Gaia Bottà

Wordpress: chi abusa del copyright deve pagare

Le richieste di rimozione sollecitate agli intermediari sulla base di presunte violazioni del diritto d'autore sono spesso utilizzate come arma di censura. Automattic chiede che chi ne abusa venga punito

Roma - Il diritto d'autore non è uno strumento di censura e di soppressione delle idee: Automattic, l'azienda che ha sviluppato la nota piattaforma Wordpress, non ha rinunciato a combattere contro gli abusi delle richieste di rimozione che riceve in sempre maggiore quantità. Chi fa leva sugli strumenti messi a disposizione nel rispetto del Digital Millennium Copyright Act per ottenere il rispetto dei propri diritti sarà accontentato, ma chi inoltra richieste di takedown sulla base di motivazioni inconsistenti deve prepararsi a pagare.

Era il mese di novembre del 2013 quando Automattic aveva preso posizione, intervenendo a supporto dei suoi utenti colpiti da richieste di rimozione che invocavano il diritto d'autore ma nascondevano intenti evidentemente differenti. Uno di questi casi aveva per protagonista uno studente britannico, Oliver Hotham, che sul suo blog aveva ripubblicato degli estratti di un comunicato stampa emesso dall'associazione Straight Pride UK, contenente delle dichiarazioni a sfondo omofobo. La ripubblicazione di queste dichiarazioni aveva mobilitato la stessa persona che le aveva pronunciate, il portavoce dell'associazione, tale Nick Steiner: aveva evidentemente compreso di aver rilasciato delle battute controproducenti, capaci di suscitare una critica troppo puntuta, e con lo scopo di rimediare al passo falso aveva chiesto a Wordpress la rimozione degli estratti, chiamando in causa il diritto d'autore.

La richiesta di takedown, sulla base del DMCA statunitense, fa entrare in gioco la responsabilità dell'intermediario, tenuto a valutare la segnalazione e a procedere eventualmente alla rimozione del contenuto che violi il copyright. Automattic ha intuito che la richiesta inoltrata da Straight Pride UK configurasse un abuso: per questo motivo aveva sporto denuncia sulla base della sezione 512(f) del DMCA, che punisce coloro che avanzano delle rivendicazioni senza averne il diritto.
Il comunicato stampa, avevano spiegato i legali di Automattic ad una corte californiana, per sua stessa natura non può godere delle protezioni offerte dal DMCA: è redatto perché venga reso pubblico e circoli il più possibile. Il rappresentante di Straight Pride Uk, Nick Steiner, avrebbe dunque fatto illecitamente leva sullo strumento del notice and takedown per "censurare la manifestazione del pensiero di Hotham, critica nei confronti di Straight Pride UK".
Automattic, poiché la difesa ha disertato il proprio appuntamento con la giustizia, ha invitato la corte a pronunciarsi a favore di un risarcimento, come prevede la stessa sezione 512(f) del DMCA: si chiedono 10mila dollari di compensazione, in quanto la rimozione avrebbe pregiudicato la reputazione di WordPress, che non intende figurare in ruolo di censore ai danni dei propri utenti, uniti a 14.520 dollari di spese legali. Si tratta di cifre affatto ingenti: Automattic si è però esposta nel nome di un principio che, visti gli abusi sempre più sistematici dell'istituto del notice and takedown, va riaffermato: il diritto d'autore non deve rappresentare un'arma impropria per soffocare la libertà di espressione.

Gaia Bottà
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24 Commenti alla Notizia Wordpress: chi abusa del copyright deve pagare
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  • ma quando la smetteranno con sta "riproduzione riservata", questo é vietato, quello é ........... hanno rotto le scatole, io ho un forum e non vogliono che riportiamo le notizie !! e che male facciamo? mica le vendiamo o ci guadagnamo qualcosa!
    Lo stesso vale per la musica ed i film, se uno ne fa uso personale non ci vedo niente di male, mentre se qualcuno abusa per vendere dovrebbe essere punito !!
    non+autenticato
  • Sbagliato: chi abusa del copyright non deve pagare. Arrabbiato

    Parola di SIAE
    non+autenticato
  • Tanto di cappello a Wordpress,io avrei calcato la mano di più sui risarcimenti.
    non+autenticato
  • Ma chi lo avrebbe mai detto?
    Le regole richieste a gran voce da intermediari e governi per proteggere la rendita parassitaria di pochi soggetti, vengono utilizzate per censurare verita' scomode!
    Roba da non credere.

