Marco Calamari

Cassandra Crossing/ 18mila DNA per un assassino

di M. Calamari - Pesche a strascico di DNA e rastrellamenti di dati biometrici possono servire ad assicurare dei colpevoli alla Giustizia? E quante vittime, di contro, creano le banche dati che questi record alimentano?

Cassandra Crossing/ 18mila DNA per un assassinoRoma - Il numero varia a seconda delle fonti, riducendosi a 15.000 o 14.000, ma anche chi non è minimamente interessato alla cronaca nera e non segue CSI potrebbe aver già capito di cosa si tratta. È il numero di analisi del DNA che sono state finora compiute durante le indagini sull'assassinio di Yara Gambirasio, indagini che dopo 4 anni hanno avuto sviluppi clamorosi e portato al fermo di una persona, il cui DNA corrisponde ad una traccia trovata sulla vittima.

In attesa di sapere da un processo se l'autore di un efferato delitto sarà stato identificato, assicurato alla Giustizia e condannato, il numero delle analisi svolte, quello delle intercettazioni telefoniche (alcuni articoli apparsi in questi giorni parlano di 130.000) ed il plauso che questi metodi tecnologici di indagine applicati a masse di innocenti ha trovato nei commenti della stampa e degli altri media non sono affatto rassicuranti.

Nei media, quando si parla di cronaca nera, argomento che "vende" sempre, i sospettati sono già colpevoli prima ancora che le indagini siano concluse. Quando la cronaca riguarda piuttosto corruzione, gravissimi reati economici, o evasione fiscale, si deve invece attendare la Cassazione perché l'aggettivo "presunto", sempre dovuto poiché la legge prevede la presunzione di innocenza, scompaia dalla normale prosa giornalistica. D'altra parte, visto che l'analisi del DNA di migliaia di persone in questo caso sembrerebbe la "prova regina", forse potremmo risolvere il problema della criminalità con una più economica ed efficace schedatura generalizzata del DNA alla nascita. Niente più criminalità in questo modo?
Magari potremmo dare un contentino ai pochi che, come Cassandra, sono seriamente preoccupati delle schedature di massa, garantendo la realizzazione di banche dati "supersicure" e contenerti solo "metadati" di DNA: i metadati consentirebbero di identificare un assassino, ma ad esempio non ai datori di lavoro ed alle compagnie di assicurazioni di identificare malattie genetiche prima della firma di un contratto.
Quale è la vostra opinione?

Ma torniamo all'uso massivo di DNA nelle indagini. Non è la prima volta che durante delle indagini in Italia viene usata una schedatura di massa "volontaria" del DNA. È già stata usata con successo.
Il 7 giugno 2002 a Dobbiaco, un comune di 3000 abitanti della Val Pusteria, una donna di 74 anni fu assassinata. Durante le successive indagini, ad alcune centinaia di maschi del piccolo paese (da 200 a 600, secondo le fonti) fu prelevato "volontariamente" il DNA. In questo caso il profilo di uno degli esaminati si rivelò essere del padre di chi aveva lasciato il suo DNA sul cadavere, ed il figlio fu ricercato, trovato, processato e condannato.

Non esistono fonti facilmente rintracciabili che documentino se i profili genetici siano allora stati rilevati su base puramente volontaria, sulle modalità usate per sollecitare i volontari, e se una parte dei prelievi siano stati disposti d'autorità. Soprattutto, su cosa ne sia stato dei profili genetici rilevati ai 200 o 600 cittadini innocenti, incluso ovviamente quello del padre dell'assassino.

Cassandra commette un peccato di eccesso di garantismo oltre che di paranoia? Ognuno, dopo averci pensato e non rispondendo d'impulso, dovrebbe trovare la propria risposta.

È un fenomeno solo italiano? All'estero cosa succede?

In Francia nel 2013, durante le indagini per una caso di stupro commesso in un liceo, quindi in un luogo circoscritto, fu prelevato il DNA su base "volontaria" a tutti gli allievi maschi del liceo ed all'intero personale docente e non docente, garantendo che i campioni sarebbero stati distrutti, ma anche che chiunque non si fosse sottoposto al test sarebbe stato automaticamente considerato sospettato.
Purtroppo c'è molta differenza tra la distruzione dei campioni di DNA e la cancellazione dei profili genetici dalle banche dati degli investigatori: nella maggior parte dei paesi il profilo di chi è stato coinvolto in indagini non viene cancellato, talvolta nemmeno a richiesta dell'interessato.
Risultato di questa azione di massa riguardante ben 575 persone? Nulla (purtroppo).
Vi sembra che sia stata una scelta ragionevole, perché comunque chi è innocente non ha nulla da nascondere? Allora andiamo avanti.

