Claudio Tamburrino

Diritto all'oblio, Google Ŕ chiamata a riscrivere la storia

Dai passati torbidi alle recensioni sgradite, sono numerosissime le domande di rimozione fatte giÓ pervenire a Google. Mountain View, nonostante il disappunto, sta approntando uno strumento apposito per gestirle

Roma - Google, come previsto dagli osservatori dopo la storica e inattesa sentenza della Corte di Giustizia dell'Unione Europea, ha ricevuto le prime richieste di rimozione di contenuti specifici tra quelli offerti fra i risultati di ricerca, in base al rispetto dei dati personali delle persone coinvolte: tutti, ora, si ricordano di far valere il proprio diritti all'oblio.

Si tratta delle prime conseguenze della decisione con cui i giudici UE hanno stabilito che Google e gli altri search engine sono tenuti a ricevere segnalazioni dei cittadini, a valutarle, e ad accogliere le richieste di rimozione di certi link dai propri risultati di ricerca nel caso in cui ritenga che il diritto alla privacy debba prevalere sul diritto alla libera circolazione dell'informazione.

Esprimendosi sul caso sollevato dal cittadino spagnolo Mario Costeja Gonzßlez, il cui nome compariva tra i risultati offerti da Google legato all'asta di immobili sottoposti a pignoramento 16 anni prima, la Corte di Lussemburgo è arrivata fissare un punto fermo nella complicata a frastagliata materia del diritto all'oblio: secondo il giudice europeo Google, in virtù della sua missione di organizzare e rendere disponibile l'informazione ai cittadini della Rete, si configura come un vero e proprio responsabile del trattamento dei dati personali ospitati sulle pagine che contribuisce a rendere rintracciabili.
In seguito a tale sentenza, i cittadini europei possono inviare le richieste di rimozione alle autorità locali, oppure rivolgersi direttamente alle aziende coinvolte: Mountain View, che pure ha espresso la propria contrarietà nelle parole del presidente Eric Schmidt, ha intuito la mole della tempesta delle richieste che sarebbero state inoltrate dai cittadini e ha iniziato a meditare su una soluzione tecnica per velocizzare la procedura. In particolare dovrebbe presto mettere a disposizione un tool per richiedere la rimozione circostanziata del link che il cittadino ritiene lesivo del proprio diritto alla vita privata.

Intanto le prime migliaia di richieste sono iniziate ad arrivare: così, per esempio, un ex-politico ora in campagna elettorale ha chiesto di veder rimossi i link ad un articolo sulla sua precedente condotta d'ufficio, un uomo condannato per possesso di immagini pedopornografiche quelli relativi al suo caso, un dottore le recensioni negative di alcuni suoi pazienti. Non si tratta dunque di sole memorie imbarazzanti di un passato, magari irrequieto, che si è scelto di condividere con la Rete.

Claudio Tamburrino
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40 Commenti alla Notizia Diritto all'oblio, Google Ŕ chiamata a riscrivere la storia
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  • Chi vuole essere cancellato dai risultati di ricerca può farlo qui:

    https://support.google.com/legal/contact/lr_eudpa?...
  • Quindi, seguendo il ragionamento, se su una determinata persona un giornale ha pubblicato una notizia in cui veniva menzionata (ad esempio perche' indagata in qualcosa), adesso questa persona può rivolgersi al quotidiano che aveva pubblicato la notizia e:

    - far rimuovere la notizia dall'archivio consultabile sul web
    - far cercare tutte le copie cartacee del giornale (esempio quelle che ci sono negli archivi della Biblioteca Nazionale) e far ritagliare e buttare l'articolo in cui veniva menzionato

    ?

    Curioso.. buon lavoro !
    non+autenticato
  • > Quindi, seguendo il ragionamento, se su una
    > determinata persona un giornale ha pubblicato una
    > notizia in cui veniva menzionata (ad esempio
    > perche' indagata in qualcosa), adesso questa
    > persona può rivolgersi al quotidiano che aveva
    > pubblicato la notizia
    > e:
    >
    > - far rimuovere la notizia dall'archivio
    > consultabile sul
    > web

    No. O almeno, in Spagna non è così. Come è noto il tribunale spagnolo ha delegato la Corte europea a dirimere la questione, e la corte Europa ha stabilito che il compito spetta a Google, e non a La vanguardia .
    Secondo l'AgCom italiana invece spetterebbe ai quotidiani. ma la cosa non è ancora ufficiale.


    > - far cercare tutte le copie cartacee del
    > giornale (esempio quelle che ci sono negli
    > archivi della Biblioteca Nazionale) e far
    > ritagliare e buttare l'articolo in cui veniva
    > menzionato

    No.
    Una scena del genere si vede in un film del 1981 con Renato Pozzetto, si tratta di Nessuno è perfetto . In quel caso il protagonista va di persona nelle biblioteche e strappare una pagina che rivela che la donna di cui è innamorato era un uomo.

    Si tratta di un film comico.
  • Nessuno si è accorto del seguente problema Gmail sulla privacy?