    Se non fosse che lo andiamo dicendo, tutti i santi giorni, da almeno un decennio, uno potrebbe anche rimanerci male di fronte ad una stortura del genere.

    Suggerisco, per chi gli fosse sfuggita, di leggere questa storia per chi ancora non avesse ben compreso che cosa sta succedendo.
    http://attivissimo.blogspot.ch/2014/06/allora-red-...
  • - Scritto da: panda rossa
    > Ma chi lo avrebbe mai detto?
    > Le regole richieste a gran voce da intermediari e
    > governi per proteggere la rendita parassitaria di
    > pochi soggetti, vengono utilizzate per censurare
    > verita'
    > scomode!
    > Roba da non credere.
    >
    > Se non fosse che lo andiamo dicendo, tutti i
    > santi giorni, da almeno un decennio, uno potrebbe
    > anche rimanerci male di fronte ad una stortura
    > del
    > genere.
    >
    > Suggerisco, per chi gli fosse sfuggita, di
    > leggere questa storia per chi ancora non avesse
    > ben compreso che cosa sta
    > succedendo.
    > http://attivissimo.blogspot.ch/2014/06/allora-red-
    Il video online, non sussiste nessun problema
    non+autenticato
  • > Ma chi lo avrebbe mai detto?
    > Le regole richieste a gran voce da intermediari e
    > governi per proteggere la rendita parassitaria di
    > pochi soggetti, vengono utilizzate per censurare
    > verita'
    > scomode!

    Le verità scomode sono solo nella testa di chi vuol vedere la censura a tutti i costi.
    È un'argomentazione ciclica: hanno rimosso del materiale su internet -> è censura. Perché è censura? -> perché lo hanno rimosso da internet.
    Da lì non si esce, mai.


    > Suggerisco, per chi gli fosse sfuggita, di
    > leggere questa storia per chi ancora non avesse
    > ben compreso che cosa sta
    > succedendo.
    > http://attivissimo.blogspot.ch/2014/06/allora-red-

    Conferma di quanto dicevo sopra: il video è in pubblico dominio, lo si vede in tutte le salse in vari siti dedicati all'esplorazione spaziale.
    E tra l'altro, è stato ripristinato già l'altro ieri.
    Parliamo dell'incapacità di Youtube di gestire le notifiche, reale, perché ci ho sbattuto la faccia io stesso col mio canale, ma non spariamo nel mucchio parlando ogni due per tre di censura del web, perché sono due cose ben diverse.
  • - Scritto da: Leguleio
    > > Ma chi lo avrebbe mai detto?
    > > Le regole richieste a gran voce da
    > intermediari
    > e
    > > governi per proteggere la rendita
    > parassitaria
    > di
    > > pochi soggetti, vengono utilizzate per
    > censurare
    > > verita'
    > > scomode!
    >
    > Le verità scomode sono solo nella testa di chi
    > vuol vedere la censura a tutti i
    > costi.

    Quindi l'articolo parla di spaghetti aglio olio e peperoncino.

    > È un'argomentazione ciclica: hanno rimosso
    > del materiale su internet -> è censura. Perché
    > è censura? -> perché lo hanno rimosso da
    > internet.
    >
    > Da lì non si esce, mai.

    Non e' ciclica, e' molto lineare.
    Hanno rimosso materiale da internet utilizzando uno strumento che serve ad altro, senza che vi fossero i presupposti.
    Quindi e' censura.

    > > Suggerisco, per chi gli fosse sfuggita, di
    > > leggere questa storia per chi ancora non
    > avesse
    > > ben compreso che cosa sta
    > > succedendo.
    > >
    > http://attivissimo.blogspot.ch/2014/06/allora-red-
    >
    > Conferma di quanto dicevo sopra: il video è in
    > pubblico dominio, lo si vede in tutte le salse in
    > vari siti dedicati all'esplorazione
    > spaziale.
    > E tra l'altro, è stato ripristinato già l'altro
    > ieri.

