Luca Annunziata

Foto rubate, VIP arrabbiati. Apple indaga

Le prime reazioni affiorano a mezzo stampa e social network. Nel frattempo anche l'FBI prova a capire come tutto questo sia stato possibile. Poi sarà caccia ai responsabili. Apple nega la falla e rilancia l'ipotesi ingegneria sociale

Roma - La più esplicita, e non mediata, reazione è senza dubbio quella di Kirsten Dunst: l'attrice ha utilizzato il proprio account Twitter per dire chiaramente cosa pensa di quanto accaduto ieri, con le sue foto intime che hanno fatto il giro del mondo. Ma se la diva se la prende con iCloud, Apple ha negato che l'anello debole della catena sia stato il suo cloud storage. E l'FBI non esclude alcuna pista, alla ricerca dei responsabili di quello che è, a tutti gli effetti, un reato e una grave violazione della privacy altrui. Ci sarebbero poi altre foto e altri video in circolazione, anche se non tutti sono stati ancora postati sulle bacheche più frequentate e continuano a essere scambiati e venduti in forum riservati agli "appassionati" del genere.



In una mossa inusuale, per Cupertino almeno, Apple è intervenuta ufficialmente sulla questione dei selfie rubati e ha dichiarato tramite un portavoce che "Prendiamo la privacy degli utenti molto sul serio e stiamo solertemente investigando su quanto accaduto". Inoltre, in un comunicato stampa ha smentito qualsiasi falla generale di iCloud, rimandando invece a un più probabile attacco mirato tramite consolidate strategie di ingegneria sociale: "Dopo oltre 40 ore di indagini, abbiamo scoperto che alcuni account di celebrità erano stati compromessi da un attacco mirato su user name, password e domande di sicurezza (...) In nessun caso su cui abbiamo indagato si è verificata una breccia in alcun servizio Apple, inclusi iCloud e Trova il mio iPhone".

Non c'è alcuna ammissione di responsabilità, e d'altronde sarebbe suonato strano il contrario, ma vista anche l'imminenza di un keynote in cui saranno annunciati nuovi prodotti su cui la Mela conta molto (iPhone su tutti, e un sistema di pagamento di cui si vocifera che imporrebbe stringenti misure di sicurezza e massima fiducia riposta nel device) l'azienda ha tutto l'interesse a risolvere la faccenda in fretta e magari anche scagionare iCloud. In uno dei primi leak, uno dei presunti cracker in possesso delle immagini ha effettivamente citato il servizio Apple, anche se in seguito ha ammesso di aver solo ottenuto il materiale da un'altra fonte e di aver provato a monetizzare pur non essendo l'autore del furto.
Per venire a capo della questione, probabilmente prima di "chi" occorre capire "come", e poi seguire le tracce fino ai colpevoli se possibile. Anche l'FBI è della partita, e di sicuro i federali vorranno capire cos'è successo: l'ipotesi iCloud resta in piedi, anche se per essere efficace sarebbe stato necessario che gli attaccanti conoscessero in anticipo l'indirizzo delle vittime associato all'account sui servizi Apple. Non è impossibile, ma c'è un'altra questione da valutare. Lo script incriminato, quello di cui si discuteva già lunedì e conosciuto ormai come "iBrute", testava un vocabolario di password di appena 500 parole e altrettante email potenziali, scelte tra le più comuni (da "password" a "12345", e così via): non è impossibile che sia stato modificato per utilizzare un database su cui lavorare più ampio, ma in quel caso, se c'è qualcuno in Apple che si occupa di sicurezza e monitora i server iCloud, la faccenda avrebbe rischiato di dare troppo nell'occhio.

Un'ipotesi da non scartare a priori sarebbe un attacco diretto alle vittime (ed è l'ipotesi di Apple), o ai loro collaboratori: un'email confezionata per trarre in inganno in pieno stile phishing, una vulnerabilità in un server di un'agenzia o un'azienda che collabora con lo staff dei VIP, una manovra di ingegneria sociale per carpire informazioni riservate (magari legate alle domande di sicurezza impostate per il reset della password), così come l'appropriazione di device appartenuti alle star in modo legale o illegale con all'interno materiale compromettente. L'ingegneria sociale in particolare, ovvero i metodi "tradizionali" per farsi strada nelle vite altrui, potrebbe aver costituito un vettore d'attacco efficace per infiltrarsi non in uno soltanto ma in più servizi cloud, dai quali sottrarre foto e video: era già successo al giornalista Mat Honan, potrebbe essere successo di nuovo. Ci sono strumenti tecnici che sono in grado di sostituirsi ad un iPhone e scaricare l'intero contenuto del backup (se archiviato su iCloud), ma in questo caso non si può parlare strettamente di vulnerabilità dei servizi, quanto più correttamente di una scadente politica di implementazione con poca attenzione per la creazione di policy di sicurezza adeguate. Una password debole, e delle domande di sicurezza prevedibili possono aver fatto il resto. Come in altri casi, inoltre, scovata una password e una username, i cracker avranno probabilmente tentato di farsi strada anche in altri servizi: OneDrive, Dropbox, Box, Facebook, Instagram, tutti i possibili cloud storage e repository in cui altro materiale poteva essere disponibile per essere sottratto.

