Gaia Bottà

Tutti i numeri del mercato pirata

Quali sono le dinamiche con cui i cyberlocker traggono profitto dai contenuti pirata? Le entrate, tra streaming e download, si misurano in milioni di dollari. A collaborare, anche soggetti insospettabili. Mega grida alla diffamazione

Tutti i numeri del mercato pirataRoma - Se uno dei pilastri che sostiene il mercato della pirateria dei contenuti in Rete è la pubblicità, l'altra colonna portante è rappresentata dalle opzioni di abbonamento: i complici (sovente inconsapevoli) della catena del valore del mercato nero dei contenuti sono dunque da un lato gli inserzionisti, dall'altro gli operatori che gestiscono le transazioni. A fare luce su questo versante del business pirata è Digital Citizens Alliance, che dopo il primo citatissimo studio dedicato all'advertising sui siti pirata, auspica di scuotere coscienze e operatori del mercato con un'analisi del panorama dei cyberlocker, bollati quali incorreggibili spacciatori di contenuti illegali.

Il nuovo studio della non profit che si batte in una crociata per abbattere le minacce della Rete, commissionato agli analisti di NetNames, si propone di sbirciare oltre le serrature dei cyberlocker, per indagare su come certi servizi traggano vantaggio da advertising e da abbonamenti che si stupulano esattamente come nel caso di servizi legali di storage. Con la differenza che, nelle parole di Digital Citizens Alliance, "il modello di business dei cyberlocker si incentra sul furto di contenuti". Lo studio ha preso in esame 30 siti, i 15 più popolari servizi di storage che offrono il download dei contenuti e i 15 servizi che propongono agli utenti finali lo streaming di contenuti caricati da terzi. La metodologia adottata prende in esame i link pubblici che direzionano gli utenti ai siti: si tratta di una metodologia non esattamente rappresentativa dei contenuti ospitati dai cyberlocker, ma piuttosto dei contenuti caricati sui cyberlocker affinché guadagnino visibilità in Rete. Lo studio ha inoltre scelto di analizzare, fra le principali piattaforme dedicate al download, anche Mega: l'erede di Megaupload, che ha sempre combattuto per dimostrare la propria aderenza alle leggi sul diritto d'autore, minaccia di adire le vie legali per tutelarsi dalla diffamazione. Mega insieme agli altri siti dedicati al download, è tacciato di ospitare il 78,6 per cento di contenuti in violazione del diritto d'autore, contenuti che salgono all'83,7 per cento nel caso delle piattaforme dedicate allo streaming.

Percentuali guadagniI servizi dedicati al download diretto, osserva lo studio, ospitano contenuti di ogni tipo, dalla musica ai prodotti audiovisivi, passando per i videogame che, salvo eccezioni quali Mega, sono attorniati da advertising per massimizzare le entrate. I gestori del sito, generalmente, non offrono alcun tipo di servizio di ricerca interno, scaricando l'onere dell'intermediazione ai motori di ricerca generalisti, che già collaborano con detentori dei diritti mai paghi. Agli utenti finali propongono in genere una doppia opzione: accontentarsi del servizio base, con tempi di attesa e banda limitata, oppure aderire al servizio premium, che promette download illimitati. Il prezzo dei servizi premium, stima lo studio, si aggira intorno ai 10,57 dollari al mese, con sconti per coloro che scelgano di abbonarsi per periodi più lunghi.
Abbonamenti cyberlocker download

Lo studio calcola così, per i cyberlocker dedicati al download diretto, una media di fatturati annuali derivanti dagli abbonamenti che vale 2.971.318 dollari, con picchi di quasi 12 milioni di dollari per 4Shared e di 5 milioni per servizi come Mega e Uploaded. Più trascurabile, la media delle entrate afferenti all'advertising, 1,2 milioni di dollari all'anno. In media, i maggiori 15 cyberlocker dedicati al download annualmente raggranellano 4.206.631 dollari.

Percentuali guadagniDifferente è il modello di business che sostiene i servizi che offrono principalmente lo streaming: i contenuti ospitati sono audiovisivi e, dato che la fruizione comporta la permanenza dell'utente sul sito, si fondano principalmente sull'advertising: i siti analizzati racimolano in media 1.569.696 dollari annuali, che rappresentano in media il 71 per cento del fatturato. La media annuale di fatturati dei cyberlocker che si fondano sullo streaming secondo lo studio è pari a 2.208.205 dollari.

Abbonamenti cyberlocker download

L'analisi corre poi ad enumerare i capitoli di spesa sostenuti dai cyberlocker: non provvedendo alle licenze per i contenuti che mettono a disposizione, sottolinea in maniera puntuta lo studio, le principali uscite riguardano l'infrastruttura, i dipendenti, i meccanismi di affiliazione. In particolare, per le sei piattaforme di download diretto che li adottano, le spese maggiori sono connesse ai sistemi di retribuzione volti a incoraggiare gli upload: sono previste ricompense proporzionate alle sottoscrizioni premium o in base al numero dei download (in genere, una volta superato il migliaio) e in media comportano esborsi per 119.725 dollari all'anno. La media delle spese annuali complessive sostenute dalle piattaforme si aggira intorno ai 1,539,563 dollari, più di quanto questi siti spendano per l'hosting (ad eccezione di Mega, che nell'infrastruttura investe 205.247 dollari). I siti che offrono lo streaming dei contenuti, invece, risparmiano sull'infrastruttura e investono meno sui programmi di affiliazione, facendo convergere le spese maggiori nella gestione dei dipendenti (in media 151.662 dollari).