    Il problema non e' che e' stato ripristinato, anzi, il fatto che e' stato ripristinato dimostra solo che c'e' un problema.

    Il video ERA STATO RIMOSSO utilizando la pretesa del copyright, senza che vi fosse nessun copyright da difendere.

    E se il blogger invece di essere uno con le spalle belle larghe e con tutti gli strumenti per fare opposizione, fosse un utente qualunque, il contenuto sarebbe rimasto non solo sotto censura, ma l'utente stesso magari bannato perche' ha osato rompere le scatole lamentandosi.

    L'aberrazione di tutto questo procedimento, ripeto, e' la assurda presunzione di colpevolezza con l'onere della prova a carico dell'accusato e nessuna conseguenza per l'accusatore.

    NON E' ACCETTABILE!

    > Parliamo dell'incapacità di Youtube di gestire le
    > notifiche, reale, perché ci ho sbattuto la faccia
    > io stesso col mio canale,

    Parliamone. Non e' calando le braghe che si risolvono i problemi.
    Chi ha degli interessi da difendere deve portare prove e una sentenza del giudice valida nella giurisdizione in cui deve avvenire la cancellazione.

    Non esiste questa legge del taglione che uno strilla e si cancella il video.

    > ma non spariamo nel
    > mucchio parlando ogni due per tre di censura del
    > web, perché sono due cose ben
    > diverse.

    Guarda che sono loro che sparano nel mucchio e reclamano cancellazioni a caso.

    Quindi la finiscano loro di sparare nel mucchio.

    Ogni richiesta immotivata di cancellazioni video e' una falla del sistema.
    Per una che e' venuta alla luce ce ne sono milioni che passano sotto silenzio, solo per difendere gli interessi parassitari di poche persone.
  • > > > Ma chi lo avrebbe mai detto?
    > > > Le regole richieste a gran voce da
    > > intermediari
    > > e
    > > > governi per proteggere la rendita
    > > parassitaria
    > > di
    > > > pochi soggetti, vengono utilizzate per
    > > censurare
    > > > verita'
    > > > scomode!
    > >
    > > Le verità scomode sono solo nella testa di
    > chi
    > > vuol vedere la censura a tutti i
    > > costi.
    >
    > Quindi l'articolo parla di spaghetti aglio olio e
    > peperoncino.

    No, parla di un goffo tentativo di censura. Non ho seguito a fondo la vicenda, ovviamente, ma da come è descritta quel comunicato stampa non era ospitato solo sul weblog Wordpress di un privato. Una volta che un documento del genere finisce nel sito della BBC o di The Guardian voglio proprio vedere a chi la mandano la richiesta di oscuramento.


    > > È un'argomentazione ciclica: hanno
    > rimosso
    > > del materiale su internet -> è censura.
    > Perché
    > > è censura? -> perché lo hanno rimosso da
    > > internet.
    > >
    > > Da lì non si esce, mai.
    >
    > Non e' ciclica, e' molto lineare.
    > Hanno rimosso materiale da internet utilizzando
    > uno strumento che serve ad altro, senza che vi
    > fossero i
    > presupposti.

    Lo fanno tutti. Dal datore di lavoro che per evitare una vertenza col dipendente in cui probabilmente avrebbe la peggio lo accusa di furto sul luogo di lavoro, alla polizia che fa mettere la droga nella macchina di una persona che sta dando fastidio, passando per il faccendiere che non avendo più nulla da perdere cerca di mettere in cattiva luce un politico in vista soprannominandolo mortadella.
    Non dico che siano da prendere a esempio, ma è inevitabile: quando esiste un reato esiste anche chi lo usa come falsa accusa. Non risolvi il problema eliminando il reato.



    > > Conferma di quanto dicevo sopra: il video è
    > in
    > > pubblico dominio, lo si vede in tutte le
    > salse
    > in
    > > vari siti dedicati all'esplorazione
    > > spaziale.
    > > E tra l'altro, è stato ripristinato già
    > l'altro
    > > ieri.
    >
    > Il problema non e' che e' stato ripristinato,
    > anzi, il fatto che e' stato ripristinato dimostra
    > solo che c'e' un
    > problema.