Nel 2013 in Germania a Monaco un cittadino italiano, Domenico Lo Russo fu accoltellato ed ucciso da uno sconosciuto che aveva inseguito dopo che lo sconosciuto aveva sputato alla fidanzata, lasciando ovviamente in questo modo una traccia inequivocabile del suo DNA.
Gli investigatori tedeschi ritennero opportuna un'azione ancora più complessa di indagine di massa: richiedere a tutti i gestori di rete mobile i dati di tutti i possessori di cellulari i cui apparecchi erano agganciati ad una delle celle vicina subito prima o dopo il fatto, in questo caso 9300 persone. 3000 di queste persone, scelte non si sa su quali basi, furono invitate a consegnare un campione del loro DNA: forse furono escluse categorie quali femmine, tassisti di passaggio, paraplegici e bambini sotto i 10 anni? 1800 si sottoposero volontariamente all'esame, agli altri 1200 pare sia stato prelevato obbligatoriamente. Anche in questo caso il risultato è stato nullo, e l'indagine è stata archiviata all'inizio di quest'anno. Cosa è successo dei profili genetici e dei dati di cella impiegati? Nella maggior parte dei paesi europei sarebbero stati conservati come atti di un'indagine.
Il problema della ragionevolezza di questa operazione, dei suoi costi e dei suoi effetti collaterali è comparso nella vostra mente?
Potrebbe essere applicato a moltissimi altri casi. E se l'assassino non avesse avuto il cellulare o semplicemente l'avesse tenuto spento?

Nelle indagini "normali", in cui non possono essere spesi milioni di euro, l'ordine dei fattori viene molto ragionevolmente invertito: prima si svolgono investigazioni ordinarie, meno sensazionalistiche ma più mirate ed efficaci, e solo successivamente in un ambito ristretto vengono usate metodiche quali intercettazioni ed analisi del DNA. Niente clamorose e milionarie pesche a strascico nella speranza che qualcosa resti impigliato nelle reti. Ed infine, usando strategie di indagine di massa, aumentano anche le possibilità di distruggere innocenti e fabbricare colpevoli.

Il caso dell'Unabomber italiano, di cui persino Cassandra si era occupata esprimendo preoccupazioni sulle modalità di indagine, fu svolta con una fantasiosa analisi di dati rilevati in massa dalle fonti più svariate ed inseriti in un database. Questa metodologia produsse due mesi dopo il colpevole "teoricamente perfetto", l'ingegner Elvo Zornitta. La storia successiva delle indagini, dopo anni, ha completamente scagionato Zornitta, che non è mai stato nemmeno rinviato a giudizio ma il cui nome, dato in pasto ai media come "il colpevole", gli ha rovinato completamente la vita.

Ci sono particolari delle fase finale delle indagini che chi vorrà approfondire troverà ancora più preoccupanti, ma qui Cassandra vuole focalizzarsi nuovamente sul problema dell'applicazione di modalità tecniche di indagine tanto tecnologiche quanto prive di oggettività, e tuttavia prese come "infallibili oracoli".

Rabbia, pietà e comprensione per le vittime dei delitti sono umane e doverose, ma è altrettanto doveroso considerare i danni collaterali di indagini svolte in questo modo, provocati agli innocenti ed alla società civile nel suo complesso. L'Unabomber italiano, lo stupratore della liceale francese e l'assassino di Lo Russo sono ancora in circolazione, a dispetto dei database, dei prelievi di massa del DNA e delle "prove regine". Tempo e risorse preziosi spesi, ed un nulla di fatto. Ne valeva la pena?

Al contrario, le preoccupazioni per tutti i profili del DNA di innocenti che sono finiti e finiranno nella banche dati biometriche sui criminali possono solo aumentare. Grazie anche agli attuali accordi europei, non sono solo dubbi ma realistiche possibilità.

