Claudio Tamburrino

Jimmy Wales: dimenticare Ŕ uno sbaglio

Mentre le richieste di rimozione superano giÓ quota 40mila, Google continua ad organizzarsi per gestirle. E, parte del comitato consultivo, il vertice di Wikimedia che chiede subito una riforma ad hoc

Jimmy Wales: dimenticare Ŕ uno sbaglioRoma - Jimmy Wales ha puntato il dito contro la decisione della Corte di Giustizia europea che obbliga Google a rimuovere dai suoi risultati determinati link che chiamano in causa notizie del passato del richiedente: secondo Wales serve una riforma normativa.

Il fondatore di Wikimedia è uno dei cinque membri del comitato di consiglieri indipendenti costituito da Google per valutare la questione del rispetto del diritto all'oblio in Europa e per gestire l'obbligo imposto a Mountain View di ricevere le richieste di rimozione dai propri risultati di alcuni link da parte dei cittadini, valutarle ed eventualmente accoglierle nel caso in cui ritenga che il diritto alla privacy debba prevalere sul diritto alla libera circolazione dell'informazione.

Per il fondatore di Wikimedia si tratta di un'applicazione normativa che rappresenta una forma di censura, pure e semplice, mentre "nel caso di un'informazione veritiera, non diffamatoria ed ottenuta legalmente, non dovrebbe sorgere una forma di diritto alla censura" che rischia altresì di ostacolare il dialogo sulle questione di privacy.
Calcando ancora di più la mano, Wales ha parlato di "politici incompetenti" che hanno prodotto una quadro normativo "incoerente" che "non tiene neanche i considerazione diritti umani e questioni tecniche".

Nonostante questo, prima che le autorità europee decidano di tornare sui propri passi, Google deve rispettare quanto imposto dalla Corte di Giustizia: l'associazione che raccoglie le autorità garanti per la privacy nei Paesi europei ha già fatto intendere di tenere sotto controllo Mountain View e di voler vigilare sulla corretta applicazione delle disposizioni imposte dal giudice europeo.

D'altra parte Google è al lavoro per creare la squadra che vaglierà le richieste di rimozione dei link interessati: le domanda attraverso il modulo predisposto da Mountain View sembrano aver già superato quota 40mila.

Peraltro Marisa Jimenez, consigliere alla privacy di Big G, ha riferito che tale eventuale rimozione riguarderà solo la navigazione dai 28 stati membri dell'UE, più Islanda, Norvergia, Lichtestein e Svizzera, in quanto aderiscono al mercato unico europeo. In ogni caso, ha chiarito, le query interessate verranno contrassegnate dall'avviso della modifica per l'intervento richiesto dalle autorità europee.

Nel frattempo, in Italia si discute su quello che ancora si deve fare, oltre all'impegno di Google, per garantire il riconosciuto diritto all'oblio: il Garante per la privacy Antonello Soro ha così espresso la convinzione che si debba affermare un ruolo specifico per le autorità di garanzia.

Claudio Tamburrino
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75 Commenti alla Notizia Jimmy Wales: dimenticare Ŕ uno sbaglio
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  • Posso chiedere di essere rimosso dagli atti pubblici? No!
    Posso chiedere di essere rimosso dai giornali nelle biblioteche? No!
    Posso chiedere di essere rimosso dalla memoria (scritta e non) di tutta la gente? No!
    Ma allora perché rimuovere le informazioni da Google?
    Perché non anche dai siti indicizzati da Google?
    Perché non anche dai vari snapshot che stanno in giro?
    E dai libri, registrazioni video e audio ...

    Chi chiede di essere rimosso è perché ha da nascondere qualcosa del suo passato (e forse del suo presente).
    Qualcosa che comunque è successo (detto, fatto, baciato, lettera o testamento), che è stato descritto e che per stare su un sito e/o su un indice, qualcuno ha pagato per mettercelo e ce lo ha messo perché così ha voluto. Era un informazione pubblica.

    Sono stato condannato/implicato in un fattaccio di 10 anni fa.
    La cosa era sui giornali, in TV, in radio e, grazziaddio, anche sul web.
    Ora faccio l'amministratore delegato e quella cosa macchia il mio curriculum.
    Ottimo! Bene! La prossima volta, stai più attento a quello che dici, fai, baci ecc. Di certo non puoi spacciarti per un santo come vorresti fare.
    Hai fatto una stupidata? Benvenuto nel mondo delle persone serie che pagano le conseguenze dei propri errori e può fregiarsi delle proprie conquiste. Onori e oneri.

