Luca Annunziata

Amazon contro Hachette, tutti contro tutti

L'azienda di Jeff Bezos fa appello ai lettori. Gli scrittori firmano una lettera aperta contro l'e-commerce. George Orwell citato a sproposito. Disney fuori dal catalogo delle prenotazioni. Chi ci guadagna qualcosa?

Roma - Una vera e propria guerra di logoramento è in corso nel mondo dell'editoria: da una parte c'è Amazon, dall'altra Hachette, nel mezzo i lettori e gli scrittori che sono probabilmente le vere vittime della battaglia. La questione è iniziata settimane addietro, è esplosa negli ultimi giorni e la polemica non accenna a placarsi: per ultima è stata Amazon a pubblicare una lettera-appello ai propri clienti (curiosa la storia del dominio utilizzato), in risposta a una lettera aperta firmata da centinaia di scrittori e pubblicata pure sul New York Times. Uno stallo che pare insuperabile per ora, e che rischia di costituire un pericoloso precedente per tutto il mercato dei contenuti online.

Le accuse reciproche non sembrano mancare: Hachette non pare intenzionata a scendere a patti con Amazon, Amazon non vuole cedere sulle proprie richieste. In ballo viene tirato un argomento da sempre caro ai lettori, ovvero il prezzo degli ebook: se è vero che per vendere un libro in formato elettronico non c'è bisogno di carta, di tipografia, di spedizioni e di tutta la logistica, come mai il costo delle nuove pubblicazioni non è sensibilmente più basso? Su www.readersunited.com l'azienda di Jeff Bezos sciorina numeri che dimostrerebbero l'efficacia della leva del prezzo per convincere i lettori a comprare più copie: un vantaggio indubbio per gli scrittori, che si vedrebbero riconosciuta una cifra superiore per i diritti, oltre che essere letti da un numero maggiore di persone.

Ci sono solo vantaggi, dunque, ad approfittare del canale di vendita di Amazon (secondo Amazon): vantaggi che gli scrittori starebbero perdendo, e negando ai lettori, a causa dell'atteggiamento intransigente di Hachette (ed è facile immaginare anche di altri editori). Viene suggerito un parallelo con il successo dei tascabili, arrivati a cavallo della Seconda Guerra Mondiale e che stravolsero per sempre il mercato librario: milioni di copie di edizioni "economiche" sono stati venduti, e altri milioni di copie digitali potrebbero essere vendute portando altri soldi nelle tasche dei detentori dei diritti. Oggi, come allora, c'è una reazione "istintiva" al cambiamento: qui Amazon commette un errore, citando maldestramente George Orwell e stravolgendone le parole (parrebbe che l'autore britannico osteggiasse l'introduzione dei tascabili, mentre invece ne era un sostenitore convinto), ma più in generale è l'intero tono della missiva a suonare inconsueto. Amazon fa appello ai lettori per sostenere le sue tesi presso Hachette, ma è evidente che al momento le categorie più danneggiate da questo braccio di ferro sono i lettori stessi e gli scrittori che pure l'azienda di Seattle dice di voler difendere.

Nel loro appello, gli scrittori non usano mezze misure: accusano esplicitamente Amazon di averli danneggiati rifiutando le prenotazioni dei libri, ritardandone la spedizione, rifiutando di applicare alcuna politica promozionale sul prezzo, addirittura spingendosi a suggerire l'acquisto di altri libri sulle pagine in cui era in vendita un volume edito da Hachette. Gli scrittori respingono ogni accusa di sudditanza psicologica rispetto alle case editrici, rivendicano maggiore attenzione da parte di Amazon e vogliono chiamarsi fuori da questa epica battaglia per il controllo del mercato in cui sono capitati. Cosa impedirà, si domanda polemicamente l'autore di best seller Douglas Preston, in un futuro in cui Amazon abbia acquisito sempre maggiore potere sul mercato librario di decidere per l'esclusione dal suo catalogo di un autore "problematico" per la gestione del prezzo di copertina delle sue opere? Con Preston si sono schierate firme di grido come Stephen King, Suzanne Collins, John Grisham: Amazon potrà anche sostenere che la posizione degli scrittori non sia unitaria, ma di sicuro ci sono parecchie persone poco soddisfatte del trattamento ricevuto.