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170 Commenti alla Notizia Cassandra Crossing/ 18mila DNA per un assassino
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  • ... mi fa paura l'estrema facilità con cui sia possibile contaminare con tracce biologiche la scena di un crimine e di conseguenza incastrare igrari innocenti.
    Chiunque di noi infatti lascia nel corso della propria vita alle mercè di chiunque materiale biologico più o meno importante praticamente ogni giorno: lamette da barba usate, capelli dal barbiere, peli ed unghie dall'estetista, sudore negli abiti da lavare alla tintoria, saliva su piatti e bicchieri al bar ed al ristorante, ed ancora... vestiti usati, profilattici, cerotti, donazione del sangue e prelievi medici, e la lista potrebbe essere infinita.
    Se fossi un criminale e volessi mettere su una pista falsa gli investigatori cosa mi costerebbe ravanare in un cassonetto, raccoglie la prima cosa che mi capita sotto mano e fare così fessi polizia ed investigatori o quantomeno screditarli e farli brancolare su piste false?
    Il caso Yara e soprattutto i commenti dell'opinione pubblica dovrebbero fare riflettere seriamente. Ora, senza entrare nel merito innocente/colpevole, quello che è davvero grave è vedere che per così tante persone (e da quanto leggo nemmeno solamente in Italia) una traccia di DNA implichi l'essere al 100% colpevole mentre semmai l'unica certezza è quella che permette di associare la sostanza ritrovata ad una determinata persona. Nulla però dice come e perchè sia stata ritrovata in quel posto, ne tantomeno è possibile datare il momento in cui è stata prodotta.
    Pensateci, se qualcuno prendesse un vostro preservativo usato e lo svuotasse su di un cadavere femminile, da quello che purtroppo vedo oggi, sareste automaticamente condannati per crimini ignobili (e non solo dall'opinione pubblica). Poco importa che la vostra colpa sia stata quella di aver voluto evitare una gravidanza indesiderata con la vostra partner.

    Morale, il test del DNA è sicuramente un'arma in più a disposizione degli investigatori per trovare i criminali, va però usata con grano salis e deve essere in ausilio ad altre tecniche di indagine e non l'unica, altrimenti vedo solo il rischio di grossi abbagli con tutte le conseguenze del caso.

    Concludo con un esempio per far capire bene: pensate al caso dell'architetto ucciso recentemente in tangenziale a Milano da 3 banditi che stavano sfuggendo alle forze dell'ordine.
    In questo caso l'auto usata dai banditi è stata trovata piena di tracce di sangue su interno abitacolo ed air bag. Da queste abbondanti tracce di sangue si è risaliti grazie ai test del DNA a 3 extracomunitari già noti alle forze dell'ordine.
    Il test del DNA ci può confermare solamente che quel sangue appartiene a queste tre persone, tuttavia:
    1) è evidente che le tracce di sangue sono state lasciate da persone che erano a bordo dell'auto nel momento dell'incidente
    2) l'incidente è stata la causa della morte di una persona
    3) è possibile confrontare eventuali ematomi ed escoriazioni dei tre accusati con le tracce lasciate nell'abitacolo e sugli air bag
    Questi elementi messi tutti insieme possono affermare con un ragionevole certezza che le tre persone accusate sono quelle che hanno commesso il crimine e pertanto il test del DNA è stato fondamentale sia per trovare i colpevoli che per chiudere il cerchio accusatorio.

    Se però trovassi delle tracce piccolissime tracce di materiale biologico su di un cadavere, per di più lasciato alle intemperie per mesi, sarebbe un grave errore arrivare alla conclusione che il proprietario di quelle tracce debba essere per forza il colpevole.
    apo
    95
  • - Scritto da: apo

    > Se però trovassi delle tracce piccolissime tracce
    > di materiale biologico su di un cadavere, per di
    > più lasciato alle intemperie per mesi, sarebbe un
    > grave errore arrivare alla conclusione che il
    > proprietario di quelle tracce debba essere per
    > forza il colpevole.

    Esatto, infatti le forze dell'ordine cercano sempre in tutti i modi di far crollare e confessare il colpevole, se non ci riescono diventa tutto molto più complesso, anche quando avevano creduto di aver beccato unabomber in italia il tipo ha negato e gli inquirenti non sono riusciti a dimostrare abbastanza.