    Fra dieci anni il capitano di una nave da crociera vorrà essere dimenticato dal web per diventare presidente di una compagnia di navigazione.
    Un politico che ha preso soldi per una diga marina di protezione vorrà diventare un candido presidente della repubblica.
    Un banchiere che ha dato denari a destra e a manca affossando la banca che dirigeva vorrà diventare, chessò, presidente della BCE.
    E uno che ubriaco e fatto al volante ha ucciso tre pedoni vorrà potersi vantare di essere un cittadino modello e magari aprire una scuola guida.

    Cancellare l'informazione di un fatto non cancella il fatto e le sue implicazioni.
    Cancellare e modificare l'informazione serve solo a fare in modo che i cittadini non abbiano facilità di accesso alle informazioni. Serve solo a rendere il 1984 di Orwell molto più vicino e possibile.
    non+autenticato
  • > Posso chiedere di essere rimosso dagli atti
    > pubblici?
    > No!
    > Posso chiedere di essere rimosso dai giornali
    > nelle biblioteche?
    > No!
    > Posso chiedere di essere rimosso dalla memoria
    > (scritta e non) di tutta la gente?
    > No!
    > Ma allora perché rimuovere le informazioni da
    > Google?

    Google rimuove i link. Le informazioni rimangono lì dove sono.


    > Perché non anche dai siti indicizzati da Google?

    Anche da lì, certo. Quello dei quotidiani é solo il primo passo.


    > Perché non anche dai vari snapshot che stanno in
    > giro?

    Perché non sono ancora così diffusi da costituire un problema. Secondo me in futuro si arriverà anche a quello.


    > E dai libri, registrazioni video e audio ...

    Cosa c'entrano i libri e i film? Qui si parla di documenti presenti sul web, indicizzabili dai motori di Google.



    > Chi chiede di essere rimosso è perché ha da
    > nascondere qualcosa del suo passato (e forse del
    > suo
    > presente).

    E la cosa non è vietata dalla legge.
    Anzi, il diritto all'oblio consiste anche in questo. Non solo questo, certo, ma una buona parte del concetto ricopre la frase appena espressa.


    > Qualcosa che comunque è successo (detto, fatto,
    > baciato, lettera o testamento), che è stato
    > descritto e che per stare su un sito e/o su un
    > indice, qualcuno ha pagato per mettercelo e ce lo
    > ha messo perché così ha voluto. Era un
    > informazione
    > pubblica.

    Era, appunto.
    A distanza di anni l'interesse pubblico non esiste più.


    > Sono stato condannato/implicato in un fattaccio
    > di 10 anni
    > fa.
    > La cosa era sui giornali, in TV, in radio e,
    > grazziaddio, anche sul
    > web.
    > Ora faccio l'amministratore delegato e quella
    > cosa macchia il mio
    > curriculum.
    > Ottimo! Bene! La prossima volta, stai più attento
    > a quello che dici, fai, baci ecc. Di certo non
    > puoi spacciarti per un santo come vorresti
    > fare.

    Lo fanno tutti, per inciso.
    E siccome esiste il concetto di riabilitazione, a questo mondo, il tribunale europeo del Lussemburgo ha stabilito che Google deve eliminare i link a materiale non più attuale.


    > Hai fatto una stupidata? Benvenuto nel mondo
    > delle persone serie che pagano le conseguenze dei
    > propri errori e può fregiarsi delle proprie
    > conquiste. Onori e
    > oneri.

    La Corte europea non la pensa come te.


    > Fra dieci anni il capitano di una nave da
    > crociera vorrà essere dimenticato dal web per
    > diventare presidente di una compagnia di
    > navigazione.
    > Un politico che ha preso soldi per una diga
    > marina di protezione vorrà diventare un candido
    > presidente della
    > repubblica.
    > Un banchiere che ha dato denari a destra e a
    > manca affossando la banca che dirigeva vorrà
    > diventare, chessò, presidente della
    > BCE.
    > E uno che ubriaco e fatto al volante ha ucciso
    > tre pedoni vorrà potersi vantare di essere un
    > cittadino modello e magari aprire una scuola
    > guida.

    In linea di principio è così, ma tieni presente che i personaggi pubblici non godono del diritto alla privacy, e quindi è improbabile che Google cancelli anche i dati che li riguardano. Il provvedimento riguarda i privati cittadini.
    Non credere che chi gli lascia ricoprire queste cariche non lo sappia, per inciso. Non esiste solo il motore di Google per risalire a certi fatti. Semplicemente sceglie di ignorare il passato.