Le stime dei profitti sono dunque presto fatte: in media i 15 cyberlocker che offrono download raccolgono annualmente profitti per 2.667.068 dollari, il 63,4 per cento delle entrate. Le differenze tra i modelli di business dei diversi casi di studio emergono con nettezza: 4Shared, ad esempio, conterebbe su profitti annuali di 15.156.201 dollari, l'86,1 per cento del fatturato, mentre un servizio come Mega incamera annualmente 989.277 dollari, il 18,5 per cento del fatturato, reinvestito in cospicue spese per l'infrastruttura e per ricompensare i partner, ai quali raccomanda di non agire in violazione del diritto d'autore. È più alta, in proporzione, la resa dei servizi di streaming, che in media convertono in profitto l'87,6 per cento del fatturato, con una media di utili di 1,933,480 dollari.

Direct download

Streaming

Lo studio fa dunque appello all'impatto dei numeri: i siti analizzati accumulerebbero ogni anno un fatturato totale di 96,22 milioni di dollari, di cui 69,01 milioni di utili, a fronte di "modesti investimenti iniziali, soprattutto nel caso in cui i gestori non paghino per i contenuti che i loro siti distribuiscono".

L'advertising, ricorda lo studio, ha un ruolo determinante: i network che si occupano dello smistamento della pubblicità su questi siti sono pochi, ma particolarmente attivi. La progressiva responsabilizzazione degli operatori di settore e i codici di autoregolamentazione adottati in alcuni paesi, Italia compresa, dovrebbero contribuire a rendere sempre meno agevoli i traffici pubblicitari che, in maniera sommersa, catapultano i brand più prestigiosi su siti che violano il diritto d'autore.

L'accento, affinché questo secondo report dedicato al mercato sommerso dei contenuti possa influire sulle dinamiche che lo alimentano, è posto in questo caso sugli operatori che fanno da intermediari per le transazioni: Mastercard e Visa figurano fra i canali per acquistare i servizi premium di 29 dei 30 siti presi in considerazione. I proclami con cui questi operatori negli ultimi anni si sono dichiarati pronti a tagliare i ponti ai pirati, sottolinea dunque lo studio, sembrano rimanere solo dei buoni propositi. PayPal, invece, si è mostrato più concreto nei propri impegni: anche se 8 dei 13 siti che prevedono programmi di affiliazione lo utilizza per ricompensare i partner, solo Mega lo annovera fra i canali di pagamento per gli utenti che stipulino abbonamenti (e Mega non perde occasione per sottolineare come questa eccezione rappresenti un'attestazione della propria legalità).

Perseguire una strategia che strozzi la pirateria laddove genera reali guadagni, combinando con gli approcci repressivi con le soluzioni discusse e adottate in seno agli anelli legali della stessa catena del valore dei siti pirata, è un obiettivo di numerose iniziative di regolamentazione, compresa quella italiana di Agcom. L'appello affinché l'industria di settore serri i ranghi si rinnova ora con l'affondo di Digital Citizen Alliance: "gli operatori dei pagamenti in particolare devono iniziare ad agire per contrastare questi cyberlocker illegali - si esorta - hanno la possibilità di rimuovere i loro servizi da questi siti ed è il momento che si assumano la responsabilità di rendere Internet un posto più sicuro, collaborando nel risolvere il problema del furto e dell'abuso di contenuti".