    Ed anche ecco perchè fanno tanta paura software di criptazione come truecript.
    non+autenticato
  • > Esatto, infatti le forze dell'ordine cercano
    > sempre in tutti i modi di far crollare e
    > confessare il colpevole, se non ci riescono
    > diventa tutto molto più complesso, anche quando
    > avevano creduto di aver beccato unabomber in
    > italia il tipo ha negato e gli inquirenti non
    > sono riusciti a dimostrare
    > abbastanza.

    Piccola precisazione: l'ignoto che i giornalisti italiani, con grande libertà e fantasia, hanno soprannominato Unabomber (il vero Unabomber negli Usa metteva bombe, non petardi), era stato individuato grazie a una serie di prove più o meno valide, e sarebbe stato un ingegnere friulano; però è stato scagionato a causa di una prova alterata dagli inquirenti.

    Impossibile dire se sarebbe stato condannato, o se avrebbe confessato un giorno. Non si arrivò mai al processo a causa di questo passo falso.
  • > Ed anche ecco perchè fanno tanta paura software
    > di criptazione come
    > truecript.

    Mi dici cosa c'entra? Ti pare che i serial killer tengano il diario della loro attività sul computer? ( magari qualcuno è così idiota da farlo, ci sono anche criminali che raccontano le loro attività su Facebook, ma in tal caso non penserebbero nemmeno a criptarlo)
    non+autenticato
  • - Scritto da: cicciobello
    > > Ed anche ecco perchè fanno tanta
    > > paura software di criptazione come
    > > truecript.

    > Mi dici cosa c'entra? Ti pare che i serial killer
    > tengano il diario della loro attività sul
    > computer? ( magari qualcuno è così idiota da
    > farlo, ci sono anche criminali che raccontano le
    > loro attività su Facebook, ma in tal caso non
    > penserebbero nemmeno a criptarlo)

    E come fai a sapere che non tengono il diario della loro attivita su computer ? Gli hai letto i dischi criptati ?
    E se lo facessero ?
    non+autenticato
  • > Se però trovassi delle tracce piccolissime tracce
    > di materiale biologico su di un cadavere, per di
    > più lasciato alle intemperie per mesi, sarebbe un
    > grave errore arrivare alla conclusione che il
    > proprietario di quelle tracce debba essere per
    > forza il
    > colpevole.

    Se fossi l'avvocato della difesa punterei tutto su questo: quale attendibilità ha un test compiuto su campioni rimasti esposti alle intemperie per tre mesi? Il DNA in queste condizioni è piuttosto fragile.
    So che si tratta solo di un'opera di fantasia, ma quando casi simili capitano in CSI gli attori recitano invariabilmente che quella del DNA è una prova circostanziale, una perifrasi elegante per "indizio". E infatti cercano altri riscontri.
  • Purtroppo i "poteri forti" vogliono un nuovo medioevo con pochi potenti signori e tanta plebe soggiogata e schedata affinchè non si ribelli, a questo serve la mondializzazione e l'incremento incontrollato della popolazione. Forse sono stato troppo "crudo" e sarò censurato, beh pazienza....
    non+autenticato
  • - Scritto da: silvan
    > Purtroppo i "poteri forti" vogliono un nuovo
    > medioevo con pochi potenti signori e tanta plebe
    > soggiogata e schedata affinchè non si ribelli, a
    > questo serve la mondializzazione e l'incremento
    > incontrollato della popolazione. Forse sono stato
    > troppo "crudo" e sarò censurato, beh
    > pazienza....

    Hai giá messo la carta stagnola in testa? No perché i "poteri forti" ti potrebbero leggere nella mente...
    non+autenticato
  • Leggere la mente no, ma influenzarla si. Caro Cotta, sai cosa significa subliminale?
    non+autenticato
  • Prima che sospendessero l'obbligo del servizio di leva, qualunque cittadino maschio doveva sottoporsi alla visita militare, e in tale visita prendevano l'impronta digitale (all'epoca non si parlava ancora di identificare i criminali con il test del dna, e l'impronta digitale era considerata il sistema più accurato disponibile).

