Gaia Bottà

Italia, i fronti dell'equo compenso

Industria dei contenuti e industria dell'elettronica di consumo cozzano su posizioni e dati snocciolati. Le tariffe per la copia privata aumenteranno, ma ancora non è dato sapere quanto

Italia, i fronti dell'equo compensoRoma - La spaccatura era più che prevedibile: con l'approvazione dell'aggiornamento delle tariffe dell'equo compenso per copia privata voluta dal Ministro Franceschini gli schieramenti si sono disposti. Su un fronte la larga parte dell'industria dei contenuti, e chi ne cura gli interessi, per cui le legittime copie private che i cittadini possono scegliere di conservare sui più vari strumenti predisposti all'archiviazione valgono sempre di più; sull'altro fronte l'industria dell'elettronica di consumo, che teme che l'aumento della tariffe per l'equo compenso finisca per rallentare il mercato imponendo costi più alti, accompagnata dai consumatori, ben consapevoli del fatto che i costi sostenuti dall'industria finiranno per riversarsi su di loro.

Il testo del provvedimento ancora non è disponibile ma Altroconsumo ha già intrapreso un passo concreto: oltre a rilanciare la petizione avviata mesi fa, promette di impugnare il decreto di fronte al TAR. Lo si definisce l'"ennesimo regalo alla Siae pagato coi soldi dei cittadini", e si combatte per evitare che l'entrata in vigore finisca per "appesantire la spesa dei consumatori italiani per dispositivi e strumenti tecnologici per oltre 100 milioni di euro all'anno".

Anche Confindustria Digitale si prepara ad agire, dichiarandosi pronta al ricorso. Si tratterebbe, a parere del presidente Elio Catania, di "una misura del tutto ingiustificata rispetto agli attuali trend tecnologici e di consumo". A dimostrarlo sarebbero i comportamenti dei consumatori: privilegiano sempre più lo streaming e i servizi cloud (che però rischiano di essere investiti a breve dall'equo compenso), come mettono in evidenza gli stessi studi dell'industria dei contenuti, e come evidenziato nel sondaggio commissionato dal Ministro Bray. Si tratta di servizi per cui i diritti vengono già corrisposti dai gestori delle piattaforme.
Il mercato dell'elettronica di consumo, stando alle previsioni di crescita per il 2014, proiettandovi le informazioni finora note sugli aumenti delle tariffe per l'equo compenso, potrebbe far fluire attraverso le casse della SIAE una cifra stimata in 157 milioni di euro, in aumento del 150 per cento rispetto a quanto rilevato nel 2013. Decisamente di più rispetto a quanto accadrebbe in Europa, nei paesi in cui è previsto un sistema di prelievo proporzionale alla capacità di memoria (e ad eccezione di Regno Unito, Irlanda, Lussemburgo, Malta, Cipro e Spagna, che non prevedono l'imposizione): se infatti il Ministero italiano ha preso in considerazione Germania e Francia, che per i tablet e gli smartphone impongono tariffe superiori a quelle che l'Italia ha appena adottato, gli altri 13 paesi europei restituirebbero un quadro diverso. L'Italia vuole imporre un prelievo di 4 euro per tablet e smartphone da 16 GB e di 4,8 euro per tablet e smartphone da 32 GB, mentre la media UE vale per i tablet da 16 GB 1,57 euro e per i tablet da 32 GB 1,56 euro, mentre per gli smartphone da 16 GB vale 2,89 euro e e per gli smartphone da 32 GB 3,29 euro. Per i PC, inoltre, si stima che l'Italia imporrà una tariffa di 5,2 euro, quando la media europea è di 1,87 euro. Ma Confindustria Digitale fa affidamento su dati estratti da un documento rilasciato nel 2013, che prende in esame informazioni del 2012.


"Vista l'entità delle cifre e considerando anche la forte pressione competitiva e sui margini che caratterizza il settore dell'elettronica di consumo - spiega Confindustria Digitale, confermando i timori dei consumatori - non è difficile prevedere che tali aumenti graveranno inevitabilmente sulla dinamica dei prezzi, irrigidendo, per esempio, la politica delle offerte e degli sconti".