Gaia Bottà
Notizie collegate
  • AttualitàQuanto vale la pirateria?Mentre gli Stati Uniti stilano la nuova lista nera dei siti con contenuti in violazione della proprietà intellettuale, uno studio mette in luce quanto guadagnino i pirati con l'advertising
  • AttualitàItalia, un tridente per soffocare la pirateriaGli operatori dell'advertising online fanno quadrato con l'industria dei contenuti: IAB Italia, FAPAV e FPM collaboreranno per privare i siti che lucrano sui contenuti pirata della loro ragion d'essere, la pubblicità. Gli utenti italiani non sono più nel mirino
  • AttualitàVisa e Mastercard: taglieremo i ponti ai piratiLe due società di credito bloccheranno tutte quelle transazioni legate alla distribuzione illecita di canzoni in formato mp3. A dettare la strategia sono stati i vertici di IFPI, che segnaleranno decine di siti alla polizia di Londra
  • AttualitàIFPI e PayPal, intesa antipirateriaVerranno tagliati tutti i ponti di pagamento verso quelle piattaforme ritenute nemiche del copyright. Verrà chiesto di dimostrare l'avvenuta acquisizione delle licenze necessarie a distribuire brani online
  • BusinessUE: la proprietà intellettuale conta sui privatiResponsabilizzazione e coinvolgimento degli intermediari e di tutti gli anelli della catena del valore: l'Europa annuncia le strategie per una più solida tutela del diritto d'autore e della proprietà industriale
149 Commenti alla Notizia Tutti i numeri del mercato pirata
Ordina
  • - Scritto da: ruppolo
    > - Scritto da: ANVI
    > > - Scritto da: ruppolo
    > > > - Scritto da: panda rossa
    > > > > - Scritto da: ruppolo
    > > > >
    > > > > >
    > > > > > Parli da solto, perché con
    > quei
    > > soldi
    > > > non
    > > > ci
    > > > > > paghi nemmeno 1 dei migliaia
    > di
    > > film
    > > in
    > > > > > circolazione di un certo
    > > > > > spessore.
    > > > >
    > > > > Dipende sempre dal metro con cui
    > misuri
    > > lo
    > > > > spessore.
    > > > >
    > > > > Parliamo per esempio di "Io sto
    > con
    > la
    > > > sposa".
    > > > > Film interamente finanziato con
    > offerte
    > > e
    > > > accolto
    > > > > a Venezia da applausi di pubblico e
    > > > > critica.
    > > > >
    > > > >
    > > >
    > >
    > https://www.indiegogo.com/projects/io-sto-con-la-s
    > > >
    > > > Ottimo, ma quello è 1. Gli altri
    > migliaia?
    > > > Fare un film comporta anni di lavoro di
    > > centinaia
    > > > di persone, che non sono solo attori, ma
    > > anche
    > > > artigiani e tecnici. Tutta questa gente
    > viene
    > > > giustamente pagata per il lavoro che
    > fa,
    > non
    > > sono
    > > > schiavi.
    > >
    > > http://www.mymovies.it/boxoffice/
    >
    > E quindi?

    E quindi il secondo film italiano che ha guadagnato più di tutti in assoluto (=Benvenuti al Sud, il primo è La vita è bella ma Internet non era ancora come oggi) era disponibile IL GIORNO PRIMA DELL'USCITA NELLE SALE su Megavideo, a qualità DVD . Quindi la pirateria aiuta il cinema.
  • A che servono, visto che sono lenti e oberati di pubblicità (se non paghi), e devi pure cercarti i link altrove, quando il torrent di qualunque cosa è a una googlata di distanza?
    Funz
    12927
  • Tutto il sistema si regge comunque sull'upload di film e musica (se nessuno uploadasse materiale nuovo, il sistema collasserebbe in fretta, o comunque si ridimensionerebbe).

    Quindi, basta evitare di fornire film e musica da uploadare, e la pirateria verrebbe eliminata molto in fretta.
    non+autenticato
  • Stai dicendo di far estinguere il cinema, la musica ed i videogame???
    non+autenticato
  • - Scritto da: ...
    > Stai dicendo di far estinguere il cinema, la
    > musica ed i videogame???

    Parrebbe proprio.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Un altro
    > - Scritto da: ...
    > > Stai dicendo di far estinguere il cinema, la
    > > musica ed i videogame???
    >
    > Parrebbe proprio.

    Pensandoci bene, la socialita' ne migliorerebbe. Un po piu' fuori casa a parlare con la gente, un po' meno dentro casa a vedere cazzate in tv.
    non+autenticato
  • Questo può accadere in caso di eliminazione dei social network, non in caso dell'eliminazione della pirateria !
  • - Scritto da: Joe Tornado
    > Questo può accadere in caso di eliminazione dei
    > social network, non in caso dell'eliminazione
    > della pirateria !

    uno a zero per te Triste
    non+autenticato
  • - Scritto da: Joe Tornado
    > Questo può accadere in caso di eliminazione dei
    > social network, non in caso dell'eliminazione
    > della pirateria !

    Perché, prima dei social network la gente usciva di più? A me pare che la gente esca di casa di più adesso, visto che oggi con gli smartphone non hai bisogno di stare in casa per stare su facebook e altre cazzate...
  • - Scritto da: ...
    > - Scritto da: Un altro
    > > - Scritto da: ...
    > > > Stai dicendo di far estinguere il cinema,
    > la
    > > > musica ed i videogame???
    > >
    > > Parrebbe proprio.
    >
    > Pensandoci bene, la socialita' ne migliorerebbe.
    > Un po piu' fuori casa a parlare con la gente, un
    > po' meno dentro casa a vedere cazzate in
    > tv.

    come se la "gente" avesse qualcosa interessante da dire
    non+autenticato
  • beh si ha qualcosa di interessante da dire.
    Sia in termini di contenuti che di cultura che di condivisone.
    Ma quelli che hanno qualcosa di interessante da dire ovviamente non lo fanno su un "soccial netuork" tra una "cerchia" di "follouer" e amici e amichette ("frends") del "quore".
    Capito?
    Occhiolino
    TVB anzi tvttb...
    A bocca aperta
    non+autenticato
  • in realtà è stato dimostrato che oggi siamo più sociali di 10 anni fa, anche perchè alla fine internet è comunicazione e dalla comunicazione nasce tutto!!!
  • Sto dicendo di smettere di produrre film e musica: se è diventato antieconomico produrli, e chi li produce ci rimette, gli conviene smettere.

