Claudio Tamburrino

Francia, una legge contro i supermercati online dei libri

Approvata la misura che limita le offerte applicabili alle nuove uscite editoriali da parte dei negozi online: l'obiettivo è tutelare le piccole librerie dalla concorrenza di Amazon e compagnia

Roma - La Francia ha approvato la legge volta a tutelare il tradizionale mercato delle librerie, una legge soprannominata "anti-Amazon" perché interviene sulle politiche di prezzo messe in atto dalle librerie online, calmierando gli sconti applicabili sulle nuove uscite per tutelare la concorrenza del settore.

La nuova legge, il cui iter è iniziato nel 2013, modifica una legge del 1981 nata dalle preoccupazioni delle piccole librerie, incarnate allora dai supermercati.

La normativa interviene ponendo limiti più ferrei ai ribassi imponibili sui titoli dagli operatori della vendita online: alla vendita delle nuove uscite librarie non potranno essere applicati contemporaneamente lo sconto massimo del 5 per cento rispetto al prezzo di copertina e la spedizione gratuita, ma solo una delle due offerte.
Il testo colpisce in particolare Amazon e FNAC, che sono gli unici soggetti che si possono permettere di offrire libri nuovi scontati insieme alla spedizione gratuita. D'altronde, il business online detiene il 17 per cento del mercato editoriale francese e nello specifico l'azienda di Jeff Bezos rappresenta il 70 per cento del mercato online, operando - secondo il Ministro della Cultura Aurélie Filippetti - in un regime "quasi monopolistico".

Amazon ha denunciato la nuova proposta di legge come discriminatoria e dannosa per i consumatori. La Francia, ora, dovrà attendere le opinioni dell'Unione Europea, a cui la legge è stata notificata.

Claudio Tamburrino
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18 Commenti alla Notizia Francia, una legge contro i supermercati online dei libri
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  • Otterrano che Amazon e Fnac chiuderanno i .fr e spediranno dai .eu
    non+autenticato
  • Libri elettronici? Ma per favore, è roba per bambini o per deficien*i! E' roba che non può durare questa! Indiavolato
    non+autenticato
  • Francesi che con questa scelta dimostrano di capire veramente quale sia il valore culturale del libro rispetto a quelle robacce elettroniche per nerd sfig*ti! Nessun vero lettore potrebbe mai fare a meno dell'odore della carta e del fruscio delle pagine! Indiavolato
    non+autenticato
  • Per quanto possa essere piacevole un libro cartaceo bisogna tener conto che è ingombrante e/o pesante,occorre una maggiroe lavorazione e soprattutto impiegare la materia prima,la carta,che non cresce dal nulla.

    In questo modo non fate altro che inimicarvi gli utenti,sia perchè dovrebbero spendere di più grazie a voi,sia perchè sarà meno facile farlo coem prima. E non paliamo della pirateria che sicuramente aumenterà.

    Che poi siamo nel 2014,inutile tentare forzatamente di far rimanere in piedi un mercato che a tutti gli effeti oramai è fuoritempo.
    non+autenticato
  • A) Sarebbe carino citare le fonti sulla base delle quali parli di un "mercato che a tutti gli effetti è oramai fuori tempo";
    B) Mi pare che tu e tutti gli altri abbiate fatto un po' di confusione tra "libreria online" e "ebook store", cioè vendita online di libri cartacei e vendita di libri elettronici.
    C) I supersconti FNAC e Amazon si fanno sulla pelle di tutta la filiera (autori, editori, distributori e lavoratori).

    In Italia, Amazon acquista dal distributore con uno sconto medio del 40% sul prezzo di copertina. Le librerie di catena stanno tra il 30% e il 40%, le librerie indipendenti in centri medio-piccoli vanno al 20%.
    È in virtù di questo sovrasconto che i grandi delle vendite online si possono permettere l'abbattimento del prezzo di copertina.

    Chiacchierare di caste editoriali e morte del cartaceo senza sapere come si compone il prezzo di copertina di un libro e ignorando la genesi della posizione dominante di mercato di Amazon è un po' troppo da tifoseria.