La critica dell'operato di Amazon, comunque, non è unanime: a Jeff Bezos va riconosciuto l'aver intuito l'importanza del canale della vendita via Internet, prima e con maggiore convinzione degli editori stessi. Allo stesso tempo non si può negare che Amazon abbia tutto l'interesse a sostenere il business del suo e-reader Kindle: eliminare i vecchi editori tradizionali dall'equazione e trattare direttamente con gli autori sarebbe un vantaggio indubbio, e quindi non si può non rilevare una qualche forma di conflitto di interessi in questa circostanza. Hachette, da parte sua, ha già anche risposto pubblicamente: puntualizzando che i conti di Amazon non tornano, letteralmente, e che l'interesse di Hachette coincide con quello dei suoi clienti e collaboratori.


Difficile prendere le parti di una o dell'altra: Amazon e Hachette sono aziende con migliaia di dipendenti, fatturati da miliardi di dollari, e il loro tornaconto non necessariamente coincide con gli interessi del consumatore finale. Neppure gli scrittori sembrano del tutto al riparo da queste scaramucce: tutto si può dire, tranne che gli autori abbiano il controllo delle proprie opere, che al momento sono contese e strattonate tra due giganti che sovrastano sia gli scrittori che i lettori.

La prova della belligeranza di Amazon potrebbe essere la polemica analoga che ha iniziato anche con Disney: dopo i dissapori con Hachette e Warner, pare che questa volta siano i prodotti della major di Topolino a essere finiti boicottati nel catalogo Amazon, con i prossimi titoli di cassetta (Capitan America e Maleficent, così come un lungometraggio dei Muppet) privati della possibilità di prenotarli. Di sicuro Amazon non pare lasciarsi intimorire dall'importanza o dalla mole dei suoi interlocutori: se questo poi si traduca realmente in un servizio migliore e prezzi più bassi, o non si tratti di semplice strategia aziendale (pur legittima) per garantirsi maggiori profitti, è qualcosa che andrà valutato quando almeno un po' del polverone si sarà diradato.

Luca Annunziata
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83 Commenti alla Notizia Amazon contro Hachette, tutti contro tutti
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  • in questo articolo ci sono due filmati uguali che partono contemporaneamente. Al di la dell'idiozia della cosa in se; non siamo su youtube, non azzardatevi mai più a farlo!
    non+autenticato
  • I filmati sono differenti, e partono solo dopo che si clicca su di essi.

    Mi spiace per l'inconveniente, ma nelle verifiche che ho fatto qui su diversi browser in nessun caso partono automaticamente.
  • Forse si è fermato alla pubblicità all'inizio del video.
    Quella effettivamente è uguale.
    A bocca aperta
    non+autenticato
  • Ecco il risultato, esattamente quello che Apple aveva predetto: una Amazon che fa quello che gli pare, quando gli pare. Se vuole ti boicotta il libro, se vuole lo svende per un tozzo di pane (e l'autore si prende la percentuale sul tozzo di pane). Come vuole, quanto vuole e quando vuole.
    E per chi crede che sto dicendo cose false, vada a leggersi le condizioni per pubblicare un libro, direttamente nel sito Amazon. Sono scritte nero su bianco.
    ruppolo
    33147
  • - Scritto da: ruppolo
    > Ecco il risultato, esattamente quello che Apple
    > aveva predetto: una Amazon che fa quello che gli
    > pare, quando gli pare. Se vuole ti boicotta il
    > libro, se vuole lo svende per un tozzo di pane (e
    > l'autore si prende la percentuale sul tozzo di
    > pane). Come vuole, quanto vuole e quando
    > vuole.
    > E per chi crede che sto dicendo cose false, vada
    > a leggersi le condizioni per pubblicare un libro,
    > direttamente nel sito Amazon. Sono scritte nero
    > su bianco.

    Le condizioni del KDP (https://kdp.amazon.com/help?topicId=APILE934L348N) sono normalissime condizioni per qualsiasi self publishing elettronico. Di sicuro, è molto più facile pubblicare su Amazon che su Itunes.
    non+autenticato
  • - Scritto da: hisashi
    > - Scritto da: ruppolo
    > > Ecco il risultato, esattamente quello che Apple
    > > aveva predetto: una Amazon che fa quello che gli
    > > pare, quando gli pare. Se vuole ti boicotta il
    > > libro, se vuole lo svende per un tozzo di pane
    > (e
    > > l'autore si prende la percentuale sul tozzo di
    > > pane). Come vuole, quanto vuole e quando
    > > vuole.
    > > E per chi crede che sto dicendo cose false, vada
    > > a leggersi le condizioni per pubblicare un
    > libro,
    > > direttamente nel sito Amazon. Sono scritte nero
    > > su bianco.
    >
    > Le condizioni del KDP
    > sono normalissime condizioni per qualsiasi
    > self publishing elettronico. Di sicuro, è molto
    > più facile pubblicare su Amazon che su Itunes.