Alle stime di Confindustria Digitale fanno eco le dichiarazioni di Claudio Lamperti, vicepresidente di Anitec (Associazione Nazionale Industrie Informatica, Telecomunicazioni ed Elettronica di Consumo), schierata contro quello che viene definito un "balzello sulle intenzioni": "come tutti sperimentiamo ogni giorno - spiega Lamperti - la capacità di memoria e registrazione sono impiegate dall'utente finale principalmente per utilizzi diversi dalla registrazione musicale, quali produzione di fotografie e filmati, presenza sui device di app sempre più "memory requesting" e, solo in parte ancor più residuale rispetto al passato, per la potenziale registrazione di contenuti".

Ma per l'industria dei contenuti lo spazio di archiviazione dei dispositivi non può che contenere il frutto del sudato lavoro dell'industria del diritto d'autore: "senza le opere dell'ingegno e i contributi dei nostri creativi - avverte il direttore generale della SIAE Gaetano Blandini - i loro device sarebbero solo vuoti e scintillanti pezzi di latta".

Contenuti, sottolinea Confindustria Cultura a difesa della collecting society, che SIAE si limita a tutelare, senza sotterfugi per trarne guadagno: "La società ha solo un mandato per legge di incassare tale compenso - ha spiegato il presidente della Federazione italiana dell'industria culturale aderente a Confindustria Marco Polillo - ma l'intera somma viene poi ripartita agli aventi diritto, ovvero autori, editori, artisti e imprese del settore, direttamente o tramite altre collecting". La SIAE, si stima sulla base di quanto è dato sapere riguardi alle nuove tariffe, tratterrà per sé oltre 10 milioni di euro a titolo di rimborso spese di gestione.

Confindustria Cultura snocciola dunque altri numeri, a tracciare un contesto europeo sensibilmente diverso da quello descritto da Confindustria Digitale, supportato da dati più recenti che sanno abbracciare i prelievi previsti da regolamenti non ancora in vigore ai tempi delle rilevazioni chiamate in causa dalla controparte: Polillo chiama in causa la Svezia, che nonostante conti sempre di più sullo streaming, che vale il 70 per cento del mercato, ha di recente scelto di includere smartphone e tablet fra i dispositivi da cui si preleva l'equo compenso (dati però non rilevati nell'analisi di Confindustria Digitale, che esaminando dati meno attuali non rileva che la Svezia preveda prelievi per questi tipi di device) e di nuovo la Francia, dove il mercato dell'elettronica di consumo continuerebbe a veleggiare, nonostante gli aumenti dei prelievi ben superiori a quelli previsti dall'Italia. Aumenti, però, non per questo meno controversi, come dimostra l'intervento del Consiglio di Stato per riportare la disciplina francese della copia privata nell'alveo europeo.

Gaia Bottà
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115 Commenti alla Notizia Italia, i fronti dell'equo compenso
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  • Petizione contro il vergognoso equo compenso
    http://www.altroconsumo.it/hi-tech/telefoni-cellul...

    Il libro, in quanto libro, appartiene all'autore, ma in quanto pensiero appartiene - senza voler esagerare - al genere umano. Tutti gli intelletti ne hanno diritto. Se uno dei due diritti, quello dello scrittore e quello dello spirito umano, dovesse essere sacrificato, sarebbe certo quello dello scrittore, dal momento che la nostra unica preoccupazione è l'interesse pubblico e tutti, lo dichiaro, vengono prima di noi.
    Victor Hugo, Discorso di apertura al congresso letterario internazionale del 1878
    non+autenticato
  • - Scritto da: Public Domain
    > Petizione contro il vergognoso equo
    > compenso

    > http://www.altroconsumo.it/hi-tech/telefoni-cellul

    Con queste petizioni ci si puliscono il c°...
    Tu pensi che gliene freghi qualcosa se la gente protesta civilmente? Finché continuano ad arrivargli carrettate di € sai che gli importa di cosa pensano le pecore che stanno tosando. Purtroppo quel tipo di protesta è tempo perso.
  • - Scritto da: MacGeek
    > - Scritto da: Public Domain
    > > Petizione contro il vergognoso
    > equo
    > > compenso

    > >
    > http://www.altroconsumo.it/hi-tech/telefoni-cellul
    >
    > Con queste petizioni ci si puliscono il c°...