    Fra l'altro, fatevelo un turno di lavoro al magazino di Amazon...
  • In italia si è fatto cosi solo per tutelare le grandi catene del settore, visto che amazon in italia è arrivata dopo anni rispetto all'estero.
  • contenuto non disponibile
  • Premesso che io di mestiere non faccio né l'editore né il libraio ma solo il redattore editoriale, dunque non vedo perché mi associ a queste categorie in un onnicomprensivo "voi", faccio presente che sin da quando sono apparsi i PDF (cioè eoni prima di Amazon) gli editori hanno chiesto a quanto fosse l'IVA e lo Stato ha risposto "20%" (all'epoca, oggi 22%).
    L'IVA sul libro cartaceo è al 4% ed è assolta dall'editore. Nella più felice delle ipotesi, quella in cui l'editore ha il proprio spazio di storage e vende dal proprio sito, il prezzo dell'ebook può essere di circa il 30% inferiore al cartaceo. Difficile scendere sotto, causa scarto IVA del 18% (la distribuzione incide per il 55%, il prezzo della carta per circa il 10% - ma dipende dalla carta - lo storage online per piccoli volumi sta sul 5-7%, fate i vostri conti).
    Se non bastasse Franceschini, che ha recentemente confermato l'IVA al 22%, ci si è messa di mezzo anche l'UE dicendo che sono "prodotti digitali" (dunque, parrebbe, non libri...).

    Aggiungo che gli editori indipendenti, in Italia, farebbero volentieri sconti del 30%-35%... se solo i lettori acquistassero dal sito dell'editore e non da quello di Amazon (o IBS, o kittepare). Amazon non produce, Amazon è un intermediario che prende una commissione folle e decurtandosela può fare uno sconto all'acquirente. L'editore sarebbe ben felice di praticare lo sconto che fa ad Amazon direttamente a chi legge. Ma la legge lo vieta.

    Quindi siamo nella situazione paradossale per cui voi osannate Amazon dicendo che l'editoria tradizionale si è scavata la fossa tenendo alti i prezzi, e gli editori dicono che la legge che limita gli sconti è pessima perché l'editore potrebbe farti uno sconto superiore ad Amazon e vincere su quello a mani basse.

    Il paradosso viene fuori dal fatto che nella tua "analisi" non consideri
    - la polarizzazione del mercato editoriale
    - la concentrazione di poteri
    - i ruoli che dovrebbero essere diversi ma poi non lo sono
    - il fatto che attori diversi hanno interessi diversi

    In sintesi:
    1) la legge sulla limitazione degli sconti l'hanno voluta le librerie di catena (Feltrinelli, Ubik [GEMS]+Giunti al punto [Giunti+GEMS], Mondadori) per guadagnare tempo nel cambiare strategia e non scomparire da un giorno all'altro (in questo hai ragione: non avevano studiato, pur avendo avuto tempo). Per sovrappiù, l'han fatta passare come una legge che tutela le librerie indipendenti, che non potrebbero reggere la concorrenza del web. Il che è falso perché:
    2) sono proprio i grandi gruppi editoriali a possedere la distribuzione, cioè le ditte (oramai praticamente solo una, quasi monopolista) che portano i libri dall'editorie alla libreria. E sono loro a contrattare gli sconti e piegarsi ad Amazon concedendo commissioni del 40% mentre fanno i forti con le piccole librerie facendogli solo il 20% (nota: se il distributore non facesse il 40% ad Amazon, lo sconto al 40% glielo farebbe direttamente il piccolo editore, che vuole potere vendere i propri libri e in Feltrinelli o Giunti al punto non c'arriva, dunque farebbe un accordo separato con Amazon per la fornitura diretta, specie se non ha 15mila euro per rifarsi il sito o mille/anno per tenerlo aggiornato e altri 18mila/anno per pagare un ufficio stampa; d'altra parte il grosso editore, possedendo la libreria e il distributore, spalma i profitti e gli sconti come ca**o gli pare). Qui il conflitto di interessi è imbarazzante: Messaggerie (Gruppo Editoriale Mauri-Spagnol, il secondo gruppo editoriale in Italia) e PDE (posseduta in parte da Feltrinelli e in parte proprio da Messaggerie) detengono quasi il 90% della distribuzione per case editrici con contratti di esclusiva (e ben oltre il 95% dei volumi di vendita). Quindi il mondo dell'editoria può strepitare quanto vuole, ma di fatto ci sono tre gruppi editoriali che dettano le regole e impongono che si faccia come pare e piace e conviene a loro.

    Brevi altre risposte:
    I titoli più vecchi a una manciata di euro li trovi nelle bancarelle, esistono già, vatteli a cercare, muovi le gambine.
    I classici gratuiti anche (sul web, poi, pacchi di PDF).
    E ci sono per giunta le biblioteche, pensa un po'!
    Quindi se vuoi leggere senza spendere o spendendo poco, gli strumenti li hai già.