    No, non sono per nulla normalissime: se io sono l'autore di un libro, il prezzo lo decido io e solo io, e nessun altro. Parlo del prezzo della mia vendita. Se poi l'intermediario lo vuole svendere o regalare, sono fatti suoi, non miei.
    Su iTunes funziona così. Come nel normale commercio.
    ruppolo
    33147
  • no , non funziona così. Se tu sei l'autore non decidi il prezzo, lo decide l'editore (che non è ne amazon ne apple, che fanno solo da intermediari), se tu accetti firmi il contratto altrimenti cambi editore.
    Se invece vuoi far da solo, senza promozione, solo con le tue forze, tanto vale vendere il libro direttamente per conto tuo su il tuo sito come fanno molti scrittori indie e tutta la ciccia (tasse escluse ovviamente) rimane a te.
    non+autenticato
  • - Scritto da: gnammolo
    > no , non funziona così. Se tu sei l'autore non
    > decidi il prezzo, lo decide l'editore

    L'editore posso essere anch'io, e comunque non fa alcuna differenza: parliamo di 2 soggetti, il detentore dei diritti e il distributore che vende al cliente finale.

    > (che non è
    > ne amazon ne apple, che fanno solo da
    > intermediari), se tu accetti firmi il contratto
    > altrimenti cambi
    > editore.

    Non cambio editore, cambio intermediario. Ed infatti per me Amazon resta dov'è.

    > Se invece vuoi far da solo, senza promozione,
    > solo con le tue forze, tanto vale vendere il
    > libro direttamente per conto tuo su il tuo sito
    > come fanno molti scrittori indie e tutta la
    > ciccia (tasse escluse ovviamente) rimane a
    > te.

    Invece c'è un terza e ovvia possibilità: io autore lo vendo tramite un intermediario, come Apple. Il quale trattiene il 30% e mi gestisce la distribuzione in tutto il mondo. E vende al prezzo che dico io.
    ruppolo
    33147
  • - Scritto da: ruppolo
    > - Scritto da: gnammolo
    > > no , non funziona così. Se tu sei l'autore
    > non
    > > decidi il prezzo, lo decide l'editore
    >
    > L'editore posso essere anch'io, e comunque non fa
    > alcuna differenza: parliamo di 2 soggetti, il
    > detentore dei diritti e il distributore che vende
    > al cliente
    > finale.
    >
    > > (che non è
    > > ne amazon ne apple, che fanno solo da
    > > intermediari), se tu accetti firmi il
    > contratto
    > > altrimenti cambi
    > > editore.
    >
    > Non cambio editore, cambio intermediario. Ed
    > infatti per me Amazon resta
    > dov'è.
    >
    > > Se invece vuoi far da solo, senza promozione,
    > > solo con le tue forze, tanto vale vendere il
    > > libro direttamente per conto tuo su il tuo
    > sito
    > > come fanno molti scrittori indie e tutta la
    > > ciccia (tasse escluse ovviamente) rimane a
    > > te.
    >
    > Invece c'è un terza e ovvia possibilità: io
    > autore lo vendo tramite un intermediario, come
    > Apple. Il quale trattiene il 30% e mi gestisce la
    > distribuzione in tutto il mondo. E vende al
    > prezzo che dico
    > io.

    A parte la percentuale da strozzino, direi proprio che mettere in piedi un cartello
    http://news.techeye.net/business/apple-ran-an-ille...
    per mantere artificialmente alti i prezzi tutto puo' essere tranne "vendere al prezzo che dici tu".
    non+autenticato
  • e la condanniamo ancora,anzi al rogo !!!! Indiavolato
    non+autenticato
  • - Scritto da: ruppolo
    > Ecco il risultato, esattamente quello che Apple
    > aveva predetto: una Amazon che fa quello che gli
    > pare, quando gli pare.

    E intanto, contrariamente ad Apple, non crea un cartello anticompetitivo degli editori, è già qualcosa.

    > Se vuole ti boicotta il
    > libro, se vuole lo svende per un tozzo di pane (e
    > l'autore si prende la percentuale sul tozzo di
    > pane). Come vuole, quanto vuole e quando
    > vuole.

    Nessuno vieta agli editori di vendere sul mercato Apple e boicottare Amazon. L'UNICA cosa che non devono costituire è un cartello che tenga i prezzi artificialmente alti. Lo dice la legge e, IMHO, anche il buon senso.

    > E per chi crede che sto dicendo cose false, vada
    > a leggersi le condizioni per pubblicare un libro,
    > direttamente nel sito Amazon. Sono scritte nero
    > su bianco.