    > Cancellare l'informazione di un fatto non
    > cancella il fatto e le sue
    > implicazioni.

    Qui non si tratta nemmeno di cancellare, ma di evitare un link da parte di Google.
    Se io ricordo esattamente il giorno in cui un certo fatto è accaduto, digito la data nell'archivio de La stampa , o del Corriere della sera , o di Repubblica , e fra le pagine quella notizia la ritrovo come prima.
    Solo che non compare più fra i risultati di google.


    > Cancellare e modificare l'informazione serve solo
    > a fare in modo che i cittadini non abbiano
    > facilità di accesso alle informazioni.

    Sí, ma quella che tu chiami facilità d'accesso vista dall'altra parte della barricata si chiama violazione della privacy.
    Un bilanciamento fra le due esigenze è necessario.


    > Serve solo
    > a rendere il 1984 di Orwell molto più vicino e
    > possibile.

    Esagerato.
    Nel romanzo di Orwell venivano vaporizzati sia gli articoli di giornale sia, spesso, le persone coinvolte. Qui si tratta solo di rimuovere alcuni link, e su richiesta dei cittadini, non dei governi (almeno si spera).
  • - Scritto da: Leguleio
    > Anche da lì, certo. Quello dei quotidiani é solo
    > il primo passo.

    Non è che la cosa mi rende più tranquillo...

    >
    >
    > > Perché non anche dai vari snapshot che
    > stanno
    > in
    > > giro?
    >
    > Perché non sono ancora così diffusi da costituire
    > un problema. Secondo me in futuro si arriverà
    > anche a quello.

    Idem come sopra

    >
    >
    > > E dai libri, registrazioni video e audio ...
    >
    > Cosa c'entrano i libri e i film? Qui si parla di
    > documenti presenti sul web, indicizzabili dai
    > motori di Google.

    Eh, no: è una questione di principio. Ovvero, se il principio vale per il web, deve valere per tutto, o meglio, se il principio NON vale per il cartaceo, men che meno deve valere per il web.

    >
    > > Chi chiede di essere rimosso è perché ha da
    > > nascondere qualcosa del suo passato (e forse
    > del suo presente).
    >
    > E la cosa non è vietata dalla legge.
    > Anzi, il diritto all'oblio consiste anche in
    > questo. Non solo questo, certo, ma una buona
    > parte del concetto ricopre la frase appena
    > espressa.
    >

    Ever qualcosa da nascondere non è vietato dalla legge, ma nemmeno il diritto all'informazione è vietato, anzi.

    >
    > > Qualcosa che comunque è successo (detto,
    > fatto,
    > > baciato, lettera o testamento), che è stato
    > > descritto e che per stare su un sito e/o su
    > un
    > > indice, qualcuno ha pagato per mettercelo e
    > ce
    > lo
    > > ha messo perché così ha voluto. Era un
    > > informazione
    > > pubblica.
    >
    > Era, appunto.
    > A distanza di anni l'interesse pubblico non
    > esiste più.

    Se l'interesse pubblico non esiste più non c'è nemmeno la necessità della rimozione. Se qualcuno va a cercare l'informazione, vuol dire che l'interesse c'è ancora.

    >
    >
    > > Sono stato condannato/implicato in un
    > fattaccio di 10 anni
    > > fa.
    > > La cosa era sui giornali, in TV, in radio e,
    > > grazziaddio, anche sul web.
    > > Ora faccio l'amministratore delegato e quella
    > > cosa macchia il mio
    > > curriculum.
    > > Ottimo! Bene! La prossima volta, stai più
    > attento
    > > a quello che dici, fai, baci ecc. Di certo
    > non
    > > puoi spacciarti per un santo come vorresti
    > > fare.
    >
    > Lo fanno tutti, per inciso.
    > E siccome esiste il concetto di riabilitazione, a
    > questo mondo, il tribunale europeo del
    > Lussemburgo ha stabilito che Google deve
    > eliminare i link a materiale non più attuale.
    >

    Riabilitazione vuol dire che, ad esempio, hai fatto una cazzata dieci anni fa, hai pagato e ora sei una persona corretta. Ottimo, tutta la storia (e intendo TUTTA, riabilitazione compresa) sarà sul web. Se, invece, hai fatto la cazzata ma NON sei una persona perbene, sarebbe interessante potersi ricordare di certi trascorsi. Pensa, ad esempio, a uno come Primo Greganti...