    La cosa da fare sarebbe una serrata di qualche mese: niente più cd e dvd in vendita, netflix e gli altri siti a pagamento chiusi, cinema chiusi, magari con un bel cartello "VOLETE IL FILM? ANDATE A CHIEDERLO AI PIRATI".

    Se la pirateria diminuisce o scompare, si può tornare a vendere, altrimenti, la serrata può diventare definitiva.
    non+autenticato
  • e il furto degli azzeccagarbugli e' contemplato dalla "ricerca"?

    Intendo quello impostato a fine 1800(!) nella convenzione di berna, che tra le altre cose prevedeva "un periodo di protezione minimo di cinquant'anni dopo la morte dell'autore, destinato a proteggere l'autore e le due prime generazioni dei suoi discendenti(!!)" e che via via e' stato considerato troppo morbido perche' " In seguito all'allungamento della vita media nella Comunità questa durata non è più sufficiente(!!) per coprire due generazioni."
    non+autenticato
  • e io a versare contributi per 42 anni nella speranza di viverne altri 10 o 15 a pensione dimezzata che si estingue alla mia morte.
    Quando ci penso, mi viene semplicemente la voglia di dire che vadano a dare via il.....
    non+autenticato
  • > e io a versare contributi per 42 anni nella
    > speranza di viverne altri 10 o 15 a pensione
    > dimezzata che si estingue alla mia
    > morte.

    In realtà la pensione di reversibilità può andare al coniuge e ai figli inabili oppure studenti universitari e a carico. Ma a un certo punto scade anche quella.
  • - Scritto da: Leguleio
    > > e io a versare contributi per 42 anni nella
    > > speranza di viverne altri 10 o 15 a pensione
    > > dimezzata che si estingue alla mia
    > > morte.
    >
    > In realtà la pensione di reversibilità può andare
    > al coniuge e ai figli inabili oppure studenti
    > universitari e a carico. Ma a un certo punto
    > scade anche quella.

    Appunto, ma non due generazioni...
    non+autenticato
  • > > > e io a versare contributi per 42 anni nella
    > > > speranza di viverne altri 10 o 15 a
    > pensione
    > > > dimezzata che si estingue alla mia
    > > > morte.
    > >
    > > In realtà la pensione di reversibilità può
    > andare
    > > al coniuge e ai figli inabili oppure studenti
    > > universitari e a carico. Ma a un certo punto
    > > scade anche quella.
    >
    > Appunto, ma non due generazioni...

    Dipende quanto campa il figlio inabile, in realtà. In certi casi ne usufruiscono anche i nipotini, fino alla maggiore età. Due generazioni anche qui.

    Quello delle due generazioni è soprattutto uno slogan messo in giro dai nemici del diritto d'autore in quanto tale: non è chi sta antipatico quell'articolo che lo estende 70 anni dopo la morte, gli sta antipatica tutta la legge.
    Già ci sono diversi artisti che, in vecchiaia, sono dovuti ricorrere alla legge Bacchelli, perché non campavano più con i diritti d'autore e non avevano più pubblico da attirare ai concerti. Figuriamoci cosa potrebbero racimolare gli eredi dopo appena 10 o 20 anni dalla morte...
    Se vuoi puoi fare un esercizio: di quanti artisti morti fra il 1944 e il 1964 si sentono ancora le canzoni in radio o alla tv, oggi. Qualche nome.
  • - Scritto da: Leguleio


    > Quello delle due generazioni è soprattutto uno
    > slogan messo in giro dai nemici del diritto
    > d'autore in quanto tale
    si, a Fantastilandia e' "uno slogan messo in giro".
    Lo trovi qui (per es) http://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri...

    > Già ci sono diversi artisti che, in vecchiaia,
    > sono dovuti ricorrere alla legge Bacchelli,
    > perché non campavano più con i diritti d'autore e
    > non avevano più pubblico da attirare ai concerti.
    sfiga, vendite effimere, dissoluzione di capitali, assenza di versamenti in casse pensionistiche, distorsioni degli aguzzini siae [queste a pacchi], ecc. I motivi possono essere mille.
    Tra l'altro come mai pensi solo alla musica?

    > Figuriamoci cosa potrebbero racimolare gli eredi
    > dopo appena 10 o 20 anni dalla
    > morte...
    ma chiedersi "a che titolo dovrebbero ricevere qualcosa", no? A parte la normale eredita' come tutti gli altri?

    > Se vuoi puoi fare un esercizio: di quanti artisti
    > morti fra il 1944 e il 1964 si sentono ancora le
    > canzoni in radio o alla tv, oggi. Qualche
    > nome.
    perche' proprio '64? non siamo nel 2014? i morti dal '64 a oggi hanno prodotto opere d'ingegno passibili di tutela?
    non+autenticato
  • > > Quello delle due generazioni è soprattutto uno
    > > slogan messo in giro dai nemici del diritto
    > > d'autore in quanto tale

    > si, a Fantastilandia e' "uno slogan messo in
    > giro".
    > Lo trovi qui (per es)
    > http://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri

    Cosa, trovo?
    Sono direttive sul diritto d'autore, che non parlano in termini di generazioni, manco fosse l'Antico testamento e le punizioni divine, ma in termini di anni.


