Claudio Tamburrino

Brevetti, Samsung pronta all'appello contro Apple

Da Seul fanno sapere che la storia non finisce qui. Anche se in ballo ci sono spiccioli del fatturato di un trimestre. La Giuria ha rilasciato il computo definitivo, dopo alcuni errori procedurali: sempre 120 milioni

Roma -Samsung è pronta a ricorrere in appello contro la condanna a pagare 120 milioni di dollari ad Apple per violazione di due suoi brevetti, tra cui quello relativo alla tecnologia dello slide-to-unlock: secondo i suoi legali la sentenza non sarebbe supportata da prove e Cupertino avrebbe tenuto nascoste quelle realmente utili.

L'ultimo procedimento che contrappone Apple e Samsung, in uno scontro che ormai da anni le vede accapigliarsi davanti ai tribunali di mezzo mondo, si è svolto di fronte alla giuria popolare presieduta dal giudice federale Lucy Koh: in ballo due brevetti della coreana e cinque di Cupertino, il numero '414, relativo alla sincronizzazione dei dati in background tra diversi dispositivi; il numero '172 che illustra il sistema di completamento automatico del testo digitato; il '959, che copre il sistema di ricerca universale all'interno di un dispositivo; il '647 che rivendica la tecnologia per mostrare gli indirizzi e le date come link all'interno di un messaggio di testo; e forse il più noto, il '721 che protegge il sistema slide-to-unlock.

Come nel precedente statunitense, la coreana è uscita sconfitta (per violazione degli ultimi due brevetti e non quindi anche del brevetto '414 per cui era intervenuta anche Google). Tuttavia per Apple sembrava essere una vittoria solo sulla carta e nella pubblicità: secondo la giuria tali violazioni valgono 120 milioni di dollari di danni (contro gli oltre due miliardi che chiedeva Cupertino), e Cupertino stessa sarebbe colpevole per l'indebito utilizzo di un brevetto di Samsung (158mila dollari di danni): cifre assolutamente marginali rispetto alla grandezza delle due aziende ed ai costi che hanno sostenuto per il processo.
Per arrivare a queste cifre, per altro, la giuria è incappata in qualche errore ed è stata costretta a rimettere mano ai calcoli: alla fine il totale è rimasto immutato, pur essendo cambiati i danni richiesti per i singoli prodotti Samsung trovati in violazione.

Claudio Tamburrino
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29 Commenti alla Notizia Brevetti, Samsung pronta all'appello contro Apple
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    non+autenticato
  • Se non fosse per il recente articolo che ha messo a nudo la strategia con cui Samsung concorre da anni nel mercato (di ogni genere) saremmo rimasti stupiti nell'apprendere che non è stata Apple a chiedere il ricorso, avendo ottenuto solo un ventesimo del risarcimento richiesto, bensì Samsung, che ha avuto addirittura l'ardire di affermare che non esistono prove a suo carico, beffandosi pure dei giurati.
    Ma, appunto, conoscendo ora la strategia, non ci stupiamo più di nulla e sappiamo come andrà a finire questo processo (e tutti i futuri processi in cui una delle due parti è Samsung).
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    Modificato dall' autore il 07 maggio 2014 13.55
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    ruppolo
    33147
  • - Scritto da: ruppolo
    > Se non fosse per il recente articolo che ha messo
    > a nudo la strategia con cui Samsung concorre da
    > anni nel mercato (di ogni genere) saremmo rimasti
    > stupiti nell'apprendere che non è stata Apple a
    in realta' come puoi vedere sinteticamente da qui http://en.wikipedia.org/wiki/Apple_Inc._v._Samsung.... , gli UNICI vestiti sono gli azzeccagarbugli.
    La giudice Koh, dopo aver battezzato come fumatori di crack gli avvocati macachi, ha spinto e sperato in accordi extragiudiziali, visto che non ne puo' piu di questi fracassazebedei digitali...
    non+autenticato
  • - Scritto da: collione
    > get the facts
    > http://www.osnews.com/story/27713/Lies_deceit_and_
    bella la chiosa finale

    Intellectual property - and patents in particular - has ruined the technology industry with lies, deceit, and hypocrisy. We just stood by and let it happen.
    non+autenticato
  • e paradossalmente, con altri termini, Ballmer disse la stessa cosa!!!!
    non+autenticato
  • - Scritto da: collione
    > e paradossalmente, con altri termini, Ballmer
    > disse la stessa
    > cosa!!!!
    lo diceva mentre guardava le entrate derivanti dall'uso estorsivo dei brevetti sulla FAT ?
    non+autenticato
  • - Scritto da: bubba
    > - Scritto da: collione
    > > e paradossalmente, con altri termini, Ballmer
    > > disse la stessa
    > > cosa!!!!
    > lo diceva mentre guardava le entrate derivanti
    > dall'uso estorsivo dei brevetti sulla FAT
    > ?