    Cose su cui sarebbe bello che vi scatenaste in modo creativo:
    In Italia, centinaia di case editrici di piccole e medie dimensioni non hanno ancora nemmeno immaginato di fare un loro bookstore online unico che, sfruttando database comuni dei siti dei singoli editori, metta insieme i cataloghi e trasferisca gli ordini direttamente all'editore, senza intermediazione, divenendo un'enorme vetrina della piccola editoria e, nel tempo, arginando i "grossi" tramite un riequilibrio, anche minimo, dei poteri.
    Alle fiere della piccola editoria indipendente (Roma, Pisa), il tema non è mai neppure in agenda. Su questo, anziché crocifiggerli, potreste dare una mano.
    La ragione è banale: lavoro per editori le cui vendite dirette dal proprio sito sono circa 1/8 di quelle dei propri stessi libri dal sito di Amazon. Spostare queste vendite (almeno in parte) direttamente sull'editore gli porterebbe maggiori profitti, quindi gli consentirebbe l'agognato abbassamento del prezzo di copertina prima dello sconto (con efetti a catena: se il prezzo di copertina scende, i ricavi dell'intermediazione dovuti allo sconto scendono clamorosamente, quindi l'intermediazione, per mantenere i profitti, limita lo sconto, quindi non c'è bisogno di una legge per limitare lo sconto).
  • - Scritto da: GioCa83
    (...)
    >
    > Brevi altre risposte:
    > I titoli più vecchi a una manciata di euro li
    > trovi nelle bancarelle, esistono già, vatteli a
    > cercare, muovi le gambine.

    Anche no, grazie. Se voglio leggere un libro in particolare, non voglio girare mari e monti, mercatini e librerie sperando di trovarlo ma senza alcuna garanzia di riuscirci. Il mio tempo preferisco utilizzarlo in altri modi.
    E' questo punto di vista che ha favorito Amazon, si potrebbe chiamare "dormire sugli allori". Quando anni fa cercavo i volumi della serie di Sandman, che pure non costavano poco, li ho visti ristampare in ordine sparso, a distanza di anni l'uno dall'altro. Non c'era Amazon, il lettore si poteva attaccare al tram.
    Tutto lecito ovviamente, ma adesso qualcuno che ha saputo guardare più in là è arrivato, ed è lecito pure questo. Però ecco che allora saltano fuori le leggi speciali per tutelare i tardigradi che hanno battuto la fiacca finora - leggi che vanno a danno del consumatore che non può usufruire di sconti - e allora no, non andiamo più d'accordo.
    Preoccupante il simil-monopolio di Amazon, ma l'ha ottenuto innovando e mettendo il cliente al centro della propria strategia, laddove altri se ne sono sempre fregati. Duri i turni dei suoi magazzinieri, vorrei che sfossero trattati meglio, ma sei proprio convinto che altrove sia tanto meglio?
    Izio01
    3896
  • Quello è il tipo di editore che, per quello ch mi riguarda, può scomparire venendo rilevato da qualcun altro per il semplice fatto di avere un ottimo catalogo che non è in grado di valorizzare.

    Io e te, comuque, abbiamo una diversa concezione di "vecchio": per me i classici a pochi soldi coprono un arco temporale che va dai frammenti di Anassimandro a Joyce e Ungaretti. Dagli anni '30 o '40 in poi è "contemporaneo". Quindi parlavo di quelli (che poi li trovi su Amazon come su eBay e millanta altri siti).
  • contenuto non disponibile
  • - Scritto da: unaDuraLezione
    > - Scritto da: GioCa83
    > > Premesso che io di mestiere non faccio né
    > > l'editore né il libraio ma solo il redattore
    > > editoriale, dunque non vedo perché mi associ
    > a
    > > queste categorie in un onnicomprensivo "voi"
    >
    > Perchè hai preso a spada tratta le parti.
    > Il 'conflitto di interessi' lo davo per scontato,
    > visto che l'utente finale non può far altro che
    > osannare chi gli dà di più in modo comodo e
    > facendo spendere di
    > meno.

    ...insomma. Io due conti su come c'è arrivato il tale oggetto a essere così comodo ed economico me li faccio sempre. Ma io sono uno che prima di andare a comprare da Ikea si è letto tre libri e quattro articoli scientifici, quindi ho un punto di vista paranoide e minoritario, lo so.

