Alfonso Maruccia

ICANN: i domini iraniani non si possono sequestrare

L'autorità del sistema DNS si pronuncia contro il tentativo di sequestro dei domini di primo livello riconducibili all'Iran e ad altri due paesi, un'operazione che avrebbe effetti controproducenti anche per chi la invoca

Roma - L'Internet Corporation for Assigned Names and Numbers (ICANN) ha chiesto a una corte federale statunitense di bloccare il tentativo di sequestro dei codici nazionali per i nomi di dominio di primo livello (ccTLD) di Iran (.ir), Corea del Nord (.kp) e Siria (.sy), spiegando ai giudici che i domini nazionali non sono una proprietà e non possono essere sequestrati.

L'autorevole posizione di ICANN arriva a coronamento di una causa legale vecchia di quasi 20 anni, una vicenda originatasi dal ferimento di quattro cittadini americani durante un attentato terroristico in Israele per cui Hamas ha proclamato la propria responsabilità. Visto che l'Iran ha sempre sostenuto l'organizzazione palestinese, dice l'accusa, allora le autorità iraniane (e a questo punto nordcoreane e siriane) sarebbero responsabili dell'attentato.

La causa è stata vinta con giudizio per mancata partecipazione dell'accusato, e secondo i giudici USA alle vittime spetterebbe un risarcimento di 109 milioni di dollari. Risarcimento piuttosto difficile da ottenere, al punto che finora l'accusa è riuscita solo a intromettersi nella vendita di un'abitazione texana (valore 400mila dollari) appartenuta all'ex-scià iraniano.
I domini ccTLD rappresentano quindi l'ultima "osso" che gli avvocati americani possono provare a spolpare prima di ritrovarsi con un pugno di mosche in mano, ma secondo ICANN si tratta di un falso obiettivo: i ccTLD non sono una "proprietà" e non appartengono né all'organizzazione che gestisce il sistema DNS né ai governi dei paesi a cui essi fanno riferimento, e l'unico risultato che un tentativo di sequestro dei giudici otterrebbe sarebbe l'inoperabilità dei ccTLD attuali con la scomparsa da Internet di centinaia di migliaia di nomi di dominio di secondo livello già assegnati con suffissi .ir, .kp e .sy.

L'unico modo che l'accusa avrebbe di forzare un passaggio di mano nella gestione dei ccTLD incriminati sarebbe attraverso un ordine del Dipartimento del Commercio USA impartito a ICANN, dice l'organizzazione.

Alfonso Maruccia
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1 Commenti alla Notizia ICANN: i domini iraniani non si possono sequestrare
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  • Un ccTLD non è un servizio ne è identificabile con la proprietà di alcunché.
    I ccTLD non sono altro che registri.
    I registri fanno capo a un gestore del registro e ricevono la delegazionealla gestione di quel registro.
    il tutto è basato su un MOU Memorandum Of Understanding tra il registro stesso e ICANN.
    In Italia tale compito è assegnato al CNR.
    In altri paesi il registro è una istituzione privata e in altri ancora si è separato il registro stesso dalla gestione operativa dei DNS che sono delegati dai Root per quel ccTLD.
    La situazione concretamente varia da country a country.
    Dentro a ICANN è presente uno specifico advisory board che si chiama GAC governmental advisory committee vedi https://gacweb.icann.org
    Ovviamente i governi de paesi citati hanno loro rappresentanti in seno a questa commissione.
    Per l'Italia ad esempio uno dei membri di tale commissione è Stefano Trumpy che è tra l'altro anche il presidente di ISOC Italia il chapter italiano di Internet Society.
    Senza ICANN è senza MOU non ci sarebbe alcun registro ccTLD.
    Il punto è che tutto questo non ha nulla a che vedere con NESSUNISSIMA proprietà ne con la registrazione di nessun singolo dominio si tratta di una semplice convenzione internazionale basata su un Mutual Agreement e non ha niente a che vedere col diritto internazionale ne con alcuna giurisdizione locale.
    È solo una convenzione tra parti che volontariamente riconoscono la validità della convenzione stessa.
    Di recente poi il governo americano ha rinunciato alla "tutela" da parte del ministero del commercio su IANA e ICANN.
    Questo è quanto.
    In pratica ICANN opera su basi volontarie di mutuo accordo non ha in senso stretto e formale alcun potere se non quello che è mutuamente condiviso non c'è quindi nessun tribunale che possa imporre nulla a ICANN in quanto formalmente ICANN non ha alcun potere sul piano strettamente formale.
    È un escamotage pratico (piaccia o non piaccia) per sottrarre il registro generale da qualsiasi interferenza impropria.
    non+autenticato