    Non nego che ci sia il problema. Ma non facciamo di ogni problema di Youtube, e probabilmente di tutte le piattaforme di video, un problema di censura, la realtà è molto più sfumata (e problematica).
    La stessa Youtube, ricordo, ha tenuto ben fermo il principio nel caso del prossimamente The innocence of muslims , cioè ha rifiutato di rimuoverlo appellandosi alla Costituzione Usa. Lo ha oscurato in alcuni Paesi islamici.
    Solo quando un'ordinanza definitiva dei giudici è stata emessa lo ha tolto, due anni dopo.


    > Il video ERA STATO RIMOSSO utilizando la pretesa
    > del copyright, senza che vi fosse nessun
    > copyright da
    > difendere.
    >
    > E se il blogger invece di essere uno con le
    > spalle belle larghe e con tutti gli strumenti per
    > fare opposizione, fosse un utente qualunque, il
    > contenuto sarebbe rimasto non solo sotto censura,
    > ma l'utente stesso magari bannato perche' ha
    > osato rompere le scatole
    > lamentandosi.

    Non discuto degli intrecci da telenovela. È andata così, fine. Contenti tutti.
    E non ha senso dipingere un caso di malfunzionamento riguardante un video in pubblico dominio come fosse un caso di censura. Ma censura di che cosa? Erano immagini mute.


    > L'aberrazione di tutto questo procedimento,
    > ripeto, e' la assurda presunzione di colpevolezza
    > con l'onere della prova a carico dell'accusato e
    > nessuna conseguenza per
    > l'accusatore.

    Le conseguenze ci sono eccome, l'articolo di PI ne parla.
    Che queste sanzioni per accusa infondata vengano applicate raramente è un altro problema.


    > Chi ha degli interessi da difendere deve portare
    > prove e una sentenza del giudice valida nella
    > giurisdizione in cui deve avvenire la
    > cancellazione.

    Troppo lento.
    Per queste cose o esiste una misura preventiva oppure il danno fatto è irrimediabile.
    Forse non sai che in certi limitati casi un cittadino può arrestare un altro cittadino che sta compiendo un reato grave, non è necessario che sia membro delle forze dell'ordine. La disposizione, per la verità poco applicata, è pensata proprio per evitare che fra la telefonata al 112 e l'intervento passino minuti in cui i danni del reato diventano irreversibili.
    Lo stesso vale per il diritto d'autore: non si possono aspettare i mesi di una sentenza definitiva.


    > Non esiste questa legge del taglione che uno
    > strilla e si cancella il
    > video.

    Esiste, e in tutto il mondo.
    Poi un portale video può anche non applicarla, e in effetti Youtube, prima di venire acquistata da Google, faceva così. Si dice che i tre proprietari originari avessero cause per decine di milioni di dollari, solo nei primi mesi di esistenza.



    > > ma non spariamo nel
    > > mucchio parlando ogni due per tre di censura
    > del
    > > web, perché sono due cose ben
    > > diverse.
    >
    > Guarda che sono loro che sparano nel mucchio e
    > reclamano cancellazioni a
    > caso.

    Lo fanno tutti.
    Anche chi ha perso le elezioni spara che ci sono stati brogli, indipendentemente dalla parte politica: mentire è nella natura umana.
  • - Scritto da: Leguleio

    > > Quindi l'articolo parla di spaghetti aglio
    > olio
    > e
    > > peperoncino.
    >
    > No, parla di un goffo tentativo
    > di censura.

    Esatto.
    E ringraziamo chi ha voluto queste regole assurde, se oggi e' possibile strillare per far cancellare qualcosa dalla rete.


    > Non ho seguito a fondo la
    > vicenda, ovviamente, ma da come è descritta quel
    > comunicato stampa non era ospitato solo sul
    > weblog Wordpress di un privato. Una volta che un
    > documento del genere finisce nel sito della BBC o
    > di The Guardian voglio
    > proprio vedere a chi la mandano la richiesta di
    > oscuramento.

