Luca Annunziata

Germania vuole i segreti del search di Google

Un ministro tedesco propone di rendere pubblico l'algoritmo di Big G per risolvere il problema della concorrenza. Un'ipotesi estrema, che complica ancora di pių gli affari europei di Mountain View

Roma - A mali estremi, estremi rimedi: secondo il ministro della Giustizia tedesco, Heiko Maas, se non si riuscirà a negoziare con Google una soluzione che accontenti concorrenti e aziende del Vecchio Continente preoccupate dalla predominanza del search di Mountain View, allora come misura finale si potrebbe anche richiedere a Google di svelare i dettagli su come funziona il suo motore di indicizzazione. Un'ipotesi suggestiva, ma che c'è da scommetterci Big G farà di tutto per evitare si trasformi in realtà.

"Non dobbiamo essere spaventati da Google, ma come stato abbiamo delle responsabilità" spiega Maas al Financial Times nel corso di un intervista. E aggiunge: "Sappiamo che Google copre circa il 95 per cento del mercato del search (in Europa, ndr). Č un numero impressionante. E sappiamo, chiunque utilizzi Internet, che chiunque non sia in cima ai risultati di una ricerca virtualmente non esiste, se così si può dire. Credo quindi che il potere di Google sui consumatori e gli operatori sia straordinario. Dobbiamo pensare a quali precauzioni mettere in campo per evitare che questo potere venga abusato. (...) Con un market share del 95 per cento, Google domina il mondo dei motori di ricerca, ed è in grado di influire sui suoi risultati in modo tale da promuovere i propri interessi. E questo non è accettabile".

Secondo il ministro tedesco, dunque, la questione della concorrenza e della visibilità dei servizi concorrenti a quelli di Google sulla pagina SERP è quanto mai attuale: Maas parla esplicitamente di "trasparenza dell'algoritmo", alla luce dell'impatto che Mountain View può avere sulla crescita economica di un'impresa, e cita il procedimento antitrust aperto in sede UE che vede coinvolta Google e che non trova al momento una soluzione. "La protezione dei consumatori deve giocare un ruolo chiave nelle valutazioni" precisa il titolare della Giustizia, che ha ribadito l'impegno a livello comunitario per cercare di arrivare a una concertazione che garantisca innanzi tutto i concorrenti e i cittadini.
Nonostante lo scorporo del search dalle attività di Google venga ancora paventato come una delle possibili soluzioni, Maas prova a stemperare questa eventualità affermando si tratti de "l'ultima spiaggia". Da parte sua, Google ha già rilasciato una posizione in merito a questa vicenda tramite un suo portavoce: "Il tema è stato esaminato per un totale di 8 anni negli Stati Uniti e in Europa e le autorità di regolamentazione hanno concluso che non usiamo i nostri algoritmi per prendere di mira i nostri concorrenti. Rendere i nostri algoritmi disponibili può sembrare semplice, ma così facendo lasceremmo campo libero a spammer, siti con malware e siti web di bassa qualità, danneggiando così i nostri utenti".

Il ministro tedesco è d'altronde molto netto nelle sue affermazioni e nelle sue posizioni anche, e soprattutto, alla luce del fatto che proprio dalla Germania sono partite moltissime delle rivendicazioni che vedono contrapposti - ad esempio - editori e search di Mountain View. Come nel caso del diritto all'oblio, vengono contrapposte diverse visioni culturali e imprenditoriali appartenenti alla tradizione europea e a quella statunitense: conciliare le diverse normative, oltre che garantire libertà di concorrenza e assicurare la presenza sul mercato europeo delle più importanti realtà del panorama ICT non è impresa banale.

Luca Annunziata
38 Commenti alla Notizia Germania vuole i segreti del search di Google
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  • ... come si potrebbe controllare se ha fornito veramente lo stesso algoritmo, o se piuttosto non ne ha fornito una versione vecchia, superata, che ormai a loro non interessa più?

    Se la Microsoft fosse obbligata a rilasciare i sorgenti di Windows, sarebbe molto facile verificare se sono i sorgenti giusti: basterebbe ricompilarli, e vedere se il file binario ottenuto corrisponde con quello ufficiale. Ma per i software di Google, non c'è nessun binario con cui fare i confronti (o meglio, c'è, ma è inaccessibile quanto i codici sorgenti); e confrontare i risultati non servirebbe a nulla, perché i risultati dipendono non solo dall'algoritmo, ma soprattutto dal database: e Google non potrebbe fornire tale database neanche volendo, perché tale database viene aggiornato in continuazione, e cambia continuamente.

    Quindi, farsi consegnare l'algoritmo da Google non servirebbe a molto, perché per Google sarebbe facilissimo rifilarne uno farlocco, e nessuno potrebbe scoprirlo,
    non+autenticato
  • I politici dovrebbero evitare di aprire la bocca, ma non per impedire di esprimere un'opinione, semplicemente per impedire loro di rendersi ridicoli.

    L'algoritmo usato da google, ammesso che ci sia "un algoritmo" ben preciso, non vale niente. Al mondo ci sono tantissime ricerche in proposito e persino implementazioni che probabilmente funzionano anche meglio.

