Gaia Bottà

La lunga memoria di Wikimedia

Per opporsi alla riscrittura della storia che la decisione europea sul diritto all'oblio potrebbe incoraggiare, Wikimedia rivela ai cittadini della Rete le pagine scomparse dai risultati di ricerca. Con la collaborazione di Google

Roma - Se l'intento di Wikimedia, di Wikipedia e dei suoi editor è quella di offrire al mondo connesso cultura, informazione e conoscenza, ad ostacolarne la missione non sarà certo la disciplina del diritto all'oblio, mediata dalle disposizioni che pendono su motori di ricerca costretti a dimenticare: è per questo motivo che la Fondazione che gestisce l'Enciclopedia Libera ha messo a disposizione una pagina in cui raccoglierà i link alle pagine che i search engine hanno rimosso dai propri risultati.

Ci sono infatti anche degli articoli di Wikipedia fra gli URL colpiti dalle richieste di rimozione dai risultati offerti dai motori di ricerca sulla base della recente decisione della Corte di Giustizia dell'Unione Europea che ha costretto il mondo a confrontarsi con l'amministrazione del diritto all'oblio. La rimozione dei link era emersa nei giorni scorsi, confermando le prospettive paventate dal fondatore di Wikimedia Jimmy Wales all'indomani della sentenza: "La legge sembra stabilire che Google debba censurare dei link a informazioni chiaramente pubbliche, link ad articoli pubblicati legalmente, notizie veritiere - si è dunque trovato a ribadire Wales - questa è una strada davvero pericolosa, e se proprio decidessimo di scegliere di censurare la storia, non c'è alcuna ragione per cui dovremmo affidare queste decisioni ad un'azienda privata come Google".

Nelle scorse ore, dunque, in attesa di Wikimania e in occasione del rilascio del primo report dedicato alla trasparenza, Wikimedia Foundation ha annunciato la creazione di una pagina che contribuirà a non dimenticare: "oltre 50 fra i link rimossi puntano a dei contenuti su Wikipedia", si spiega, e la pagina ospita sette notifiche di rimozione, alcune delle quali valide per diversi link. Per en.wikipedia si tratta dell'URL della pagina dedicata al criminale Gerry Hutch, e dell'URL di una pagina orfana che ospita un'immagine; numerose sono le richieste accolte da Google per nl.wikipedia, che afferiscono a numerose pagine che contengono riferimenti a persone che sembrerebbero comparire solo fra i commenti; figurano poi rimozioni dai risultati di ricerca per due pagine di it.wikipedia, quella dedicata alla Banda della Comasina e quella dedicata a Renato Vallanzasca, che Google continua al momento a suggerire come primi risultati.
Risultati di ricerca

Wikimedia Foundation spiega di essere a conoscenza di queste rimozioni dai risultati di ricerca solo grazie all'iniziativa degli stessi search engine (finora, Google): "non hanno alcun obbligo legale di inviarci queste notifiche - chiosa il comunicato - Piuttosto, la possibilità di continuare a inviarle potrebbe essere a rischio" a causa della "mancanza di policy di trasparenza e di chiarezza nelle procedure, che costituisce solo una delle molte falle della decisione europea".
E mentre l'Europa sta sondando gli intermediari interessati dalla decisione per tentare di regolamentare l'amministrazione del diritto all'oblio, Wikimedia non risparmia gli attacchi: "la Corte di Giustizia dell'Unione Europea ha ceduto le proprie responsabilità nel proteggere uno dei diritti più importanti e universali: il diritto di cercare, ricevere e diffondere l'informazione". "Sono sotto l'occhio delle cronache da parecchio tempo - ha aggiunto Wales - Alcune persone dicono delle belle cose, altre ne dicono di cattive... È la storia, e non userei mai un qualsiasi tipo di procedura legale per cercare di metterle a tacere".

Gaia Bottà
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9 Commenti alla Notizia La lunga memoria di Wikimedia
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  • io tempo fa avevo letto che
    <
    Google has enlisted the help of academics, members of the press, and civil liberties groups to help it honor the controversial “right to be forgotten” ruling issued by a European court earlier this year without keeping important information from the public or removing important news stories from its search results. The committee includes Wikipedia’s Jimmy Wales
    >
    e ovviamente wales e' ferocemente contrario alla cacata EU.... 2+2 ... e salta fuori il wikimedia memorial... speriamo serva di monito ai caproni..
    non+autenticato
  • sapere chi ha chiesto "il diritto all'oblio" per le due pagine italiane. L'avvocato ? La famiglia ? Lo stesso Vallanzasca ?
    E perchè mai bisognerebbe "dimenticare" certe cose ?
    Ma sopratutto, la stessa cosa verrà richiesta per i giornali ?
    Temo che questo "diritto all'oblio" verrà usato solo da delinquenti&co e naturalmente dai politici, che inserisco sempre e comunque nella stessa categoria.
    non+autenticato
  • > sapere chi ha chiesto "il diritto all'oblio" per
    > le due pagine italiane. L'avvocato ? La famiglia
    > ? Lo stesso Vallanzasca ?