    > > Già ci sono diversi artisti che, in vecchiaia,
    > > sono dovuti ricorrere alla legge Bacchelli,
    > > perché non campavano più con i diritti d'autore
    > e
    > > non avevano più pubblico da attirare ai
    > concerti.

    > sfiga, vendite effimere, dissoluzione di
    > capitali, assenza di versamenti in casse
    > pensionistiche, distorsioni degli aguzzini siae
    > [queste a pacchi], ecc. I motivi possono essere
    > mille.

    Riconducibile a uno solo: il successo se ne va, così come è venuto.Deluso
    E gli artisti che hanno successo dopo morti sono una ristrettissima minoranza. Il diritto d'autore non sostituirà mai non dico l'eredità di beni immobili (e mobili), ma nemmeno la pensione. I guadagni sono troppo bassi.


    > Tra l'altro come mai pensi solo alla musica?

    Perché è più facile fare esempi con quella. La legge riguarda anche la letteratura, il cinema e la tv e il teatro.


    > > Figuriamoci cosa potrebbero racimolare gli eredi
    > > dopo appena 10 o 20 anni dalla
    > > morte...

    > ma chiedersi "a che titolo dovrebbero ricevere
    > qualcosa", no? A parte la normale eredita' come
    > tutti gli
    > altri?

    La legge stabilisce così, e il 50 % + 1 della popolazione non si oppone. Arrenditi al fatto che sei una minoranza.



    > > Se vuoi puoi fare un esercizio: di quanti
    > artisti
    > > morti fra il 1944 e il 1964 si sentono ancora le
    > > canzoni in radio o alla tv, oggi. Qualche
    > > nome.

    > perche' proprio '64? non siamo nel 2014? i morti
    > dal '64 a oggi hanno prodotto opere d'ingegno
    > passibili di
    > tutela?

    Come perché? Si parlava di "due generazioni", quindi bisogna vedere con i propri occhi quanti sono i casi di nipoti mantenuti dalle opere dell'ingegno del nonno.
    Puoi darmi anche tu dei nomi, se vuoi.
  • - Scritto da: Leguleio
    > > > Quello delle due generazioni è
    > soprattutto
    > uno
    > > > slogan messo in giro dai nemici del
    > diritto
    > > > d'autore in quanto tale
    >
    > > si, a Fantastilandia e' "uno slogan messo in
    > > giro".
    > > Lo trovi qui (per es)
    > >
    > http://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri
    >
    > Cosa, trovo?
    stiamo INVECCHIANDO, eh, vecchia carampana...Sorride
    riassumo :
    L: <Quello delle due generazioni è soprattutto uno slogan>
    B: <bullshit, e' qui (per es)
    Suggerimento: cercare (si fa con CTRL-F o affini) "due generazioni" nel documento sopra segnalato

    > > > Già ci sono diversi artisti che, in
    > vecchiaia,
    > > > sono dovuti ricorrere alla legge
    > Bacchelli,
    > > > perché non campavano più con i diritti
    > d'autore
    > > e
    > > > non avevano più pubblico da attirare ai
    > > concerti.
    >
    > > sfiga, vendite effimere, dissoluzione di
    > > capitali, assenza di versamenti in casse
    > > pensionistiche, distorsioni degli aguzzini
    > siae
    > > [queste a pacchi], ecc. I motivi possono
    > essere
    > > mille.
    >
    > Riconducibile a uno solo: il successo se ne va,
    > così come è venuto.
    >Deluso
    piu che successo, i soldi. E i soldi se ne vanno per tanti motivi (per es per le distorsive norme siae, per i furti di imaie, o perche' li hai spesi a buffo). Tra l'altro se la vena creativa e' finita, NON e' vietato andare a fare il salumiere.

    > E gli artisti che hanno successo dopo morti sono
    > una ristrettissima minoranza.
    anche john lennon o walt disney la pensano cosi? se e' de facto inutile, caviamolo, sto privilegio assurdo.
    > Il diritto d'autore non sostituirà mai non dico l'eredità di beni
    > immobili (e mobili), ma nemmeno la pensione. I
    > guadagni sono troppo bassi.
    e chi lo dice? se il morto ha dissipato i beni, ma il figlio si becca ancora le royalties, mica e' detto.