Trarre la morale da questa storia potrebbe essere prematuro, anche se appare molto simile ad altre storie già raccontate. In molti casi, se non in tutti, una verifica in due passaggi (two-step verification) per accedere ai servizi cloud avrebbe potuto impedire quanto avvenuto. Nell'immediato, la scelta più saggia per tutti sarebbe attivare la doppia password (password+token) sui propri account e valutare al meglio quali servizi effettuino il backup di cosa in automatico: se si scattano foto che si preferirebbe non vedere prima o poi in circolazione, infine, magari potrebbe essere anche una buona idea non farlo con uno smartphone.

Luca Annunziata
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142 Commenti alla Notizia Foto rubate, VIP arrabbiati. Apple indaga
Ordina
  • - Scritto da: bubba
    > http://www.lastampa.it/2014/09/01/societa/come-ho-
    >
    > (notare anche la terminologia usata, gia' dal
    > titolo.....
    > )

    Quando sono arrivato al punto in cui il suo amico "hacker" lo ha addirittura costretto a scegliere un'altra password per il nuovo account, non ce l'ho più fatta a trattenere le risate...
    non+autenticato
  • - Scritto da: pignolo
    > - Scritto da: bubba
    > >
    > http://www.lastampa.it/2014/09/01/societa/come-ho-
    > >
    > > (notare anche la terminologia usata, gia' dal
    > > titolo.....
    > > )
    >
    > Quando sono arrivato al punto in cui il suo amico
    > "hacker" lo ha addirittura costretto a scegliere
    > un'altra password per il
    > nuovo account, non ce l'ho più fatta a trattenere
    > le
    > risate...
    la parte su twitter e' davvero da sganasciarsi... perche' (gia' dal titolo) lascia intendere che abbia recuperato il suo account, tramite trick dell'amico hacker... quando invece il suo "recupero" e' banalmente creare UN ALTRO account e abbandonare quello sottratto... aka niente aveva capito prima, e niente adesso (con la differenza che ora lo ha spiegato all'universo mondo). E vabbe'....A bocca storta
    Tra l'altro, boh, tutta la gestione e' molto naif... il tizio e' stato anche direttore de La Stampa... voglio dire, e' un tizio ben noto... nessuna azione verso lo staff di twitter per 'farsi riconoscere' e recuperare "d'imperio" l'account? mah

    Cmq quello che si e' ciuffato l'ipad, chissa' se si e' dumpato il backup via icloud, o se ha trovato i contenuti del suddetto noiosi, e si e' messo solo a giocare con twitterCon la lingua fuori
    non+autenticato
  • Ed ammette tutte le negligenze in fatto di sicurezza e di attenzione alla privacy:
    http://apple.hdblog.it/2014/09/05/Tim-Cook-parla-d.../

    inutile ribadirlo: NON è stata colpa degli utenti: gli utenti devono essere OBBLIGATI a fare scelte consapevoli e sicure, se gli utenti non lo vogliono fare, niente cloud, niente backup, niente ripristino da remoto e così via.

    La falla è nel concetto di cloud
    non+autenticato
  • a quanto pare è andata come ipotizzavo
    http://punto-informatico.it/b.aspx?i=4133332&m=413...

    cito dal WSJ
    "In his first interview on the subject, Apple Chief Executive Tim Cook said celebrities' iCloud accounts were compromised when hackers correctly answered security questions to obtain their passwords"

    la vera debolezza sta in questo sistema delle domande di sicurezza, come già sostenevo. Ma questo è un problema trasversale , non solo di Apple. Lo stesso sistema è usato anche da Google, FB, eccetera.


    direi che casomai sono stati smentiti tutti quelli che parlavano di falle in iCloud
  • - Scritto da: bertuccia
    > a quanto pare è andata come ipotizzavo
    > http://punto-informatico.it/b.aspx?i=4133332&m=413
    >
    > cito dal WSJ
    > "In his first interview on the
    > subject, Apple Chief Executive Tim Cook said
    > celebrities' iCloud accounts were compromised
    > when hackers correctly answered security
    > questions to obtain their passwords"

    >
    >
    > la vera debolezza sta in questo sistema delle
    > domande di sicurezza, come già sostenevo.
    > Ma questo è un problema trasversale
    >
    , non solo di Apple. Lo stesso sistema
    > è usato anche da Google, FB,
    > eccetera.
    >
    > direi che casomai sono stati smentiti tutti
    > quelli che parlavano di falle in iCloud


