Claudio Tamburrino

Google, libera digitalizzazione nelle biblioteche

Una nuova sentenza favorevole a Mountain View sul fronte Google Books: digitalizzare e permettere la consultazione dei testi a chi non può accedere alla versione cartacea è fair use

Roma - La giustizia degli Stati Uniti ha riconosciuto il diritto di Google e delle università di passare allo scanner milioni di libri dei loro cataloghi senza chiedere e ottenere il permesso degli autori.

Ad accusare Google era Authors Guild: dopo aver raggiunto un accordo con Big G che il tribunale non aveva permesso di concretizzare e dopo aver - in quanto associazione che rappresenta gli interessi di tutti gli autori - cercato di ottenere lo status di class action, per la violazione del copyright dei libri digitalizzati senza il permesso degli aventi diritto (ma solo delle biblioteche cui chiedeva l'accesso) aveva chiesto a Mountain View un totale di 2 miliardi di dollari.

Già il giudice federale di New York Denny Chin aveva respinto le accuse di violazione di diritto d'autore sollevate ormai otto anni fa nei confronti dell'opera di digitalizzazione dei libri delle biblioteche statunitensi da parte di Google Books. Come aveva rivelato il giudice Chin, l'ambizioso progetto di divulgazione online del sapere umano rientra nell'ambito del fair use, dispositivo legislativo statunitense che salvaguarda l'uso legittimo delle opere tutelate dal diritto d'autore: Google fornirebbe vitali benefici in ambito educativo e, in generale, pubblico, nonché la possibilità di accedere a numerosi nuovi dati "che aprono la strada a nuove possibili campi di ricerca".
In particolare, rileva ora il giudice della corte d'appello, gli utenti con una disabilità certificata che non possono accedere alla versione cartacea delle opere possono avere libero accesso alla versione digitalizzata, mentre coloro che non soffrono di alcuna disabilità possono effettuare solo ricerche per parole chiave a meno che l'autore non conceda un accesso più permissivo alla consultazione.

Si tratta di scopi, insomma, perfettamente in linea con gli obiettivi delle biblioteche pubbliche e con le necessità del principio del fair use.

Claudio Tamburrino
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15 Commenti alla Notizia Google, libera digitalizzazione nelle biblioteche
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  • Quando un testo non è più ristampato e non è neanche acquistabile in formato elettronico (cioè quando tutti gli aventi diritto hanno rinunciato a rivendicare ogni profitto), il copyright dovrebbe decadere e l'opera dovrebbe diventare automaticamente di dominio pubblico.
  • > Quando un testo non è più ristampato e non è
    > neanche acquistabile in formato elettronico (cioè
    > quando tutti gli aventi diritto hanno rinunciato
    > a rivendicare ogni profitto), il copyright
    > dovrebbe decadere e l'opera dovrebbe diventare
    > automaticamente di dominio
    > pubblico.

    Il fatto che non venga più ristampato per alcuni anni non significa che non accadrà mai più. A volte all'interno delle case editrici sono molto pigri, ma capita anche che ci siano situazioni di stallo perché l'autore o gli eredi puntano i piedi e pretendono condizioni che la casa editrice non può offrire, o altri intoppi. E il libro non viene ristampato.

    In ogni caso, in Italia già oggi è possibile fotocopiare in biblioteca libri fuori catalogo, dalla prima all'ultima pagina. Per quelli in vendita invece il limite è del 15 % (diritto di citazione).
  • - Scritto da: Leguleio
    > Il fatto che non venga più ristampato per alcuni
    > anni non significa che non accadrà mai più. A
    > volte all'interno delle case editrici sono molto
    > pigri, ma capita anche che ci siano situazioni di
    > stallo perché l'autore o gli eredi puntano i
    > piedi e pretendono condizioni che la casa
    > editrice non può offrire, o altri intoppi. E il
    > libro non viene ristampato.

    A maggior ragione sarebbe un fair use da un lato, e un incentivo dall'altro a non tenere l'opera in ostaggio. Magari si può mettere un termine temporale di un anno di indisponibilità alla quale far scattare il passaggio nel pubblico dominio.