    > > Tra l'altro come mai pensi solo alla musica?
    >
    > Perché è più facile fare esempi con quella. La
    > legge riguarda anche la letteratura, il cinema e
    > la tv e il
    > teatro.
    in realta' i disastri del (c) si spiegano meglio con la letteratura... prima del rock, c'era poco da ascoltareSorride

    >
    >
    > > > Figuriamoci cosa potrebbero racimolare
    > gli
    > eredi
    > > > dopo appena 10 o 20 anni dalla
    > > > morte...
    >
    > > ma chiedersi "a che titolo dovrebbero
    > ricevere
    > > qualcosa", no? A parte la normale eredita'
    > come
    > > tutti gli
    > > altri?
    >
    > La legge stabilisce così, e il 50 % + 1
    > della popolazione non si oppone. Arrenditi al
    > fatto che sei una
    > minoranza.
    pfffffff... si arriva sempre alla reductio ad hitlerum azzeccagarbuglium quando non si sa cosa dire... E' ovvio che lo stabilisce la legge, se no che ne parlavamo a fare... roba fatta dai soliti noti. Sarebbe interessante un referendum, inveceA bocca aperta

    > > > Se vuoi puoi fare un esercizio: di
    > quanti
    > > artisti
    > > > morti fra il 1944 e il 1964 si sentono
    > ancora
    > le
    > > > canzoni in radio o alla tv, oggi.
    > Qualche
    > > > nome.
    >
    > > perche' proprio '64? non siamo nel 2014? i
    > morti
    > > dal '64 a oggi hanno prodotto opere d'ingegno
    > > passibili di
    > > tutela?
    >
    > Come perché? Si parlava di "due generazioni",
    > quindi bisogna vedere con i propri occhi quanti
    > sono i casi di nipoti mantenuti dalle opere
    > dell'ingegno del nonno.
    >
    > Puoi darmi anche tu dei nomi, se vuoi.
    se la siae avesse dei dbase pubblici decenti, ci si potrebbe guardare. Ma lei, sappiamo, pensa ad altro.
    Cmq non e' necessario che sia il nipote, basta il figlio. O basta che il nipote impedisca ad altri di. E anche non traessero un euro di royalties, rimane sempre il gravoso fatto che, grazie a queste idiozie, si mantiene un grosso carrozzone dei burocrati siae (e affini), avvocati, giudizi in tribunale, cacciatori di teste in bittorrent, ecc ecc.
    non+autenticato
  • > > Cosa, trovo?
    > stiamo INVECCHIANDO, eh, vecchia carampana...Sorride
    > riassumo :
    > L: <Quello delle due generazioni è
    > soprattutto uno slogan>
    >
    > B: <bullshit, e' qui (per es)
    > Suggerimento: cercare (si fa con CTRL-F o affini)
    > "due generazioni" nel documento sopra
    > segnalato

    Mi sarà sfuggito.Perplesso
    In ogni caso la parte precedente agli articoli è un prologo, serve a esporre il background della nuova direttiva. Il testo vero e proprio parla di 70 anni.


    > > > sfiga, vendite effimere, dissoluzione di
    > > > capitali, assenza di versamenti in casse
    > > > pensionistiche, distorsioni degli
    > aguzzini
    > > siae
    > > > [queste a pacchi], ecc. I motivi possono
    > > essere
    > > > mille.

    > > Riconducibile a uno solo: il successo se ne
    > va,
    > > così come è venuto.
    > >Deluso

    > piu che successo, i soldi. E i soldi se ne vanno
    > per tanti motivi (per es per le distorsive norme
    > siae, per i furti di imaie, o perche' li hai
    > spesi a buffo).

    I soldi se ne vanno sempre, a 20 anni, come a 70. Il punto è che a 20 anni ne arrivano ancora rapidamente se c'è il successo, non è un problema; a 70 anni no.

    > Tra l'altro se la vena creativa
    > e' finita, NON e' vietato andare a fare il
    > salumiere.

    Gli artisti non vogliono. E nemmeno i loro fan.


    > > E gli artisti che hanno successo dopo morti
    > sono
    > > una ristrettissima minoranza.

    > anche john lennon o walt disney la pensano cosi?

    Sono morti, quindi non vedo come potrebbero pensare.
    Sono una ristretta minoranza che lo pensino o meno. Parlano i numeri.



    > se e' de facto inutile, caviamolo, sto privilegio
    > assurdo.

    Non è inutile. Ma non serve a sopravvivere.
    Ha altre funzioni.



    > > Il diritto d'autore non sostituirà mai non
    > dico l'eredità di
    > beni
    > > immobili (e mobili), ma nemmeno la pensione.
    > I
    > > guadagni sono troppo bassi.

    > e chi lo dice? se il morto ha dissipato i beni,
    > ma il figlio si becca ancora le royalties, mica
    > e'
    > detto.

    Niente royalty. Il successo è passato, nessuno utilizza più quelle opere in maniera da far arrivare i diritti d'autore ai discendenti. Solo la memoria.


    > in realta' i disastri del (c) si spiegano meglio
    > con la letteratura... prima del rock, c'era poco
    > da ascoltare
    >Sorride

    Parliamo della letteratura, allora. Di scrittori morti fra il 1944 e il 1964 ce ne saranno pure. Vediamo quante nuove edizioni escono in libreria, e quanto sono citati all'interno di altre opere.



    > > La legge stabilisce così, e il 50 % + 1
    > > della popolazione non si oppone. Arrenditi al
    > > fatto che sei una
    > > minoranza.