    Ma a nessuno!
    Per quale motivo dovrebbero richiedere un oscuramento?

    > Lo fanno tutti. Dal datore di lavoro che per
    > evitare una vertenza col dipendente in cui
    > probabilmente avrebbe la peggio lo accusa di
    > furto sul luogo di lavoro, alla polizia che fa
    > mettere la droga nella macchina di una persona
    > che sta dando fastidio, passando per il
    > faccendiere che non avendo più nulla da perdere
    > cerca di mettere in cattiva luce un politico in
    > vista soprannominandolo mortadella.

    Quindi siccome lo fanno tutti allora va bene?

    > Non dico che siano da prendere a esempio, ma è
    > inevitabile: quando esiste un reato esiste anche
    > chi lo usa come falsa accusa. Non risolvi il
    > problema eliminando il
    > reato.

    Io non voglio eliminare il reato.
    Io voglio eliminare la procedura.

    Prima accusi, poi fai un processo, e solo quando hai la sentenza, procedi a cancellare, e se invece il processo dimostra che hai sbagliato ad accusare, paghi le spese processuali e i danni morali e materiali a colui che hai accusato ingiustamente.

    Altrimenti e' il far west.

    > > > Conferma di quanto dicevo sopra: il
    > video
    > è
    > > in
    > > > pubblico dominio, lo si vede in tutte le
    > > salse
    > > in
    > > > vari siti dedicati all'esplorazione
    > > > spaziale.
    > > > E tra l'altro, è stato ripristinato già
    > > l'altro
    > > > ieri.
    > >
    > > Il problema non e' che e' stato ripristinato,
    > > anzi, il fatto che e' stato ripristinato
    > dimostra
    > > solo che c'e' un
    > > problema.
    >
    > Non nego che ci sia il problema. Ma non facciamo
    > di ogni problema di Youtube, e probabilmente di
    > tutte le piattaforme di video, un problema di
    > censura, la realtà è molto più sfumata (e
    > problematica).

    La realta' e' che e' stato predisposto uno strumento assurdo che favorisce gli abusi e comunque non difende quelli che vorrebbe difendere.

    > La stessa Youtube, ricordo, ha tenuto ben fermo
    > il principio nel caso del prossimamente
    > The innocence of muslims ,
    > cioè ha rifiutato di rimuoverlo appellandosi alla
    > Costituzione Usa. Lo ha oscurato in alcuni Paesi
    > islamici.

    Queste cose non devono piu' succedere.
    La liberta' di espressione e' un diritto sacrosanto.

    > Solo quando un'ordinanza definitiva dei giudici è
    > stata emessa lo ha tolto, due anni
    > dopo.

    Ecco. E allora che si faccia cosi' per tutto.
    Se c'e' la sentenza di un giudice terzo, io non ho niente da obiettare.

    > > Il video ERA STATO RIMOSSO utilizando la
    > pretesa
    > > del copyright, senza che vi fosse nessun
    > > copyright da
    > > difendere.
    > >
    > > E se il blogger invece di essere uno con le
    > > spalle belle larghe e con tutti gli
    > strumenti
    > per
    > > fare opposizione, fosse un utente qualunque,
    > il
    > > contenuto sarebbe rimasto non solo sotto
    > censura,
    > > ma l'utente stesso magari bannato perche' ha
    > > osato rompere le scatole
    > > lamentandosi.
    >
    > Non discuto degli intrecci da telenovela. È
    > andata così, fine. Contenti
    > tutti.

    No. Non siamo contenti tutti.
    Quello che ho citato e' un caso esemplare che puo' essere citato come esempio proprio perche' si e' risolto bene (per noi).
    Altrimenti non sarebbe stato un caso esemplare perche' tu avresti potuto dire che era da censurare, se fosse rimasto censurato, non potendo vedere piu' i contenuti.

    Invece c'e' stato questo video che non c'entra proprio nulla con chi ha reclamato un esistente copyright, che e' stato censurato al volo senza neppure una verifica di scrupolo.
    E questo dimostra che e' una prassi sbagliata.
    Uno strilla, YT censura, e poi sono tutti cavoli dell'utente danneggiato.