    Invece le condizioni offerte da Apple sono FAVOREVOLISSIME a chi le adotta...
    Izio01
    3891
  • - Scritto da: Izio01
    > - Scritto da: ruppolo
    > > Ecco il risultato, esattamente quello che
    > Apple
    > > aveva predetto: una Amazon che fa quello che
    > gli
    > > pare, quando gli pare.
    >
    > E intanto, contrariamente ad Apple, non crea un
    > cartello anticompetitivo degli editori, è già
    > qualcosa.

    Non ha bisogno di fare cartelli, fa già ciò che gli pare, senza necessità di accordi.

    > > Se vuole ti boicotta il
    > > libro, se vuole lo svende per un tozzo di
    > pane
    > (e
    > > l'autore si prende la percentuale sul tozzo
    > di
    > > pane). Come vuole, quanto vuole e quando
    > > vuole.
    >
    > Nessuno vieta agli editori di vendere sul mercato
    > Apple e boicottare Amazon.

    Giusto, è ciò che dovrebbero fare tutti. Io l'ho fatto.

    > L'UNICA cosa che non
    > devono costituire è un cartello che tenga i
    > prezzi artificialmente alti. Lo dice la legge e,
    > IMHO, anche il buon
    > senso.

    Peccato che manchi quella parte di buon senso dal vietare anche la possibilità, per un intermediario, di cambiare il prezzo di vendita corrispondendo all'autore la percentuale su tale prezzo variato.

    > > E per chi crede che sto dicendo cose false,
    > vada
    > > a leggersi le condizioni per pubblicare un
    > libro,
    > > direttamente nel sito Amazon. Sono scritte
    > nero
    > > su bianco.
    >
    > Invece le condizioni offerte da Apple sono
    > FAVOREVOLISSIME a chi le
    > adotta...

    Si, lo sono.
    Se io decido di vendere un libro a 10 euro so che mi verranno in tasca 7 euro. Se voglio variare il prezzo lo posso fare in qualsiasi momento, e il mio utile varierà in funzione del prezzo (ovvero il 70% del prezzo di vendita).
    Mentre Amazon può decidere di vendere il libro a 1 euro e dare a me 70 centesimi. Ma siamo fuori di testa?!
    ruppolo
    33147
  • - Scritto da: ruppolo
    > - Scritto da: Izio01
    > > - Scritto da: ruppolo
    > > > Ecco il risultato, esattamente quello
    > che
    > > Apple
    > > > aveva predetto: una Amazon che fa
    > quello
    > che
    > > gli
    > > > pare, quando gli pare.
    > >
    > > E intanto, contrariamente ad Apple, non crea
    > un
    > > cartello anticompetitivo degli editori, è già
    > > qualcosa.
    >
    > Non ha bisogno di fare cartelli, fa già ciò che
    > gli pare, senza necessità di accordi.
    >

    E tu sei libero di fondare Rupple, nuovo servizio di editoria online, e fare concorrenza ad Amazon. Se lo strapotere di quest'ultima danneggia così tanto gli editori, quelli correranno da te in massa, no?

    > > > Se vuole ti boicotta il
    > > > libro, se vuole lo svende per un tozzo
    > di
    > > pane
    > > (e
    > > > l'autore si prende la percentuale sul
    > tozzo
    > > di
    > > > pane). Come vuole, quanto vuole e quando
    > > > vuole.
    > >
    > > Nessuno vieta agli editori di vendere sul
    > mercato
    > > Apple e boicottare Amazon.
    >
    > Giusto, è ciò che dovrebbero fare tutti. Io l'ho
    > fatto.
    >

    Io no. Si chiama libertà: tu fai quello che vuoi tu, io quello che voglio io, e siamo entrambi contenti.

    > > L'UNICA cosa che non
    > > devono costituire è un cartello che tenga i
    > > prezzi artificialmente alti. Lo dice la
    > legge
    > e,
    > > IMHO, anche il buon
    > > senso.
    >
    > Peccato che manchi quella parte di buon senso dal
    > vietare anche la possibilità, per un
    > intermediario, di cambiare il prezzo di vendita
    > corrispondendo all'autore la percentuale su tale
    > prezzo variato.
    >

    Se non ti va bene quell'intermediario, rivolgiti ad un altro, come ad esempio la tua Apple. Senza creare cartelli monopolistici, però.