    > > Hai fatto una stupidata? Benvenuto nel mondo
    > > delle persone serie che pagano le
    > conseguenze
    > dei
    > > propri errori e può fregiarsi delle proprie
    > > conquiste. Onori e
    > > oneri.
    >
    > La Corte europea non la pensa come te.
    >

    La Corte di Giustizia non è Dio, e le informazioni restano indicizzate da Google al di fuori dell'UE (e basta un proxy per recuperarle). L'Avvocato Generale della stessa corte, ad esempio, la pensava in maniera completamente diversa.

    > > Fra dieci anni il capitano di una nave da
    > > crociera vorrà essere dimenticato dal web per
    > > diventare presidente di una compagnia di
    > > navigazione.
    > > Un politico che ha preso soldi per una diga
    > > marina di protezione vorrà diventare un
    > candido
    > > presidente della
    > > repubblica.
    > > Un banchiere che ha dato denari a destra e a
    > > manca affossando la banca che dirigeva vorrà
    > > diventare, chessò, presidente della
    > > BCE.
    > > E uno che ubriaco e fatto al volante ha
    > ucciso
    > > tre pedoni vorrà potersi vantare di essere un
    > > cittadino modello e magari aprire una scuola
    > > guida.
    >
    > In linea di principio è così, ma tieni presente
    > che i personaggi pubblici non godono del diritto
    > alla privacy, e quindi è improbabile che Google
    > cancelli anche i dati che li riguardano. Il
    > provvedimento riguarda i privati
    > cittadini.
    > Non credere che chi gli lascia ricoprire queste
    > cariche non lo sappia, per inciso. Non esiste
    > solo il motore di Google per risalire a certi
    > fatti. Semplicemente sceglie di ignorare il
    > passato.
    >

    Intanto però hai sdoganato il principio. Queste situazioni sono come aprire il Vaso di Pandora: ne perdi il controllo.

    > > Cancellare l'informazione di un fatto non
    > > cancella il fatto e le sue
    > > implicazioni.
    >
    > Qui non si tratta nemmeno di cancellare, ma di
    > evitare un link da parte di
    > Google.
    > Se io ricordo esattamente il giorno in cui un
    > certo fatto è accaduto, digito la data
    > nell'archivio de La stampa
    > , o del Corriere della sera
    > , o di Repubblica , e fra
    > le pagine quella notizia la ritrovo come
    > prima.
    > Solo che non compare più fra i risultati di
    > google.
    >

    Altra cazzata. O cancelli l'informazione alla fonte, o la lasci indicizzabile. E' una decisione che non ha nessuna base logica a sostenerla. Mi ricorda tanto le polemiche sui numeri telefonici 144: tra l'imbroglione che truffa e gli utenti babbei che chiamano, chi riteniamo responsabile? La Telecom, ovvio !

    >
    > > Cancellare e modificare l'informazione serve
    > solo
    > > a fare in modo che i cittadini non abbiano
    > > facilità di accesso alle informazioni.
    >
    > Sí, ma quella che tu chiami facilità
    > d'accesso vista dall'altra parte della barricata
    > si chiama violazione della privacy.
    >
    > Un bilanciamento fra le due esigenze è necessario.
    >

    Ma porca miseria, come si fa a parlare di violazione della privacy su un contenuto disponibile pubblicamente ??? Poteva (forse) avere un senso se pretendevi la rimozione dal sito originale e POI (forse) dal motore di ricerca, ma rimuovere solo il link da Google e lasciarlo sul sito originale è una cazzata giuridica fatta e finita.

    >
    > > Serve solo
    > > a rendere il 1984 di Orwell molto più vicino
    > e
    > > possibile.
    >
    > Esagerato.
    > Nel romanzo di Orwell venivano vaporizzati sia
    > gli articoli di giornale sia, spesso, le persone
    > coinvolte. Qui si tratta solo di rimuovere alcuni
    > link, e su richiesta dei cittadini, non dei
    > governi (almeno si spera).

    Togli il "si spera". Se non sei un quattordicenne sprovveduto (e non credo proprio che tu lo sia, anzi) saprai benissimo come vanno queste cose. intanto, cominciano a vaporizzare i link: vediamo quanto ci mettono ad arrivare agli articoli di giornale (perché, una volta passato il principio, ci arrivano eccome). Per le persone, spero di essere già morto quando succederà.
  • > Non è che la cosa mi rende più tranquillo...