    > E non ha senso dipingere un caso di
    > malfunzionamento riguardante un video in pubblico
    > dominio come fosse un caso di censura. Ma censura
    > di che cosa? Erano immagini mute.

    Chiedi a chi ha reclamato censura!
    Perche' si sara' lamentato se erano immagini mute?
    E perche' la sua lamentela e' stata accolta invece di ridergli in faccia?

    >
    > Le conseguenze ci sono eccome, l'articolo di PI
    > ne parla.
    > Che queste sanzioni per accusa infondata vengano
    > applicate raramente è un altro problema.

    Invece e' proprio il problema.

    > > Chi ha degli interessi da difendere deve
    > portare
    > > prove e una sentenza del giudice valida nella
    > > giurisdizione in cui deve avvenire la
    > > cancellazione.
    >
    > Troppo lento.

    Pazienza. La giustizia e la fretta mica vanno tanto d'accordo.

    > Per queste cose o esiste una misura preventiva
    > oppure il danno fatto è irrimediabile.

    Ma quale danno potra' mai fare un filmetto o una canzoncina?

    Mi sapresti indicare un caso, uno solo, in cui a causa della diffusione di un contenuto, il detentore dei diritti e' finito sul lastrico?
    Perche' il danno va dimostrato coi fatti.

    > Forse non sai che in certi limitati casi un
    > cittadino può arrestare un altro cittadino che
    > sta compiendo un reato grave, non è necessario
    > che sia membro delle forze dell'ordine.

    Certo. E puo' anche sparare per legittima difesa.
    Col risultato che poi e' il cittadino a passare grane, non il malvivente in flagranza di reato.

    > Lo stesso vale per il diritto d'autore: non si
    > possono aspettare i mesi di una sentenza
    > definitiva.

    Si puo' e si deve.
    La violazione di un diritto d'autore non e' una situazione di pericolo di vita o di allarme sociale.
    E' assimilabile a un divieto di sosta.

    Prova tu, privato cittadino, a rimuovere una macchina in divieto di sosta, e poi sappimi dire.

    > > Non esiste questa legge del taglione che uno
    > > strilla e si cancella il
    > > video.
    >
    > Esiste, e in tutto il mondo.

    Non deve esistere. Almeno in questo modo.

    > Poi un portale video può anche non applicarla, e
    > in effetti Youtube, prima di venire acquistata da
    > Google, faceva così. Si dice che i tre
    > proprietari originari avessero cause per decine
    > di milioni di dollari, solo nei primi mesi di
    > esistenza.

    Si dice?
    Niente prove?
  • > E ringraziamo chi ha voluto queste regole
    > assurde, se oggi e' possibile strillare per far
    > cancellare qualcosa dalla
    > rete.

    Macché strillare. Solo tu strilli.
    In silenzio e con calma si manda una notifica di violazione.


    > passando per il
    > > faccendiere che non avendo più nulla da
    > perdere
    > > cerca di mettere in cattiva luce un politico
    > in
    > > vista soprannominandolo mortadella.
    >
    > Quindi siccome lo fanno tutti allora va bene?

    No. Siccome lo fanno tutti, evidentemente è inevitabile che accada.
    Ma in tutti i campi . Tu vedi solo quello del diritto d'autore e dell'informazione, che è una minima percentuale delle false accuse che avvengono ogni giorno.


    > Io non voglio eliminare il reato.
    > Io voglio eliminare la procedura.

    E come?


    > Prima accusi, poi fai un processo, e solo quando
    > hai la sentenza, procedi a cancellare, e se
    > invece il processo dimostra che hai sbagliato ad
    > accusare, paghi le spese processuali e i danni
    > morali e materiali a colui che hai accusato
    > ingiustamente.

    Troppo lento, l'ho detto.


    > > Non nego che ci sia il problema. Ma non
    > facciamo
    > > di ogni problema di Youtube, e probabilmente
    > di
    > > tutte le piattaforme di video, un problema di
    > > censura, la realtà è molto più sfumata (e
    > > problematica).
    >
    > La realta' e' che e' stato predisposto uno
    > strumento assurdo che favorisce gli abusi e
    > comunque non difende quelli che vorrebbe
    > difendere.