    si si, ammettendo che se fossero esistiti anche 30 anni fa, microsoft sarebbe stata stroncata sul nascere
    non+autenticato
  • - Scritto da: ruppolo
    > Se non fosse per il recente articolo che ha messo
    > a nudo la strategia con cui Samsung concorre da
    > anni nel mercato (di ogni genere) saremmo rimasti
    > stupiti nell'apprendere che non è stata Apple a
    > chiedere il ricorso, avendo ottenuto solo un
    > ventesimo del risarcimento richiesto, bensì
    > Samsung, che ha avuto addirittura l'ardire di
    > affermare che non esistono prove a suo carico,
    > beffandosi pure dei giurati.
    >
    > Ma, appunto, conoscendo ora la strategia, non ci
    > stupiamo più di nulla e sappiamo come andrà a
    > finire questo processo (e tutti i futuri processi
    > in cui una delle due parti è
    > Samsung).
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    > Modificato dall' autore il 07 maggio 2014 13.55
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    La cosa che mi fa tenerezza e' che c'e' un sacco di gente che crede nelle aziende, come non fossero delle aziende appunto, ma dei paladini di chiassa' quale causa. Samsung fa il suo gioco e apple fa lo stesso. Samsung gioca piu' sporco degli altri? Si vede che ha fatto bene i suoi CONTI e ha constatato che gli conviene violare brevetti e metterci gli avvocati. Poi, stando a quell'articolo hanno violato (ammesso e non concesso che quell'articolo di Vanity Fair abbia un fondo di verita') deliberatamente brevetti "hardware", figuriamoci quando e' arrivata apple con i brevetti software fumosi made in USA... Avranno pensato "urco cane, questi vogliono fare il nostro gioco e non sanno a cosa vanno in contro".
    non+autenticato
  • Come non quotarti......ma forse Ruppolo vive in un mondo ovattato e con gli uccellini che cantano....lo ribadisco nemmeno apple è una verginella scalza e sfido chiunque a dire che sia la paladina dell'onesta in tutti i campi. Ma qualcuno mi spiega che ritorno ha ruttolo.....economico.....di immagine.....fatemi sapere please
  • - Scritto da: tommasocrociera
    > Come non quotarti......ma forse Ruppolo vive in
    > un mondo ovattato e con gli uccellini che
    > cantano....lo ribadisco nemmeno apple è una
    > verginella scalza e sfido chiunque a dire che sia
    > la paladina dell'onesta in tutti i campi. Ma
    > qualcuno mi spiega che ritorno ha
    > ruttolo.....economico.....di immagine.....fatemi
    > sapere
    > please
    Ahh non so, a parte spingere apple per fare assistenza e vendere i gestionali fatti con filemaker non saprei. Ma penso sia piu' una certa tendenza a dare "ammore" incondizionato per un marchio che andrebbe studiato bene.
    non+autenticato
  • - Scritto da: tommasocrociera
    > fatemi sapere please

    Esistono psicopatie che sono difficili da spiegare...

    Oggi le persone non ricevono più amore e fin da piccoli hanno oggetti in regalo per il battesimo, a natale, pasqua, al compleanno, la comunione, ecc.

    Alla fine sono gli oggetti quelli a cui ci si affeziona. Come sono fatti, il loro marchio e produttore.

    Questa aberrazione in alcuni individui viene portata all'estremo, dove le aziende produttrici vengono elette ad un surrogato dei genitori che sono stati anaffettivi.
    E gli oggetti divengono transazionali, un po' come coi fumatori dove la sigaretta è un surrogato del capezzolo della madre da cui si è stati distaccati con dolore.

    Per una persona "normale" lo smartphone è uno strumento di svago, lavoro, comunicazione. Il brand non è importante se non per i vantaggi percepiti (qualità, assistenza, ecc).

    Per lo "psico-disagiato", invece lo smartphone è un oggetto a cui ci si affeziona (come per il pelouche o la coperta di Linus), diviene oggetto transazionale, e l'azienda dietro al brand un surrogato della figura del genitore buono.

    Se il livello di disagio raggiunge il punto in cui inizi ad attaccare chi offende l'azienda prediletta, e perdi tempo online o nella vita reale ad osannare un'aziendaccia produttrice di merda elettronica fatta in Cina, è giunto il momento di consultare uno psicologo...
    iRoby
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