    A livello sociale sarebbe solo un guadagno.
  • > > Il fatto che non venga più ristampato per alcuni
    > > anni non significa che non accadrà mai più. A
    > > volte all'interno delle case editrici sono molto
    > > pigri, ma capita anche che ci siano situazioni
    > di
    > > stallo perché l'autore o gli eredi puntano i
    > > piedi e pretendono condizioni che la casa
    > > editrice non può offrire, o altri intoppi. E il
    > > libro non viene ristampato.
    >
    > A maggior ragione sarebbe un fair use da un lato,
    > e un incentivo dall'altro a non tenere l'opera in
    > ostaggio.

    Il fair use esiste solo negli Usa. Nessun altro Paese ha adottato quell'impostazione.


    > Magari si può mettere un termine
    > temporale di un anno di indisponibilità alla
    > quale far scattare il passaggio nel pubblico
    > dominio.

    Mah... sai quante possono essere le cause della mancata ristampa di un libro di un autore vivente (e non parliamo poi di quelli deceduti)?
    Esempio banale: il libro del romanziere Teomondo Scrofalo è andato benino, ma la casa editrice che aveva stampato la prima edizione è fallita. Ora che si trova un nuovo editore e si fa la ristampa, il libro sarebbe già in pubblico dominio. E Teomondo Scrofalo in questa vicenda non ha alcuna colpa.
  • - Scritto da: Leguleio

    > Esempio banale: il libro del romanziere Teomondo
    > Scrofalo è andato benino, ma la casa editrice che
    > aveva stampato la prima edizione è fallita. Ora
    > che si trova un nuovo editore e si fa la
    > ristampa, il libro sarebbe già in pubblico
    > dominio. E Teomondo Scrofalo in questa vicenda
    > non ha alcuna
    > colpa.

    Tu sei ancorato ad un modello dello scorso millennio.
    Oggi, grazie alla tecnologia, gli editori sono retrocessi al rango di inutili parassiti.

    L'autore non ha piu' bisogno di loro.
    L'autore scrive.
    L'autore mette in rete.
    Il lettore scarica.
    Il lettore paga l'autore.
  • - Scritto da: panda rossa
    > - Scritto da: Leguleio
    >
    > > Esempio banale: il libro del romanziere
    > Teomondo
    > > Scrofalo è andato benino, ma la casa
    > editrice
    > che
    > > aveva stampato la prima edizione è fallita.
    > Ora
    > > che si trova un nuovo editore e si fa la
    > > ristampa, il libro sarebbe già in pubblico
    > > dominio. E Teomondo Scrofalo in questa
    > vicenda
    > > non ha alcuna
    > > colpa.
    >
    > Tu sei ancorato ad un modello dello scorso
    > millennio.
    > Oggi, grazie alla tecnologia, gli editori sono
    > retrocessi al rango di inutili
    > parassiti.
    >
    > L'autore non ha piu' bisogno di loro.
    > L'autore scrive.
    > L'autore mette in rete.
    > Il lettore scarica.
    > Il lettore paga l'autore.

    Sogna, sogna.
  • - Scritto da: Leguleio
    > - Scritto da: panda rossa
    > > - Scritto da: Leguleio
    > >
    > > > Esempio banale: il libro del romanziere
    > > Teomondo
    > > > Scrofalo è andato benino, ma la casa
    > > editrice
    > > che
    > > > aveva stampato la prima edizione è
    > fallita.
    > > Ora
    > > > che si trova un nuovo editore e si fa la
    > > > ristampa, il libro sarebbe già in
    > pubblico
    > > > dominio. E Teomondo Scrofalo in questa
    > > vicenda
    > > > non ha alcuna
    > > > colpa.
    > >
    > > Tu sei ancorato ad un modello dello scorso
    > > millennio.
    > > Oggi, grazie alla tecnologia, gli editori
    > sono
    > > retrocessi al rango di inutili
    > > parassiti.
    > >
    > > L'autore non ha piu' bisogno di loro.
    > > L'autore scrive.
    > > L'autore mette in rete.
    > > Il lettore scarica.
    > > Il lettore paga l'autore.
    >
    > Sogna, sogna.

    Io sogno, ma per te sara' un incubo.
    L'epoca dei soldi che piovono dal cielo e' finita.
    Ti tocchera' andare a zappare i campi o picconare nelle miniere.
  • > > Sogna, sogna.
    >
    > Io sogno, ma per te sara' un incubo.
    > L'epoca dei soldi che piovono dal cielo e' finita.
    > Ti tocchera' andare a zappare i campi o picconare
    > nelle
    > miniere.