    > > > E per chi crede che sto dicendo cose
    > false,
    > > vada
    > > > a leggersi le condizioni per pubblicare
    > un
    > > libro,
    > > > direttamente nel sito Amazon. Sono
    > scritte
    > > nero
    > > > su bianco.
    > >
    > > Invece le condizioni offerte da Apple sono
    > > FAVOREVOLISSIME a chi le
    > > adotta...
    >
    > Si, lo sono.
    > Se io decido di vendere un libro a 10 euro so che
    > mi verranno in tasca 7 euro. Se voglio variare il
    > prezzo lo posso fare in qualsiasi momento, e il
    > mio utile varierà in funzione del prezzo (ovvero
    > il 70% del prezzo di vendita).
    > Mentre Amazon può decidere di vendere il libro a
    > 1 euro e dare a me 70 centesimi. Ma siamo fuori
    > di testa?!

    Ottimo, allora che Hachette venda con Apple invece che con Amazon. Possono farlo, eh. Io di sicuro i loro libri DRMati e venduti allo stesso prezzo di quelli cartacei, non li comprerò mai.
    In compenso Apple impedisce ai concorrenti, come può essere Amazon, di vendere libri direttamente dalla propria app. Gli acquisti in-app hanno un costo insostenibile per i libri, ma Amazon non ne avrebbe bisogno e sarebbe pronta ad usare la propria infrastruttura, come fa su Android. Peccato che Apple lo vieti, in modo tale da azzerare la concorrenza.
    Quanto ci godrei, se una qualche antitrust prendesse in esame questo tipo di tagliola!
    Izio01
    3891
  • - Scritto da: ruppolo
    > - Scritto da: Izio01
    > > - Scritto da: ruppolo
    > > > Ecco il risultato, esattamente quello
    > che
    > > Apple
    > > > aveva predetto: una Amazon che fa
    > quello
    > che
    > > gli
    > > > pare, quando gli pare.
    > >
    > > E intanto, contrariamente ad Apple, non crea
    > un
    > > cartello anticompetitivo degli editori, è già
    > > qualcosa.
    >
    > Non ha bisogno di fare cartelli, fa già ciò che
    > gli pare, senza necessità di
    > accordi.
    >
    > > > Se vuole ti boicotta il
    > > > libro, se vuole lo svende per un tozzo
    > di
    > > pane
    > > (e
    > > > l'autore si prende la percentuale sul
    > tozzo
    > > di
    > > > pane). Come vuole, quanto vuole e quando
    > > > vuole.
    > >
    > > Nessuno vieta agli editori di vendere sul
    > mercato
    > > Apple e boicottare Amazon.
    >
    > Giusto, è ciò che dovrebbero fare tutti. Io l'ho
    > fatto.
    >
    > > L'UNICA cosa che non
    > > devono costituire è un cartello che tenga i
    > > prezzi artificialmente alti. Lo dice la
    > legge
    > e,
    > > IMHO, anche il buon
    > > senso.
    >
    > Peccato che manchi quella parte di buon senso dal
    > vietare anche la possibilità, per un
    > intermediario, di cambiare il prezzo di vendita
    > corrispondendo all'autore la percentuale su tale
    > prezzo
    > variato.
    >
    > > > E per chi crede che sto dicendo cose
    > false,
    > > vada
    > > > a leggersi le condizioni per pubblicare
    > un
    > > libro,
    > > > direttamente nel sito Amazon. Sono
    > scritte
    > > nero
    > > > su bianco.
    > >
    > > Invece le condizioni offerte da Apple sono
    > > FAVOREVOLISSIME a chi le
    > > adotta...
    >
    > Si, lo sono.
    > Se io decido di vendere un libro a 10 euro so che
    > mi verranno in tasca 7 euro. Se voglio variare il
    > prezzo lo posso fare in qualsiasi momento, e il
    > mio utile varierà in funzione del prezzo (ovvero
    > il 70% del prezzo di
    > vendita).
    > Mentre Amazon può decidere di vendere il libro a
    > 1 euro e dare a me 70 centesimi. Ma siamo fuori
    > di
    > testa?!

    Scommetti che venderai MOLTE piu' copie a 1 euro che non a 10 e che (magia magia.....) avrai introiti superiori in questo modo ?
    E idem Amazon, che si becca l'X% da ogni vendita e che quindi ha tutti gli interessi di questi mondo ad aumentare il volume di vendita.
    non+autenticato
  • leggere MA tener conto della parzialita' ..."parzialita'/prevenzione/influenza (di giudizio)", insomma biased.

