P2P e strategie legali

di Luigi Mansani (Università di Parma) - Pubblichiamo un excursus sul peer-to-peer, le azioni giudiziarie contro i produttori di software e gli utenti, le implicazioni nel diritto. Per un uso consapevole del P2P

Roma - Pubblichiamo in questa pagina l'autorevole intervento di Luigi Mansani, dell'Università di Parma, già apparso con il titolo "P2P Legal Strategies" a questo indirizzo: http://hubproject.org/news/2003/12/486.php e disponibile per la ulteriore diffusione nei termini della GNU Free Documentation License

Premessa
L'esame delle decisioni giudiziarie che hanno riguardato i sistemi Peer-to-Peer consente di trarre utili indicazioni sui comportamenti e gli accorgimenti tecnici che possono essere adottati al fine di ridurre il rischio di azioni legali nei confronti di chi crea tali sistemi o se ne avvale.

Benché le decisioni più note e maggiormente dibattute siano state rese da organi giudiziari statunitensi sulla base della legge degli Stati Uniti, i princìpi su cui esse si fondano sono simili a quelli che potrebbero essere applicati in analoghe controversie instaurate nella maggior parte dei Paesi industrializzati, in particolare se aderenti alla Convenzione di Berna e al WTO.
Le leggi nazionali disciplinanti la riproduzione e la diffusione anche in via telematica delle opere protette dal diritto d'autore sono infatti state oggetto negli ultimi anni di un'azione di progressivo ravvicinamento, condotta nell'ambito di istituzioni sovranazionali e di conferenze diplomatiche internazionali. Fra queste legislazioni esistono tuttora rilevanti differenze, sul piano sostanziale e delle sanzioni, che tuttavia sono meno accentuate nelle materie che qui entrano in considerazione.

In particolare, in tutte queste legislazioni sono contenute norme che vietano la riproduzione non autorizzata di opere protette da copyright, anche se espresse in forma digitale, e la loro diffusione non autorizzata, anche se avviene attraverso sistemi telematici. Di converso, quelle legislazioni prevedono anche un sistema di eccezioni, che autorizza comportamenti in linea di principio vietati ove ricorrano cause di giustificazione, diverse per ampiezza e presupposti, ma in linea di massima riconducibili alle finalità non profit della condotta.

I soggetti
Nella pratica, è molto difficile che i privati utilizzatori di un sistema P2P vengano citati in giudizio per violazione del copyright, per varie ragioni: (a) difficoltà di raccogliere le prove delle pretese violazioni; (b) difficoltà e costi di instaurare un'azione legale nei loro confronti, soprattutto se risiedono in un Paese diverso da quello in cui ha sede il soggetto che lamenta la violazione dei diritti; (c) difficoltà di ottenere un risarcimento del danno e sostanziale inefficacia di divieti di continuazione della condotta illecita, complicati da attuare e monitorare; (d) scelte di opportunità politico-commerciale che sconsigliano di prendersela con privati cittadini.

Questo tuttavia non significa che la posizione di questi soggetti sia irrilevante. Come infatti emerge chiaramente da tutte le decisioni in argomento, il gestore del sistema P2P (ove non metta direttamente a disposizione degli utenti opere da lui autonomamente riprodotte senza autorizzazione del titolare dei diritti, caso in cui risponde di contraffazione diretta) può essere ritenuto responsabile solo a titolo di "contributory infringement", per aver cioè favorito, o comunque non impedito nei limiti delle sue possibilità, violazioni di copyright di cui era a conoscenza da parte degli utilizzatori del sistema. E' allora evidente che se il comportamento degli utilizzatori finali non è illecito, neppure può esserlo quello del gestore del sistema.

Fair use
Come si è detto in precedenza, se la riproduzione e la distribuzione senza autorizzazione di opere protette da copyright da parte degli utilizzatori di un sistema P2P sono in linea di principio illecite, in quanto violano i diritti esclusivi detenuti dai titolari dei diritti sulle opere, esse tuttavia cessano di essere tali ove possano beneficiare di una causa di giustificazione. Queste cause di giustificazione sono qualificate ipotesi di "fair use" nei sistemi di common law e "libere utilizzazioni" nei sistemi europei. Il loro contenuto è simile: in linea di massima, consentono attività altrimenti vietate in quanto siano attuate senza finalità commerciali.

