Alfonso Maruccia

Il chip neurosinaptico di IBM

Il colosso statunitense procede sulla strada del computing cognitivo con un nuovo chip "neurosinaptico", una CPU costruita con il silicio ma pensata per simulare il comportamento dei neuroni del cervello

Roma - Il nuovo processore cognitivo di IBM si chiama TrueNorth, utilizza una logica di calcolo completamente diversa da quelle delle tradizionali CPU anche se è stato costruito a partire dallo stesso materiale di base, e cioè il silicio.

TrueNorth è parte integrante del progetto SyNAPSE (Systems of Neuromorphic Adaptive Plastic Scalable Electronics), la ricerca di Big Blue che ha l'ambizioso obiettivo di simulare in digitale il funzionamento dei neuroni alla base di un cervello pensante.

Il processore TrueNorth è appunto composto da una rete di 4.096 core neurosinaptici indipendenti, dove ogni core include elementi dedicati al calcolo, alla memoria e alla comunicazione con gli altri core della rete-CPU. Tutti i core lavorano in parallelo, e IBM ha utilizzato 16 CPU TrueNorth per realizzare un supercomputer.
I core di TrueNorth sono in grado di riconoscere forme ed elementi caratteristici alla stessa maniera dei neuroni di un cervello, dice IBM, e in termini di complessità il chip ha a disposizione un milione di neuroni digitali contro i 100 miliardi di un cervello umano.

TrueNorth sarebbe in sostanza dotato del livello di intelligenza di un'ape da miele, con una capacità di calcolo che Big Blue stima in 46 miliardi di SOPS, o operazioni sinaptiche al secondo per Watt. Il progetto SyNAPSE vuole infatti realizzare un cervello digitale in grado di funzionare con un alto livello di efficienza energetica.

Alfonso Maruccia
Notizie collegate
5 Commenti alla Notizia Il chip neurosinaptico di IBM
Ordina
  • Un'ape da miele sarà praticamente sempre e comunque in grado di scegliere su quale di due fiori identici ed equidistanti posarsi, un cervello tecnologico no, farebbe la fine dell'asino di Buridano che muore di fame perchè indeciso ta due covoni di fieno ugualmente allettanti.

    Questo non perchè la struttura del cervello dell'ape sia più "potente", ma solo perchè a parità di potenza è diversa: nell'ape abbiamo miliardi di elaborazioni parallele di infima potenza (ce la voglio un'ape a fare calcoli in virgola mobilemagari in algoritmi di compressione) mentre nel cervello tecnologico abbiamo milioni di elaborazioni migliia di volte più potenti (ma da contro è chiara la sua difficoltà di individuare un fiore appetibile oltre a comandare gli automatismi di volo per arrivarci).

    Anche l'ape potrebbe eccezionalmente morire di fame tra due fiori uguali, ma è solo estremamente improbabile, come è altrettanto improbabile che un cono rovesciato resti in equilibrio poggiando sul suo vertice. Le variabili in giocco sono talmente tante (miliardi) che è estremamente improbabile che nessuna sia in grado di interferire sulla scelta left/right del fiore come sul'asimmetria dell'equilibrio del cono. Le misere milionaate di elaborazioni parallele del cervello tecnologico, per potenti che siano, andranno a cozzare miseramente in carenza di informazioni per far preferire una soluzione all'altra.

    Volendo filosofeggiare, quel che noi chiamiamo libero arbitrio è soltanto l'estrema veriabilità dell'ultraestrema varietà delle informazioni che scatenano questa sorta di effetto Butterfly che ha poi come risultato il farci intraprendere una strada piuttosto che un'altra. (L'effetto Butterfly è la "forma mentis" che tutta una vita di esperienza segnata da questa immensità di variabili perturbanti ci ha fatto assumere: un battito d'ala della farfalla Buterfly in forma appena diversa verificatosi in epoca preistorica potrebbe causare al giorno d'oggi come conseguenza un modo totalmente diverso dal nostro in cui viviamo).
    non+autenticato
  • L'effetto Butterfly funzionerebbe se in questo universo le forze fossero tutte di tipo conservativo e le trasformazioni termodinamiche tutte reversibili. Una cosa è l'universo teorico ed un'altra quello fisico reale.
    Se un tir fuori controllo sta per salire sul cofano dell'auto non ci sono farfalle preistoriche che ti possano evitare di buttare via la macchina. L'unica cosa positiva dell'effetto butterfly è che è rassicurante e le persone si sentono molto meno sotto pressione a pensare che se un giapponese scorreggia a Tokio il proprio bicchiere di vetro che cade per terra a Voghera non si rompa.
    non+autenticato
  • mhm, non mi è chiaro l'obiettivo nel citare l'ape, ma qui la questione è semplicissima

    questi signori non hanno creato nessun cervello elettronico, semplicemente un chip con 4096 core, ognuno programmato per simulare 256 neuroni di tipo integrate and fire ( i più banali e decisamente inadeguati ad implementare qualsiasi cosa voglia assomigliare anche vagamente al cervello biologico )

    abbiamo un bel chip accelerato, massicciamente parallelo, ma nessun algoritmo neurale in vista

    ergo non siamo di fronte ad un cervello elettronico
    non+autenticato
  • Ma forse potrò far girerà Crysis.
  • Nooooo, al massimo qualche gioco per console/tablet A bocca aperta
    non+autenticato