    Le leggi e le sentenze non sono fatte per tranquillizzare.

    > Eh, no: è una questione di principio. Ovvero, se
    > il principio vale per il web, deve valere per
    > tutto, o meglio, se il principio NON vale per il
    > cartaceo, men che meno deve valere per il
    > web.

    Non esiste nulla per i film e per i libri che sia paragonabile a Google, che cioè renda accessibile in punta di clic tutte le informazioni immagazzinate sul web.
    Quando lo inventeranno, immagino che una direttiva europea legifererà anche su quello.


    > Ever qualcosa da nascondere non è vietato dalla
    > legge, ma nemmeno il diritto all'informazione è
    > vietato,
    > anzi.

    Non esiste un vero "diritto all'informazione", inteso come diritto passivo da parte dei cittadini.
    Esiste il diritto a informare, garantito a quotidiani, radio, tv dalla costituzione, ai siti web un po' meno, e un diritto a leggere quel che si vuole, finché la produzione di quella pubblicazione è legale. Sono due cose disgiunte.


    > > Era, appunto.
    > > A distanza di anni l'interesse pubblico non
    > > esiste più.
    >
    > Se l'interesse pubblico non esiste più non c'è
    > nemmeno la necessità della rimozione. Se qualcuno
    > va a cercare l'informazione, vuol dire che
    > l'interesse c'è
    > ancora.

    Cerca il nome e cognome, non l'informazione. E va da sé, associato al nome trova l'informazione.
    Sta' tranquillo che nessuna Corte si pronuncerà mai su una notizia del tipo "un uomo 37 enne residente a Roma...", oppure su notizie che parlano di imprese da parte di animali o esseri immaginari.


    > Riabilitazione vuol dire che, ad esempio, hai
    > fatto una cazzata dieci anni fa, hai pagato e ora
    > sei una persona corretta.

    Sì.


    > Ottimo, tutta la storia
    > (e intendo TUTTA, riabilitazione compresa) sarà
    > sul web. Se, invece, hai fatto la cazzata ma NON
    > sei una persona perbene, sarebbe interessante
    > potersi ricordare di certi trascorsi. Pensa, ad
    > esempio, a uno come Primo
    > Greganti...

    Era una persona pubblica, non avrebbe mai potuto chiedere la cancellazione dei trascorsi.
    La vicenda sua, e di altri come lui, è preoccupante per un altro aspetto: come si possono tagliare i ponti con persone a conoscenza di molti segreti su dirigenti ancora in carica, segreti non sempre leciti, e che si è fatto alcuni anni di carcere anche per coprirli? Come si fa a dirgli di no quando si propone per un incarico che è in grado di ricoprire, anche se non onestamente?


    > La Corte di Giustizia non è Dio, e le
    > informazioni restano indicizzate da Google al di
    > fuori dell'UE (e basta un proxy per recuperarle).

    Parliamo dell'UE, qui su questo articolo.
    Quando un articolo di PI parlerà del trattamento dei dati personali in Bhutan, discuteremo di quello.


    > L'Avvocato Generale della stessa corte, ad
    > esempio, la pensava in maniera completamente
    > diversa.

    Cosa pensava?

    > Intanto però hai sdoganato il principio. Queste
    > situazioni sono come aprire il Vaso di Pandora:
    > ne perdi il
    > controllo.

    Ma il "controllo" di che cosa?
    Tu davvero credi che la gente usi il web per informarsi sul passato di un personaggio che è candidato alle elezioni, oppure che sta per vincere un appalto?
    Lo usano per i pettegolezzi sul vicino, figurati. E se anche vengono a sapere che un certo candidato o un certo vincitore dell'appalto ha un passato dubbio, non cambiano idea e non sollevano il caso con manifestazioni di piazza: se ne infischiano. È sempre andata così.


    > > Se io ricordo esattamente il giorno in cui un
    > > certo fatto è accaduto, digito la data
    > > nell'archivio de La stampa
    >

    > > , o del Corriere della sera
    >

    > > , o di Repubblica , e
    > fra
    > > le pagine quella notizia la ritrovo come
    > > prima.
    > > Solo che non compare più fra i risultati di
    > > google.
    > >
    >
    > Altra cazzata. O cancelli l'informazione alla
    > fonte, o la lasci indicizzabile.

    No, bisogna salvaguardare entrambi i diritti. Quello all'oblio, e quello all'impresa (in questo caso impresa giornalistica).


    > E' una decisione
    > che non ha nessuna base logica a sostenerla.

