Marco Calamari

Lampi di Cassandra/ L'INPS e la piccola PEC perduta

di M. Calamari - La pubblica amministrazione vanta pratiche di digitalizzazione all'avanguardia, frenate solo da mancati finanziamenti. Ma la tecnologia a che serve, se manca il fattore umano?

Roma - Gli indefettibili 24 lettori di Cassandra ricorderanno certamente che al secolo ella si guadagna la pagnotta come dipendente. Come la totalità degli italiani che hanno questo status fortunato è per legge tenuta ad avvalersi delle attività previdenziali dell'INPS. Nella sua trentennale esperienza con il suddetto Ente, Cassandra ha vissuto episodi fantozziani, ma si deve dare atto che negli ultimi anni INPS ha compiuto uno dei più grossi sforzi di informatizzazione dei servizi al cittadino mai visti in Italia.
Per i servizi forniti via web si potrebbe anche aggiungere "con successo".

D'altra parte Cassandra ha udito con le sue orecchie un altissimo dirigente dell'Ente dichiarare e promettere di fronte al Parlamento che loro sono in grado di fornire qualsiasi dato o elaborazione di dati storici, se necessario anche recuperando i documenti cartacei precedenti il (se ricordo bene) 1950 che sono archiviati in alcune grotte. Purché ovviamente arrivino i finanziamenti necessari. Ora, nel terzo millennio i dati cartacei praticamente sono dei non-dati, non esistono. Senza una loro digitalizzazione sono solo "legalmente" esistenti. E la digitalizzazione e correzione degli errori è possibile solo con costi immensi quanto immensa è la quantità di dati da digitalizzare.
INPS sembra quindi possedere un moderno frontend ma ha ancora un backend e dei dati molto "legacy".

Caro Direttore, quei soldi non verranno mai trovati, quindi esaminiamo qualcosa di più semplice ed attuale.
Da alcuni anni tutti gli enti pubblici italiani sono obbligati per legge ad avere un indirizzo di Posta Elettronica Certificata, che i cittadini possano utilizzare per interagire con essa, con la stessa validità di una raccomandata con ricevuta di ritorno. Per questo motivo, avendo bisogno di un "estratto conto certificativo", invece di recarmi allo sportello o richiederlo con una raccomandata A/R, ho deciso semplicemente di inviare via P.E.C. la richiesta ed i necessari dati, visto che anche io, come membro di un albo professionale, sono obbligato ad avere un indirizzo di P.E.C. reperibile anche tramite il registro ufficiale REGINDE.

Sul sito del suo Ente c'è l'obbligo di pubblicare il/gli indirizzi di P.E.C. da utilizzare.
Il giorno 27 gennaio di questo anno, dopo accurate ricerche sul sito, ho trovato un unico indirizzo di P.E.C. della sede di competenza, per la precisione "direzione.provinciale.firenze@postacert.inps.gov.it".

Quindi alle ore 16:15 ho inviato la mia P.E.C., ottenendo la ricevuta di inoltro e quella di consegna in pochi secondi, come è normale.

Per essere più precisi possibile, la ricevuta di consegna recita:
Il giorno 27/01/2014 alle ore 15:15:38 (+0100) il messaggio "Estratto Conto Certificativo" proveniente da "marcoanselmoluca.calamari@ingpec.eu" ed indirizzato a "direzione.provinciale.firenze@postacert.inps.gov.it"
è stato consegnato nella casella di destinazione.
Identificativo del messaggio: opec275.20140127151538.21751.02.2.15@pec.aruba.it


La cosa anormale, se fossimo in un paese normale, è che da allora, dopo ben 7 mesi, non ho ricevuto nessuna risposta, nemmeno un rifiuto della richiesta od un messaggio automatico. Niente.
Ora, non voglio credere che il suo Ente crei caselle di P.E.C. per obbligo di legge e poi non le affidi ad un responsabile che ne debba gestire i messaggi, e nemmeno voglio pensare che il responsabile esista, ma cancelli richieste regolarmente inoltrate senza dargli nessun seguito.
Però non so cosa altro pensare.