Nei sistemi europei, per stabilire se un certo atto abbia o no finalità commerciali occorre guardare alla sua natura e agli scopi perseguiti, e spesso la legge contiene un'indicazione esemplificativa di attività non profit (quelle attuate con fini educational, o da parte di biblioteche e archivi, o da parte di associazioni di studio e ricerca, o a scopo di citazione, ecc.). Tutte le volte che la riproduzione o cessione dell'opera avviene dietro corrispettivo, si ha natura commerciale, mentre solo in certi ordinamenti è espressamente stabilito che la copia o la distribuzione privata sono per loro natura lecite.

Se la copia privata è lecita, o se comunque la legge vieta solo la riproduzione e la distribuzione che avvengono con fine di lucro, l'uso di un sistema P2P non costituisce violazione di copyright. Negli ordinamenti in cui non esistono regole così chiare (quasi tutti), i titolari dei diritti sostengono che la finalità commerciale possa essere desunta dal risparmio di costi di cui beneficia l'utilizzatore rispetto all'acquisto sul mercato del bene originale. Benché la tesi sia illogica (se l'elemento decisivo è quel risparmio di costi, allora ogni libera utilizzazione cesserebbe di esistere: anche chi accede al prestito bibliotecario risparmia rispetto all'acquisto del libro), essa è stata utilizzata (a partire dalle decisioni sul caso Napster) per ritenere non applicabili le regole di fair use alle attività degli utilizzatori di sistemi P2P. Anche l'ulteriore argomento (di cui si sono avvalsi a più riprese i giudici statunitensi) secondo cui nei sistemi P2P non può esservi uso personale perché il file ceduto viene successivamente distribuito agli utenti che lo richiedono, non è di per sé rilevante: se do un disco a un amico, la mia condotta resta lecita a prescindere dal fatto che lui lo ceda a sua volta a chi glielo chiede.

L'impressione che si ricava è dunque che le regole esistano già, ma siano interpretate (soprattutto negli Stati Uniti; in molti Paesi europei interpretazioni simili non sarebbero possibili) in modo strumentale e illogico. Comunque, sul versante della possibilità di qualificare come uso non profit quello degli utenti di sistemi P2P non c'è molto più da fare che non pretendere il rispetto delle regole vigenti. Ma gli accorgimenti più efficaci devono essere adottati con riguardo alla gestione del sistema (che è poi quella attaccata nelle azioni giudiziarie).

I gestori di sistemi P2P usano inserire nei loro siti disclaimers in cui mettono in guardia gli utenti dal compiere violazioni di copyright. Accorgimento che a volte non serve per eliminare la responsabilità, ma che può contribuire a limitarla, o comunque a sottrarre argomenti all'avversario. A questi disclaimers potrebbero aggiungersene altri, volti ad evidenziare le finalità mutualistiche, associative e non profit della comunità degli utenti, evidenziando l'assoluto divieto di utilizzare il sistema per transazioni commerciali o operazioni pubblicitarie di qualsiasi tipo, e sottolineando che l'uso del sistema significa accettazione dei suoi scopi ideali di condivisione delle conoscenze e di accrescimento culturale attraverso la comunicazione, sottolineando le finalità mutualistiche e lo spirito comunitario su cui deve fondarsi ogni impiego del sistema.

Come tuttavia si dirà più avanti, la soluzione più tranquillizzante non è quella di cercare di eliminare o limitare la responsabilità del gestore del sistema, ma quella in cui non esiste alcun soggetto cui possa imputarsi, anche indirettamente, una responsabilità per la gestione del sistema P2P.
33 Commenti alla Notizia P2P e strategie legali
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  • Beh..sinceramente sono un affannatto downloader e condivisore di programmi, musica e quant'altro si possa mettere in sharing con un qualunque programma P2P.

    Io mi sono sempre chiesto una cosa.. perchè anzichè incentivare gli acquisti degli originali se tanto la pirateria prende campo li rendono sempre più inavvicinabili??

