Email nella PA, perché è una svolta

di Valentina Frediani (Consulente Legale Informatico) - Dichiarato l'obbligo della PA di dotarsi di caselle e di usarle come sostitutive della corrispondenza precedente. Ecco il quadro di una revolution

Roma - Il 12 gennaio 2004, sulla Gazzetta Ufficiale è stata pubblicata la Direttiva datata 27 novembre 2003, emessa dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per l'Innovazione e le tecnologie - relativa all'impiego della posta elettronica nelle pubbliche amministrazioni. La Direttiva si colloca all'interno del procedimento di informatizzazione della pubblica amministrazione già da diverso tempo in corso ed in particolare dal maggio 2002, quando il Consiglio dei Ministri con l'approvazione delle Linee guida per lo sviluppo della società dell'informazione nella legislatura, stabiliva tra gli obiettivi quello di adottare - entro la fine della legislatura - la posta elettronica in occasione di tutte le comunicazioni interne alla pubblica amministrazione.

Indubbiamente la posta elettronica rappresenta ormai un mezzo di comunicazione che fa parte del quotidiano, che consente facilità e velocità nelle comunicazioni e nell'invio di documenti ovunque ci troviamo. Vediamo concretamente a quali obblighi saranno tenuti i destinatari della direttiva.

Ogni amministrazione è genericamente tenuta a porre in essere quelle attività che emergono come necessarie affinché tutte le comunicazioni nelle pubbliche amministrazioni possano avvenire esclusivamente in via elettronica. Nel Testo Unico sulle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa- il DPR 445/00 - la posta elettronica ha già un ruolo di strumento sostitutivo o integrativo di quelli ordinariamente utilizzati. Affinché pertanto si realizzi concretamente l'obiettivo, occorre che tutte le pubbliche amministrazioni dotino i dipendenti di una casella di posta elettronica.
Inoltre occorre attivare apposite caselle istituzionali affidate alla responsabilità delle strutture di competenza. In relazione a queste caselle cosiddette istituzionali, vige l'obbligo della lettura almeno quotidiana, nonché quello di conservazione a seconda della tipologia di messaggio. Nella Direttiva si ribadisce che la posta elettronica può essere utilizzata per la trasmissione di qualsiasi tipo di informazione, documento o comunicazione in formato elettronico, semplificando anche la vita dei cittadini.

La posta elettronica servirà inoltre non solo nei rapporti cittadino-Pa ma anche internamente alle amministrazioni: si pensi all'invio multiplo, necessità spesso ricorrente all'interno dell'amministrazione qualora una questione investa più soggetti; o alla possibilità di richiedere e concedere ferie, permessi, richiedere o comunicare designazioni in comitati, commissioni, convocare riunioni, inviare comunicazioni di servizio ai dipendenti o ad un singolo, diffondere circolari o ordini di servizio.

Con l'utilizzo della firma elettronica, le amministrazioni potranno trasmettere anche documenti informatici sottoscritti: insomma una "manovra" all'insegna della semplicità, dell'immediatezza e della economicità. È pertanto un dovere delle amministrazioni non solo dotare i dipendenti di una casella di posta elettronica, ma adottare anche tutte quelle iniziative che possono sostenere e promuovere l'uso della stessa da parte del personale, anche attraverso processi di formazione.

Alla Direttiva si affianca peraltro l'iniziativa del Comitato dei Ministri per la società dell'informazione che ha approvato il finanziamento a favore delle amministrazioni statali in relazione al progetto che prevede interventi relativi alla diffusione ed all'utilizzo di strumenti telematici in sostituzione dei cosiddetti canali tradizionali di comunicazione. Il progetto prevede la realizzazione dell'indice della pubblica amministrazione, ovvero un elenco in cui sono riportati gli indirizzi istituzionali della pubblica amministrazione, nonché l'attribuzione delle corrispondenti caselle di posta elettronica; include l'indirizzario elettronico dei singoli dipendenti (questo però non pubblico bensì formulato ad esclusivo uso interno). Sempre nel progetto è stabilito che le amministrazioni possano presentare specifici progetti illustrativi della trasformazione delle procedure amministrative che attualmente sono in uso con il supporto cartaceo affinché si trasformino in procedure informatizzate.

È ora onere della amministrazioni l'inserimento ed il tempestivo aggiornamento dei dati contenuti nell'indice e nell'indirizzario. Difatti, ogni amministrazione deve provvedere ad inserire sul sito www.indicepa.gov.it, le aree organizzative omogenee ed i relativi indirizzi di posta elettronica entro e non oltre 60 giorni dalla pubblicazione della Direttiva.