    Nemmeno: sono online, impossibile pulirsi coi bit.A bocca aperta
    In alcuni Paesi, ad esempio la Gran Bretagna, le petizioni hanno valore legale in parlamento, esiste una legge: ma vanno presentate su carta.
  • - Scritto da: Leguleio
    > - Scritto da: MacGeek
    > > - Scritto da: Public Domain
    > > > Petizione contro il
    > vergognoso
    > > equo
    > > > compenso

    > > >
    > >
    > http://www.altroconsumo.it/hi-tech/telefoni-cellul
    > >
    > > Con queste petizioni ci si puliscono il
    > c°...
    >
    > Nemmeno: sono online, impossibile pulirsi coi
    > bit.
    >A bocca aperta

    Ovviamente era un eufemismo. Comunque la sostanza rimane
  • ...non è che ci tocca spendere più soldini quando compriamo un supporto di memoria.

    E` che ci viene tolto il diritto di scegliere a chi darli e viene graziosamente concesso ad un ente burocratico (Siae).

    Pensateci bene, senza copia privata un artista guadagna quello che vende, cioè quello che la gente liberamente gli compra.
    Con la copia privata questo collegamento salta, un artista che non vende nulla ma è nelle grazie della Siae guadagna molto di più di uno che vende ma non è bravo a destreggiarsi in queste cose.

    Qualcuno sa in base a cosa la Siae eroga il compenso agli artisti?
    A grandi linee, eh.

    Io ho sentito in merito qualche "artista" - il perché delle virgolette sarebbe lungo da raccontare Sorride - e dal quel che mi ha detto non esiste collegamento tra il successo e i soldi erogati dalla Siae però erano discorsi vaghi e parecchio qualunquistici ("è tutta un mafia", "un artista sfigato amico loro guadagna molto di più di uno di successo non amico", ecc.

    Sarebbe bello conoscere i criteri reali.
    non+autenticato
  • > E` che ci viene tolto il diritto di scegliere a
    > chi darli e viene graziosamente concesso ad un
    > ente burocratico
    > (Siae).
    >
    > Pensateci bene, senza copia privata un artista
    > guadagna quello che vende, cioè quello che la
    > gente liberamente gli
    > compra.
    > Con la copia privata questo collegamento salta,
    > un artista che non vende nulla ma è nelle grazie
    > della Siae guadagna molto di più di uno che vende
    > ma non è bravo a destreggiarsi in queste
    > cose.

    No, non è assolutamente così. I compensi vengono ridistribuiti in base al successo certificato di anno in anno.
    Chissà quanti sono gli artisti che non vedono un soldo dall'equo compenso, ma che lo devono pagare lo stesso quando per affari loro acquistano CD o DVD vergini, o apparecchi atti a registrare.


    > Qualcuno sa in base a cosa la Siae eroga il
    > compenso agli
    > artisti?

    Ne ho parlato qui:

    http://punto-informatico.it/b.aspx?i=4039190&m=404...

    > Sarebbe bello conoscere i criteri reali.

    Non sono pubblici. In effetti la SIAE per molti aspetti è una società privata, a cui nessuno è obbligato ad associarsi.
  • - Scritto da: Leguleio
    > No, non è assolutamente così. I compensi vengono
    > ridistribuiti in base al successo certificato di
    > anno in
    > anno.
    > Chissà quanti sono gli artisti che non vedono un
    > soldo dall'equo compenso, ma che lo devono pagare
    > lo stesso quando per affari loro acquistano CD o
    > DVD vergini, o apparecchi atti a
    > registrare.

    Prima di tutto ti ringrazio per il link all'articolo del Corriere che qualche informazione la dà.