    Li difende, invece.
    Ma se uno vuole vedere esclusivamente gli abusi e non gli usi legittimi, il problema è suo, non della legge.
    Quando uno vuole vedere il male a tutti i costi ci riesce sempre.


    > > The innocence of muslims
    >

    > ,
    > > cioè ha rifiutato di rimuoverlo appellandosi
    > alla
    > > Costituzione Usa. Lo ha oscurato in alcuni
    > Paesi
    > > islamici.
    >
    > Queste cose non devono piu' succedere.
    > La liberta' di espressione e' un diritto
    > sacrosanto.

    Ci sono già le convenzioni internazionali.
    Ma non prevedono che si elimini una misura preventiva come il sequestro cautelare, l'unico sistema che permette di bloccare una violazione del diritto d'autore sul nascere.



    > Ecco. E allora che si faccia cosi' per tutto.
    > Se c'e' la sentenza di un giudice terzo, io non
    > ho niente da
    > obiettare.

    No, hai da obiettare anche così, forum canta:
    http://punto-informatico.it/b.aspx?i=4019989&m=402...
    Ma al di là delle tue personali posizioni, che non hanno alcuna influenza sulla realtà, in certi casi non si può fare nulla se non ordinare un sequestro preventivo. Se viene diffuso il DVD abusivo di un film in sala, magari spacciato come quello ufficiale della casa cinematografica, hanno falsificato pure i marchi distintivi, altra scelta non esiste che fermarlo appena si può. Non si aspettano due anni per la condanna.



    > No. Non siamo contenti tutti.
    > Quello che ho citato e' un caso esemplare che
    > puo' essere citato come esempio proprio perche'
    > si e' risolto bene (per
    > noi).
    > Altrimenti non sarebbe stato un caso esemplare
    > perche' tu avresti potuto dire che era da
    > censurare, se fosse rimasto censurato, non
    > potendo vedere piu' i
    > contenuti.

    I contenuti sono quelli della sonda giapponese Kaguya e della superficie lunare.
    Pubblico dominio.


    > Invece c'e' stato questo video che non c'entra
    > proprio nulla con chi ha reclamato un esistente
    > copyright, che e' stato censurato al volo senza
    > neppure una verifica di
    > scrupolo.

    La legge non dice così. Per questo Youtube è dalla parte del torto, con simili sistemi automatizzati che danno sempre ragione ai reclami.
    La legge prevede che l'intermediario esamini la richiesta.
    Infatti Wordpress l'ha applicata.Occhiolino


    > E questo dimostra che e' una prassi sbagliata.
    > Uno strilla, YT censura, e poi sono tutti cavoli
    > dell'utente
    > danneggiato.

    Solo tu strilli.

    > Chiedi a chi ha reclamato censura!

    Non rilascia dichiarazioni.Deluso


    > > Troppo lento.
    >
    > Pazienza. La giustizia e la fretta mica vanno
    > tanto
    > d'accordo.

    I diritti patrimoniali non aspettano.

    > > Per queste cose o esiste una misura
    > preventiva
    > > oppure il danno fatto è irrimediabile.
    >
    > Ma quale danno potra' mai fare un filmetto o una
    > canzoncina?

    Se è diffuso proprio nel periodo di lancio del filmetto e della canzoncina, azzera i guadagni. Un danno notevole.
    Ma anche al di fuori di questi casi estremi, dà un pessimo segnale: che basta impossessarsi della copia di un'opera, e poi chiunque la può diffondere sul web, gratis, oppure a pagamento.



    > Mi sapresti indicare un caso, uno solo, in cui a
    > causa della diffusione di un contenuto, il
    > detentore dei diritti e' finito sul
    > lastrico?

    No, cioè, non ce ne sono di certificati con prove.


    > Perche' il danno va dimostrato coi fatti.

    Assolutamente no. Violare la legge è sufficiente.