    Io ipotizzo che la pagina contenesse informazioni anche su persone terze (forse alcune vittime?), che hanno chiesto la rimozione dai risultati di Google, e non solo per quanto riguarda Wikipedia. Non riesco proprio a immaginare che Renato Vallanzasca, che nemmeno riesce a farsi una passeggiata in semilibertà in un supermercato e subito viene accusato di furto, stia dietro a simili quisquilie. Con tutto che, da alcune interviste che ho visto, lui non ha mai rinnegato il passato, quindi anche se fosse possibile ottenerlo lui l'oblio non lo cerca.


    > E perchè mai bisognerebbe "dimenticare" certe
    > cose
    > ?

    Ci sono vari motivi: prestigio, protezione della famiglia, in particolare i figli, ricerca di un lavoro, carriera interna in un'azienda, nuove relazioni sentimentali... Ognuno parlerà per sé.


    > Ma sopratutto, la stessa cosa verrà richiesta per
    > i giornali
    > ?

    Soprattutto per gli archivi online dei giornali. In particolare i giornali locali, coi pettegolezzi di provincia.
    Wikipedia in realtà non è che abbia chissà quante notizie dedicate ai fatti di cronaca. Non vedremo mai una lista sterminata di voci omesse dai risultati dei motori di ricerca.



    > Temo che questo "diritto all'oblio" verrà usato
    > solo da delinquenti&co e naturalmente dai
    > politici, che inserisco sempre e comunque nella
    > stessa
    > categoria.

    No, le personalità pubbliche sono escluse dal diritto all'oblio secondo la sentenza della Corte europea del Lussemburgo. Magari ci tentano lo stesso, niente di più facile. Ma a rigore non hanno diritto né all'oblio, né alla privacy.
  • Fai tuonare di cause legali di wikipedia per far sparire la pagina "scomoda", come hanno fatto alcuni giornalisti per far sparire le loro pagine solo perchè parlavano anche di quello che non piaceva a loro.
  • I giornali non hanno problemi: ricordano da sempre ciò che vogliono i pagatori che li controllano...
    E con "ricordare" intendo anche la manipolazione delle notizie effettuata usando un certo lessico, una scelta di parole-chiave, una certa posizione nella pagina, una ceta posizione nel giornale, una maggiore o minore enfasi nella ripetizione di concetti, nella durata della notizia, ecc.
    non+autenticato
  • > I giornali non hanno problemi: ricordano da
    > sempre ciò che vogliono i pagatori che li
    > controllano...

    Non i "pagatori": i proprietari.
    Uno dei problemi dell'Italia, e direi anche di vari Paesi esteri, è che non esistono editori puri, che cioè abbiano solo l'editoria e l'informazione come reddito d'impresa. Hanno anche molteplici interessi economici in settori estranei, e quindi aspettarsi da loro imparzialità e indipendenza è come chiedere all'allenatore di una squadra in campo di fare l'arbitro.Deluso
    Detto questo, il lettore informato, sapendo che la proprietà è quella, che gli interessi sono quelli, fa la tara alle notizie. O, ancora meglio, non lo legge.


    > E con "ricordare" intendo anche la manipolazione
    > delle notizie effettuata usando un certo lessico,
    > una scelta di parole-chiave, una certa posizione
    > nella pagina, una ceta posizione nel giornale,
    > una maggiore o minore enfasi nella ripetizione di
    > concetti, nella durata della notizia,
    > ecc.

    Questi meccanismi vanno analizzati, ed è giusto, ma non vanno divinizzati. In ogni giornale ci deve essere per forza un articolo di apertura in prima pagina e un articolo di chiusura in ultima pagina. Sembra quasi che siccome è in quella posizione non verrà letto. Sì, se non interessa sicuramente non verrà letto, titolo a parte, ma questo vale anche per gli articoli in prima.
    Imparare a leggere i quotidiani, come qualsiasi testo, significa anche imparare a leggere fra le righe.
  • Cercavo giusto ieri pareri su un professionista a cui avrei potuto rivolgermi e mi è apparso, in fondo alla pagina di ricerca di Google il famoso messaggio inerente l'omissione di alcuni risultati per via delle norme UE.

    Beh, indovinate nel dubbio che cosa ho fatto?
    non+autenticato
  • nooo!
    Non mi dire che sei andato sulla pagina Internazionale!
    Sacrilegio!
    non+autenticato
  • Come minimo ci hai lasciato lo zampino.
    non+autenticato