Luca Annunziata

Apple, rumori da keynote

A una settimana dalla conferenza di Cupertino, fervono preparativi e gossip. L'ultimo riguarda una partnership con i colossi del credito per un sistema di pagamento. Ma ci sono notizie anche su CPU e RAM del nuovo smartphone

Roma - Apple avrebbe firmato un accordo con American Express, Visa e Mastercard per introdurre un nuovo metodo di pagamento (o borsellino elettronico) integrato nel suo prossimo smartphone, fin qui conosciuto genericamente come iPhone 6. La notizia sta facendo il giro del Web, di pari passo con quella che nell'hardware del device che sarà svelato il prossimo 9 settembre ci sia anche un chip NFC: una svolta per la tecnologia fin qui sempre snobbata da Apple, e che nonostante i proclami non è ancora decollata.

La notizia, come è prassi per le indiscrezioni, non è stata confermata o smentita da nessuno degli interessati: se venisse mostrato effettivamente qualcosa la prossima settimana, probabilmente Apple sarebbe riuscita finalmente a riunire in una sola tecnologia i meccanismi di pagamento a credito più utilizzati con un terminale di larga diffusione e largo impiego. Allo stato attuale non si sa neppure se questo fantomatico accordo sia relativo unicamente al mercato USA (e magari allargato al Canada) o riguarderà tutte le nazioni dove iPhone viene distribuito: di certo Apple si potrebbe avvantaggiare dei milioni di carte di credito già registrate nei suoi sistemi, grazie a iTunes, per semplificare le operazioni di attivazione del nuovo meccanismo di pagamento. Difficile invece quantificare la percentuale trattenuta da Cupertino come commissione sulla transazione.

La presenza di un chip NFC avrebbe completamente senso nel quadro di questa mossa verso il borsellino elettronico: da tempo questa tecnologia è associata soprattutto all'idea di avvicinare il proprio smartphone a un lettore abbinato al registratore di cassa per effettuare il pagamento, ma nonostante le buone intenzioni l'utilizzo di questa ulteriore possibilità è stato fin qui piuttosto ridotto. Ovviamente, per garantire il successo dell'iniziativa, Apple non ha bisogno solo di accordarsi con Visa e gli altri colossi del credito: c'è bisogno anche di tirare a bordo gli esercenti, che dovranno fisicamente accettare (e quindi rendere disponibile gli strumenti adatti a farlo) il nuovo metodo di pagamento.

Ci sono poi altre indiscrezioni su come potrebbe essere equipaggiato iPhone 6 lato hardware: nessuno è stato in grado, fin qui, di chiarire se ci saranno un nuovo modello o due, se lo schermo sarà da 4,7 pollici o da 5,5 (ma tutti paiono dare per scontato che Apple allargherà la diagonale), o quale sarà la risoluzione adottata, e se ci sarà davvero uno schermo in zaffiro su uno o entrambi i nuovi modelli. Qualcuno si spinge fino a fornire le presunte specifiche tecniche, che vedrebbero una nuova CPU A8, dual-core 64bit con una frequenza nominale di 2GHz, e appena 1GB di RAM a bordo: queste ultime informazioni sembrano più il frutto di alcune speculazioni che di reali indiscrezioni, e poco si sa anche del dispositivo indossabile (wearable) che Apple si starebbe preparando a mostrare al pubblico il prossimo martedì (ma che potrebbe non essere venduto prima del 2015).


Luca Annunziata
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