    - petizione scrittori altisonanti -> si pensi a benigni/bertolucci "sfruttato" pro multa preventiva alias iniquo compenso .. probabilmente non han neanche capito cusa l'e'...
    - il tizio puntiglioso su amazon, qui linkato, e' uno scrittore. il puntiglio sarebbe stato il medesimo se fosse stato "solo" un vorace lettore?
    - amazon e hachette.. abbastanza ovvio...
    non+autenticato
  • > leggere MA tener conto della parzialita'
    > ..."parzialita'/prevenzione/influenza (di
    > giudizio)", insomma
    > biased.

    Mentre invece il giudizio dei commentatori di Punto informatico è sempre imparziale, pacato ed equilibrato. Compreso il tuo.

    > - petizione scrittori altisonanti -> si pensi a
    > benigni/bertolucci "sfruttato" pro multa
    > preventiva alias iniquo compenso .. probabilmente
    > non han neanche capito cusa
    > l'e'...

    Mentre invece i commentatori di Punto Informatico sanno perfettamente di che cosa si tratta e come funziona, al punto che potrebbero scrivere una tesi di laurea da magna cum laude. Compreso te.


    > - il tizio puntiglioso su amazon, qui linkato, e'
    > uno scrittore. il puntiglio sarebbe stato il
    > medesimo se fosse stato "solo" un vorace
    > lettore?

    Ma questo è l'argomentazione dell'uomo di paglia!
    Anzi un argumentum ad hominem : ma per te fa lo stesso.
  • - Scritto da: Leguleio
    > > leggere MA tener conto della parzialita'
    > > ..."parzialita'/prevenzione/influenza (di
    > > giudizio)", insomma
    > > biased.
    >
    > Mentre invece il giudizio dei commentatori di
    > Punto informatico è sempre
    > imparziale, pacato ed equilibrato. Compreso il
    > tuo.
    il mio sempre. c'e' scritto anche sulla Treccani.

    > > - petizione scrittori altisonanti -> si
    > pensi
    > a
    > > benigni/bertolucci "sfruttato" pro multa
    > > preventiva alias iniquo compenso ..
    > probabilmente
    > > non han neanche capito cusa
    > > l'e'...
    >
    > Mentre invece i commentatori di Punto Informatico
    > sanno perfettamente di che cosa si tratta e come
    > funziona, al punto che potrebbero scrivere una
    > tesi di laurea da magna cum laude. Compreso
    > te.
    io certamente. e ne so anche molte altre, delle magagne prodotte dagli hollywoodiani in parlamento.

    >
    >
    > > - il tizio puntiglioso su amazon, qui
    > linkato,
    > e'
    > > uno scrittore. il puntiglio sarebbe stato il
    > > medesimo se fosse stato "solo" un vorace
    > > lettore?
    >
    > Ma questo è l'argomentazione dell'uomo di paglia!
    > Anzi un argumentum ad hominem
    >
    : ma per te fa lo
    > stesso.
    no. al massimo una domanda retorica...

    ( strano che non ti sia accorto che replicare ad un'affermazione con "eh ma invece <loro> xxxx", invece di commentare nel merito, sappia proprio di pagliume... )
    non+autenticato
  • > > Mentre invece il giudizio dei commentatori di
    > > Punto informatico è sempre
    > > imparziale, pacato ed equilibrato. Compreso il
    > > tuo.

    > il mio sempre. c'e' scritto anche sulla Treccani.

    Sempre modesto.


    > > Mentre invece i commentatori di Punto
    > Informatico
    > > sanno perfettamente di che cosa si tratta e come
    > > funziona, al punto che potrebbero scrivere una
    > > tesi di laurea da magna cum laude. Compreso
    > > te.

    > io certamente. e ne so anche molte altre, delle
    > magagne prodotte dagli hollywoodiani in
    > parlamento.

    Ti iscriveremo al concorso: "Specchio specchio delle mie brame, chi è il più modesto del reame?".
    Hai il titolo in tasca. Ficoso


    > > Ma questo è l'argomentazione dell'uomo di
    > paglia!
    > > Anzi un argumentum ad hominem
    > >
    : ma per te fa lo
    > > stesso.

    > no. al massimo una domanda retorica...

    Argomento dell'uomo di paglia!
    Argomento dell'uomo di paglia!
    Argomento dell'uomo di paglia!
    Argomento dell'uomo di paglia!
    (ne ho scritti quattro, ma non mi sento felice. Forse ad ogni persona proferire questa frase provoca un effetto diverso).