    Però nell'articolo viene confermato quello che mi aveva detto l'"artista":non c'è corrispondenza diretta e proporzionale tra vendite e Siae.
    Basti dire che quello che ha incassato di più è Michele Guardi che fa il regista televisivo.
    Ma ci rendiamo conto?
    Il grosso delle entrate della Siae è il compenso sui supporti perché in teoria potresti metterci musica o film e loro pagano grosse cifre a gente che fa programmi televisivi?
    Ma nessuno usa una schede SD per registrare Domenica In o Uno Mattina, siamo seri.

    Immaginati un mondo dove non esiste piraterie né equo compenso, la distribuzione dei profitti sarebbe estremamente diversa e Michele Guardi guadagnerebbe infinitamente meno mentre gli autori che vengono davvero ascoltati di più.
    non+autenticato
  • > Prima di tutto ti ringrazio per il link
    > all'articolo del Corriere che qualche
    > informazione la
    > dà.

    Prego.


    > Però nell'articolo viene confermato quello che mi
    > aveva detto l'"artista":non c'è corrispondenza
    > diretta e proporzionale tra vendite e
    > Siae.
    > Basti dire che quello che ha incassato di più è
    > Michele Guardi che fa il regista
    > televisivo.
    > Ma ci rendiamo conto?

    Sì, ma forse siamo tutti rimasti prigionieri della SIAE come legata esclusivamente a cantanti, compositori, parolieri. Michele Guardì firma programmi televisivi di successo (il famoso "format"), che sono protetti dal diritto d'autore tanto quanto il resto.
    Per il lavoro di regista Guardì è pagato a parte, e lì la SIAE non c'entra. Per i programmi che portano la sua firma gli vengono corrisposti i diritti.



    > Il grosso delle entrate della Siae è il compenso
    > sui supporti

    No, assolutamente no. L'importo incassato dalla SIAE ogni anno da equo compenso ammonta a circa il 10 % del totale.

    > Immaginati un mondo dove non esiste piraterie né
    > equo compenso, la distribuzione dei profitti
    > sarebbe estremamente diversa e Michele Guardi
    > guadagnerebbe infinitamente meno mentre gli
    > autori che vengono davvero ascoltati di
    > più.

    No, quello che incassa un artista dalla SIAE dipende da ciò che la SIAE sostiene... che lui abbia venduto.A bocca storta
    L'equo compenso si redistribuisce in base al primo dato, in percentuale. Per quale motivo la SIAE dovrebbe ricompensare un artista che non vende nulla con i soldi dei supporti vergini, che, se e quando sono usati per la copia, contengono file di artisti che vendono?
  • - Scritto da: Leguleio

    > Per quale motivo la
    > SIAE dovrebbe ricompensare un artista che non
    > vende nulla con i soldi dei supporti vergini,
    > che, se e quando sono usati per la copia,
    > contengono file di artisti che
    > vendono?

    Il motivo?
    Nessuno lo sa neppure la SIAE dato che nella tua frase (e nella realtà) è tutto ipotetico comprese le copie.
    non+autenticato
  • - Scritto da: SonoIO
    > ...non è che ci tocca spendere più soldini quando
    > compriamo un supporto di
    > memoria.
    >
    > E` che ci viene tolto il diritto di scegliere a
    > chi darli e viene graziosamente concesso ad un
    > ente burocratico
    > (Siae).
    >
    > Pensateci bene, senza copia privata un artista
    > guadagna quello che vende, cioè quello che la
    > gente liberamente gli
    > compra.
    > Con la copia privata questo collegamento salta,
    > un artista che non vende nulla ma è nelle grazie
    > della Siae guadagna molto di più di uno che vende
    > ma non è bravo a destreggiarsi in queste
    > cose.
    >
    > Qualcuno sa in base a cosa la Siae eroga il
    > compenso agli
    > artisti?
    > A grandi linee, eh.

    Chiederlo alla SIAE troppa fatica?


    >
    > Io ho sentito in merito qualche "artista" - il
    > perché delle virgolette sarebbe lungo da
    > raccontare Sorride - e dal quel che mi ha detto non
    > esiste collegamento tra il successo e i soldi
    > erogati dalla Siae però erano discorsi vaghi e
    > parecchio qualunquistici ("è tutta un mafia", "un
    > artista sfigato amico loro guadagna molto di più
    > di uno di successo non amico",
    > ecc.
    >
    > Sarebbe bello conoscere i criteri reali.
    non+autenticato
  • Qualcuno mi può spiegare come possono coesistere l'equo compenso e la lotta alla pirateria, perlomeno quella privata?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Gennarino
    > Qualcuno mi può spiegare come possono coesistere
    > l'equo compenso e la lotta alla pirateria,
    > perlomeno quella privata?