╚ piccola cosa, lo so, non sono terabyte di dati da recuperare nelle caverne, ma solo un banale adempimento ad una semplificazione amministrativa, un piccolo scampolo di informatizzazione delle PP.AA. che peraltro io, come professionista, utilizzo da 6 anni.
Un rappresentante dell'Ente potrebbe controllare il motivo dell'inceppamento di questa briciola di modernizzazione?
Ricercare questa piccola P.E.C. perduta nelle vostre caverne digitali e darmene il dovuto riscontro?
Grazie anticipatamente.

Marco Calamari
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40 Commenti alla Notizia Lampi di Cassandra/ L'INPS e la piccola PEC perduta
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  • "INPS sembra quindi possedere un moderno frontend ma ha ancora un backend e dei dati molto "legacy"."


    Traduzione?????? Possibilmente in italiano.
    non+autenticato
  • Anzi... Già fatto.
    Con il progetto ARPA alla fine degli anni 80 sono stati inseriti sulle posizioni di tutti i lavoratori dipendenti attivi i contributi versati ante 1973 (gli altri erano già caricati sui sistemi informatici).
  • Qualche anno fa, appena uscita la possibilità di attivare il PIN per le procedure online, quasi per curiosità e per sondare la funzionalità del servizio, attivai la pratica per il riconoscimento dell'anno di servizio civile ai fini pensionistici. Incredibile a dirsi, dopo poco tempo, la cosa andò a buon fine e mi ritrovai quei dodici mesi tra i contributi.
    Un mio amico, invece, facendo la stessa cosa allo sportello della locale sede INPS, dovette combattere contro ogni tipo di burocrazia Sorride e, alla sua domanda perché "un suo amico (cioè io)" ce l'avesse fatta velocemente, gli fu risposto "ma perché lui l'ha fatta online e segue un'altra procedura" Sorride Sorride
    non+autenticato
  • "è stato consegnato nella casella di destinazione."
    ricordiamo che e' una bugia e andrebbe letto cosi':
    è stato consegnato AL PROVIDER PRIMA DELLA destinazione.

    ovvero non e' mai stato ricevuto....
    http://allarovescia.blogspot.it/2009/10/pec-pac-pu...
    non+autenticato
  • - Scritto da: claudio
    > "è stato consegnato nella casella di
    > destinazione."
    > ricordiamo che e' una bugia e andrebbe letto
    > cosi':
    > è stato consegnato AL PROVIDER PRIMA DELLA
    > destinazione.
    >
    > ovvero non e' mai stato ricevuto....
    > http://allarovescia.blogspot.it/2009/10/pec-pac-pu

    Se citi un articolo almeno Leggilo. Dice chiaramente che la seconda ricevuta viene emessa dopo che la mail è stata consegnata nella casella del destinatario.
    non+autenticato
  • Dice
    > chiaramente che la seconda ricevuta viene emessa
    > dopo che la mail è stata consegnata nella casella
    > del
    > destinatario.

    Dice chiaramente che la seconda ricevuta e' nella CASELLA DEL PROVIDER DEL DESTINATARIO.
    Ovvero e' in alto mare....
    non+autenticato
  • > Dice chiaramente che la seconda ricevuta e' nella
    > CASELLA DEL PROVIDER DEL
    > DESTINATARIO.
    > Ovvero e' in alto mare....

    Ma almeno informarsi prima di sparare a cazzo no?
    Per legge le ricevuta di consegna attesta che il messaggio e' stato consegnato. PUNTO. Se poi il ricevente legge o non legge poco importa.
    Se ti consegnano una PEC con atti giudiziari e tu non la leggi sono cazzi tuoi. Altro che casella del provider del destinatario. Basterebbe leggere le specifiche di come funziona la pec e cosa la dice la legge a riguardo.
    non+autenticato
  • - Scritto da: bollito

    > Per legge le ricevuta di consegna attesta che il
    > messaggio e' stato consegnato. PUNTO. Se poi il
    > ricevente legge o non legge poco importa.
    >
    > Se ti consegnano una PEC con atti giudiziari e tu
    > non la leggi sono cazzi tuoi. Altro che casella
    > del provider del destinatario. Basterebbe leggere
    > le specifiche di cosa
    > dice la legge a
    > riguardo.


    motivo in piu' per fermare questa follia legislativa, no?
    se per legge sei morto non e' che ti devi suicidare penso che vorrai porci un rimedio.