    > pfffffff... si arriva sempre alla reductio ad
    > hitlerum azzeccagarbuglium
    > quando non si sa cosa dire... E' ovvio che lo
    > stabilisce la legge, se no che ne parlavamo a
    > fare... roba fatta dai soliti noti. Sarebbe
    > interessante un referendum, invece
    >A bocca aperta

    Nessuno lo indice. Paura di fare la fine del referendum sulle liberalizzazioni del 1995 (quello sugli orari di apertura, e quello sulle licenze amministrative)?
    A parole sono tutti per la liberalizzazione, ma poi nell'urna...A bocca aperta


    > > > perche' proprio '64? non siamo nel
    > 2014?
    > i
    > > morti
    > > > dal '64 a oggi hanno prodotto opere
    > d'ingegno
    > > > passibili di
    > > > tutela?

    > > Come perché? Si parlava di "due generazioni",
    > > quindi bisogna vedere con i propri occhi
    > quanti
    > > sono i casi di nipoti mantenuti dalle opere
    > > dell'ingegno del nonno.
    > >
    > > Puoi darmi anche tu dei nomi, se vuoi.

    > se la siae avesse dei dbase pubblici decenti, ci
    > si potrebbe guardare. Ma lei, sappiamo, pensa ad
    > altro.

    No, non servono i dati SIAE. Sono note grazie alla classifica FIMI le canzoni di successo al momento, o tornate di moda per qualche forma di revival, o ricantate sotto forma di cover.
    Fai mente locale su quelle composte da autori e cantanti morti fra il 1944 e il 1964 e poi rispondimi.


    > Cmq non e' necessario che sia il nipote, basta il
    > figlio. O basta che il nipote impedisca ad altri
    > di.

    Che è uno dei motivi per cui la legge continua ad essere tale. Ho già fatto l'esempio, ma lo ripeto volentieri: esistono registrazioni inedite di canzoni di Lucio Battisti che la moglie, Grazia Letizia Veronese, non vuole siano pubblicate. Suppongo si tratti di una precisa disposizione del defunto marito. E quindi non si pubblicano, qualcuno che gestisca l'eredità anche decisionale di un artista ci deve essere.
    Queste canzoni circolano, e nemmeno tutte, sotto forma di provini, nel P2P e su Youtube.


    > E anche non traessero un euro di royalties,
    > rimane sempre il gravoso fatto che, grazie a
    > queste idiozie, si mantiene un grosso carrozzone
    > dei burocrati siae (e affini), avvocati, giudizi
    > in tribunale, cacciatori di teste in bittorrent,

    Te l'ho detto, l'articolo della legge sul diritto d'autore sull'estensione a 70 anni dopo la morte dell'autore è un puro pretesto: tu non puoi soffrire l'esistenza del diritto d'autore, e l'esistenza degli avvocati, e pensi di combatterli così, con questa battaglia.
    Ridicolo e pure sprovveduto: come se non si fosse capito.
  • Il copyright che dura fino alla fine dell'universo, ti pare sensato?
  • - Scritto da: Sg@bbio
    > Il copyright che dura fino alla fine
    > dell'universo, ti pare
    > sensato?


    Ogni tanto torno su PI e rimango stupito del fatto che continuate a interloquire con chi all'obiezione "la cosa x essendo così è sbagliata", risponde "La cosa X è così per la legge Y. Non importa che sia giusta o sbagliata".

    Voi volete discutere su una cosa e quello vi risponde una banalità sottraendosi alla discussione ma intasando il forum.

    E' inutile. E' dannoso. E' sciocco.

    D'altronde è pure sciocco discutere sulla nostra percezione morale di qualcosa. Per un miliardo di persone circa al mondo è immorale il copyright. Per pochi è immorale la pirateria (solitamente gente usa a cibarsi delle briciole del lavoro degli altri).
    Amen, pensate che c'è gente che ritiene moralmente legittimo fare che ne so il mercenario o il prete. c'è gente che ritiene immorale l'omosessualità. Possiamo pensare che il mercenario sia un mestiere di melma, che privare la gente dei propri diritti sia la sconfitta della civiltà, possiamo pensare persino che i maiali volino, ma restano le nostre opinioni.

    Non è interessante il nostro giudizio morale, è interessante analizzare i fenomeni, soprattutto quando globali. E' interessante analizzare i problemi tecnici, o le conseguenze di certi provvedimenti di legge.
    Non è interessante discutere di moralità. Soprattutto con chi la piega alla propria convenienza.
  • Ammesso e non concesso che i dadi con cui hanno ricavato queste cifre si siano avvicinati alla realta', la conclusione di questa storia e' molto semplice: il modello di distribuzione funziona e rende.

    Se questi "detentori dei diritti" utilizzassero lo stesso modello di distribuzione, tutte queste cifre entrerebbero nelle loro tasche con soddisfazione di tutti.
  • - Scritto da: panda rossa
    > il modello di distribuzione funziona e
    > rende.


    Infatti se ne è accorto netflix che ha un successo talmente strepitoso che la gente è disposta a cercare in ogni modo di accedervi pur id pagare un servizio legale.
    Tanto di cappello all'azienda visto che prima di diventare il numero uno nel campo era una banale catena tipo blockbuster che recapitava a casa in brevissimo tempo i titoli noleggiati.
    Hanno capito che andava cambiato il business ed hanno lasciato al palo i dinosauri che, com'è naturale che sia, si estingueranno.