    Mi spiego. Da anni a questa parte i prezzi non hanno fatto altro che salire.. e io dovrei spendere 29? (!!!!) per comprarmi un cd dei Cradle of Filth?? Ma stanno male? Sono quasi 60'000 delle vecchie lire... un cd.. ma che è.. d'oro??

    Posso capire eticamente che un artista è giusto sia pagato, ma che sia pagato per il nome che porta (tipo le scarpe nike che costano perchè sono nike) o che facciano pagare chissà cos'altro oltre alla pura merce che l'artista può offrire mi sembra insulso... e i cd audio costano come i DVD... ma vi pare??? Sono pratico di cosa voglia dire chiudersi in uno studio di registrazione per mesi per incidere un album.. l'ho fatto personalmente. E' uno sbattimento ma è il tuo "lavoro". Penso che si spacchi molto di più un operaio... e allora perchè dovrei pagare l'ira di dio per un qualcosa che non è indispensabile..?? Forse prorpio per questo che costa tanto..ma quante altre cose non dispensabili costano mooooolto meno??

    E la SIAE che mette le tasse anche sui supporti vergini?? Perchè? PErchè devo pagare un cd vergine tassato se io magari lo uso per farmi il backup dei miei dati di lavoro?? Chi assicura la SIAE (che deve rubare soldi su tutto, si, di rubare si tratta) che io quel cd vergine lo uso per masterizzare 150 mp3 che mi sono scaricato???

    E allora perchè non rendono illegali le periferiche che permettono tali illegalità?? non sarebbe più semplice??

    E alla fine ancora tante domande e tante risposte e tante critiche... rimane il fatto che nel virtuale (si chiama così apposta) anche la legge rimane tale. Irreale.Nebbia.Hanno chiuso Napster... cos'hanno risolto ??? I Metallica... tutto il casino che hanno fatto cos'ha portato... ne chiudi uno ne escono 100 come funghi...

    Mah....
    non+autenticato
  • D'accordo con te.
    Ieri ho visto in un noto centro commerciale delle mie parti un vascone pieno di DVD in svendita. Film di circa 6 mesi / 1 anno a 15?.
    E' ancora tanto per me pero' se non altro stanno già accusando il colpo dei DivX, quindi se riusciamo a non comprare ancora per un po' sicuramente i prezzi crolleranno visto che la loro "fuffa" varrà meno della popo'.
    Chiaramente non parlo dei film in quanto film ma dei supporti DVD/confezione venduti a prezzi astrusi.

    Ciao
    non+autenticato
  • infatti...
    conosco gente che ha i soldi da spendere in ste cose ed è capace di comprarsi 2 o3 dvd al mese e cd audio...

    Rimane la questione di principio che una cifra simile non la tiro di certo fuori!!!Con la lingua fuori

    Se trovo qualcosa in special price o usato a una cifra umana (vedi i 15?) non mi risparmio di comprare.... se trovo qualcosa....

    non+autenticato
  • ... in mezzo ai miliardi di spot pubblicitari e trailers prima dell'inizio del film (qui gia ci sarebbe un capitolo a parte da aprire visto che io pago il biglietto per vedere il film e nn per sorbirmi la pubblicità su cui loro ci straguadagnano) ci hanno ficcato anche uno spot contro la videopirateria.
    Ma dico... caxxo se sono in sala vuol dire che ho pagato il biglietto e che il film non l'ho scaricato. Chi il film se lo scarica e se lo vede a casa di sicuro quello spot non lo vedrà mai.
    Sono troppo delle volpi.

    PS
    nelle sale dove di solito vado a vedere i film (famosa catena di cinema italiani) c'è una macchina da ripresa ancorata al muro, puntata e allineata precisamente sullo schermo, a cosa servirà?
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > ... in mezzo ai miliardi di spot
    > pubblicitari e trailers prima dell'inizio
    > del film (qui gia ci sarebbe un capitolo a
    > parte da aprire visto che io pago il
    > biglietto per vedere il film e nn per
    > sorbirmi la pubblicità su cui loro ci
    > straguadagnano)
    Prima caxxata: è il gestore della sala a guadagnarci, non il produttore del film.