    Nel mio caso, faccio un lavoro che rischia di scomparire (ma che gli autori vorrebbero continuasse a esistere) perché sulle piccole tirature il lavoro di redazione è un costo fisso incomprimibile. Se vuoi, puoi avere un libro senza il costo del mio lavoro, ma sarà un libro peggiore ^_^

    >
    > > faccio presente che sin da quando sono
    > apparsi
    > i
    > > PDF (cioè eoni prima di Amazon) gli editori
    > hanno
    > > chiesto a quanto fosse l'IVA e lo Stato ha
    > > risposto "20%" (all'epoca, oggi
    > > 22%).
    > > L'IVA sul libro cartaceo è al 4% ed è assolta
    > > dall'editore. Nella più felice delle ipotesi,
    > > quella in cui l'editore ha il proprio spazio
    > di
    > > storage e vende dal proprio sito, il prezzo
    > > dell'ebook può essere di circa il 30%
    > inferiore
    > > al cartaceo.
    >
    > fammi capire un po'.
    > Per vendere X cartaceo devi stampare volumi di
    > 600 pagine, conservarle in luogo adeguato (dove
    > paghi l'affitto, la gestione e la sicurezza),
    > muoverle di magazzino in magazzino attraverso la
    > filiera, fare accordi con le distribuzioni,
    > gestire i resi, i guasti, gli errori di stampa,
    > ...
    >
    > Per vendere X in ebook, devi creare l'ebook,
    > usare una piattaforma (tua o altrui) e aspettare
    > che lo
    > comprino.
    >
    > L'IVA differente non può in alcun modo colmare le
    > differenze di costi dei due
    > processi.

    Ehm... benvenuto nel mondo del print-on-demand! Gli editori grossi hanno magazzini di proprietà o accordi con il ditributore (di loro proprietà). Gli editori piccoli stampano tranches da 200-300 copie, secondo le richieste, e stanno andando verso l'azzeramento del magazzino.
    Gli incasinati sono editori come Mimesis, Quodlibet, DeriveApprodi: dimensioni modeste, cataloghi ricchi, fieramente indipendenti, hanno bisogno di un magazzino, che costa (in nessuno di questi casi il magazzino è a Milano, e non è un caso).

    Poi qui tu stai suggerendo che noi tutti si passi agli ebook. Ero completamente d'accordo con te, prima che mi rubassero l'ereader Triste
    Battute a parte, è una fetta di mercato ancora non sufficientemente rilevante, benché in crescita. Interessa la letteratura di intrattenimento, circa. Sulla letteratura più impegnativa e sulla saggistica, non è ben dato sapere.
    -------> Problema enorme del settore: i dati Nielsen fanno schifo. E sono i migliori dati statistici su cui possiamo contare.
    Di quelli del centro per la promozione del libro e della lettura non ne parliamo... quindi alla fine non hai indagini i mercato, solo naso e conoscenza di quelli che potrebbero essere i comportamenti dei lettori "forti".

    >
    > Esiste forse una legge, lo saprai tu, che dice
    > che se vendi il cartaceo a 10 devi vendere
    > versione elettronica a non meno di 8? (numeri a
    > caso)?
    > Se c'è, non si può aggirare facendo due versioni
    > dello stesso libro, una standard, l'altra
    > 'digital edition' leggermente
    > diverse?

    Non c'è vincolo di legge, ma ovviamente io da acquirente vorrei un prezzo dell'edizione digitale pari alla metà del cartaceo. Che sarebbe possibile se l'IVA non fosse al 22%. Questo volevo dire. Uno scarto di prezzo del solo 30% non è un incentivo sufficiente a passare al digitale. Uno sconto superiore, però, ora come ora inizia a rosicchiare i già scarsi profitti dell'editore.


    >
    > Appunto: mettetevi insieme, fate uno sciopero a
    > livello nazionale e pretendete di poter fare
    > offerte
    > competitive.
    > Questa è la via.
    > La via contromano è impedire agli altri di fare
    > offerte competitive perché voi non
    > potete.
    > E' contromano perché l'utente ormai ha assimilato
    > il sistema delle offerte e dei prezzi bassi e non
    > vi
    > rinuncerà.

    Per questo poi ho argomentato sulla questione della concentrazione di potere e della frammentazione dei "piccoli".
    >
    >

    >
    > Su Amazon basta un click mi arrivano sul device a
    > prezzi che vanno a zero (0) a 89
    > cents.