    Se rapinano una banca, invece di perseguire i rapinatori, per equo compenso facciamo fare una settimana di galera a ciascun correntista e facciamogli ripagare una percentuale del bottino in proporzione all'entità del conto corrente.
  • - Scritto da: bradipao
    > - Scritto da: Gennarino
    > > Qualcuno mi può spiegare come possono coesistere
    > > l'equo compenso e la lotta alla pirateria,
    > > perlomeno quella privata?
    >
    > Se rapinano una banca, invece di perseguire i
    > rapinatori, per equo compenso facciamo fare una
    > settimana di galera a ciascun correntista e
    > facciamogli ripagare una percentuale del bottino
    > in proporzione all'entità del conto
    > corrente.

    E' quello che avviene se ancora non te ne sei accorto.. e in modo molto più subdolo di quanto credi..
    non+autenticato
  • > Qualcuno mi può spiegare come possono coesistere
    > l'equo compenso e la lotta alla pirateria,
    > perlomeno quella
    > privata?

    Quale lotta alla pirateria privata, scusa?Sorride
    Negli anni Ottanta si scambiavano audiocassette fra amici, un po' più tardi anche le videocassette. Oggi si scambiano file. Indisturbati negli anni Ottanta, e indisturbati oggi.
    La lotta è sempre stata al vu' cumprà che queste audiocassette e videocassette le vende sulle spiagge, e, se si riesce a individuare, a chi le produce. Le autorità non si sono mai messe in testa di perseguire l'acquirente.
  • - Scritto da: Leguleio
    > > Qualcuno mi può spiegare come possono
    > coesistere
    > > l'equo compenso e la lotta alla pirateria,
    > > perlomeno quella
    > > privata?
    >
    > Quale lotta alla pirateria privata, scusa?Sorride
    > Negli anni Ottanta si scambiavano audiocassette
    > fra amici, un po' più tardi anche le
    > videocassette. Oggi si scambiano file.
    > Indisturbati negli anni Ottanta, e indisturbati
    > oggi.
    > La lotta è sempre stata al vu' cumprà che queste
    > audiocassette e videocassette le vende sulle
    > spiagge, e, se si riesce a individuare, a chi le
    > produce. Le autorità non si sono mai messe in
    > testa di perseguire
    > l'acquirente.

    Mica vero, anche in Italia provarono qualche anno fa a criminalizzare gli utenti del file sharing e del peer to peer, tant'è che si fece approvare una legge in cui per lucro si intendeva anche il mero risparmio del prezzo di acquisto di un DRM, poi come sta avvenendo anche nel resto del mondo si sono resi conto che non era possibile criminalizzare una quota rilevante della popolazione, vedi vari Hadopi falliti!
  • > > Quale lotta alla pirateria privata, scusa?Sorride
    > > Negli anni Ottanta si scambiavano
    > audiocassette
    > > fra amici, un po' più tardi anche le
    > > videocassette. Oggi si scambiano file.
    > > Indisturbati negli anni Ottanta, e
    > indisturbati
    > > oggi.
    > > La lotta è sempre stata al vu' cumprà che
    > queste
    > > audiocassette e videocassette le vende sulle
    > > spiagge, e, se si riesce a individuare, a
    > chi
    > le
    > > produce. Le autorità non si sono mai messe in
    > > testa di perseguire
    > > l'acquirente.

    > Mica vero, anche in Italia provarono qualche anno
    > fa a criminalizzare gli utenti del file sharing e
    > del peer to peer, tant'è che si fece approvare
    > una legge in cui per lucro si intendeva anche il
    > mero risparmio del prezzo di acquisto di un DRM,

    Mi dai gli estremi di questa legge?


