Claudio Tamburrino

Amazon e Hachette, gli autori si schierano

I libri, denunciano gli autori, non sono prodotti il cui valore corrisponde semplicemente al prezzo: Amazon dovrebbe abbandonare la linea dura

Roma - Continua il braccio di ferro tra Amazon ed Hachette e nel mezzo restano gli autori che, riuniti nel gruppo Authors United, hanno deciso di scrivere al Consiglio d'Amministrazione dell'azienda di Jeff Bezos.

I rapporti tra le due aziende erano tesi da tempo, ma il tutto è esploso con la decisione dell'azienda di Jeff Bezos di rimuovere l'opzione di pre-ordine per i nuovi titoli in arrivo di Hachette (e delle sue collane tra cui Grand Central Publishing, Little Brown, Orbit), una mossa per spingere l'editore a firmare un nuovo accordo sui prezzi di vendita dei volumi.
In particolare, Amazon vorrebbe vendere i libri a prezzi più bassi, diminuendo il 75 per cento di margine che l'editore mantiene su ogni vendita di ebook.

Un gruppo di autori (tra cui Douglas Preston, Stephen King, Suzanne Collins e John Grisham), al centro tra i due contendenti, tra la paura di rimanere schiacciati e la possibilità di essere contesi, ad agosto hanno deciso di attaccare il rivenditore online schierandosi con l'editore: hanno così accusato esplicitamente Amazon di averli danneggiati rifiutando le prenotazioni dei libri, ritardandone la spedizione, rifiutando di applicare alcuna politica promozionale sul prezzo, addirittura spingendosi a suggerire l'acquisto di altri libri sulle pagine in cui era in vendita un volume edito da Hachette.
Riuniti appositamente nel gruppo Authors United, gli autori sono ora nuovamente intervenuti mettendo in luce come le tattiche ostruzioniste di Amazon abbiano fatto calare del 50 per cento le vendite di Hachette, con evidenti conseguenze sulle economie degli scrittori.

"Amazon - si legge nel comunicato - sta minando la loro possibilità di pagare mutui, supportare le proprie famiglie o l'educazione dei propri figli. Vogliamo enfatizzare come sia una battaglia di principio dal momento che molti di noi non sono neanche autori Hachette". E per questo chiedono al Consiglio di amministrazione di Amazon di rivedere la decisione sanzionatoria nel confronti dei volumi dell'editore.

D'altronde, ritengono che sia "inaccettabile per Amazon impedire o bloccare la vendita di qualsiasi libro per una pura considerazione tattico-negoziale". Anche perché i libri non sono semplici prodotti di consumo, in cui è solo il prezzo ad avere valore.

Questo discorso negli Stati Uniti ha dato il via ad un interessante dibattito: si avvicina infatti il momento del quinto Campfire organizzato da Amazon con gli autori più importanti, una festa in loro onore in stile TED, che quest'anno sembra poter saltare a causa dei rapporti incrinati tra Jeff Bezos e gli scrittori.

In realtà l'evento rimane assolutamente riservato, così come i dettagli sullo stesso: sembra addirittura che gli autori pro-Hachette semplicemente non siano stati invitati, una mossa che tuttavia sembrerebbe piuttosto rude da parte del rivenditore, che in questa vicenda ha sempre cercato il loro appoggio. L'unico ad esprimersi - per il momento - è stato Neil Gaiman, che ha riferito che sarà un'occasione importante per lui e per sua moglie (che ha pubblicato con Hachette) per confrontarsi con la gente di Amazon.

Claudio Tamburrino
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12 Commenti alla Notizia Amazon e Hachette, gli autori si schierano
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  • Ma dov'è il problema. Hachette lo venda su Google Play o su iTunes (ah, già questi come minimo vogliono il 30%...).

    Oppure non offra più le pubblicazioni degli autori che hanno firmato con lei a Amazon, e li offra a e-bookstore alternativi. In Italia c'è Internet Bookstore (www.ibs.it).
    Aiuterebbero la concorrenza a crescere.
    Fino a prova contraria Amazon non gli ha mica vietato di vendere attraverso altri canali... quello sarebbe stato realmente "abuso di posizione dominante". Che poi tanto dominante non è. E' grosso, ma è ben lontano da rappresentare il 50%+1 del mercato dei libri.