    Si ma solo apple ha utonti cosi' utonti che se usano il telefono con la mano sbagliata e' colpa loro e gli si deve far vedere come si fa.
    Anche il tipo di clienti e' una scelta.
    non+autenticato
  • - Scritto da: ...
    > - Scritto da: bertuccia
    > > a quanto pare è andata come ipotizzavo
    > >
    > http://punto-informatico.it/b.aspx?i=4133332&m=413
    > >
    > > cito dal WSJ
    > > "In his first interview on the
    > > subject, Apple Chief Executive Tim Cook said
    > > celebrities' iCloud accounts were compromised
    > > when hackers correctly answered security
    > > questions to obtain their passwords"
    >

    > >
    > >
    > > la vera debolezza sta in questo sistema delle
    > > domande di sicurezza, come già sostenevo.
    > > Ma questo è un problema trasversale
    > >
    , non solo di Apple. Lo stesso
    > sistema
    > > è usato anche da Google, FB,
    > > eccetera.
    > >
    > > direi che casomai sono stati smentiti tutti
    > > quelli che parlavano di falle in iCloud
    >
    >
    > Si ma solo apple ha utonti cosi' utonti che se
    > usano il telefono con la mano sbagliata e' colpa
    > loro e gli si deve far vedere come si
    > fa.
    > Anche il tipo di clienti e' una scelta.

    Vedi la questione è che se un cloud qualunque esso sia ti pone come domande di sicurezza cose del tipo "il nome di tua mamma da nubile" o "il nome del tuo cane" con l'ingegneria sociale è una cavolata beccarti.

    Poi c'è una differenza di non poco conto, ovvero che al mondo del tuo account gmail, picasa, quello che vuoi non gliene importa nulla, e anche se metti una password tipo 12345 nessuno verrà a prenderti niente.

    Hai capito ora?
    maxsix
    8713
  • - Scritto da: maxsix
    > - Scritto da: ...
    > > - Scritto da: bertuccia
    > > > a quanto pare è andata come ipotizzavo
    > > >
    > >
    > http://punto-informatico.it/b.aspx?i=4133332&m=413
    > > >
    > > > cito dal WSJ
    > > > "In his first interview on
    > the
    > > > subject, Apple Chief Executive Tim Cook
    > said
    > > > celebrities' iCloud accounts were
    > compromised
    > > > when hackers correctly answered security
    > > > questions to obtain their passwords"
    > >

    > > >
    > > >
    > > > la vera debolezza sta in questo sistema
    > delle
    > > > domande di sicurezza, come già
    > sostenevo.
    >
    > > > Ma questo è un problema
    > trasversale
    > > >
    , non solo di Apple. Lo
    > stesso
    > > sistema
    > > > è usato anche da Google, FB,
    > > > eccetera.
    > > >
    > > > direi che casomai sono stati smentiti
    > tutti
    > > > quelli che parlavano di falle in iCloud
    > >
    > >
    > > Si ma solo apple ha utonti cosi' utonti che
    > se
    > > usano il telefono con la mano sbagliata e'
    > colpa
    > > loro e gli si deve far vedere come si
    > > fa.
    > > Anche il tipo di clienti e' una scelta.
    >
    > Vedi la questione è che se un cloud qualunque
    > esso sia ti pone come domande di sicurezza cose
    > del tipo "il nome di tua mamma da nubile" o "il
    > nome del tuo cane" con l'ingegneria sociale è una
    > cavolata
    > beccarti.
    >
    > Poi c'è una differenza di non poco conto, ovvero
    > che al mondo del tuo account gmail, picasa,
    > quello che vuoi non gliene importa nulla, e anche
    > se metti una password tipo 12345 nessuno verrà a
    > prenderti
    > niente.
    >
    > Hai capito ora?

    Guarda che era gia' chiarissimo: se apple facesse domande un filo piu intelligenti meta' dei suoi clienti sarebbe chiusa fuori dai suoi idevice, quindi le studiano tutte: impronta digitale, come si chiama il tuo cane il tuo gatto...
    non+autenticato
  • > Vedi la questione è che se un cloud qualunque
    > esso sia ti pone come domande di sicurezza cose
    > del tipo "il nome di tua mamma da nubile" o "il
    > nome del tuo cane" con l'ingegneria sociale è una
    > cavolata
    > beccarti.

