Domenico Galimberti

WWDC, Apple pensa al futuro

di D. Galimberti - Il bilancio dei primi sei mesi del 2014 per Cupertino è magro se si guarda all'hardware. Ma c'è molta carne a cuocere per il software: la Mela sembra avere le idee chiare, anche in fatto di cloud

Roma - Il keynote di apertura della WWDC 2014 è stato uno di quei keynote come non se ne vedevano da diverso tempo. Nessuno si è dilungato a snoccialare dati per ribadire cose già note ma, soprattutto, nessuna presentazione di nuovo hardware. Apple si conferma come l'azienda che meglio riesce ad integrare i propri prodotti, e quest'anno ha voluto far capire come l'integrazione passa attraverso l'ottimizzazione dei sistemi e dei servizi. In definitiva, un keynote che a tutti gli effetti si rivolge al pubblico che ha di fronte, cioè a quelli degli sviluppatori.


Chi si aspettava nuovo hardware è rimasto a bocca asciutta: nessun iWatch (o iPod-Watch) anche se Healt lascia presupporre che sia in arrivo, nessuna Apple TV né tantomeno iTV, e nessun Mac. Per i più consueti dispositivi iOS (iPhone e iPad) c'è l'ormai classico appuntamento di fine estate o inizio autunno. La WWDC è la conferenza degli sviluppatori e quest'anno, nonostante il digiuno di hardware a cui ci sta tenendo Apple, si è parlato quasi esclusivamente di OS X, iOS e dei relativi tool a disposizione degli sviluppatori per offrire il meglio sotto il punto di vista della loro integrazione nell'ecosistema Apple.

Anche se apparentemente qualcuno potrebbe trovare questo keynote un po' sottotono (la mancanza di hardware è sempre vista come una lacuna, anche se il nuovo hardware generera inevitabilmente malcontenti), a mio avviso possiamo trarre delle conclusioni molto importanti sulle probabili evoluzioni future di Apple. Prima di tutto la convergenza di funzioni, servizi e applicazioni tra iOS e OS X indica che la strada di Apple è ben chiara: non c'è nessuna intenzione di "fondere" iOS con OS X in un unico sistema, né tantomeno l'intenzione di "appiccicare" un layer di iOS sopra OS X, strada che per certi versi sta percorrendo Microsoft con Windows 8, l'interfaccia Metro e il Surface Pro. OS X resterà il sistema operativo destinato ai Mac, e iOS quelli per i dispositivi touch: anche se in futuro arriveranno dei Mac basati su architettura ARM (come si ipotizzava già alcuni anni fa e come sembra trasparire da alcune voci più recenti), quello rimarrà un discorso legato all'architettura hardware. Nonostante l'esistenza di alcuni brevetti, dubito che Apple realizzerà mai qualcosa che, come Microsoft Surface, faccia sia da tablet che da notebook.
Ma torniamo a parlare di sistemi operativi e relativi servizi. L'integrazione tra iOS e OS X si materializzerà sotto molte forme, tra cui una delle più importanti è sicuramente Handoff: funzionalità che non si limita a condividere i documenti tra le versioni desktop e mobile di alcune applicazioni, ma consente di condividere il flusso di lavoro tra i vari dispositivi, sia che riguardi la suite di iWorks, sia che riguardi le mappe, la navigazione, i messaggi, i calendari ecc. È un concetto ampliato di quanto, in parte, succede già ora (molte di queste informazioni si possono già condividere) e che può essere esteso a qualsiasi app di terze parti, a discrezione degli sviluppatori.

Per perfezionare ancora di più questo concetto di condivisione, l'altro punto chiave che traspare dal keynote è che iCloud assumerà un ruolo sempre più importante. Era già evidente dallo scorso ottobre, quando venne presentata la versione Web di iWork, ed era anche chiaro che Apple non poteva restare immobile difronte a quanto già offerto dalla concorrenza: Google Drive e Microsoft OneDrive. Non che iCloud sia un servizio nuovo, visto che nasce dalla ceneri di .me e, prima ancora, di .mac, ma iCloud Drive porta iCloud nel Finder restituendogli finalmente quell'identità che mancava ad un servizio di archiviazione in Rete, ovvero il libero accesso alla struttura di archiviazione dei propri file.