    C'é chi aspetta ardentemente la fine del mondo, chi l'anno di Linux: tu sogni il giorno in cui non ci sarà più bisogno degli editori e non si venderanno più i libri.
    Ognuno ha i suoi sogni bagnati.
  • Sono serio, ed è vero, sono appassionato di Gino Bramieri e della sua comicità pulita ed educata. I suoi modi fini e pacati.

    Sto cercando da un po' un suo libro di barzellette degli anni '80 "Come uccidere la suocera".

    Non si trova più, guardo sempre nei mercatini dell'usato.

    Poi ho scritto alla famiglia, i figli, attraverso un sito internet nel quale gestiscono la memoria del padre, per chiedere se ne avevano delle ristampe, se era reperibile da qualche parte.

    Non ho avuto nessuna risposta.
    Eppure ero disposto a spendere qualcosa per averne una copia.

    Ritengo l'attuale sistema editoriale fallato, ed assolutamente inadeguato. E in un periodo di abbandono del libro e della cultura, questo è scandaloso. Ne sono anche loro la causa!
    iRoby
    7615
  • > Sono serio, ed è vero, sono appassionato di Gino
    > Bramieri e della sua comicità pulita ed educata.
    > I suoi modi fini e
    > pacati.
    >
    > Sto cercando da un po' un suo libro di
    > barzellette degli anni '80 "Come uccidere la
    > suocera".

    Non è di Gino Bramieri, o almeno, non ho trovato nessun libro di Gino Bramieri con un titolo simile. Sicuramente ha scritto barzellette con le suocere, ma non comparivano nei titoli dei suoi libri.

    Il libro "Come ammazzare la suocera" è di un altro umorista, Antonio Amurri.

    http://pics.cdn.librarything.com/picsizes/a9/07/a9...
  • - Scritto da: Leguleio
    > > Quando un testo non è più ristampato e non è
    > > neanche acquistabile in formato elettronico
    > (cioè
    > > quando tutti gli aventi diritto hanno
    > rinunciato
    > > a rivendicare ogni profitto), il copyright
    > > dovrebbe decadere e l'opera dovrebbe
    > diventare
    > > automaticamente di dominio
    > > pubblico.
    >
    > Il fatto che non venga più ristampato per alcuni
    > anni non significa che non accadrà mai più. A
    > volte all'interno delle case editrici sono molto
    > pigri, ma capita anche che ci siano situazioni di
    > stallo perché l'autore o gli eredi puntano i
    > piedi e pretendono condizioni che la casa
    > editrice non può offrire, o altri intoppi. E il
    > libro non viene ristampato.

    Per questo motivo e' NECESSARIO imporre un balzello agli aventi diritto perche possano continuare a mantenere tale diritto.

    Una cosa molto semplice: al primo anno si paga un euro, al secondo anno due euro, al terzo anno quattro euro, e via raddoppiando, di anno in anno, come fece quel tale coi chicchi di grano.
    Il primo anno che non paghi i diritti scadono e l'opera diventa di pubblico dominio.

    In questo modo l'autore puo' conservare a poco prezzo i diritti dell'opera per i primi anni, e prolungarli solo se questa e' effettivamente remunerativa.

    Queste beghe devono cessare. Un'opera una volta pubblicata deve essere accessibile sempre e comunque.

    > In ogni caso, in Italia già oggi è possibile
    > fotocopiare in biblioteca libri fuori catalogo,
    > dalla prima all'ultima pagina.

    Che inutile spreco di carta e di toner.
    Si puo' invece digitalizzare UNA VOLTA, con risparmio di tempo e di materiale.
  • " In particolare, rileva ora il giudice della corte d'appello, gli utenti con una disabilità certificata che non possono accedere alla versione cartacea delle opere possono avere libero accesso alla versione digitalizzata, mentre coloro che non soffrono di alcuna disabilità possono effettuare solo ricerche per parole chiave a meno che l'autore non conceda un accesso più permissivo alla consultazione ".

    La ricerca con parole chiave, è bene ricordarlo, si estende solo alla pagina in cui ricorre tale parola, e a poche altre. Poi compare l'avviso "questa pagina non è disponibile, oppure hai raggiunto la massima percentuale di pagine consultabili finora".
    Te possino....!
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    Modificato dall' autore il 11 giugno 2014 18.29
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