    Perché non lo fanno?

    Forse che Amazon gli farebbe guadagnare di più? E allora se vai dal più grosso non è che puoi lamentarti se è più forte di te e non vuole scendere a compromessi. Anche perché non è che Hachette lasci scegliere ai nuovi autori la percentuale di remunerazione quando gli fa firmare un contratto di esclusiva...
    non+autenticato
  • ... e può fare quello che vuole con i prodotti che intende vendere (nel senso che se ritiene di non avere trovato un accordo favorevole con i produttori può boicottare il prodotto e decidere di non venderlo).
    Certo, le minacce non sono una bella cosa, ma se dice "questo è quello che ho da offrire, ti sta bene?" non vedo nulla di male.
    Se ad Hachette, King e altri editori e artisti non sta bene, che si aprano un bello store online e si gestiscano da soli le proprie pubblicazioni /vendite.

    Al supermercato le case produttrici più famose pagano per avere i propri prodotti disposti sugli scaffali in un certo modo e con una certa visibilità, è risaputo.
    Io non posso pretendere che il supermercato venda un mio prodotto solo perchè è un supermercato, né tantomeno posso pretendere che qualcuno (ad esempio un giudice) li obblighi a farlo.
    non+autenticato
  • > Al supermercato le case produttrici più famose
    > pagano per avere i propri prodotti disposti sugli
    > scaffali in un certo modo e con una certa
    > visibilità, è
    > risaputo.

    In particolare i produttori di detersivi e prodotti per la casa.
    Su merci che hanno una concorrenza meno agguerrita la disposizione sugli scaffali è relativa: spesso c'è solo quella marca.


    > Io non posso pretendere che il supermercato venda
    > un mio prodotto solo perchè è un supermercato, né
    > tantomeno posso pretendere che qualcuno (ad
    > esempio un giudice) li obblighi a
    > farlo.

    Eh, su quest'ultimo punto non metterei la mano sul fuoco per il futuro.
    Se Amazon verrà sanzionata per abuso di posizione dominante potrebbero imporgli una cosa simile: non proprio l'obbligo, quello è esagerato, ma ad esempio un tetto massimo allo sconto che possono imporre agli editori.
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    Modificato dall' autore il 23 settembre 2014 12.35
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  • - Scritto da: Leguleio
    >
    > > Io non posso pretendere che il supermercato
    > venda
    > > un mio prodotto solo perchè è un
    > supermercato,
    > né
    > > tantomeno posso pretendere che qualcuno (ad
    > > esempio un giudice) li obblighi a
    > > farlo.
    >
    > Eh, su quest'ultimo punto non metterei la mano
    > sul fuoco per il futuro.
    > Se Amazon verrà sanzionata per abuso di posizione
    > dominante potrebbero imporgli una cosa simile:
    > non proprio l'obbligo, quello è esagerato, ma ad
    > esempio un tetto massimo allo sconto che possono
    > imporre agli editori.
    >

    Infatti sono curioso di vedere come si svilupperà la faccenda. Spero che giudici e legislatori tengano conto anche dei lettori (e per definizione, in questo contesto si parla di acquirenti, che usano le vie legali) e del "diritto" di pagare un prezzo inferiore, a fronte delle PESANTI limitazioni d'uso del formato elettronico con DRM.
    Spero che facciano anche due conti prima di pronunciarsi, perché un prezzo inferiore risulterà quasi certamente in un numero maggiore di copie vendute, cosa che i bravi editori si rifiutano di considerare.
    Izio01
    3885
  • > Infatti sono curioso di vedere come si svilupperà
    > la faccenda. Spero che giudici e legislatori
    > tengano conto anche dei lettori (e per
    > definizione, in questo contesto si parla di
    > acquirenti, che usano le vie legali) e del
    > "diritto" di pagare un prezzo inferiore, a fronte
    > delle PESANTI limitazioni d'uso del formato
    > elettronico con
    > DRM.