    Sì, ed è il genere di titoli che non ha alcuna rilevanza economica per alcun editore. Per questo stanno lì quasi gratis, e ne sono felice anche io. Tuttavia, preferisco ravanare nelle bancarelle (v. sotto).


    >
    > Forse voi - continuo a dare del voi, parlo alla
    > categoria - dovreste analizzare le vendite di
    > altri tipi di contenuti degli ultimi 10
    > anni.
    > es: Musica, film e videogiochi.
    > O meglio dovreste averlo fatto già da tempo, con
    > continue correzioni perchè le dinamiche relative
    > cambiano di
    > frequente.
    >

    Uhm... non sono certo di avere capito, e poi non ogni libro è intrattenimento. Se giochiamo su questo terreno abbiamo già perso: TV, film, videogiochi, musica, concerti... la letteratura d'intrattenimento non può certo mettersi a fare concorrenza a 'sta roba qui. Ha una sua nicchia di aficionados, certo, ma sono "sopravvissuti", "ceto medio riflessivo". Altra storia se parliamo di saggistica, ad esempio. O di libri di cucina. O di libri scritti da calciatori. Insomma, categorie merceologiche diverse che stanno per ora dentro al contenitore "libro" evolveranno in modo diverso. Frattanto, chi fa quattrini col settore tenderà a conservare la posizione di dominio con tutti i mezzi a disposizione.

    > A te non piacerebbe avere tutta una collana di
    > 500 libri (chessò tutti gli Urania) a un prezzo
    > contenuto?
    >
    > E' chiaro che non li leggeresti tutti, però il
    > 'possederli' è gratificante, dà un senso di
    > libertà (lo dico perchè ho 300 titoli su
    > Steam)... quando/se hai voglia ne apri uno e lo
    > leggi.

    Ho saccheggiato librerie per avere certi urania, libri che sono sempre stati "a prezzo contenuto". Adesso Mondadori quasi non sa che farsene, ma non invesitrà mai un centesimo nella conversione in epub.

    >
    > A mio modo di vedere questa è la formula che
    > funzion
  • - Scritto da: GioCa83
    > A) Sarebbe carino citare le fonti sulla base
    > delle quali parli di un "mercato che a tutti gli
    > effetti è oramai fuori
    > tempo";

    fonti?
    Occhi, orecchie e cervello.
    Il mercato dei libri è rimasto alle diligenze quando le locomotive iniziano ad andare ad elettricità, nemmeno più a vapore...

    > B) Mi pare che tu e tutti gli altri abbiate fatto
    > un po' di confusione tra "libreria online" e
    > "ebook store", cioè vendita online di libri
    > cartacei e vendita di libri
    > elettronici.
    > C) I supersconti FNAC e Amazon si fanno sulla
    > pelle di tutta la filiera (autori, editori,
    > distributori e
    > lavoratori).
    >
    > In Italia, Amazon acquista dal distributore con
    > uno sconto medio del 40% sul prezzo di copertina.
    > Le librerie di catena stanno tra il 30% e il 40%,
    > le librerie indipendenti in centri medio-piccoli
    > vanno al
    > 20%.
    > È in virtù di questo sovrasconto che i
    > grandi delle vendite online si possono permettere
    > l'abbattimento del prezzo di
    > copertina.
    >
    > Chiacchierare di caste editoriali e morte del
    > cartaceo senza sapere come si compone il prezzo
    > di copertina di un libro e ignorando la genesi
    > della posizione dominante di mercato di Amazon è
    > un po' troppo da
    > tifoseria.

    ma a noi semplici lettori di tutte queste cose che ce ne importa?
    A noi interessa leggere, al prezzo più basso possibile.

    > Fra l'altro, fatevelo un turno di lavoro al
    > magazino di
    > Amazon...

    Problemi loro, non miei. I loro diritti se li difendano da soli.
    Funz
    12946
  • No comment.
    Non augurerei mai a nessuno di trovarsi a lottare per i propri diritti di lavoratore nel silezio generale e senza nessuno a fianco.
  • Prendiamo atto che la francia e' il paese d'europa col piu' esagerato pizzo altrimento noto come iniquo compenso.

    Prendiamo ora atto che il governo francese e' totalmente asservito ad una casta corporativa che tenta inutilmente di sopravvivere a colpi di decreti legge alla sua inevitabile scomparsa.
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