Alfonso Maruccia

Docker, il cloud stivato nei container

Un nuovo modo di intendere la virtualizzazione si fa strada lanciando la sfida ai player e alle tecnologie tradizionali. Le carte che ha da giocare: performance, sostegno della community, un programma di sostegno alle imprese

Roma - I "container" di Docker si espandono con l'arrivo congiunto di Docker 1.0 e di un programma di supporto per le aziende, due iniziative con cui la società fondata a partire dall'omonimo progetto open source mira a conquistare nuovi clienti sia che si parli di cloud computing, che di sistemi virtuali o applicazioni Linux in generale.

L'approccio seguito dalla tecnologia di Docker è infatti diverso rispetto alle classiche virtual machine: un utente può servirsi del Docker Engine per creare un contenitore con le applicazioni di cui necessita più le relative dipendenze, e farlo girare assieme agli altri container su uno stesso OS Linux. Le VM classiche copiano l'intero sistema operativo per ogni macchina virtuale, mentre un singolo OS può far girare più container contemporaneamente. Il vantaggio principale dei container è ovviamente l'uso ottimizzato delle risorse e la possibilità di far girare più istanze di applicazioni, mentre il management e la sicurezza continuano a essere appannaggio della tecnologia VM.

Lo standard Docker 1.0 rappresenta il frutto di 460 diversi sviluppatori e arriva dopo 2,75 milioni di download, scrive la società sul sito ufficiale, e ora il software è in grado di girare su tutte le principali distro Linux (Red Hat, Debian, Fedora, SuSE, Ubuntu), di supportare sistemi operativi diversi da Linux (cioè Windows e OS X) e di offrire diverse interfacce (API) ad altrettante funzioni comuni (esecuzione, file system) in relazione alle necessità degli amministratori di sistema.
L'altra "metà del cielo" della piattaforma Docker si chiama Docker Hub, una piattaforma Web da cui gli utenti possono gestire e condividere i proprio contenitori software. Un'altra novità recente della piattaforma Docker è l'attivazione di un programma di supporto per aziende che prevede sessioni di training, documentazione e assistenza per l'utilizzo della tecnologia in contesti "mission-critical".

Alfonso Maruccia
4 Commenti alla Notizia Docker, il cloud stivato nei container
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  • sicuramente i progetti non vengono sbattuti su un cloud (vedo già colleghi ed ex colleghi ribaltati dalle risate nella pausa caffè).
    Comunque il cloud resta una tecnologia antidiluviana e obsoleta dove al più si possono mettere le foto fatte alle chiappe, la lista della spesa ed al massimo i turni condominiali di giardinaggio ... non di più.
    Il lavoro è una cosa seria ...
    non+autenticato
  • Proprio i contesti "mission-critical" devono essere in grado di sopravvivere anche a disastri ambientali, con soluzioni pronte in hot-redundancy in altre locazioni geografiche.

    Come fai a garantirlo senza soluzioni cloud o similari?
  • - Scritto da: bradipao
    > Proprio i contesti "mission-critical" devono
    > essere in grado di sopravvivere anche a disastri
    > ambientali, con soluzioni pronte in
    > hot-redundancy in altre locazioni
    > geografiche.
    >
    > Come fai a garantirlo senza soluzioni cloud o
    > similari?
    Cazzate.
    Le politiche di disaster recovery esistono ben prima del cloud.
    Vuoi sostenere che prima del cloud, l'"hot redundancy" non era attuabile?
    Il cloud è solo fuffa da markettari, è un concetto vecchio di 30 anni rivestito e infiocchettato.
    Piuttosto registro che tecnologia e innovazione vanno a braccetto con gnu/linux. lxc e docker se la giocano con le zone di solaris.
    Che gli apple fan disquisiscano pure sul colore della cover dell'ultimo iPhone o sulla rivoluzione copernicana degli angoli stondati.
    non+autenticato
  • - Scritto da: nocloud
    > Cazzate.
    > Le politiche di disaster recovery esistono ben
    > prima del cloud.

    Ti ho chiesto di argomentare e motivare: se un'alluvione sommerge il data center dove fai girare il servizio GMAIL, come lo mantieni attivo senza migrare automaticamente le istanze in altri data center?


    > Vuoi sostenere che prima del cloud, l'"hot
    > redundancy" non era attuabile?

    No, voglio dire che l'approccio "cloud" esisteva ben prima che i markettari lo battezzassero "cloud".