    > poi come sta avvenendo anche nel resto del mondo
    > si sono resi conto che non era possibile
    > criminalizzare una quota rilevante della
    > popolazione,

    Nel resto del mondo tranne in Giappone, dove una legge del 2012 punisce il download di opere protette con una pena fino a due anni di carcere, e non mi pare ci siano progetti per modificarla.


    > vedi vari Hadopi
    > falliti!

    Non so perché parli di vari Hadopi: quel modello esisteva solo in Francia.
  • - Scritto da: Leguleio
    > > > Quale lotta alla pirateria privata,
    > scusa?
    >Sorride
    > > > Negli anni Ottanta si scambiavano
    > > audiocassette
    > > > fra amici, un po' più tardi anche le
    > > > videocassette. Oggi si scambiano file.
    > > > Indisturbati negli anni Ottanta, e
    > > indisturbati
    > > > oggi.
    > > > La lotta è sempre stata al vu' cumprà
    > che
    > > queste
    > > > audiocassette e videocassette le vende
    > sulle
    > > > spiagge, e, se si riesce a individuare,
    > a
    > > chi
    > > le
    > > > produce. Le autorità non si sono mai
    > messe
    > in
    > > > testa di perseguire
    > > > l'acquirente.
    >
    > > Mica vero, anche in Italia provarono qualche
    > anno
    > > fa a criminalizzare gli utenti del file
    > sharing
    > e
    > > del peer to peer, tant'è che si fece
    > approvare
    > > una legge in cui per lucro si intendeva
    > anche
    > il
    > > mero risparmio del prezzo di acquisto di un
    > DRM,
    >
    > Mi dai gli estremi di questa legge?

    http://it.wikipedia.org/wiki/Legge_21_maggio_2004,...
    non+autenticato
  • > > > Mica vero, anche in Italia provarono
    > qualche
    > > anno
    > > > fa a criminalizzare gli utenti del file
    > > sharing
    > > e
    > > > del peer to peer, tant'è che si fece
    > > approvare
    > > > una legge in cui per lucro si intendeva
    > > anche
    > > il
    > > > mero risparmio del prezzo di acquisto di un
    > > DRM,
    > >
    > > Mi dai gli estremi di questa legge?

    > http://it.wikipedia.org/wiki/Legge_21_maggio_2004,

    In pratica il decreto Urbani.
    Malgrado alcune parti siano state abrogate, non mi risulta siano mai state previste sanzioni per aver scaricato file protetti dal diritto d'autore, oppure per una copia non autorizzata di un DVD, come sostiene Enjoy with Us.
    Hai notizie diverse?
  • - Scritto da: Leguleio
    > Malgrado alcune parti siano state abrogate, non
    > mi risulta siano mai state previste sanzioni per
    > aver scaricato file protetti dal diritto
    > d'autore, oppure per una copia non autorizzata di
    > un DVD, come sostiene Enjoy with
    > Us.

    Scusa ma che c'entra?
    La legge per esistere esiste, se non la applicano non vuol dire che non esista.
    Sono contorto ma voglio dire che il fatto che non venga applicata non vuol dire che sia stata abrogata, è lì e la si può applicare quando farà comodo.

    Hai mai letto Kundera?
    Quando introdussero nei paesi satelliti dell'Urss le leggi contro la libertà di parola non le applicarono subito e giornalisti ed intellettuali non affini al regime pensavano di essere al sicuro.
    Però dopo qualche anno iniziarono a suonare il campanello delle case alle 4 di notte...
    non+autenticato
  • > > Malgrado alcune parti siano state abrogate, non
    > > mi risulta siano mai state previste sanzioni per
    > > aver scaricato file protetti dal diritto
    > > d'autore, oppure per una copia non autorizzata
    > di
    > > un DVD, come sostiene Enjoy with
    > > Us.
    >
    > Scusa ma che c'entra?
    > La legge per esistere esiste, se non la applicano
    > non vuol dire che non
    > esista.

    Parliamoci chiaro: quale legge criminalizza, o criminalizzava, il download di file protetti dal diritto d'autore, come sostiene Enjoy with us? Io ancora non vedo gli estremi.