Più volte mi sono lamentato sia del fatto che in iCloud i file vengono registrati solo in modalità "App-centrica", sia del fatto che in iOS mancasse un file manager, due carenze che si traducevano nell'impossibilità di condividere facilmente i documenti tra le varie applicazioni di iOS (a meno di ricorrere a servizi quali DropBox o applicazioni quali Phone Drive), e nell'impossibilità di accedere da iOS ad alcuni documenti realizzati su Mac. iCloud Drive colma in un colpo solo entrambe queste carenze, anche se diventa sempre più necessario legarsi in qualche modo alla Rete, e quindi avere a disposizione connettività e banda a sufficienza, anche in mobilità. Questo concetto è amplificato se pensiamo anche ad altre novità dei due sistemi, come la possibilità di condividere attraverso iCloud l'intera libreria fotografica, o la possibilità di utilizzare iCloud come supporto per inviare voluminosi attachment in Mail.

Tornando alla direzione presa da Apple per gli sviluppi futuri dei propri sistemi, se guardo alla nuova versione di Spotlight mi sovviene quello che scrissi qualche anno fa a proposito dell'evoluzione delle interfacce: non importa dove sia quello che stai cercando, quello che digiti ti comparirà debitamente suddiviso in base alla tipologia di documento trovato (compreso ciò che si trova in Rete), e la ricerca sarà tanto più efficace quanto più si utilizzano i tag, anche se Spotlight si comporta comunque molto bene anche senza. Questa direzione diverrà sempre più predominante perché, aumentando a dismisura la mole di dati da gestire, l'archiviazione manuale in cartelle e sottocartelle diventerà sempre più pesante, e perché non tutti i dati sono necessariamente presenti sul supporto fisico che equipaggia il dispositivo in uso. La ricerca attraverso tag o parole chiave (magari estesa alla Rete o anche ai social network) diventa sempre più importante: Apple, con Spotlight, è partita con largo anticipo e ora sta mettendo a frutto continui perfezionamenti.

Riguardo iOS, anche lì le novità sono molte, anche in chiave enterprise (strizzando quindi l'occhio alle aziende) ma in generale gli sviluppi dei due sistemi procedono per vie parallele, con sempre più punti d'incontro, ma anche con funzioni dedicate e specifiche. Questo approccio lascia intendere quanto detto all'inizio, cioè che Apple intende lavorare in modo tale da offrire su ogni dispostivo la migliore esperienza d'uso, tenendo quindi separati i due sistemi ma offrendo tutti i servizi indispensabili per poter lavorare in entrambi i mondi con soluzioni di continuità. Quello che ancora manca in iOS, soprattutto pensando all'iPad, sono la multiutenza e la possibilità di visualizzare contemporaneamente due App sullo schermo (funzione non indispensabile ma che in alcuni casi, su un tablet, può essere utile).

Stabilire se l'approccio vincente sarà quello di Apple piuttosto che quello di Microsoft è un po' difficile in questo momento, mentre Google sembra non avere ancora un'idea ben definita a tal proposito: al di là di centrare l'esperienza degli utenti sui propri servizi (cosa che comunque, chi più chi meno, stanno facendo tutti ma in modo "complementare") da un lato c'è chi propone dei notebook con Android, dall'altro ci sono i ChromeBook di Google. Si tratta di una dicotomia che a lungo andare potrebbe confondere le carte in tavola a Google, così come potrebbe confonderle il fatto che Apple potrebbe utilizzare Bing anziché Google come motore di ricerca predefinito (oltre a DuckDuckGo per le ricerche in modalità "privata").

Non resta che attendere le release ufficiali per verificare quanto le intenzioni Apple, ottime sulla carta, si traducano in reali vantaggi per gli utenti. Per il momento possiamo dire che il "silenzio" di Cupertino (che sempre meno spesso si lascia sfuggire indiscrezioni su certi argomenti) ha prodtto delle buone idee, accogliendo anche parte dei suggerimenti e delle lamentele degli utenti.