    La legge non prevede solo cose logiche.
    Lo scopri ora?


    > > Un bilanciamento fra le due esigenze è
    > necessario.
    > >
    >
    > Ma porca miseria, come si fa a parlare di
    > violazione della privacy su un contenuto
    > disponibile pubblicamente ???

    Adesso stai parlando di contenuto "disponibile pubblicamente" come di un valore in sé, protetto dalle convenzioni internazionali.
    Anche le immagini dell'impiccagione di Saddam Hussein sono disponibili pubblicamente, malgrado siano stati condannati quelli che le hanno diffuse. Probabilmente anche alcune immagini di pornografia con minori lo sono, da qualche parte sul web, e sicuramente lo sono nel deep web. E quindi?
    Ovviamente non è un caso assimilabile agli articoli di giornale del passato, sto facendo un accostamento volutamente estremo, ma il criterio del "disponibile pubblicamente" non ha alcuna rilevanza ai fini della legge.


    > Poteva (forse)
    > avere un senso se pretendevi la rimozione dal
    > sito originale e POI (forse) dal motore di
    > ricerca, ma rimuovere solo il link da Google e
    > lasciarlo sul sito originale è una cazzata
    > giuridica fatta e
    > finita.

    So che facendo richiesta è possibile farsi cancellare anche dall'articolo dei quotidiani italiani, lo avevo letto tempo fa su La stampa online, ma non so se esiste una procedura codificata oppure il tutto avviene a discrezione dei gestori del sito.


    > governi (almeno si spera).

    > Togli il "si spera". Se non sei un quattordicenne
    > sprovveduto (e non credo proprio che tu lo sia,
    > anzi) saprai benissimo come vanno queste cose.
    > intanto, cominciano a vaporizzare i link:
    > vediamo quanto ci mettono ad arrivare
    > agli articoli di giornale (perché, una volta
    > passato il principio, ci arrivano eccome).
    > Per le persone, spero di essere già morto
    > quando succederà.

    Mi sembra che ti fasci la testa prima di essertela rotta...
    I governi, se lo vogliono, possono impedire l'accesso a Google, banalmente e semplicemente. Possono chiudere i giornali, e i loro siti. Eppure non lo hanno mai fatto, se non per brevi periodi in Cina, e altri Paesi senza l'opposizione.
    Quando ci saranno proposte di legge che permettono di cancellare da Google la storia del governo passato, protesteremo per quello.
    Finora si parla di privacy di comuni cittadini, non c'entra nulla.
  • ma se io diffondo i dati della carta di credito di qualcuno è diritto di cronaca??

    e se un medico pubblica su facebook il referto di un suo paziente?
    non+autenticato
  • Questi casi sono reati e molto gravi, non rientrano neanche lontanamente nel diritto di cronaca


    - Scritto da: ...
    > ma se io diffondo i dati della carta di credito
    > di qualcuno è diritto di
    > cronaca??
    >
    > e se un medico pubblica su facebook il referto di
    > un suo
    > paziente?
  • Se il ricordo corrisponde ad una situazione reale supportata da dati oggettivi: condanne, etc. allora non c'è nulla da rimuovere.
    Se le informazioni fanno riferimenti a situazioni passate in giudicato che si sono dimostrate false allora è giusto cancellarle.
    Ogni altra situazione è semplificemente mistificazione della realtà.
    non+autenticato
  • > Se il ricordo corrisponde ad una situazione reale
    > supportata da dati oggettivi: condanne, etc.
    > allora non c'è nulla da
    > rimuovere.

    Si rimuovono i precedenti dal casellario giudiziale (il termine tecnico è "riabilitazione"), ma si mantengono le notizie giornalistiche, spesso approssimative e sensazionalistiche.
    Che bella procedura.


    > Se le informazioni fanno riferimenti a situazioni
    > passate in giudicato che si sono dimostrate false
    > allora è giusto
    > cancellarle.

    La fai facile: se l'imputato A è stato condannato e l'imputato B è stato assolto, quest'ultimo ha diritto di far dimenticare la notizia?
    E a parte questo, Google dovrebbe passare le giornate a controllare se una notizia del passato ha avuto un esito oppure un altro?


    > Ogni altra situazione è semplificemente
    > mistificazione della
    > realtà.