    > Sono contorto ma voglio dire che il fatto che non
    > venga applicata non vuol dire che sia stata
    > abrogata, è lì e la si può applicare quando farà
    > comodo.

    Dimmi qual è la legge, però.


    > Hai mai letto Kundera?
    > Quando introdussero nei paesi satelliti dell'Urss
    > le leggi contro la libertà di parola non le
    > applicarono subito e giornalisti ed intellettuali
    > non affini al regime pensavano di essere al
    > sicuro.
    > Però dopo qualche anno iniziarono a suonare il
    > campanello delle case alle 4 di
    > notte...

    Mah, qui qualcuno ha citato una legge del 2004, 10 anni fa...
    Cosa aspettano?
  • - Scritto da: Leguleio
    > Parliamoci chiaro: quale legge criminalizza, o
    > criminalizzava, il download di file protetti dal
    > diritto d'autore, come sostiene Enjoy with us? Io
    > ancora non vedo gli
    > estremi.

    La legge è sempre quella, il decreto Urbani.
    Quando è uscita ha scatenato molte polemiche e interpretazioni e si era arrivati alla conclusione che non fosse reato scaricare ma lo fosse il condividere.
    Si voleva separare che fornisce da chi utilizza.
    Il problema è che, come tu certamente sai, BitTorrent e reti ED2K condividono automaticamente i file in scaricamento quindi un utilizzatore è contemporaneamente anche un fornitore.
    Quindi in punto di diritto punibile.

    > Mah, qui qualcuno ha citato una legge del 2004,
    > 10 anni
    > fa...
    > Cosa aspettano?

    Mica ti seguo, le leggi non hanno scadenza, ogni tanto applicano anche norme del Codice Rocco che è di prima della repubblica.
    non+autenticato
  • In un periodo di crisi la loro logica è aumentare i prezziA bocca aperta

    Colpire tutti per colpirne qualcunoA bocca aperta

    Ma in verità a loro non gli interessa della pirateria,è una scusa per lucrare e veicolare i loro nuovi introiti nelle loro tasche con qualcosa che colpisce tutti.

    Il concetto è simile alla famosa guerra al terrorismo,ci si fa passare un pò di tutto dentro con la scusa che si vuole.
    non+autenticato
  • Non ho mai capito come mai ci obblighino a pagare questa tassa che comprende tutti i dispositivi di memoria e che aumenta ogni anno, ma resta comunque illegale scaricare software e altro coperto da diritto.E' noto che la SIAE guadagna molto piu' di prima dai diritti d' autore grazie all' "equo compenso".
    non+autenticato
  • - Scritto da: Cerberus10
    > Non ho mai capito come mai ci obblighino a pagare
    > questa tassa che comprende tutti i dispositivi di
    > memoria e che aumenta ogni anno, ma resta
    > comunque illegale scaricare software e altro
    > coperto da diritto.E' noto che la SIAE guadagna
    > molto piu' di prima dai diritti d' autore grazie
    > all' "equo
    > compenso".

    Non ti devi chiedere perché mai dovresti pagare questa tassa, ma ti devi chiedere perché mai non dovresti pagarla. E a questa domanda non c'è alcuna risposta!Arrabbiato

    Parola di SIAE
    non+autenticato
  • Hai detto: Non ti devi chiedere perché mai dovresti pagare questa tassa, ma ti devi chiedere perché mai non dovresti pagarla. E a questa domanda non c'è alcuna risposta!

    E secondo te non ci sarebbe alcuna risposta?

    Non so in che mondo vivi!
    non+autenticato
  • - Scritto da: Nauseato
    > Hai detto: Non ti devi chiedere perché mai
    > dovresti pagare questa tassa, ma ti devi chiedere
    > perché mai non dovresti pagarla. E a questa
    > domanda non c'è alcuna
    > risposta!

    >
    > E secondo te non ci sarebbe alcuna risposta?
    >
    > Non so in che mondo vivi!