    > ( strano che non ti sia accorto che replicare ad
    > un'affermazione con "eh ma invece <loro> xxxx",
    > invece di commentare nel merito, sappia proprio
    > di pagliume...
    > )

    Ma guarda che tutto è un argomento dell'uomo di paglia. Vedi l'acqua del cesso ed esclami: "Questo è l'argomento dell'uomo di paglia!". Senti una sirena passare per strada: " Ecco l'argomento dell'uomo di paglia".
    Purtroppo per te non basta seguire il primo quarto d'ora del corso di logica per imparare a distinguere fra le varie fallacie (evidentemente il professore nel tuo caso aveva iniziato proprio con quella). Devi seguire tutto il corso, e dare l'esame.
  • Qui non è solo una questione di editori. Se uno scrittore vuole che i libri di carta conitnuino ad esistere, per un qualunque motivo, e fa stabilire sul contratto che i libri devono essere venduti allo stesso prezzo lo puoi chiamare retrogrado, ma non gli puoi imporre la tua volontà.

    E' ovvio che se i libri vengono venduti ad un prezzo differenziato alla fine i libri elettronici diventeranno la stragrande maggioranza. Bezos da una cosa del genere ha tutto da guadagnare, quindi sta abusando della sua posizione dominante per forzargli la mano.
    non+autenticato
  • Concordo con Andrea D.
    Non so Hachette, ma bezos è un individuo, come del resto zuckemberg, privo di qualunque moralità ed etica.
    Le condizioni di lavoro nei suoi lager sono di schiavismo fisico e purtroppo anche mentale, frutto di condizionamenti giornalieri e terrorismo verso i dipendenti.
    Un po' ciò che succede alla apple (e sicuramente anche in altre aziende, anche se non ho dati "ufficiali").
    Per quanto riguarda gli scrittori, esssi sono ricattati da TUTTI gli editori, chi più e chi meno, e vengono pagati un'inezia: so per certo che a fronte di prezzi finali di 16 o 18 euro, lo scrittore prende circa 3 (diconsi tre) euro, anche qui chi più e chi meno; una simile stortura è semplicemente incredibile, ma purtroppo vera.
    Con questo background di mancanza di rispetto verso dipendenti, lettori e scrittori, è per me impossibile capire come si permette "L'azienda di Jeff Bezos (di) fa(re) appello ai lettori".
    Ma credo che comunque la maggiorana dei lettori sia ignara (o fa finta) circa le condizioni di cui sopra.
    Per quanto mi riguarda, nel mio piccolo cerco di dissuadere i miei amici dal comprare alcunché su amazon; più di così non posso fare.
    non+autenticato
  • Non ho mai sentito parlare di Amazon in termini di sfruttamento...

    Link?
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  • Non mi sembra nulla di eccezionale. Non è corretto, lo so, non dovrebbe avvenire ma se dovessimo seguire queste cose ci resterebbero veramente poche aziende a cui rivolgerci.
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  • - Scritto da: G,G
    > Non mi sembra nulla di eccezionale. Non è
    > corretto, lo so, non dovrebbe avvenire ma se
    > dovessimo seguire queste cose ci resterebbero
    > veramente poche aziende a cui
    > rivolgerci.

    Supponendo che ciò che hai scritto non sia una scusa per evitare di rpendere posizione, la domanda è se ha senso pagare/premiare un'azienda che si comporta così solo per risparmiare pochi euro (che probabilmente loro recuperano trattando i lavoratori com m***a).
  • - Scritto da: G,G
    > Non mi sembra nulla di eccezionale. Non è
    > corretto, lo so, non dovrebbe avvenire ma se
    > dovessimo seguire queste cose ci resterebbero
    > veramente poche aziende a cui
    > rivolgerci.

    E rivolgiamoci a quelle, allora.
    L'idea che conti solo il mercato e che tutto quello che lo aiuta e' bene e tutto il resto male e' semplicemente pericolosa.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Trollollero
    > - Scritto da: G,G
    > > Non mi sembra nulla di eccezionale. Non è
    > > corretto, lo so, non dovrebbe avvenire ma se
    > > dovessimo seguire queste cose ci resterebbero
    > > veramente poche aziende a cui
    > > rivolgerci.
    >
    > E rivolgiamoci a quelle, allora.

    Probabilmente ti riferisci alle aziende equosolidali.
    I loro prodotti costano di più. Oppure, a parità di prezzo, hanno una qualità visibilmente inferiore.
    Gli acquirenti davvero sono disposti a spendere di più per questo?
  • - Scritto da: Leguleio
    > - Scritto da: Trollollero
    > > - Scritto da: G,G
    > > > Non mi sembra nulla di eccezionale. Non
    > è
    > > > corretto, lo so, non dovrebbe avvenire
    > ma
    > se
    > > > dovessimo seguire queste cose ci
    > resterebbero
    > > > veramente poche aziende a cui
    > > > rivolgerci.
    > >
    > > E rivolgiamoci a quelle, allora.
    >
    > Probabilmente ti riferisci alle aziende
    > equosolidali.