    Lo sai che esiste il problema che la PEC la stanno "leggendo" i morti?
    Per legge le ricevuta di consegna attesta che il messaggio e' stato consegnato... ad uno che e' MORTO.
    Ed e' quindi valida!

    Abbiamo un modo per comunicare con i morti!

    In un caso, pur presentando il certificato al solerte impiegato della PA, e' stato detto che siccome il compianto non poteva leggerla (nella tomba notoriamente la luce e' poca) la comunicazione e' stata data valida per la ricezione all'erede.... che non ha neppure la pass dell'account.

    La PEC e' un errore di dimensioni kafkiane, oltre a dimostrare l'ignoranza dello stato itaGliano.
    non+autenticato
  • Che la legge sia delirante e' un fatto.
    E quoto tutto quello che dici.
    Ma fatto sta' che la legge ad oggi dice quello e le cose funzionano in quel modo.
    Prima o poi qualcuno spero si renda conto di questi effetti collaterali assurdi.
    non+autenticato
  • - Scritto da: claudio
    > - Scritto da: bollito

    ...

    > Lo sai che esiste il problema che la PEC la
    > stanno "leggendo" i morti?
    > Per legge le ricevuta di consegna attesta che il
    > messaggio e' stato consegnato... ad uno che e' MORTO.
    > Ed e' quindi valida!
    > Abbiamo un modo per comunicare con i morti!


    No, semmai ne abbiamo due; il primo e' quello della normale raccomandata con ricevuta di ritorno, per cui vale lo stesso discorso se qualcuno, ad esempio la portiera, la ritira.


    > In un caso, pur presentando il certificato al
    > solerte impiegato della PA, e' stato detto che
    > siccome il compianto non poteva leggerla (nella
    > tomba notoriamente la luce e' poca) la
    > comunicazione e' stata data valida per la
    > ricezione all'erede.... che non ha neppure la
    > pass dell'account.
    >
    > La PEC e' un errore di dimensioni kafkiane, oltre
    > a dimostrare l'ignoranza dello stato itaGliano.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Nome e cognome
    >
    > No, semmai ne abbiamo due; il primo e' quello
    > della normale raccomandata con ricevuta di
    > ritorno, per cui vale lo stesso discorso se
    > qualcuno, ad esempio la portiera, la
    > ritira.
    >

    Ni, perche il ritiro porta la firma della portiera.
    Esiste pero' qualcosa di simile che si chiama "atto giudiziario" per il quale un postino infila un foglio A4 sotto la porta tu non lo vedi perche' sei a 2000Km di distanza e lo stato ti fa pagare 5000E di multa.
    (si, mi e' capitato! ecco perche odio la PEC)
    non+autenticato
  • Nella mia città, hanno risposto anche senza PEC.

    Per l'esattezza sono andato allo sportello, ho chiesto un rimborso, mi hanno detto che dovevo farlo online, ma sul sito non si capiva praticamente nulla.

    Ho telefonato e mi hanno reindirizzato ad una pagina nascosta di links spuri con un elenco di circa 1000 documenti, ce n'erano 5 o 6 con lo stesso nome e mi hanno detto quale di questi compilare.

    Si trattava di un foglio che si apriva nel browser con ADOBE reader, l'ho compilato c'era un pulsante "invia", l'ho inviato ed è finita lì.

    Dopo 8 mesi sono tornato allo sportello e mi hanno detto di contattare via email l'ufficio competente, perché loro dai loro computer non potevano sapere nulla perché mancava la procedura ?!? ....

    Ho mandato una mail e dall'ufficio mi hanno detto che mancando la procedura gli dovevo comunicare il codice fiscale.

    Ho rimandato la mail con la copia del documento che mi ero salvato, con tanto di richiesta (lecita) e codice fiscale e dopo solo una settimana mi hanno risposto che vista la mancanza della procedura non potevano rimborsarmi.

    Quindi vede che quando c'è da prendere per il c..o sono efficientissimi quindi.
    non+autenticato
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