    La forza di google è nell'infrastruttura. A cui nessun competitor al mondo si avvicina, nemmeno minimamente. Per eguagliare il numero di data center sparsi nel mondo dovrebbero spendere decine di miliardi di dollari e ci vorrebbero anni, per non parlare della gestione integrata di tutte queste strutture.
  • > L'algoritmo usato da google, ammesso che ci sia
    > "un algoritmo" ben preciso,

    C'è per forza. Nessun programma, nemmeno Tetris, è privo di algoritmo.


    > non vale niente. Al
    > mondo ci sono tantissime ricerche in proposito e
    > persino implementazioni che probabilmente
    > funzionano anche
    > meglio.
    >
    > La forza di google è nell'infrastruttura. A cui
    > nessun competitor al mondo si avvicina, nemmeno
    > minimamente. Per eguagliare il numero di data
    > center sparsi nel mondo dovrebbero spendere
    > decine di miliardi di dollari e ci vorrebbero
    > anni, per non parlare della gestione integrata di
    > tutte queste
    > strutture.

    Sì, ma guarda che il ministro tedesco lo aveva chiesto per indagare a fondo sulle pratiche commerciali scorrette (leggi: ranking delle pagine), non certo per metter su un motore di ricerca tedesco concorrente di Google.
    Tolto che non glielo daranno lo stesso, perché è un segreto industriale.Occhiolino
  • - Scritto da: Leguleio
    >> ammesso che cimsia
    >>"un algoritmo" ben preciso,
    >
    > C'è per forza. Nessun programma, nemmeno Tetris,
    > è privo di algoritmo.
    >

    No. Non c'è per forza perchè potrebbe esserci un algoritmo in continua evoluzione.

    > Sì, ma guarda che il ministro tedesco lo aveva
    > chiesto per indagare a fondo sulle pratiche
    > commerciali scorrette

    In pratica voleva più trasparenza sui criteri usati per fare il ranking delle pagine. Però probabilmente il loro ranking è un misto di algoritmi dati statistici ed interventi manuali, vai a spiegare come funziona.
    non+autenticato
  • > >> ammesso che cimsia
    > >>"un algoritmo" ben preciso,
    > >
    > > C'è per forza. Nessun programma, nemmeno
    > Tetris,
    > > è privo di algoritmo.
    > >
    >
    > No. Non c'è per forza perchè potrebbe esserci un
    > algoritmo in continua
    > evoluzione.

    Ah, intesa in quel senso sì: "Non esiste un singolo algoritmo fisso, ma uno in continua evoluzione in base al database".


    > > Sì, ma guarda che il ministro tedesco lo
    > aveva
    > > chiesto per indagare a fondo sulle pratiche
    > > commerciali scorrette

    > In pratica voleva più trasparenza sui criteri
    > usati per fare il ranking delle pagine. Però
    > probabilmente il loro ranking è un misto di
    > algoritmi dati statistici ed interventi manuali,
    > vai a spiegare come
    > funziona.

    Anch'io credo sia così. L'intervento umano è essenziale quando si tratta di pubblicità ad aziende che pagano.
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    Modificato dall' autore il 18 settembre 2014 09.40
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  • Dal punto di vista della concorrenza l'utilità di un'iniziativa del genere è zero, ma forse può servire a dare una sveglia agli utenti sulla privacy. L'algoritmo da solo non basta, tutti i dati statistici raccolti durante gli anni mica possono costringerli a pubblicarli. Perchè ogni volta che un utente fa una ricerca su google poi google continua a seguirlo, google controlla quali pagine nella lista della ricerca vengono aperte e controlla quanto tempo gli utenti passano su ciascun sito. Poi usano i dati per valutare la rilevanza dei siti per la ricerca fatta e aggiornano il page rank. Ma usano quei dati anche per tante altre cose.

    Ma oltre a questo che si fa con i suggerimenti automatici? Anche quelli vengono dai dati statistici.

    E con gli algoritmi per l'interpretazione del linguaggio naturale? Per ora sono usati poco, ma man mano che si passa alla ricerca semantica serviranno sempre di più. Anche qui entrano in campo i dati statistici, attraverso google translate si sono messi su nel tempo un enorme database di frasi fatte (con traduzione e significato associato).

    E con gli spider che interpretano il javascript o ricostruiscono pagine renderizzate al volo e le leggono in automatico?

    E con tutti gli algoritmi basati su map/reduce per distribuire tutta la richiesta di capacità di calcolo?
    non+autenticato
  • ... quando una persona decide di darsi alla politica scatta qualcosa nella sua testa per cui non può fare a meno di sparare cavolate (per non dire di peggio).
    Sarà una qualche forma di malattia contagiosa che colpisce solo loro.
    non+autenticato
  • Come chiedere la ricetta della Coca Cola

    davvero ridicoli
    non+autenticato
  • - Scritto da: Flavio Sartori
    > Come chiedere la ricetta della Coca Cola
    >
    Hanno pubblicato pure quella: http://parade.condenast.com/17909/markpendergrast/.../
    non+autenticato
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