Claudio Tamburrino

Renzi e l'agenda digitale Europea

A Venezia il Presidente del Consiglio inaugura il semestre italiano parlando di digitale assieme a Neliee Kroes. Il futuro del Vecchio Continente passa anche attraverso mobile e banda larga

Roma - Il semestre di Presidenza italiana dell'Unione Europea si è aperto con la Tavola Rotonda di Venezia, Digital Venice, in cui il Presidente del Consiglio italiano Matteo Renzi e la Vice Presidente della Commissione Europea Neelie Kroes hanno incontrato i rappresentanti delle principali aziende ICT presentando propositi e raccomandazioni per riorganizzare il mercato digitale e delle telecomunicazioni a livello europeo.

Due le proposte legislative che rappresenteranno la colonna vertebrale dei prossimi sei mesi: una legata alle politiche per rafforzare la sicurezza della rete, la seconda relativa alla costruzione del single market digitale.

Partendo dal principio che "ogni euro investito in infrastruttura digitale è un investimento per il futuro", e che quindi dovrebbero essere considerati fuori dal patto di stabilità, Renzi ha così ribadito come l'Europa debba essere "uno spazio di libertà", grazie ad un mercato unico, ad "un'autorità unica per il digitale", Open Data, Open Government e trasparenza.
A venezia per il summit Ue anche Il ministro per lo Sviluppo economico Federica Guidi, che ha sottolineato che l' obiettivo è quello di perseguire l'industria 4.0, favorire crescita e occupazione e cogliere il dividendo da 4,2 trilioni di dollari che il settore svilupperà fino al 2016. Proprio un rapporto del Parlamento europeo, d'altronde, mette in luce come il completamento del mercato unico digitale sia legato ad importanti benefici economici in termini di maggiore produttività, di cambiamenti strutturali dell'economia, di miglioramento dell'efficienza e di riduzione dei costi delle transazioni nei settori tradizionali dell'economia grazie al libero movimento di beni e servizi: si stima in un possibile incremento del PIL europeo di almeno il 4 per cento l'anno, con vantaggi economici pari a 520 miliardi di euro. Numeri raddoppiati rispetto a quelli di statistiche precedenti.

Con il premier italiano, è intervenuta anche
la Vicepresidente della Commissione Europea Neelie Kroes. Dalla Tavola Rotonda del Digital Venice ha detto: "C'è la concreta opportunità di cambiare la storia", augurandosi altresì che "il Governo italiano afferri questa opportunità con entrambe le mani". D'altronde i problemi strutturali che non hanno finora permesso di sfruttare a pieno le possibilità dello sviluppo tecnologico sono evidenti: "All'Europa - dice Kroes - manca quasi un milione di lavoratori ICT specializzati". E serve anche il "capitale fisico", ossia la banda larga: "oggi quattro famiglie italiane su cinque non hanno copertura Internet veloce, milioni di persone senza scelta e senza opportunità. ╚ ora di colmare il gap".

Il Vicepresidente della Commissione ha altresì sottolineato anche che "la proposta italiana Grand Coalition for Digital Jobs dimostra che l'Italia conosce le dimensioni di questo problema e gli strumenti necessari per rimediare". Certo, per svolgere questo fondamentale ruolo di traino ed accentratore, l'Italia dovrebbe completare la riorganizzazione della sua visione interna relativa all'agenda digitale. E magari nominare il nuovo vertice dell'AGID che deve sostituire il dimissionario Ragosa.

Per il momento, tuttavia, durante il vertice di Venezia è mancato proprio l'atteso annuncio del nuovo direttore dell'agenzia, rinviato all'ultimo momento da Renzi a giovedì prossimo dopo la riunione del Consiglio dei Ministri.

Claudio Tamburrino
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12 Commenti alla Notizia Renzi e l'agenda digitale Europea
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  • Il Vicepresidente della Commissione ha altresì sottolineato anche che "la proposta italiana Grand Coalition for Digital Jobs dimostra che l'Italia conosce le dimensioni di questo problema e gli strumenti necessari per rimediare".

    Cazzate, se veramente l'Italia conoscesse le dimensioni di questo problema non investirebbe solo quattro soldi in formazione professionale. Per tanti dopo l'università c'è il nulla, alla faccia della formazione continua.
    Spesso non sono soli i datori di lavoro il problema, tanti dicono di aver studiato tanto per tanti anni quindi ora si sentono a posto. Ho visto tanti informatici che hanno smesso di imparare.
    non+autenticato
  • - Scritto da: qualcuno
    > Il Vicepresidente della Commissione ha altresì
    > sottolineato anche che "la proposta italiana
    > Grand Coalition for Digital Jobs dimostra che
    > l'Italia conosce le dimensioni di questo problema
    > e gli strumenti necessari per
    > rimediare".

