Claudio Tamburrino

Italia, c'è chi vuole il carcere per i siti pro-ana e i pro-mia

Polemiche sulla proposta di legge che vorrebbe istituire il reato di "istigazione a pratiche alimentari inidonee": multe e reclusione per chi inneggia ad anoressia e bulimia, anche per via telematica

Roma - Da qualche mese una proposta di legge vorrebbe bloccare i contenuti che in rete inneggiano a disturbi alimentari come anoressia e bulimia, i cosiddetti siti e blog pro-ana e pro-mia, arrestandone gli autori: l'idea è quella di combattere così l'incitamento a comportamenti dannosi e disinnescare quella rete di commenti che sostiene tali pericolosissime pratiche alimentari.

La proposta di legge è stata assegnata il 14 luglio alla Commissione Giustizia e non è stata ancora calendarizzata, è bipartisan ed oltre alla prima firma di Michela Marzano vede il sostegno - tra gli altri - anche di Paola Binetti, Mara Carfagna e Mariastella Gelmini: oltre a dettare disposizioni "in materia di prevenzione e diagnosi precoce dei disturbi alimentari", punta proprio ad affrontare la questione inserendo nel codice penale il reato di istigazione a pratiche alimentari idonee a provocare l'anoressia, la bulimia o altri disturbi del comportamento alimentare, intervenendo sull'articolo 580. Il testo recita così: "Art. 580-bis. - (Istigazione a pratiche alimentari idonee a provocare l'anoressia, la bulimia o altri disturbi del comportamento alimentare). - Chiunque, con qualsiasi mezzo, anche per via telematica, istiga esplicitamente a pratiche di restrizione alimentare prolungata, idonee a provocare l'anoressia, la bulimia o altri disturbi del comportamento alimentare, o ne agevola l'esecuzione, è punito con la reclusione fino ad un anno e con una sanzione pecuniaria da euro 10.000 a euro 50.000. Se il reato di cui al primo comma è commesso nei confronti di una persona minore di anni quattordici o di una persona priva della capacità di intendere e di volere, si applica la pena della reclusione fino a due anni e di una sanzione pecuniaria da euro 20.000 a euro 100.000".

La deputata e filosofa Michela Marzano conosce in prima persona il problema, tanto che ha raccontato la sua malattia nel libro "Volevo essere una farfalla", tuttavia pare avere una concezione molto restrittiva dello scopo di leggi ed istituzioni: "Non è certo compito del Parlamento - dice presentando la modifica al codice penale - interrogarsi sulle dinamiche che portano un numero sempre maggiore di persone a soffrire di disturbi del comportamento alimentare. Né è sua vocazione comprendere e contrastare le cause profonde che, anche nel nostro Paese, hanno portato al moltiplicarsi di questi fenomeni".
Piuttosto, pensa, si deve intervenire duramente, anche senza un sostanziale studio pregresso (sempre nell'introduzione al testo della modifica, Marzano parla dell'esistenza di relativamente pochi studi in materia) in modo da dare quanto meno un segno della volontà di intervenire sulla questione. Così, la proposta di legge finisce per mal interpretare la situazione e minacciare le vittime stesse: dietro i blog (nella legge si parla anche di chat) cosiddetti "pro-ana" o "pro-mia", che in Italia secondo gli ultimi dati sarebbero oltre 300.000, spesso ci sono proprio persone anoressiche o bulimiche, convinte di non aver bisogno di aiuto. Che rischierebbero con la legge Marzano multe salate ed il carcere.

Non è una sorpresa, dunque, che le polemiche sono divampate immediatamente: Chiara Lalli, filosofa e giornalista autrice di diversi saggi ha parlato di vera e propria ignoranza da parte degli autori della proposta dei numerosi studi che vi sono in materia e che spiegherebbero la necessità di "intercettare il malessere, magari agganciandole attraverso la rete", piuttosto che punire le vittime; da parte sua la giornalista Angela Azzaro ha criticato la "cultura punitiva" e spiegato che "chi ha vissuto e conosce l'anoressia sa che non può esserci un colpevole che spinge una ragazza, e oggi anche molti più ragazzi, a cadere in un drammatico rapporto con il cibo e con se stessi".

D'altra parte, già nel 2009 e nel 2011 in Italia erano state presentate (e poi affossate) proposte di legge simili.

Alle critiche, Marzano ha risposto: sui social network ha scritto di riconoscerne le ragioni, ribadendo tuttavia ancora che "non è mai una legge che risolve i problemi. Ma le leggi hanno sempre un valore simbolico". E che quindi continuerà a di combattere duramente i siti web "pro-ana" e "pro-mia".

Claudio Tamburrino
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34 Commenti alla Notizia Italia, c'è chi vuole il carcere per i siti pro-ana e i pro-mia
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  • ...in pratica arrestano persone malate che danno consigli a persone adolescenti con la flippa di dimagrire?? Cioè la logica dove sta ? La repressione dura non ha mai risolto un fico secco, al massimo avremo molti meno ragazzini in meno su tumblr.
  • - Scritto da: Sg@bbio
    > ...in pratica arrestano persone malate che danno
    > consigli a persone adolescenti con la flippa di
    > dimagrire?? Cioè la logica dove sta ? La
    > repressione dura non ha mai risolto un fico
    > secco, al massimo avremo molti meno ragazzini in
    > meno su
    > tumblr.

    Siamo in itaglia, i problemi si risolvono nascondendoli.
  • I siti in oggetto istigano fattivamente le persone più in difficoltà ad adottare comportamenti palesemente distruttivi (vedasi l'ingestione di cotone per saziarsi o altri "trucchi", che trucchi non sono ma appaiono realmente come tali a coloro che non possiedono la capacità di mantenere un buon senso critico). Sono siti insensati.
    I problemi più grandi ce li ritroviamo con i minori più fragili.
    Il divieto, quindi, è un'idea che può essere utile per proteggere i più fragili. Tuttavia, la proposta evidenzia uno stato di emergenza in cui la soluzione più economica viene considerata la migliore e/o la più popolare. Quest'idea nasconde un problema culturale, dove le competenze minime per la promozione della salute non vengono considerate nè da un punto di vista fisico nè da un punto divista psichico. L'insegamento di tali competenze sin dall'infanzia, così come richiesto anche dall'OMS per ridurre il consumo di farmaci o l'incidenza della depressione, resta relegato al margine.
    Peccato!
  • Perche' non incominciamo ad eliminare tutte le pubblicita' sui cibi specialmente quelle che riguardano i piu' piccoli (e sempre piu' obesi),
    ad eliminare tutti i cibi non genuini e togliere un'po' di chimica su cio' che mangiamo? e le modelle bambine anoressiche che propongono modelli assurdi?il problema e' internet?la televisione cosa ha proposto per 50 anni?
    Gli affari sono affari e giustificano tutto?
    non+autenticato
  • sono sufficienti un po' di foto di modelle (magre)su un giornale di moda per fare un danno peggiore di quello che fanno quei siti lì.
    non+autenticato
  • Fermo restando che pro-ana resta una pratica alla portata a chi non ha necessità di apporto calorico durante la giornata... in pratica "a chi non fa un gazzo tutto il giorno ed ha tempo da perder con l'internet"...

    Mio cuggino fa l'asfalto in autostrada e lui non è a rischio di diete pro-ana.
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