    Ha parlato lui!
  • Chi controlla il passato controlla il futuro. Chi controlla il presente controlla il passato.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Vindicator
    > Chi controlla il passato controlla il futuro. Chi
    > controlla il presente controlla il
    > passato.
    e chi controlla il controllore? (altra citazioneOcchiolino

    cmq "1984" andrebbe studiato a scuola (e anche in Parlamento).
    non+autenticato
  • - Scritto da: bubba

    > cmq "1984" andrebbe studiato a scuola (e anche in
    > Parlamento).

    il mio professore d'inglese ce lo fece studiare al liceo

    ma sai la delusione qual è stata? che secondo lui, quel libro si riferiva all'URSS

    già all'epoca io gli facevo notare che esiste un'altra dittatura ben peggiore e si chiama USSA aka American Empire
    non+autenticato
  • - Scritto da: collione
    > - Scritto da: bubba
    >
    > > cmq "1984" andrebbe studiato a scuola (e
    > anche
    > in
    > > Parlamento).
    >
    > il mio professore d'inglese ce lo fece studiare
    > al
    > liceo
    >
    > ma sai la delusione qual è stata? che secondo
    > lui, quel libro si riferiva
    > all'URSS
    >

    non solo secondo lui, il riferimento alla russia staliniana è lapalissiano.
    Se vuoi leggere sulla dittatura americana leggi Huxley.

    Orwell impone il controllo attraverso la punizione, sofferenza e coercizione. Huxley invece la vede molto più subdola. Ti controlliamo facendoti sentire meglio ed ecco che ti butterai da un ponte per noi.

    Entrambi avevano ragione, sono solo due modi diversi di ottenere la stessa cosa.
    non+autenticato
  • > > > cmq "1984" andrebbe studiato a scuola (e
    > > anche
    > > in
    > > > Parlamento).
    > >
    > > il mio professore d'inglese ce lo fece
    > studiare
    > > al
    > > liceo
    > >
    > > ma sai la delusione qual è stata? che secondo
    > > lui, quel libro si riferiva
    > > all'URSS
    > >
    >
    > non solo secondo lui, il riferimento alla russia
    > staliniana è
    > lapalissiano.

    A cominciare dal nome usato per il despota di turno, "grande fratello", una parodia di "piccolo padre", che era il nome con cui bonariamente i russi definivano Stalin.
    Con la morte di Stalin questo riferimento si è un po' perso, ma per chiunque avesse letto il romanzo quando à apparso, nel 1949, era trasparente.
  • - Scritto da: Vindicator

    > Ti controlliamo facendoti sentire meglio
    > ed ecco che ti butterai da un ponte per
    > noi.

    Trovami qualcuno che si butta giù da un ponte solo perché si sente un po' meglio, e poi ne riparliamo.
    non+autenticato
  • contenuto non disponibile
  • - Scritto da: 5648810
    > - Scritto da: Vindicator
    >
    > > Ti controlliamo facendoti sentire meglio
    > > ed ecco che ti butterai da un ponte per
    > > noi.
    >
    > Trovami qualcuno che si butta giù da un ponte
    > solo perché si sente un po' meglio, e poi ne
    > riparliamo.

    Intanto di gente che si fa saltare in aria perché sono convinti che poi si sentiranno meglio è pieno il Medio Oriente...
  • - Scritto da: collione
    > - Scritto da: bubba
    >
    > > cmq "1984" andrebbe studiato a scuola (e
    > anche
    > in
    > > Parlamento).
    >
    > il mio professore d'inglese ce lo fece studiare
    > al
    > liceo
    >
    > ma sai la delusione qual è stata? che secondo
    > lui, quel libro si riferiva
    > all'URSS
    >
    > già all'epoca io gli facevo notare che esiste
    > un'altra dittatura ben peggiore e si chiama USSA
    > aka American
    > Empire

    Fu una specie di autocensura manzoniana.

    Hai presente i Promessi Sposi che raccontavano fatti del 1600 per criticare il 1800 ?

    Ecco ...

    Nel 1945, l'anno degli accordi di Jalta, mentre Stalin, Roosevelt e Churchill si spartivano il mondo di comune accordo, il signor Orwell, estremamente critico nei confronti di ciò che il comunismo era diventato con Stalin, scrisse un simpatico libro che si chiamava "La fattoria degli animali".

    Lì il padrone era un despota, gli animali vi si ribellarono contro e iniziarono a chiamarsi Compagni. Poi alla fine i capi della rivoluzione si scoprono alla stessa mensa del padrone.

    Notando un lievissimo riferimento alla situazione sovietica e a causa di quella politica, il romanzo fu censurato dagli inglesi e uscì in edizioni successive.