    Eppure, nessuno protestava o lo considerava una invasione della propria privacy; e per chi ha fatto la visita di leva... ricordatevi che le vostre impronte sono ancora lì, siete già schedati, e non avete opposto nessuna obiezione.
    non+autenticato
  • - Scritto da: cicciobello
    > Prima che sospendessero l'obbligo del servizio di
    > leva, qualunque cittadino maschio doveva
    > sottoporsi alla visita militare, e in tale visita
    > prendevano l'impronta digitale (all'epoca non si
    > parlava ancora di identificare i criminali con il
    > test del dna, e l'impronta digitale era
    > considerata il sistema più accurato disponibile).
    >
    >
    > Eppure, nessuno protestava o lo considerava una
    > invasione della propria privacy; e per chi ha
    > fatto la visita di leva... ricordatevi che le
    > vostre impronte sono ancora lì, siete già
    > schedati, e non avete opposto nessuna
    > obiezione.

    Una impronta digitale non contiene nessuna informazione genetica.

    E la raccolta di quelle impronte digitali non era certo fatta in modo da garantire alcuna precisione. Era solo un pro-forma.

    Ti risulta che siano mai state usate quelle impronte per risolvere una qualsiasi indagine?
  • > Prima che sospendessero l'obbligo del servizio di
    > leva, qualunque cittadino maschio doveva
    > sottoporsi alla visita militare, e in tale visita
    > prendevano l'impronta digitale (all'epoca non si
    > parlava ancora di identificare i criminali con il
    > test del dna, e l'impronta digitale era
    > considerata il sistema più accurato disponibile).

    Le femmine, se non sbaglio, all'età di 18 anni sono leggermente di più. Questa schedatura riguardava meno della metà della popolazione.
    E in ogni caso, erano impronte prese così male, senza alcun controllo da parte di tecnici, da essere inutilizzabili.


    > Eppure, nessuno protestava o lo considerava una
    > invasione della propria privacy;

    Prima del 1997 non esisteva il concetto di privacy in Italia.
  • - Scritto da: cicciobello
    > non avete opposto nessuna
    > obiezione.
    Parla per te.
    Io dopo aver premuto il dito, lo "strisciai" leggermente, in modo che ci fosse la "sagoma" di una impronta, ma in cui tutte le minuzie fossero illeggibili.
    Per quel che mi riguarda, "lì" c'è ancora una bella macchia di inchiostro e nulla più.
    non+autenticato
  • contenuto non disponibile
  • Solo i maschi, impronte sommarie e fatte male, e totalmente cartacee, quindi prima va fatta una cernita di quelle buone, poi scannerizzate e digitalizzate. Un lavoro immane.

    Meglio fornire un nuovo iPhone a tutti in comodato d'uso con il contratto telefonico ed avremo un bel database ben fatto e già elettronico grazie al lettore di impronte.
    iRoby
    6865
  • Io personalmente sono rimasto scandalizzato dal costo che mi fa sospettare qualcosa dietro la manovra di raccogliere così tanti DNA.
    Su internet ho trovato qualcuno (scusate non ricordo la fonte) che indicava un costo di 200€ ad analisi del DNA; il risultato sono 3.600.000€ (200*18000).
    A questo vanno aggiunti i costi delle intercettazioni (si parla di 100.000 intercettazioni ma mi sembra assurdo visto che nel 2011 quel numero era il totale delle intercettazioni in Italia) e quelli del personale che ha indagato.
    Risultato? Io stimerei la spesa in almeno 5 milioni di euro per trovare un sospettato!

    A nessuno questo sembra semplicemente assurdo? Insomma se la procura ha tutti quei soldi può pagare ben altro per aumentare la sicurezza! Non dico di lasciare gli omicidi senza colpevoli, ma l'efficienza del sistema mi sembra particolarmente bassa. A questo punto mi sorgono due dubbi: la procura ha un budget infinito oppure hanno fatto tutte queste analisi del DNA per altri motivi.

    PS: se non sbaglio (non ho seguito il caso nei minimi dettagli) il sospettato era: con il cellulare collegato alla cella del luogo del delitto, muratore, frequentatore della palestra. Ma non erano partiti da queste persone per controllare il DNA? O "per sbaglio" non hanno trovato subito la corrispondenza?
    non+autenticato
  • contenuto non disponibile
  • > Io personalmente sono rimasto scandalizzato dal
    > costo che mi fa sospettare qualcosa dietro la
    > manovra di raccogliere così tanti
    > DNA.
    > Su internet ho trovato qualcuno (scusate non
    > ricordo la fonte) che indicava un costo di 200€
    > ad analisi del DNA; il risultato sono 3.600.000€
    > (200*18000).

    Plausibile.
    È una tecnologia ancora piuttosto costosa.