Domenico Galimberti
blog puce72

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194 Commenti alla Notizia WWDC, Apple pensa al futuro
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  • Marketta
  • Sono riuscito a vedere il video giusto fino a quando compare la dock

    Guardate quella icona del finder. Guardate quella icona del finder e cercate di non ridere
    Le etichette piatte grigie che nemmeno windows 95

    Stay classe mr ive
    non+autenticato
  • Clicca per vedere le dimensioni originali

    Clicca per vedere le dimensioni originali

    Hai ragione... sono indistinguibili!
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    Modificato dall' autore il 05 giugno 2014 23.32
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    MeX
    16897
  • Hai ragione,uno dei 2 non ha mai avuto mercato,indovina qual'è ?A bocca aperta
    non+autenticato
  • quello che deve ancora essere pubblicato?Sorride

    Meanwhile in the market...

    Clicca per vedere le dimensioni originali
    -----------------------------------------------------------
    Modificato dall' autore il 06 giugno 2014 09.16
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    MeX
    16897
  • Cos'è, un altro grafico uguale a quello android?

    Una torta quasi piena con su scritto: malware android 99%.

    Ma 99% cosa? Device infettati? Programmi infettati? APK o sullo store? Potenzialmente infetti o realmente infetti? E soprattutto come fai a prendere un malware se tutti i servizi sono installati da applicazioni, le applicazioni richiedono consensi ed espongono i permessi, e tutti i framework sulla partizione di sistema non sono modificabili?

    Il 12% in più di poco è sempre poco. Ti sei mai chiesto perchè danno solo dati relativi ma non numeri assoluti? Sai che prendere questi dati per veri come fai tu equivale a cadere in pieno ad un pubblicità markettara tirata su da una multinazionale? Chi sta vincendo non ha bisogno di pavoneggiarsi esponendo solo realtà parziali. Fatti qualche domanda ogni tanto
    non+autenticato
  • - Scritto da: MeX
    > [IMG]http://www.guidebookgallery.org/pics/gui/desk

    > [IMG]http://www.apple.com/osx/preview/images/overv
    >
    > Hai ragione... sono indistinguibili!


    Quella sotto sembra Amiga.
    krane
    22544
  • - Scritto da: ego
    >
    > Guardate quella icona del finder. Guardate quella
    > icona del finder e cercate di non
    > ridere
    > Le etichette piatte grigie che nemmeno windows 95
    >
    > Stay classe mr ive

    Clicca per vedere le dimensioni originali
  • - Scritto da: ego
    >
    > http://i.imgur.com/YjFUPUF.png
    >
    > E con questa dico
    >
    > /THREAD

    qui l'unica vittima è il programma di editing che hai usato Deluso

    ma apparte tutto, davvero un cantinaro viene a parlare di grafica?

    Clicca per vedere le dimensioni originali


    ok, è un bene che abbiano scelto di copiare OS X visto che rappresenta lo stato dell'arte, però ci va un pelo di impegno in più perché così è peggio della discarica di malagrotta
  • ah si? sicuro? http://www.greenbot.com/article/2102552/4-android-...

    guarda che quel genere di funzionalità esistono da una vita su Android e soci

    ma dimmi, tu puoi programmare il tuo smartphone per inviare sms ad una certa ora/data? oppure effettuare telefonate automaticamente? o automatizzare qualsiasi tipo di task? no, non puoi https://play.google.com/store/apps/details?id=Auto...
    non+autenticato
  • In che senso non possono ?A bocca apertaA bocca apertaA bocca aperta

    La devo smettere di dare certe cose per scontateA bocca aperta
    non+autenticato
  • - Scritto da: Etype
    > In che senso non possono ?A bocca apertaA bocca apertaA bocca aperta
    >
    > La devo smettere di dare certe cose per scontate
    >A bocca aperta
    scusa se ve lo dico ma voi non sapete replycare...

    il titolo del post di mex e' "Apple Handoff: un video mostra il vincolo iOS 8 e Yosemite" .. la keyword e' "vincolo".
    Per la Apple (e quindi per i macachi) e' un pregio... per gli altri una iattura. Vale per tutto il mondo apple, non per questa singola trovata.
    non+autenticato
  • Install Pushbullet on your Android phone, then install the Chrome or Firefox extension on your desktop. Pushbullet on Android will ask you to enable its Accessibility/administrator access so it can send you notifications. Agree to this, trust me.