    No.
    Mi riferisco, banalmente , a tutte quelle aziende che non considerano i diritti sindacali dei lavoratori come ostacoli da eliminare.
    non+autenticato
  • > E rivolgiamoci a quelle, allora.
    > L'idea che conti solo il mercato e che tutto
    > quello che lo aiuta e' bene e tutto il resto male
    > e' semplicemente
    > pericolosa.

    Non funzionano le campagne di boicottaggio, non hanno mai funzionato, il mio boicottare Amazon sposta uno 0,00000000000000000000001% nel suo bilancio. Non possiamo pensare che siano i clienti a farsi carico delle condizioni di lavoro, non funziona! Ci sono una miriade di aziende più piccole che non hanno la visibilità mediatica di Amazon (nel bene e nel male), non saprò mai in quali condizioni operano i loro dipendenti, cosa faccio mi presento li e chiedo di ispezionare gli ambienti di lavoro per decidere se acquistare da loro?
    Spetta agli stati garantire le condizioni, io sono dell'idea che bisognerebbe avere dei dazi sugli stati in cui le garanzie per i lavoratori sono minori per cercare di spingere verso l'alto il benessere, la tendenza è in direzione opposta purtroppo.
    Tra l'altro le aziende hanno come obiettivo dichiarato la massimizzazione dell'utile.
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  • - Scritto da: G,G
    > > E rivolgiamoci a quelle, allora.
    > > L'idea che conti solo il mercato e che tutto
    > > quello che lo aiuta e' bene e tutto il resto
    > male
    > > e' semplicemente
    > > pericolosa.
    >
    > Non funzionano le campagne di boicottaggio, non
    > hanno mai funzionato, il mio boicottare Amazon
    > sposta uno 0,00000000000000000000001% nel suo
    > bilancio. Non possiamo pensare che siano i
    > clienti a farsi carico delle condizioni di
    > lavoro, non funziona!

    Ovvio che non funziona, le condizioni di lavoro le tutelano i sindacati, non i clienti.
    Delegittimare e togliere potere ai sindacati e' SEMPRE controproducente, per tutti.

    > Ci sono una miriade di
    > aziende più piccole che non hanno la visibilità
    > mediatica di Amazon (nel bene e nel male), non
    > saprò mai in quali condizioni operano i loro
    > dipendenti, cosa faccio mi presento li e chiedo
    > di ispezionare gli ambienti di lavoro per
    > decidere se acquistare da
    > loro?

    Informarsi e' un obbligo, nell'Era dell'Informazione....

    > Spetta agli stati garantire le condizioni, io
    > sono dell'idea che bisognerebbe avere dei dazi
    > sugli stati in cui le garanzie per i lavoratori
    > sono minori per cercare di spingere verso l'alto
    > il benessere, la tendenza è in direzione opposta
    > purtroppo.
    >

    Ah, l'economia !
    La mia pseudoscienza preferita, al primo posto (con largo distacco) davanti ad omeopatia ed astrologia.
    Adesso sta tornando di moda l'idea che il "libero" mercato sia la soluzione di tutti mali, quando i dati sperimentali (ovvero la Storia) sono li' a dimostrare che ogni volta che si e' lasciato il forte libero di fare quel che voleva i danni sono stati catastrofici.


    > Tra l'altro le aziende hanno come obiettivo
    > dichiarato la massimizzazione
    > dell'utile.

    Il che e' MALE.
    Si', proprio in senso morale.
    non+autenticato
  • > Ah, l'economia !
    > La mia pseudoscienza preferita, al primo posto
    > (con largo distacco) davanti ad omeopatia ed
    > astrologia.
    > Adesso sta tornando di moda l'idea che il
    > "libero" mercato sia la soluzione di tutti mali,
    > quando i dati sperimentali (ovvero la Storia)
    > sono li' a dimostrare che ogni volta che si e'
    > lasciato il forte libero di fare quel che voleva
    > i danni sono stati
    > catastrofici.

    L'idea del libero mercato parte da premesse errate e ovviamente arriva a conclusioni errate, le idee di Smith erano un ottima alternativa alle teorie precedenti esattamente come qualcosa è un ottima alternativa a nulla.

    > Il che e' MALE.
    > Si', proprio in senso morale.

    Non è il Male, è così punto le aziende hanno obiettivi che vanno contro gli obiettivi della collettività, compito degli stati dovrebbe essere limitare le possibilità delle aziende in favore della collettività, ma i politici sono più sensibili alle lobby che alla collettività.
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