    ci hanno ficcato anche uno
    > spot contro la videopirateria.
    > Ma dico... caxxo se sono in sala vuol dire
    > che ho pagato il biglietto e che il film non
    > l'ho scaricato. Chi il film se lo scarica e
    > se lo vede a casa di sicuro quello spot non
    > lo vedrà mai.
    > Sono troppo delle volpi.
    Seconda caxxata, se stai vedendo quel film non vuol dire che non te ne scaricherai altri, ma tu sei troppo furbo...
    >
    > PS
    > nelle sale dove di solito vado a vedere i
    > film (famosa catena di cinema italiani)
    > c'è una macchina da ripresa ancorata
    > al muro, puntata e allineata precisamente
    > sullo schermo, a cosa servirà?

    Terza caxxata, non certo a quello che pensi, hanno una copia digitale in sala proiezione a disposizione, tranquillo che se vogliono fare copie pirata le fanno di nascosto non davanti a branchi di volpi ... Sorride)
    non+autenticato
  • La mia e' una semplice curiosità.
    Se una persona si scarica l'ultimo singolo di Nek (almeno stavolta) o La Canzone del Capitano di DJ Francesco da P2P diciamo che è considerato un poco di buono.
    Ma vorrei far notare (ho visto dei servizi in TV) che questi due cantanti hanno COPIATO le loro canzoni da altri cantanti.
    Abusivamente, senza rispetto del diritto d'autore, le hanno spacciate per loro canzoni ci hanno messo il loro bel bolino siae e hanno cominciato a vendere.
    Poi quando sono stati sbugiardati hanno ammesso di aver copiato, ma allora quella persona che si era scaricata la loro canzone da internet come si deve sentire?
    Ha solamente seguito l'esempio del cantante.
    non+autenticato
  • insomma mi volete condividere questo? :

    ed2k://|file|Mad.Season.-.Live.At.The.Moore.1995.(Layne.Staley.Of.Alice.In.Chains).mpg|570028396|77C2E4D74CDF8E4DD8F4D63C99F97686|/

    SU MUOVETEVI!
    non+autenticato
  • allora contattami
    buon natale

    jerez_1997@hotmail.com

    ciao

    - Scritto da: Anonimo
    > insomma mi volete condividere questo? :
    >
    > ed2k://|file|Mad.Season.-.Live.At.The.Moore.1
    >
    > SU MUOVETEVI!
    non+autenticato
  • Acher!!! In lacrime
    non+autenticato
  • In America il periodo natalizio e' ispirato a quegli ideali di bonta' e di rinnovato rispetto per il prossimo.

    Queste belle cose di sentimenti vengono chiamate
    Spirit of Sharing

    E con questo ho detto tutto.

    Lunga vita al P2P e Buon Natale a tutti !!!
    non+autenticato
  • > In America il periodo natalizio e' ispirato
    > a quegli ideali di bonta' e di rinnovato
    > rispetto per il prossimo.

    ROTFL forse volevi dire che sono
    ispirati agli ideali di aumentare i
    consumi altrimenti vanno tutti
    a rotoli...
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > > In America il periodo natalizio e'
    > ispirato
    > > a quegli ideali di bonta' e di rinnovato
    > > rispetto per il prossimo.
    >
    > ROTFL forse volevi dire che sono
    > ispirati agli ideali di aumentare i
    > consumi altrimenti vanno tutti
    > a rotoli...
    ROFTL forse vale anche per quello che le lobby chiamano "pirateria"!
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > In America il periodo natalizio e' ispirato
    > a quegli ideali di bonta' e di rinnovato
    > rispetto per il prossimo.
    >
    > Queste belle cose di sentimenti vengono
    > chiamate
    > Spirit of Sharing
    >
    > E con questo ho detto tutto.
    >
    > Lunga vita al P2P e Buon Natale a tutti !!!


    gli americani sono terrorizzati se gli dici che ogni buona azione che credono di fare, è perfettamente in linea con il comunismoSorride

    ma no, non chiamiamolo comunismo

    diciamo che gli ideali di sinistra sono alla base di qualsiasi scelta che il popolo americano considera "Giusto"
    non+autenticato
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