    Scusate, ma a te e a quell'altro cocco non è venuto in mente che a questi non hanno resettato la password ma fregato le foto? Se fosse come dite voi da 4 giorni, avrebbero avuto gli account bloccati per cambio password, invece hanno continuato ad uare tranquillamente il loro telefono. Sveglia su, vi state arrampicando sugli specchi senza vergogna.
    non+autenticato
  • - Scritto da: ...
    >
    > Si ma solo apple ha utonti cosi' utonti

    ma che sciocchino Sorride

    un abbraccio fortissimo (cit.)
  • prova con fb e google vedi se ci riesci Rotola dal ridere
    non+autenticato
  • - Scritto da: bertuccia
    > direi che casomai sono stati smentiti tutti
    > quelli che parlavano di falle in
    > iCloud
    Scusami, eh.
    Ma quanto si può essere fanboy?

    Ma secondo te, a prescindere dalla situazione attuale, un'azienda ammetterebbe mai che la colpa sono le vulnerabilità dei suoi prodotti, o cercherebbe un capro espiatorio cercando di salvare la faccia il più possibile?

    Che siano le domande o che siano gli utenti che tengono lo smarpthone nel modo sbagliato, non cambia la sostanza: sono scuse messe in atto per evitare di ammettere che c'è una scarsa sicurezza nei propri prodotti.
    Darwin
    5126
  • Se metti la chiave della porta sotto lo zerbino e ti svaligiano la casa senza forzare la serratura IL PROBLEMA NON E' LA PORTA.

    Se tu come password , risposte a domande di sicurezza di Gmail metti qualcosa di facilmente scovabile IL PROBLEMA NON E' IL SERVIZIO GMAIL.

    Poi se al tuo piccolo ego fa comunque piacere dire CHE IL PROBLEMA E' DI APPLE o che HANNO BUCATO iCLOUD fai pure.

    Cosa pensi che ti dica la tua banca se perdi il bancomat e ti svuotano il conto quando vengono a sapere che il tuo pin é 123456 ? Ti aspetti che dicano "scusi , é colpa nostra , ora faremo in modo che lei non commetta piú idiozie ?"

    I fatti sono come anch'io prospettavo (al contrario di chi diceva che hanno sicuramente bucato iCloud) , iCLOUD non l'hanno bucato, come spesso accade in questi casi ... PIBCAK.
    non+autenticato
  • - Scritto da: aphex_twin

    > Se tu come password , risposte a domande di
    > sicurezza di Gmail metti qualcosa di facilmente
    > scovabile IL PROBLEMA NON E' IL SERVIZIO
    > GMAIL.

    se la domanda è obbligatoriamente una tra "il nome di tua nonna da nubile" o "il nome del tuo cane" e altre dello stesso tipo, e senza nessuna possibilità di cambiarla e metterne una personale, allora il problema è il servizio.

    Non so su iCloud, ma domande simili altrove le ho trovate, e neppure tanto tempo fa.
    -----------------------------------------------------------
    Modificato dall' autore il 05 settembre 2014 17.38
    -----------------------------------------------------------
  • intendo dire che se ammettono che c'è stato un problema riguardo il blocco automatico di attacchi a forza bruta, e lo ammettono visto che c'è la segnalazione, l'exploit e la pezza applicata da apple (sigh!) proprio il giorno prima. Ecco, se ammettono questo, come possono escludere categoricamente che non si sia trattato di un'attacco a forza bruta.

    Il fatto è che si può scegliere una qualsiasi password super sicura usando tecniche mnemoniche per ricordarsela, stesse tecniche si useranno da algoritmi a forza bruta fatti girare magari su botnet (complesso: escludere duplicati) ... se nulla li blocca la password la trovano

    Sì, daccordo, punto informatico non ha nessun ads di apple, ma i vip? ce l'hanno?

    bah. francamente non penso che avessero molto da nascondere, comunque
  • i più incazzati sembrano i mercati http://www.zerohedge.com/news/2014-09-03/aapls-wor...

    credo che un certo troll, che si definiva azionista apple, si stia strappando i peli pubici in questo momento Rotola dal ridere
    non+autenticato
  • - Scritto da: collione
    > i più incazzati sembrano i mercati
    > http://www.zerohedge.com/news/2014-09-03/aapls-wor
    >
    > credo che un certo troll, che si definiva
    > azionista apple, si stia strappando i peli pubici
    > in questo momento
    > Rotola dal ridere
    FEKO... va aggiornato il vecchio motto con "ne ferisce piu' una tetta che la spada".
    Una nuova invenzione made in AAPLSorride
    non+autenticato
  • una bugia ripetuta abbastanza volte diventa nella mente dell'ascoltatore una granitica verita'.

    Apple non e' responsabile del furto di dati da iCloud.
    Apple non e' responsabile del furto di dati da iCloud.
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    Apple non e' responsabile del furto di dati da iCloud.
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    Apple non e' responsabile del furto di dati da iCloud.
    Apple non e' responsabile del furto di dati da iCloud.
    Apple non e' responsabile del furto di dati da iCloud.
    Apple non e' responsabile del furto di dati da iCloud.
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    non+autenticato
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