    LOL... habby bloatware! e cmq Pushbullet c'é anche per iOS... e stranamente non ha bisogno di nessun permesso da super user per mandare notifiche...
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    Modificato dall' autore il 06 giugno 2014 09.13
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    MeX
    16897
  • - Scritto da: MeX

    > LOL... habby bloatware! e cmq Pushbullet c'é

    ah ecco, quindi suppongo che in ios8 quelle funzionalità non siano implementate tramite codice, bensì tramite magia

    giusto?

    C.V.D. macachi fino alla morte
    non+autenticato
  • >
    > LOL... habby bloatware! e cmq Pushbullet c'é
    > anche per iOS... e stranamente non ha bisogno di
    > nessun permesso da super user per mandare
    > notifiche...


    Per te è strano? Mi fate morire da ridere voi macachi, in pratica stai dicendo da solo che quello che quello che è permesso su iOS con un utenza normale non è permesso su Android... e vi vantate pure magari!
    non+autenticato
  • Ma cosa se 5 release di IOS non fanno una di AndroidA bocca aperta

    Ti facevo un pò più serio,invece sei il solito applefanatics ch emette link a casaccio per dimostrare la molto molto molto dubbia superiorità ....pausa risata... di appleA bocca aperta
    non+autenticato
  • peccato che l'ultima release di Android ce l'ha il 13.6% degli utenti...

    [FONTE GOOGLE]

    Clicca per vedere le dimensioni originali

    nota a PI: il forum non riesce a visualizzare immagini su HTTPS
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    Modificato dall' autore il 06 giugno 2014 09.22
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    MeX
    16897
  • non vedo il problema

    la mania dell'avere l'ultimissimo super-meglio-figo è tipica dei macachi

    nel mondo umano si usa ciò che serve e funziona

    detto ciò, non condono la politica degli OEM ( eh si, la colpa non è di google ) di non rilasciare aggiornamenti per spingere le vendite di nuovi terminali
    non+autenticato
  • - Scritto da: collione

    > non vedo il problema

    Pensa che se invece fosse vero per gli iPhone sarebbe un PROBLEMONE!Occhiolino
    FDG
    10893
  • - Scritto da: giuda
    > - Scritto da: ruppolo

    >
    > >
    > > > Quando google+ o dropbox o anche la
    > soluzione
    > > > cloud di MS non sono affette da tali
    > > limitazioni,
    > >
    > > Al contrario, sono affette da MOLTE
    > limitazioni.
    >
    > ma non sai quali eh?

    lui non ha mai preso in mano un apparecchio con Android, gli potrebbe essere fatale!

    > >
    > > > ancora non implementano un file manager
    > (ma
    > > > cavolo gli fa tanto schifo consentire
    > agli
    > > utenti
    > > > un controllo sui file del proprio
    > > > dispositivo?)
    > >
    > > Non lo implementeranno mai, perché è proprio
    > > l'assenza del file manager la caratteristica
    > > chiave di iOS, che lo rende semplice da
    > usare
    > per
    > > tutti.
    >
    > EEEEEEHHHHHHHHH?????
    > quale logica avrebbe questa affermazione oltre a
    > non essere attinente alla realtà dei
    > fatti?

    E' perfettamente logico, almeno secondo la logica perversa dei macachiCon la lingua fuori


    > > usava nessuno. Esattamente come Android,
    > meno
    > del
    > > 10% degli utenti lo usa per accedere a
    > > Internet.
    >
    > dire cose a caso non migliora l'appeal di apple
    > che sta andando pericolsamente sotto la soglia
    > del 10%
    >Sorride

    Le solite statistiche fasulle a cui si aggrappano disperatamente per cercare di dimostrare la loro superiorità.
    Una volta si bullavano delle percentuali di vendite dell'iphone (quando c'era solo lui!) e del numero di app nel loro store. Stranamente adesso non si sentono piùCon la lingua fuori