    Gmail chiede insistentemente di mettere la foto profilo anche se si usa solo gmail e non google+ il quale si attiva anche se non lo si vuole, dopo aver messo una foto valida anche per gmail si può solo aggiungerne altre, non è possibile cancellare le vecchie, chi ha voluto questa porcata chiaramente ha preso un grosso premio da google.
    non+autenticato
  • > Nessuno si è accorto del seguente problema Gmail
    > sulla
    > privacy?
    >
    > Gmail chiede insistentemente di mettere la foto
    > profilo anche se si usa solo gmail

    Esiste ancora la formula di risposta NO.
    Gmail chiede insistentemente anche il numero di telefono, se è per questo, col pretesto del recupero della password. Bastano due lettere.
  • Vallo a dire agli utenti youtube.
  • Censura!
    Divagazioni!
    Il dito e la luna!
    La frittata e la rigirata!
  • Certo, che se discuti in questa maniera...
    Su youtube sono stati praticamente obbligati ad usare google +.
  • - Scritto da: Sg@bbio
    > Certo, che se discuti in questa maniera...
    > Su youtube sono stati praticamente obbligati ad
    > usare google+.

    ho risolto mandando a fare in culo google, youtube e chiudendo i relativi account.

    Basta avere un po' di palle, tutto qui.
    non+autenticato
  • Non è una soluzione efficace.
  • Invece lo è: se lo facessero in tanti Google cambierebbe politica per non intaccare i propri utili. Siccome però a lamentarsi è una trascurabilissima minoranza, questo non avverrà.Sorride
    non+autenticato
  • A frittate stiamo messi male!
    e sopratutto non c'è nel codice nessun "diritto all'oblio".
    A bocca aperta
    non+autenticato
  • io ho un account su yt ma non sono iscritto a g+
    forse sono un'anomalia
    non+autenticato
  • - Scritto da: obiezione
    > io ho un account su yt ma non sono iscritto a g+
    > forse sono un'anomalia

    Senza l'integrazione forzata di google+ ti ritrovi tagliato fuori su molte funzionalità che prima erano disponibili BENE prima dalla integrazione forzata, semplicemente Google ha provato ad utilizzare l'enorme utenza di youtube per trasportarla tutta nel suo social network fallimentare.

    Tra l'altro l'integrazione è pure irreversibile, se provi a levare poi Google+ dal tuo accunt google, ti afferma che perderai pure il tuo accunt su youtube.
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    Modificato dall' autore il 19 maggio 2014 14.23
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  • C'e' un modo molto semplice per uscire dall'impasse che si sta venendo a creare: il diritto di cronaca.

    Grazie al diritto di cronaca oggi tutto il mondo sa che qualche anno fa il sig. Gonzales versava in cattive acque, ed e' stato lui fare da amplificatore.

    Con lo stesso sistema, la cronaca dovrebbe occuparsi di questi signori e farci sapere chi sono questo politico che in precedenza ha rubato, quel tizio condannato per pedofilia, e pure quel medico che e' stato mal recensito.

    Costoro hanno il sacrosanto diritto di chiedere che le informazioni del passato vengano rimosse, e noi abbiamo il sacrosanto diritto di sapere chi e' la gente che vuole avvalersi di questo diritto e perche'.

    Del resto la sentenza spagnola ha specificato che il diritto di cronaca e' prevalente nei tempi piu' brevi.
  • > C'e' un modo molto semplice per uscire
    > dall'impasse che si sta venendo a creare: il
    > diritto di
    > cronaca.
    >
    > Grazie al diritto di cronaca oggi tutto il mondo
    > sa che qualche anno fa il sig. Gonzales versava
    > in cattive acque, ed e' stato lui fare da
    > amplificatore.

    In questo momento in effetti non si parla d'altro, in Europa, e se ho ben capito anche su alcuni quotidiani Usa.
    Ma è una fase inevitabile e passeggera. Io ricordo ancora di aver discusso qui su PI della notizia di un signore in Australia che ha chiesto, e ottenuto, che il suo nome non venisse più associato da Google a un gangster locale: l'associazione in quel caso non c'era affatto, era stato vittima anni prima di una sparatoria in un ristorante per mano di ignoti.

    Trovare la notizia con Google ora è piuttosto laborioso. Ci si riesce, sì, ma solo sapendo il cognome di quel signore.
    E credo che scrivendo il suo nome e cognome il gangster a cui era associato non venga più fuori.


    > Del resto la sentenza spagnola ha specificato che
    > il diritto di cronaca e' prevalente nei tempi
    > piu'
    > brevi.

    Ora aspettiamo che una direttiva europea chiarisca cosa si intenda per diritto all'oblio e quanti anni devono passare.
    Fino ad ora le varie corti che si sono accupate della faccenda hanno navigato a vista.
  • Come era prevedibile, in questi giorni, google è sommersa di richieste di rimozione per il diritto all'oblio, pure in italia, almeno quanto dice (sigh) Repubblica.it.

    Tale sentenza sarà usata per far sparire info scomode, temo...
    Comunque per il diritto di cronaca va bene quando fa comodo, visto che molti giornalisti lo usavano per giustificare l'uso improprio di robe altrui spacciandole per farine del loro sacco, oppure venire ignorata in altri luoghi quando si alzava la scure del copyright contro persone comuni....