    > A questo vanno aggiunti i costi delle
    > intercettazioni (si parla di 100.000
    > intercettazioni ma mi sembra assurdo visto che
    > nel 2011 quel numero era il totale delle
    > intercettazioni in Italia)

    Non sono vere intercettazioni, o almeno, io l'ho intesa così.
    Sono confronti sui movimenti di utenze fra le varie celle telefoniche.
    Lo dico perché proprio non mi viene in mente l'utilitá di intercettare conversazioni per indagini di questo tipo, nelle quali l'assassino quasi sempre è da solo, e non parla al telefono di ciò che ha fatto (e probabilmente nemmeno di persona).


    > e quelli del personale
    > che ha
    > indagato.
    > Risultato? Io stimerei la spesa in almeno 5
    > milioni di euro per trovare un
    > sospettato!

    I costi della giustizia.

    > A nessuno questo sembra semplicemente assurdo?
    > Insomma se la procura ha tutti quei soldi può
    > pagare ben altro per aumentare la sicurezza! Non
    > dico di lasciare gli omicidi senza colpevoli, ma
    > l'efficienza del sistema mi sembra
    > particolarmente bassa.

    Ci sono stati casi in cui i costi sono stati anche maggiori:

    http://archiviostorico.corriere.it/2002/gennaio/11...

    Ogni spesa per la giustizia è un caso a sé. Non si può sapere in anticipo se saranno soldi spesi bene oppure no.
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    Modificato dall' autore il 25 giugno 2014 14.01
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  • - Scritto da: Leguleio
    > Ogni spesa per la giustizia è un caso a sé. Non
    > si può sapere in anticipo se saranno soldi spesi
    > bene oppure
    > no.

    Beh, quando raccolgo 18.000 DNA che avrò una spesa alta mi sembra prevedibile. Nel mio mondo ideale vorrei che prima si ponessero la semplice domanda: "Esiste un modo per limitare la spesa?". Non è che la procura abbia un assegno in bianco se no le spese diventano veramente fuori controllo. Insomma, il mio titolare mi chiede "Questa spesa serve?" prima di approvarmela e non penso che se gli dico "Dobbiamo intervistare tutti gli italiani per sapere se vorrebbero acquistare il prodotto" mi risponde "sì, sì, procedi pure"
    non+autenticato
  • > Beh, quando raccolgo 18.000 DNA che avrò una
    > spesa alta mi sembra prevedibile. Nel mio mondo
    > ideale vorrei che prima si ponessero la semplice
    > domanda: "Esiste un modo per limitare la spesa?".
    > Non è che la procura abbia un assegno in bianco
    > se no le spese diventano veramente fuori
    > controllo. Insomma, il mio titolare mi chiede
    > "Questa spesa serve?" prima di approvarmela e non
    > penso che se gli dico "Dobbiamo intervistare
    > tutti gli italiani per sapere se vorrebbero
    > acquistare il prodotto" mi risponde "sì, sì,
    > procedi
    > pure"

    Che cosa vuoi che ti risponda? L'individuazione dell'assassino di una tredicenne non ha prezzo.
  • - Scritto da: Dreikan
    > - Scritto da: Leguleio
    > > Ogni spesa per la giustizia è un caso a sé.
    > Non
    > > si può sapere in anticipo se saranno soldi
    > spesi
    > > bene oppure
    > > no.
    >
    > Beh, quando raccolgo 18.000 DNA che avrò una
    > spesa alta mi sembra prevedibile. Nel mio mondo
    > ideale vorrei che prima si ponessero la semplice
    > domanda: "Esiste un modo per limitare la spesa?".
    > Non è che la procura abbia un assegno in bianco
    > se no le spese diventano veramente fuori
    > controllo. Insomma, il mio titolare mi chiede
    > "Questa spesa serve?" prima di approvarmela e non
    > penso che se gli dico "Dobbiamo intervistare
    > tutti gli italiani per sapere se vorrebbero
    > acquistare il prodotto" mi risponde "sì, sì,
    > procedi pure"

    Pertanto la prossima volta che accadrà qualcosa da quelle parti, se trovano tracce di sangue hanno già i campioni da confrontare...
    Non si butta mai via niente...
    non+autenticato
  • Nulla da eccepire, complimenti per l'uso della ragione, del buon senso e del modo garbato di proporre considerazioni che andrebbero scolpite nella pietra.
    non+autenticato
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