Alfonso Maruccia

Un display che corregge la vista

Ricercatori statunitensi sviluppano un display in grado di adattarsi automaticamente ai difetti visivi dell'utente, eliminando in teoria la necessitÓ di usare occhiali o lenti a contatto. Il display Ŕ 3D e l'algoritmo software personalizzabile

Roma - I ricercatori del MIT Media Lab lavorano a un display in grado di adattarsi alle capacità visive di ogni utente, una tecnologia che unisce l'uso di hardware 3D e algoritmi software personalizzabili sulla base delle diverse esigenze, nell'obiettivo di eliminare la necessità di adottare occhiali o lenti a contatto quando si guarda ad un monitor digitale.


Gordon Wetzstein, uno dei ricercatori impegnati nel progetto, esemplifica gli effetti della nuova tecnologia parlando di occhiali da vista che, in certo senso, vengono integrati direttamente all'interno del display e non necessitano più dell'uso di supporti esterni.

Le persone sono oramai dipendenti dai display, spiega Wetzstein, e sviluppare un tipo di schermo in grado di adattarsi alle capacità visive di ognuno rappresenterebbe un passo avanti importante per migliorare la qualità della vita di utenti affetti da miopia o presbiopia.
L'uso di un display 3D (già sviluppato in precedenza in seno al MIT) permette di fornire due immagini diverse per ciascun occhio, caratteristica necessaria nel caso in cui i difetti alla vista non siano identici per entrambe gli occhi. L'algoritmo software creato dai ricercatori si incarica invece di adattare le immagini da mostrare a pieno schermo.

Alfonso Maruccia
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3 Commenti alla Notizia Un display che corregge la vista
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  • come sopra
    se vedo sfuocato senza lenti non cè elaborazione d immagine che tenga, resta sfuocato.
    non+autenticato
  • - Scritto da: sandro
    > come sopra
    > se vedo sfuocato senza lenti non cè elaborazione
    > d immagine che tenga, resta
    > sfuocato.

    Non è sempre vero: una immagine sfuocata non la rimetti più a fuoco, non ci piove, ed è questo quel che tu intendevi dire; ma il potere di accomodamento dell'occhio, entro certi limiti lo puoi forzare "fuori specifica", ingannando il cervello.
    Mi spiego meglio.

    La messa a fuoco dell'occhio umano, ovvero l'accomodamento, è comandata dal cervello, che giudica la lontananza dell'oggetto da mettere a fuoco, ovvero il piano di fuoco su cui giace quell'oggetto.
    Nella visione binoculare la principale informazione di lontananza deriva dal grado di convergenza degli assi dei due occhi necessario per "puntare" l'oggetto da osservare: quanto più difficoltosa sia la visione monooculare lo sappiamo bene quando facciamo la visita per la patente guida, ed anche se uno dei due occhi ha un visus molto limitato aiuta grandemente la visione complessiva.
    Sostanzialmente il piano di fuoco viene determinato dal grado di convergenza del puntamento binoculare.
    Parliamo ora di un'altra convergenza, quella della lente accomodabile dell'occhio umano chiamata cristallino, che altro non è che una lente "morbida" a convergenza variabile, a seconda che i muscoli oculari comandati dal cervello la "stirino" e quindi la appiattiscano più o meno (accomodamento).
    Se c'è un errore di convergenza del cristallino, eccessiva nel caso di miopia, o insufficiente nel caso di presbiopia, praticamente non siamo più allineati con il piano focale giudicato dal cervello. Entro il range di varibilità dell'accomodamento (che tra l'altro con l'età diminuisce per irrigidimento del cristallino stesso), per permettere a miopi o presbiti di mettere a fuoco correttamente senza uso di lenti correttive basta far credere al cervello che il piano di fuoco sia più lontano (con conseguente maggior appiattimento ovvero minor convergenza del cristallino per accomodamento) in caso di miopia, ovvero più vicino (con conseguente minor appiattimento ovvero maggior converganza del cristallino per accomodamento) in caso di presbiopia.

    Il sistema pià immediato per ingannare il cervello in questo senso è proprio l'autosteroscopia, ovvero quel "metodo" di visione stereoscopica senza protesi oculari che sfrutta l'"incrocio" ovvero la divergenza del puntamento binoculare forzato per visinare e fondere visivamente le due immagini affiancate left e right quasi uguali displayate su due schermi affiancati ovvero su uno di sufficiente larghezza par contenerle.
    Se forziamo gli occhi ad "incrociarsi" per ottenere la fusione delle due immagini (in questo caso il left ed il right risulteranno invertiti) in effetti forziamo il nostro puntamento oculare su un piano focale più vicino, il nostro cervello tenderà a comandare un accomodamento a maggior convergenza del cristalino, favorendo la messa a fuoco per i presbiti, e viceversa accadrà se forzeremo il nostro puntamento binoculare a divergere (cosa ben più difficoltoa ma possibile, "traguardando" oltre gli schermi) ed in questo caso sarà favorita la mesa a fuoco per i miopi...
    Inutile dire che in ambedue le tecniche di visione i normovedenti avranno disagio di messa a fuoco, ma con l'esercizio ci si riesce (il cervello si educa a queste interpretazioni visive fuori standard).

    Tutto chiaro, vero?
    non+autenticato
  • >
    >
    > Tutto chiaro, vero?
    Chiarissimo... un pochino meno se uno oltre che miope è anche astigmatico come il sottoscritto.
    non+autenticato