Luca Annunziata

Kickstarter cambia regole

Più attenzione alla conclusione dei progetti finanziati dal basso. Non basteranno solo le belle promesse. Anche il fallimento andrà gestito con calma, dignità e classe

Roma - Ogni promessa è un debito, almeno su Kickstarter. Dopo aver dato i natali a molte campagne di successo, la piattaforma di crowdfunding ora però ha deciso di chiarire meglio i termini e le condizioni per l'utilizzo dei suoi servizi: i progetti presentati sono sempre una scommessa che i sostenitori scelgono di fare assumendosene tutti i rischi, ma nonostante questo ora Kickstarter prova a mettere in chiaro cosa i creatori di un progetto sono tenuti a fare e cosa gli utenti debbono aspettarsi quando le cose si mettono male.

Nella rinnovata sezione 4 delle condizioni d'uso del servizio, ora Kickstarter pone in maggiore evidenza il rapporto esistente tra chi propone e chi contribuisce: in un certo senso la piattaforma prova a chiarire la sua estraneità nelle relazioni che si instaurano tra chi ha un'idea e cerca finanziamenti e chi decide di contribuire economicamente. È tra questi soggetti che si instaura un legame, anche di tipo legale, e dunque gli uni devono rendere conto agli altri: se un progetto viene finanziato con successo, i suoi proponenti sono tenuti a portarlo a termine e a garantire la distribuzione delle ricompense (reward) secondo i piani annunciati durante la campagna.

Naturalmente è possibile che qualcosa vada storto: un progetto proposto su Kickstarter è tipicamente un prodotto innovativo, un servizio originale, e dunque non necessariamente sarà possibile raggiungere la sua conclusione senza intoppi o difficoltà. Le scadenze promesse potrebbero slittare, non tutte le caratteristiche descritte potrebbero passare dalla carta al prodotto finale: se si mette storto qualcosa, Kickstarter ha anche elencato i passaggi che suggerisce di seguire per gestire al meglio la crisi. La comunicazione, soprattutto, viene consigliata come arma principale per tenere la situazione sotto controllo: informare i sostenitori della stato dei lavori, dettagliare le spese sostenute, cercare di portare a termine il progetto salvando il salvabile e nella peggiore delle ipotesi anche restituire quanto rimanga in cassa.
"I creatori sono gli unici responsabili del mantenimento delle promesse fatte nel progetto. Se non sono in grado di soddisfare i termini dell'accordo, potranno essere oggetto di azioni legali da parte dei sostenitori": è questa la conclusione della sezione 4 delle condizioni d'uso, che prova a mettere al riparo Kickstarter da ogni responsabilità nel caso in cui il proliferare del crowdfunding dovesse far aumentare il numero di occasioni in cui le promesse non saranno mantenute.

Luca Annunziata
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9 Commenti alla Notizia Kickstarter cambia regole
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  • quindi kikstarted dice:

    "sono caxxi vostri, sbrigatevela tra di voi, a me interessa solo che mi diate la mia percentuale".

    Comodo, molto comodo.
    non+autenticato
  • - Scritto da: ...
    > "sono caxxi vostri, sbrigatevela tra di voi, a me
    > interessa solo che mi diate la mia
    > percentuale".
    >
    > Comodo, molto comodo.

    I creatori mostrano la propria idea, cosa vogliono fare e come pensano di farlo. Poi nessuno è obbligato a sostenerli. Qualcuno può decidere di dare loro fiducia, ma non è scritto in nessun posto che qualsiasi investimento debba andare a buon fine. E' il rischio di impresa.

    Certo, la frode deve essere perseguita, ma a parte questo, il fallimento è una fine più che lecita (anzi per 1 successo ci saranno 99 fallimenti).
  • - Scritto da: ...
    > quindi kikstarted dice:
    >
    > "sono caxxi vostri, sbrigatevela tra di voi, a me
    > interessa solo che mi diate la mia
    > percentuale".
    >
    > Comodo, molto comodo.

    Ma anche molto giusto. Cosa dovrebbero fare?
    non+autenticato
  • - Scritto da: nome e cognome
    > - Scritto da: ...
    > > quindi kikstarted dice:
    > >
    > > "sono caxxi vostri, sbrigatevela tra di voi,
    > a
    > me
    > > interessa solo che mi diate la mia
    > > percentuale".
    > >
    > > Comodo, molto comodo.
    >
    > Ma anche molto giusto. Cosa dovrebbero fare?

    non stavo condannando, ammiravo il modello di business: zero rischi, solo vantaggi.
    non+autenticato
  • > > > "sono caxxi vostri, sbrigatevela tra di
    > voi,
    > > a
    > > me
    > > > interessa solo che mi diate la mia
    > > > percentuale".
    > > >
    > > > Comodo, molto comodo.
    > >
    > > Ma anche molto giusto. Cosa dovrebbero fare?
    >
    > non stavo condannando, ammiravo il modello di
    > business: zero rischi, solo
    > vantaggi.

    Il rischio di impresa c'è anche lì, nel punto in cui scrivono:

    " Kickstarter collects a 5% fee from a project’s funding total if a project is successfully funded. There are no fees if a project is not successfully funded ".

    Poiché kickstarter attira l'attenzione su di sé grazie ad abili campagne di marketing, e alla pubblicità, è chiaro che di spese ne hanno, non si tratta solo del sito web.
  • - Scritto da: Leguleio
    >
    > Poiché kickstarter attira l'attenzione su di sé
    > grazie ad abili campagne di marketing, e alla
    > pubblicità, è chiaro che di spese ne hanno, non
    > si tratta solo del sito web.

    Concordo. Poi come minimo ci vorrà una sede, web-designer, qualche amministrativo, pubblicitari, computer, stampanti, carta, bollette, insomma, le "spese generali" di chiunque faccia qualcosa!..
    non+autenticato
  • > > Poiché kickstarter attira l'attenzione su di sé
    > > grazie ad abili campagne di marketing, e alla
    > > pubblicità, è chiaro che di spese ne hanno, non
    > > si tratta solo del sito web.
    >
    > Concordo. Poi come minimo ci vorrà una sede,
    > web-designer, qualche amministrativo,
    > pubblicitari,

    Be', qui ritorni al punto di partenza della mia frase: la pubblicità costa soprattutto diffonderla, e diffonderla nei canali giusti, non tanto realizzarla.Sorride



    > computer, stampanti, carta,
    > bollette, insomma, le "spese generali" di
    > chiunque faccia
    > qualcosa!..

    Esatto: chi non le ha, pur con un'azienda piccola?
    Diciamo che Kickstarter non è un'azienda piccola, queste spese sono proprio l'ultima voce, per loro.
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    Modificato dall' autore il 24 settembre 2014 08.13
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  • > non stavo condannando, ammiravo il modello di
    > business: zero rischi, solo
    > vantaggi.

    Beh zero rischi no, come tutte le imprese hanno fatto degli investimenti e operano in un mercato che ha zero barriere in ingresso. Domani arriva shitstarter che mette una commissione del 4,9999% e loro sono fuori.
    non+autenticato
  • - Scritto da: nome e cognome
    > - Scritto da: ...
    > > quindi kikstarted dice:
    > >
    > > "sono caxxi vostri, sbrigatevela tra di voi,
    > a
    > me
    > > interessa solo che mi diate la mia
    > > percentuale".
    > >
    > > Comodo, molto comodo.
    >
    > Ma anche molto giusto. Cosa dovrebbero fare?

    non stavo condannando, ammiravo il modello di business: zero rischi, solo vantaggi.
    non+autenticato