    > > BLA BLA BLA GB RAM BLA BLA SLOT BLA SD
    > MAMPERE
    > > BLA BLA CORE BLA QUAD EURO BLA BLA 150 BLA
    > > POLLICI BLA BLA ROMOVIBILI BLA
    > > BLA...
    >
    > rosik impressionante

    la volpe e l'uva! (frase macaca multiuso)


    > > Come no, lo tiri e diventa da 5 e anche da 6
    > > pollici. Se lo scaldi anche da
    > > 7.
    >
    > e diventa un telecomando esattamente come
    > l'ultimo
    > ifono

    hanno appena finito di magnificarci l'uso dell'iphone come telecomando glorificato della TV, per non ammettere l'esistenza di DLNA o che una semplice chiavetta USB o un NAS strabattono in semplicità e facilità d'uso tutto il loro ambaradan TV + AppleTV + iphone...


    > > a 700 e passa euro...
    > >
    > > Quelli che non hai.
    >
    > che fai gli conti i soldi applefag?

    altro atteggiamento rivoltante di Ruppolo.
    Vali solo se puoi buttare i soldi in roba Apple.

    Ruppolo, per l'ennesima volta: noi potremmo benissimo comprare la mer*a Apple, ma ci rifiutiamo categoricamente!
    Funz
    12944
  • Previsioni del tempo per i clienti Apple

    Lunedì     cloud
    Martedì    cloud
    Mercoledì cloud
    Giovedì    cloud
    Venerdì    cloud
    Sabato     cloud
    Domenica   cloud
    non+autenticato
  • va già bene che non piove...
    non+autenticato
  • Swift è di gran lunga l'annuncio più interessante del keynote.
    Ed è ancora più interessante ora che ho scoperto che è una creatura di Chris Lattner, l'inventore dell'incredibile compilatore LLVM/CLANG. Ho seguito "da osservatore" lo sviluppo di LLVM per diverso tempo, pur non capendoci quasi nulla di compilatori, ma una cosa è certa: Lattner è un GENIO. Di quelli con la G maiuscola. Essendo Swift una sua creatura non può che non essere eccellente, anche (e soprattutto) dal punto di vista prestazionale.
    http://www.nondot.org/sabre/
  • - Scritto da: MacGeek
    > Ed è ancora più interessante ora che ho scoperto
    > che è una creatura di Chris Lattner, l'inventore
    > dell'incredibile compilatore LLVM/CLANG. Ho
    > seguito "da osservatore" lo sviluppo di LLVM per
    > diverso tempo, pur non capendoci quasi nulla di
    > compilatori, ma una cosa è certa: Lattner è un GENIO.

    Sono d'accordo sul fatto che LLVM sia incredibile, ma ti avviso che chiamarlo un compilatore è molto limitante.

    L'architettura di LLVM è composto da un front-end, un motore di ottimizzazione ed un back-end. Il front-end trasforma il codice sorgente (ciascun linguaggio ha il suo front-end, C, C++, Java, JavaScript, Objective-C, Swift). L'output del front-end è un "codice intermedio", molto simile al bytecode Java, non a caso è stato chiamato LLVM (Low Level Virtual Machine). Tutta l'ottimizzazione sul codice viene fatta sul codice intermedio LLVM. Alla fine entra in gioco il back-end, che trasforma il codice intermedio in codice eseguibile per la piattaforma target (x86, ARM, ma anche JavaScript per ASM.JS e persino codice per Android Dalvik).

    La rivoluzione di LLVM è stata standardizzare il codice intermedio e rendere front-end e back-end dei moduli consistenti. La generalizzazione è così ben riuscita che in un futuro prossimo il codice eseguibile potrebbe essere distribuito in forma di codice intermedio LLVM e compilato in binario direttamente sulla macchina target con un back-end ridistribuibile. Un piccolo passo in questa direzione è proprio la macchina virtuale Android ART, che è basata su LLVM, e compila il codice intermedio direttamente sul telefono.
  • - Scritto da: bradipao
    > L'output del front-end è un "codice intermedio",
    > molto simile al bytecode Java, non a caso è stato
    > chiamato LLVM (Low Level Virtual Machine). Tutta
    > l'ottimizzazione sul codice viene fatta sul
    > codice intermedio LLVM. Alla fine entra in gioco
    > il back-end, che trasforma il codice intermedio
    > in codice eseguibile per la piattaforma target
    > (x86, ARM, ma anche JavaScript per ASM.JS e
    > persino codice per Android
    > Dalvik).