    Quello dei troll? Rotola dal ridere
    non+autenticato
  • - Scritto da: La SIAE
    > - Scritto da: Cerberus10
    > > Non ho mai capito come mai ci obblighino a
    > pagare
    > > questa tassa che comprende tutti i dispositivi
    > di
    > > memoria e che aumenta ogni anno, ma resta
    > > comunque illegale scaricare software e altro
    > > coperto da diritto.E' noto che la SIAE guadagna
    > > molto piu' di prima dai diritti d' autore grazie
    > > all' "equo
    > > compenso".
    >
    > Non ti devi chiedere perché mai dovresti pagare
    > questa tassa, ma ti devi chiedere perché mai non
    > dovresti pagarla. E a questa domanda non c'è
    > alcuna risposta!
    >Arrabbiato
    >
    > Parola di SIAE

    1. Chi C4770 sei per dire cosa pensare.

    2. Se una domanda non ha risposta, che motivo c'è per farsela?
    non+autenticato
  • Qualche giorno fa' ho letto su una nota rivista per Pc che a confronto con quanto guadagnava la siae quando la gente acquistava cd e musicassette, adesso con questo EQUO compenso intasca parecchio ma parecchio di piu',quindi va bene volete mettere un' altra tassa (l'avete fatto) ma perche' aumentarla ogni anno visti gli incassi.
    Il fatto e' che ogni volta che servono soldi inventano qualche scusa per mungerci.
    E' gia' il terzo aumento!!!
    non+autenticato
  • contenuto non disponibile
  • > Qualche giorno fa' ho letto su una nota rivista
    > per Pc che a confronto con quanto guadagnava la
    > siae quando la gente acquistava cd e
    > musicassette, adesso con questo EQUO compenso
    > intasca parecchio ma parecchio di piu',quindi va
    > bene volete mettere un' altra tassa (l'avete
    > fatto) ma perche' aumentarla ogni anno visti gli
    > incassi.

    Ogni tre anni.
    È prescritto dalla legge.
  • Non dovrei pagarla perche':
    1)Pago ma non posso scaricare
    2)E' concesso farsi una copia di sicurezza di un software/musica regolarmente acquistato quindi perche' devo pagare la tassa su quel cd vergine visto che l' ho gia' pagata all' acquisto?
    3)Non e' giusto tassare ogni dispositivo di menoria,conosco un sacco di persone che sono contro la pirateria e sono comunque costretti a pagare questa tassa
    4)Come mai prima si potevano copiare le musicassette (lo faceva chiunque, anche appartenenti a ogni forza dell' ordine)e i cd con il proprio stereo????
    La pirateria e' una scusa per inserire l' ennesima tassa e come molte tasse diverra obsoleta,inutile ma continueremo a pagare e come la benzina con il tempo non fara' altro che aumentare.Come se i nostri acquisti non fossero gia' troppo tassati.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Cerberus10
    > Non dovrei pagarla perche':

    Sono d'accordo inoltre la reazione delle persone comuni e poco informate e': "ho pagato la tassa quindi ci metto roba pirata"
    krane
    22544
  • > Non ho mai capito come mai ci obblighino a pagare
    > questa tassa che comprende tutti i dispositivi di
    > memoria e che aumenta ogni anno,

    Ogni tre anni.

    > ma resta
    > comunque illegale scaricare software e altro
    > coperto da diritto.

    Perché sono cose che nulla c'entrano una con l'altra.
    L'equo compenso è un risarcimento per le copie private, una facoltà che ora il consumatore ha, se possiede l'originale, ma che non aveva prima del 1992: si doveva comprare due copie dello stesso disco, o della stessa videocassetta, per essere in regola.

    Comunque è vero che anche se l'equo compenso non è previsto come un bilanciamento delle perdite da pirateria, alla fine lo è diventato, agli occhi di tutti. Credo che perfino la SIAE la pensi così.


    > E' noto che la SIAE guadagna
    > molto piu' di prima dai diritti d' autore grazie
    > all' "equo
    > compenso".

    Non credo che l'aumento sia significativo. Le cifre, riferite a diversi anni fa (non ne ho trovate di più recenti) sono 607 milioni di incassi all'anno, di cui 554 milioni per il diritto d'autore, e 52 milioni di equo compenso.

    http://www.wallstreetitalia.com/newarticle.aspx?Id...
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