    >
    > Cazzate, se veramente l'Italia conoscesse le
    > dimensioni di questo problema non investirebbe
    > solo quattro soldi in formazione professionale.
    http://www.lavoce.info/fondi-strutturali-europei-d.../ (notare "progetti di informazione")
    non+autenticato
  • - Scritto da: bubba
    > - Scritto da: qualcuno
    > > Il Vicepresidente della Commissione ha
    > altresì
    > > sottolineato anche che "la proposta italiana
    > > Grand Coalition for Digital Jobs dimostra che
    > > l'Italia conosce le dimensioni di questo
    > problema
    > > e gli strumenti necessari per
    > > rimediare".

    > >
    > > Cazzate, se veramente l'Italia conoscesse le
    > > dimensioni di questo problema non investirebbe
    > > solo quattro soldi in formazione professionale.
    > http://www.lavoce.info/fondi-strutturali-europei-d

    Chi sei il solito che cerca di scaricare sull'europa la colpa di tutte le porcate italiane? E' il solito ritornello che si legge su tutti i media e su tutti i forum di internet da un po di tempo.

    Però se fai bene attenzione al comportamento del tuo capo e dei tuoi colleghi ti accorgeresti che europa o non europa il problema della formazione professionale rimane.
    non+autenticato
  • - Scritto da: qualcuno

    > Chi sei il solito che cerca di scaricare
    > sull'europa la colpa di tutte le porcate
    > italiane? E' il solito ritornello che si legge su

    Europa? ma non era la Germania?A bocca aperta

    comunque è interessante notare come l'italiano ami vestire i panni della vittima, continuando a non far nulla

    ovviamente i risultati saranno scarsi, ma a quel punto non si fa autocritica, semplicemente si punta il dito contro i tedeschi brutti e cattivi
    non+autenticato
  • - Scritto da: qualcuno
    > - Scritto da: bubba
    > > - Scritto da: qualcuno
    > > > Il Vicepresidente della Commissione ha
    > > altresì
    > > > sottolineato anche che "la proposta italiana
    > > > Grand Coalition for Digital Jobs dimostra che
    > > > l'Italia conosce le dimensioni di questo
    > > problema
    > > > e gli strumenti necessari per
    > > > rimediare".

    > > >
    > > > Cazzate, se veramente l'Italia conoscesse le
    > > > dimensioni di questo problema non investirebbe
    > > > solo quattro soldi in formazione
    > professionale.
    > >
    > http://www.lavoce.info/fondi-strutturali-europei-d
    >
    > Chi sei il solito che cerca di scaricare
    > sull'europa la colpa di tutte le porcate
    > italiane?
    chi sei il solito che legge a malapena il titolo di una cosa che poi passa ferocemente a commentare subito dopo? (tutto senza punteggiatura per mimare la frase sopra riportata)Sorride
    non+autenticato
  • Da quando per essere "informatici" serve studiare?

    Per quello che so io, chi esce dall'università di informatica impara decentemente un paio di linguaggi, poi però non riesce a collegare la tastiera al computer e rimane in un angolo a piangere.
  • la cosa divertente è che gli informatici autodidatti sono vari ordini di grandezza più capaci e competenti di quelli usciti dalle università

    purtroppo credo che l'informatica richieda una gran dose di creatività, è un qualcosa di molto più vicino alla ricerca scientifica che alla comune ingegneria

    negli altri settori ingegneristici, lo studio ti mette in condizioni di risolvere tutti i tipici problemi che incontrerai

    nel campo informatico è invece necessaria una continua attività creativa
    non+autenticato
  • Giustissimo
    non+autenticato
  • Dice la Kroes: "All'Europa manca quasi un milione di lavoratori ICT specializzati".
    Dicono i gli ICT specializzati: "All'Italia mancano gli stipendi adeguati, all'Europa non si sa"A bocca storta
    non+autenticato
  • Gurda che in Italia se la passano male tutti, gli informatici sono trattati meglio di tante altre catogorie.
    Per quanto riguarda il resto d'europa la risposta è si, a meno che non te ne vai in Grecia o in Romania puoi trovare stipendi nettamente migliori di quelli italiani.
    Guadagna molto di più un informatico indiano nel regno unito che un italiano nel suo paese.
    non+autenticato
  • Gli informatici sono pagati per quello che valgono: niente.Sorride
    non+autenticato
  • Parole sante.