    Quindi è un passo in direzione Mac OS su ARM (o meglio indipendenza dalla piattaforma)?
    Teo_
    2588
  • - Scritto da: Teo_

    > Quindi è un passo in direzione Mac OS su ARM (o
    > meglio indipendenza dalla
    > piattaforma)?

    PotrebbeSorride
    FDG
    10893
  • Con LLVM potrebbero distribuire app invece che in codice Intel o ARM (o PPC) in codice intermedio, poi quest'ultimo compilarlo al volo (just in Time) ottimizzandolo per lo specifico processore. In effetti questa mi sembrava la promessa principale di LLVM e non capisco perché ancora non l'abbiano fatto.
    Insomma si possono fare applicazioni indipendenti dall'architettura del processore in modo assolutamente trasparente per l'utente e lo sviluppatore, aumentando addirittura l'ottimizzazione specifica per la specifica versione di processore
  • - Scritto da: MacGeek
    > Con LLVM potrebbero distribuire app invece che in
    > codice Intel o ARM (o PPC) in codice intermedio,
    > poi quest'ultimo compilarlo al volo (just in
    > Time) ottimizzandolo per lo specifico processore.
    > In effetti questa mi sembrava la promessa
    > principale di LLVM e non capisco perché ancora
    > non l'abbiano fatto.
    > Insomma si possono fare applicazioni indipendenti
    > dall'architettura del processore in modo
    > assolutamente trasparente per l'utente e lo
    > sviluppatore, aumentando addirittura
    > l'ottimizzazione specifica per la specifica
    > versione di processore

    Ma appunto, come ti stanno dicendo in tanti non è mica una novità.
    Da Wikipedia:

    "La traduzione dinamica fu realizzata per la prima volta nei primi anni ottanta in una versione commerciale del linguaggio Smalltalk oggi conosciuta con il nome di VisualWorks. Oggi la traduzione dinamica è presente nella maggior parte delle implementazioni della Java virtual machine .
    La macchina virtuale Java HotSpot della Sun Microsystems contiene un esempio di implementazione JIT. In realtà ve ne sono due: una versione "client" che è ottimizzata per essere veloce, ed è più indicata per applicazioni che hanno un tempo di esecuzione breve; e una versione "server" che produce un codice altamente ottimizzato, ed è pensata per applicazioni che devono durare a lungo nel tempo. Gli utenti possono scegliere quale compilatore dinamico usare in base alle caratteristiche della loro applicazione.
    Microsoft ha scelto un sistema JIT per l'ambiente .NET , e il processore Crusoe della Transmeta usa tecniche simili a livello hardware. La macchina virtuale Parrot per il linguaggio Perl usa un sistema JIT. Psyco è un compilatore JIT per il linguaggio Python. Nell'ottobre del 2005 Macromedia ha annunciato che, a partire dalla versione 8.5, il plugin di Macromedia Flash userà un compilatore JIT per migliorare le performance dell'esecuzione di Flash."

    Non voglio assolutamente fare polemica, ma proprio non riesco a capire in cosa questa LLVM differirebbe dalle altre VM con compilazione JIT. Compilare potenzialmente da qualsiasi linguaggio, bè, si applica anche a .Net: devi creare il compilatore MyLang -> bytecode allo stesso modo di come faresti per LLVM.
    E come dicevo, la prima volta che ho toccato con mano questa ottimizzazione finale grazie ai binari distribuiti in codice intermedio, è stato vent'anni fa, con AS/400.
    Izio01
    3886
  • La differenza rispetto a Java, e mi pare pure .NET (ma Fun Time ha da ridire, ma io non ho mai visto linguaggi normali girare sotto quella piattaforma), è che non c'è la MACCHINA VIRTUALE in mezzo. Qui si parla di virtualizzare il processore, non l'intera macchina. Quindi il codice risultante è codice che gira in modo nativo direttamente sull'hardware.
    Non dubito che IBM abbia fatto qualcosa del genere in passato (in effetti ne ero a conoscenza), ma qui stiamo parlando di PC non mainframe.
    Smalltalk anche era diverso, perché anche quello era tutto un ambiente specifico.
    non+autenticato
  • Inoltre il JIT non è l'elemento caratterizzante di LLVM, solo un'opzione in più, per altro al momento non sfruttata da Apple per quanto ne sappia.
    non+autenticato
  • Chiaro che I linguaggi piu diffuse per .NET sono C# e VB, JavaScript ma:

    http://en.wikipedia.org/wiki/.NET_languages
    non+autenticato
  • - Scritto da: MacGeek
    > La differenza rispetto a Java, e mi pare pure
    > .NET (ma Fun Time ha da ridire, ma io non ho mai
    > visto linguaggi normali girare sotto quella
    > piattaforma), è che non c'è la MACCHINA VIRTUALE
    > in mezzo. Qui si parla di virtualizzare il
    > processore, non l'intera macchina. Quindi il
    > codice risultante è codice che gira in modo
    > nativo direttamente sull'hardware.

    Se non ho capito male, stai facendo confusione tra una macchina virtuale tipo JVM e una macchina virtuale stile VMware. Il concetto di JVM è molto più vicino a quello che dici.

    http://en.wikipedia.org/wiki/Java_virtual_machine

    Vedi che il lavoro che svolge è quello di un processore, non quello di un PC:

    "The JVM has instructions for the following groups of tasks:

    Load and store
    Arithmetic
    Type conversion
    Object creation and manipulation
    Operand stack management (push / pop)
    Control transfer (branching)
    Method invocation and return
    Throwing exceptions
    Monitor-based concurrency"

    > Non dubito che IBM abbia fatto qualcosa del
    > genere in passato (in effetti ne ero a
    > conoscenza), ma qui stiamo parlando di PC non
    > mainframe.
    > Smalltalk anche era diverso, perché anche quello
    > era tutto un ambiente
    > specifico.
    Izio01
    3886
  • - Scritto da: Izio01
    > - Scritto da: MacGeek
    > > La differenza rispetto a Java, e mi pare pure
    > > .NET (ma Fun Time ha da ridire, ma io non ho
    > mai
    > > visto linguaggi normali girare sotto quella
    > > piattaforma), è che non c'è la MACCHINA
    > VIRTUALE
    > > in mezzo. Qui si parla di virtualizzare il
    > > processore, non l'intera macchina. Quindi il
    > > codice risultante è codice che gira in modo
    > > nativo direttamente sull'hardware.
    >
    > Se non ho capito male, stai facendo confusione
    > tra una macchina virtuale tipo JVM e una macchina
    > virtuale stile VMware. Il concetto di JVM è molto
    > più vicino a quello che dici.

    No, no. Non confondo. VMware e JVM sono cose diverse. Ma sono sempre una cosa che stanno in mezzo tra il tuo codice e l'hardware. Quindi RALLENTANO e limitano quello che puoi fare.

    > "The JVM has instructions for the following
    > groups of
    > tasks:
    >
    > Load and store
    > Arithmetic
    > Type conversion
    > Object creation and manipulation
    > Operand stack management (push / pop)
    > Control transfer (branching)
    > Method invocation and return
    > Throwing exceptions
    > Monitor-based concurrency"

    Ma questo, appunto, lo fa la VIRTUAL MACHINE in RUNTIME, in pratica è un'interprete. LLVM fa questo lavoro nelle fasi di compilazione (frontend + backend). Una volta compilato il codice finale è nativo e non c'è nulla in mezzo.

    Su JVM:

    "A process VM, sometimes called an application virtual machine, or Managed Runtime Environment (MRE), runs as a normal application inside a host OS and supports a single process. It is created when that process is started and destroyed when it exits. Its purpose is to provide a platform-independent programming environment that abstracts away details of the underlying hardware or operating system, and allows a program to execute in the same way on any platform.

    A process VM provides a high-level abstraction — that of a high-level programming language (compared to the low-level ISA abstraction of the system VM). Process VMs are implemented using an interpreter; performance comparable to compiled programming languages is achieved by the use of just-in-time compilation."
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