla cronaca del Datagate, che periodicamente si riaffaccia alla ribalta con nuove rivelazioni, a questi piccoli episodi di colore. L'agenzia non ha peraltro subito particolari ridimensionamenti da quando è scoppiato lo scandalo, dunque rimane senz'altro uno dei datori di lavoro più ambiti per un giovane esperto di crittografia e informatica: se a questo si unisce la vocazione, almeno teorica, alla difesa della sicurezza nazionale, il cocktail risultante può risultare molto gustoso per parecchi neo-laureati a stelle e strisce. Sottoporre quiz e rompicapi alla loro attenzione è un modo per stimolarli e fare emergere i più brillanti. Una mossa in passato seguita anche da Google, che tuttavia non riceve approvazione unanime per quanto riguarda la sua efficacia.

Luca Annunziata