    Nel 1948 per scrivere il libro "definitivo" e più cattivo che potesse immaginare, Orwell girò le ultime due cifre dell'anno e venne fuori 1984, facendolo passare per un romanzo distopico di fantasia.

    La cosa curiosa di 1984 è che nella sua forzata astrazione, non descrive solo la Russia di Stalin, ma descrive il "totalitarismo" nella sua purezza e pienezza.

    La sua incredibile potenza è che quando gli eventi di quel libro si avverano, esattamente come nella Russia di Stalin, si capisce che la libertà e la ragione sono perse.

    Per esempio nel mio caso fu una esperienza sconvolgente, perché quando lo lessi eravamo in guerra ... anzi no ... scusa ... missione di pace ( o "sguerra" ) .

    Mentre leggevo della settimana dell'odio , vedevo alla TV, la CNN che mandava i selfie dei nemici mentre si esercitavano e uccidevano cani, con la faccia fissa del cattivo in sovraimpressione.

    E a mano a mano che leggevo, diventava un terrificante libro di cronaca giornaliera con le notizie televisive e parallelamente sul libro, fino all'uso della tortura sui prigionieri arrestati con accuse fittizie e deportati.

    E lì mi resi conto della vera differena tra un libro e un capolavoro.

    Poi il meccanismo Orwelliano in quel caso funzionò così bene che gli americani elessero ancora lo stesso presidente.

    E lui fu così contento della cosa, che per ringraziare ritirò 1984 dal public domain, prolungandone il copyright e regalando così nuovi quattrini agli eredi di Orwell.

    Quindi in sintesi, come il libro stesso ci insegna, tutto è bene quel che finisce bene.
    non+autenticato
  • > E lui fu così contento della cosa, che per
    > ringraziare ritirò 1984 dal public domain,
    > prolungandone il copyright e regalando così nuovi
    > quattrini agli eredi di
    > Orwell.


    ???
    Il romanzo 1984, pubblicato nel 1949, non è mai entrato in pubblico dominio. Il suo autore è morto nel 1950, quindi entrerà in pubblico dominio nel 2020 in Europa, nel 2045 negli Usa, nel 2050 in Messico.
  • - Scritto da: Leguleio
    > > E lui fu così contento della cosa, che per
    > > ringraziare ritirò 1984 dal public domain,
    > > prolungandone il copyright e regalando così
    > nuovi
    > > quattrini agli eredi di
    > > Orwell.
    >
    >
    > ???
    > Il romanzo 1984, pubblicato nel 1949, non è mai
    > entrato in pubblico dominio. Il suo autore è
    > morto nel 1950, quindi entrerà in pubblico
    > dominio nel 2020 in Europa, nel 2045 negli Usa,
    > nel 2050 in
    > Messico.

    Mi spiace contraddirti ma la questione è più complessa di quello che sembra.

    La legge sul Copyright Americano, fu rinnovata durante il governo Clinton a causa di una serie di pressioni delle Lobby (in primis la Disney) che sfociò nel Copyright Term Extension Act, ma a causa delle polemiche e della sua non immediata applicazione, molti libri ebbero una storia travagliata.

    1984 rientrava nella categoria dei lavori indipendenti, e non faceva parte del lavoro su commissione. In questo caso per la legge americana antecendente, non si prevedeva 75 anni dopo la pubblicazione dell'opera ma 50 anni dalla morte dell'autore.

    Dopo la revisione della legge, incominciarono i problemi con le opere che si stavano liberando o si erano già liberate, come 1984, "via col vento" e adirittura il "Mein Kampf".

    La stretta definitiva sulla legge è di qualche anno più tardi e le librerie furono costrette a "ritirare" le copie a al costo della carta (o a nessun costo nel caso di Ebook) e ripubblicare i prezzi di copertina.

    1984 nel frattempo era stato addirittura pubblicato su Project Gutenberg per un breve periodo, tanto che Amazon lo fornì gratuitamente nel suo catalogo Kindle.

    Più tardi fu ritirato immediatamente e la copia rimase disponibile solo su Project Gutenberg Australia, fu addirittura rimosso dal Kindle senza alcun preavviso e Amazon dovette pagare 150.000 dollari di danni.

    Non ho trovato molto materiale in rete , c'è questo articolo che ne parla però :

    http://www.dirittodautore.it/ancora-sui-termini-di...
    non+autenticato
  • E alla Corea del Nord. Quest'europa è la nuova URSS.
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