    Dubito che le decisioni di un'autorità antitrust in una causa contro Amazon tengano in considerazione questa circostanza: è indipendente dalla volontà di Amazon, se anche chiedesse di toglierle gli editori non acconsentirebbero.
    Esistono ebook in vendita su Amazon senza DRM:

    http://www.amazon.com/forum/kindle?_encoding=UTF8&...
  • Esiste sia nella giurisprudenza USA che in quella Europea l'abuso di posizione dominante. In questo caso Amazon fa leva sul fatto che di fatto è quasi un monopolista per imporre i suoi prezzi ai fornitori e se questi rifiutano li sabota.
    .poz
    199
  • Non conosco tutta la querelle tra Amazon e Hachette ma mi vien da pensare che abbiano torto entrambi:

    Hatcette e tutti gli altri editori non possono pretendere di vendere un libro elettronico allo stesso prezzo di un cartaceo.

    Amazon non può approfittare della sua posizione dominate per costringere gli editori a vendergli la merce a prezzi più bassi
    .poz
    199
  • Intanto, mentre loro discutono, gli utenti si stancano di aspettare e vanno a cercarsi il libru sul mulo, a prezzi decisamente più bassi del cartaceo.
    non+autenticato
  • - Scritto da: .poz
    > Non conosco tutta la querelle tra Amazon e
    > Hachette ma mi vien da pensare che abbiano torto
    > entrambi:
    >
    > Hatcette e tutti gli altri editori non possono
    > pretendere di vendere un libro elettronico allo
    > stesso prezzo di un cartaceo.
    >

    Il guadagno su un eBook è qualcosa come il 70% in più rispetto a quello su un libro tradizionale, l'avevo letto mesi fa in un articolo su questa diatriba. Hachette vorrebbe semplicemente intascare quel 70%, alla faccia dei lettori che si trovano dei "libri" con mille restrizioni.

    > Amazon non può approfittare della sua posizione
    > dominate per costringere gli editori a vendergli
    > la merce a prezzi più bassi

    Amazon non riduce realmente i guadagni degli editori, nel senso che il valore extra degli ebook lo vuole dividere tra se stessa ed il lettore. Io compro un ebook a prezzo basso, e Amazon, che è stata pioniera di questo tipo di formato e fornisce tutta l'infrastruttura di pubblicazione e vendita, se ne prende un'altra fetta. Hachette continua a guadagnare quanto guadagna con un libro cartaceo, perché ha molte spese in meno.
    Certo, Hachette (e i vari autori VIP con lei) preferirebbe semplicemente guadagnare un sacco in più senza fatica, ma per me può andarsene a quel paese.
    Izio01
    3885
  • Amazon - si legge nel comunicato - sta minando la loro possibilità di pagare mutui, supportare le proprie famiglie o l'educazione dei propri figli. Vogliamo enfatizzare come sia una battaglia di principio dal momento che molti di noi non sono neanche autori Hachette

    Già me lo vedo Stephen King che chiede l'elemosina perché non riesce a pagare il mutuo.

    Rotola dal ridere Rotola dal ridere Rotola dal ridere Rotola dal ridere
    Darwin
    5126
  • Certo, se compri una villa da 100ml di dollari con un mutuo da 1ml al mese e mandi tuo figlio in una scuola privata da miliardari qualche difficoltà "della quarta settimana" ci puo' anche stare. Ma vaffa! Ci sono argomentazioni migliori e più valide di questa. In pratica, traducendo, "vogliamo più soldi" e tutto il resto è di contorno.
    non+autenticato
  • Tra l'altro di cosa stiamo parlando?
    Sono andato sul sito di Hachette ed ho preso quattro autori a caso tra i titoli "coming soon".
    Sono poi andato su Amazon, e li ho tutti regolarmente trovati. Editi da editori diversi da Hachette.
    Quindi di cosa stiamo parlando?
    Delle capacità di piazzista di Hachette o di autori i cui libri, pur disponibili, vendono il 50% meno senza la spinta del marketing?

    Tra l'altro non è che Amazon si sia rifiutata di venderli: si rifiuta si RACCOGLIERE PRENOTAZIONI! Cioè un NUMERO DI ACQUISTI SICURI prima che l'editore faccia partire le rotative e spenda soldi.

    I libri non sono semplici prodotti di consumo, ma qui per questi autori sembra essere solo il prezzo ad avere valore.

    Mah, stare troppo tempo sotto il sole fermo a far nulla aspettando che arrivi l'assegno della collecting society qualche effetto collaterale ce l'ha.
    non+autenticato