    > > Forse non sai che in certi limitati casi un
    > > cittadino può arrestare un altro cittadino
    > che
    > > sta compiendo un reato grave, non è
    > necessario
    > > che sia membro delle forze dell'ordine.
    >
    > Certo. E puo' anche sparare per legittima difesa.
    > Col risultato che poi e' il cittadino a passare
    > grane, non il malvivente in flagranza di
    > reato.

    Infatti raramente questi mezzi vengono messi in pratica, almeno in Italia.
    Ma sono previsti dalla legge, il concetto è chiaro.


    > > Lo stesso vale per il diritto d'autore: non
    > si
    > > possono aspettare i mesi di una sentenza
    > > definitiva.
    >
    > Si puo' e si deve.
    > La violazione di un diritto d'autore non e' una
    > situazione di pericolo di vita o di allarme
    > sociale.
    > E' assimilabile a un divieto di sosta.

    La legge non dice così.
    E non hai la maggioranza per modificarla.

    > > Non esiste questa legge del taglione che uno
    > > strilla e si cancella il
    > > video.
    >
    > Esiste, e in tutto il mondo.

    > Non deve esistere. Almeno in questo modo.

    Approccio controfattuale, di nuovo.
    Esiste, sta lì, e strillare su PI, visto che tui piace tanto il verbo, non la sposterà di un millimetro.


    > Poi un portale video può anche non applicarla, e
    > in effetti Youtube, prima di venire acquistata da
    > Google, faceva così. Si dice che i tre
    > proprietari originari avessero cause per decine
    > di milioni di dollari, solo nei primi mesi di
    > esistenza.

    > Si dice?
    > Niente prove?

    Le cifre sono tenute riservate. Qui un articolo del 2006, all'epoca dell'acquisizione, che parla di milioni di dollari:
    http://deconstructingpopculture.com/2006/10/why-go.../
  • - Scritto da: panda rossa
    > Il problema non e' che e' stato ripristinato,
    > anzi, il fatto che e' stato ripristinato dimostra
    > solo che c'e' un
    > problema.
    >
    > Il video ERA STATO RIMOSSO utilizando la pretesa
    > del copyright, senza che vi fosse nessun
    > copyright da
    > difendere.
    >
    > E se il blogger invece di essere uno con le
    > spalle belle larghe e con tutti gli strumenti per
    > fare opposizione, fosse un utente qualunque, il
    > contenuto sarebbe rimasto non solo sotto censura,
    > ma l'utente stesso magari bannato perche' ha
    > osato rompere le scatole
    > lamentandosi.
    >
    > L'aberrazione di tutto questo procedimento,
    > ripeto, e' la assurda presunzione di colpevolezza
    > con l'onere della prova a carico dell'accusato e
    > nessuna conseguenza per
    > l'accusatore.
    >
    > NON E' ACCETTABILE!
    Se decidi di dipendere da un padrone(in questo caso Google), ne subisci le conseguenze, ci sono migliaia di altri metodi(e piattaforme) per pubblicare un video(mulo, torrent....). Se invece dai le tue chiappe in mano a Google, ti meriti che vengano penetrate
    non+autenticato
  • A dire il vero è una prassi per molte piattaforme oscurare a coppola di minchia senza nemmeno controllare il contenuto e la fondatezza della segnalazione, poi se demandi tutto con tool automatizzati poco intelligenti, le ingiustizie in nome del copyright aumentano a livelli esponenziale.
  • - Scritto da: Leguleio

    > Perché è censura? -> perché lo hanno rimosso da
    > internet.

    Errato.
    E' censura perché hanno rimosso qualcosa che non doveva essere rimosso.
    Le uniche cose che veramente necessitano di rimozione da internet sono la roba p3d0 e granny. Tutto il resto DEVE rimanere.
    non+autenticato
  • > > Perché è censura? -> perché lo hanno rimosso
    > da
    > > internet.
    >
    > Errato.
    > E' censura perché hanno rimosso qualcosa che non
    > doveva essere
    > rimosso.

    Massì, adesso è tentato furto perché l'avvocato mi manda una lettera nel quale sostiene che non ho pagato le spese condominiali.
    Un po' di senso della misura, prego.