Inoltre, ogni amministrazione dovrà comunicare al Centro Nazionale per l'informatica nella pubblica amministrazione (CNIPA), il nominativo ed i recapiti del soggetto che, nel proprio ambito, sarà il referente della predette attività. In tutto questo, il CNIPA si colloca peraltro come soggetto preposto al monitoraggio sulla stato di attuazione della direttiva, con cadenza semestrale. Insomma una vera e propria rivoluzione per la PA, che per cittadino ed impresa rappresenta indubbiamente un passo avanti nella informatizzazione delle amministrazioni.


dott.ssa Valentina Frediani
www.consulentelegaleinformatico.it


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TAG: italia
22 Commenti alla Notizia Email nella PA, perché è una svolta
Ordina
  • per i domini ufficiali esiste gia una regola per le istituzioni in particolari per i domini dei comuni, ovvere www.comune.nomecomune.siglaprovincia.it... che senso ha buttare questi domini ai quali inoltre sono legate gia milioni fi caselle mail????


    carlo
    non+autenticato
  • http://www.indicepa.gov.it/dettaglio.php?base=area...

    E l'email? Occhiolino

    P.S.
    Ho cliccato la ricerca selezionando a caso ed il primo che mi è uscito era proprio questo!
  • - Scritto da: HotEngine
    > www.indicepa.gov.it/dettaglio.php?base=area_t
    >
    > E l'email? ;\)
    >
    > P.S.
    > Ho cliccato la ricerca selezionando a caso
    > ed il primo che mi è uscito era
    > proprio questo!

    chiedo scusa, ma ho visto il bollino del WAI e per curiosità ho dato un'occhiata al sorgente della pagina. vedo le solite tabelle, parecchi attributi di layout nei tag e troppi stili in linea

    secondo voi è compatibile?


    secondo voi è compatibile con il bollino?

    _______
    post-modifica:
    ehm.... il titolo del topic non c'entra un piffero, sono scherzi che ogni tanto fa il mozillone Imbarazzato

    ==================================
    Modificato dall'autore il 20/01/2004 12.19.31
    gian_d
    10466
  • Molte innovazioni non mi sembrano tali nel comune dove lavoro TUTTI i dipendenti che lavorano in ufficio (operai,autisti,uscieri,educatrici di norma sono esclusi)hanno un'indirizzo di posta elettronica da anni la gestione di determinazioni e delibere e' TOTALMENTE informatizzata e cosi il protocollo
  • ... Bello dire "dotare ogni dipendente di casella email"... peccato che alcune amministrazioni, come quella della Giustizia, non abbiano strutture adeguate, e diano il servizio in outsourcing... Una casella e-mail nel dominio @giustizia.it, negli ultimi 2 anni, è costata ai contribuenti la bellezza di circa 270 euro / anno (UNA casella ! ), soldi finiti nelle casse della società EDS... un palazzo di giustiza di una piccola città costa qualcosa come 500 milioni/anno delle vecchie lire... Palazzi come Roma o Milano, con 1500/2000 utenti, costano fortune... E ora, parallelamente, si stanno affrettando a TOGLIERE quante più caselle possibili, per contenere i costi (mi vengono in mente storie di stalle chiuse e di buoi scappati)... Certo, l'amministrazione "Giustizia" è tra le più disastrate, ma è anche una di quelle che fa muovere più carta... se anche altre realtà sono messe così, poveri noi...
    non+autenticato
  • così se io cerco il dipendente tal dei tali non lo troverò mai, come al solito, alla "call center tim".

    quelli che invece sarebbero da imitare, come sistema, sono quelli della ibm: guardate qua: http://www.ibm.com/contact/employees/it/

    questo si che funziona!A bocca aperta
    non+autenticato
  • Il comune di Bologna, da diversi anni, pubblica
    un indice di e-mail della giunta, dei cumuni di
    quartiere e vari servizi utili.
    Il problema maggiore, secondo me, e` quello che
    portera` il numero delle infezioni virali alle
    stelle.
    Dare in mano uno strumento come internet (con
    annessi e connessi) a persone che non ne sanno
    una cippa, e` quanto meno negligenza criminale.
    Prima di fare questo passo (giustissimo) bisogna
    prima formare TUTTO il personale, formare degli
    amministratori COMPETENTI, poi utilizzare del
    software valido (visto che poi lo pago anch'io,
    se costasse poco o quasigratis sarebbe meglio:
    linux sarebbe una delle soluzioni).
    non+autenticato
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