    Ed i lecchini dei dinosauri che stanno lì a far di conto quando il business model funzionante ormai è bello che dimostrato da netflix.
    Perchè ormai, piangono, netflix è inarrivabile In lacrime
    Se anche fosse vero se l'è meritato perchjè ha avuto il coraggio di provare. Coraggio che nonostante l'insegnamento ed il successo, i dinosauri cnotinuano a non avere.
    Quando si estingueranno sarà un bel giorno per tutti.
  • - Scritto da: panda rossa
    > Ammesso e non concesso che i dadi con cui hanno
    > ricavato queste cifre si siano avvicinati alla
    > realta', la conclusione di questa storia e' molto
    > semplice: il modello di distribuzione funziona e
    > rende.
    >
    > Se questi "detentori dei diritti" utilizzassero
    > lo stesso modello di distribuzione, tutte queste
    > cifre entrerebbero nelle loro tasche con
    > soddisfazione di
    > tutti.

    Parli da solto, perché con quei soldi non ci paghi nemmeno 1 dei migliaia di film in circolazione di un certo spessore.
    ruppolo
    33147
  • - Scritto da: ruppolo
    > - Scritto da: panda rossa

    > Parli da solto, perché con quei soldi non ci
    > paghi nemmeno 1 dei migliaia di film in
    > circolazione di un certo spessore.

    Ma le hai lette le cifre ?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Un altro
    > - Scritto da: ruppolo
    > > - Scritto da: panda rossa
    >
    > > Parli da solto, perché con quei soldi non ci
    > > paghi nemmeno 1 dei migliaia di film in
    > > circolazione di un certo spessore.
    >
    > Ma le hai lette le cifre ?

    Avatar è costato 237 milioni di dollari.

    Vita di Pi 120 milioni di dollari.

    Giusto per fare un paio di esempi.
    ruppolo
    33147
  • - Scritto da: ruppolo
    > - Scritto da: Un altro
    > > - Scritto da: ruppolo
    > > > - Scritto da: panda rossa

    > > > Parli da solto, perché con quei
    > > soldi non ci paghi nemmeno 1 dei migliaia
    > > di film in circolazione di un certo
    > > spessore.

    > > Ma le hai lette le cifre ?

    > Avatar è costato 237 milioni di dollari.


    Ed ha incassato al cinema più di due miliardi di dollari: http://it.wikipedia.org/wiki/Film_di_maggiore_inca...

    > Vita di Pi 120 milioni di dollari.

    Vita di Pi abbatte il muro dei 600 milioni di dollari: http://www.cineblog.it/post/129869/vita-di-pi-abba...

    > Giusto per fare un paio di esempi.

    Ottimi esempi che confermano che dopo le due settimane di cinema i film potrebbero tranquillamente circolare gratis tanto gli incassi ci sono gia stati.
    non+autenticato
  • - Scritto da: ANVI
    > - Scritto da: ruppolo
    > > - Scritto da: Un altro
    > > > - Scritto da: ruppolo
    > > > > - Scritto da: panda rossa
    >
    > > > > Parli da solto, perché con quei
    > > > soldi non ci paghi nemmeno 1 dei
    > migliaia
    >
    > > > di film in circolazione di un certo
    > > > spessore.
    >
    > > > Ma le hai lette le cifre ?
    >
    > > Avatar è costato 237 milioni di dollari.
    >
    >
    > Ed ha incassato al cinema più di due miliardi di
    > dollari:
    > http://it.wikipedia.org/wiki/Film_di_maggiore_inca
    >
    > > Vita di Pi 120 milioni di dollari.
    >
    > Vita di Pi abbatte il muro dei 600 milioni di
    > dollari:
    > http://www.cineblog.it/post/129869/vita-di-pi-abba
    >
    > > Giusto per fare un paio di esempi.
    >
    > Ottimi esempi che confermano che dopo le due
    > settimane di cinema i film potrebbero
    > tranquillamente circolare gratis tanto gli
    > incassi ci sono gia
    > stati.


    Mica va sempre bene:

    http://it.wikipedia.org/wiki/Flop#Flop_cinematogra...

    Ma in ogni caso, cosa mi stai dicendo, che fai i conti in tasca agli altri e decidi se derubarli o meno a seconda del tuo metro di giudizio?
    -----------------------------------------------------------
    Modificato dall' autore il 23 settembre 2014 13.03
    -----------------------------------------------------------
    ruppolo
    33147
  • - Scritto da: ruppolo
    > - Scritto da: ANVI
    > > - Scritto da: ruppolo
    > > > - Scritto da: Un altro
    > > > > - Scritto da: ruppolo
    > > > > > - Scritto da: panda rossa
    > >
    > > > > > Parli da solto, perché con
    > quei
    >
    > > > > soldi non ci paghi nemmeno 1 dei
    > > migliaia
    > >
    > > > > di film in circolazione di un
    > certo
    >
    > > > > spessore.
    > >
    > > > > Ma le hai lette le cifre ?
    > >
    > > > Avatar è costato 237 milioni di dollari.
    > >
    > >
    > > Ed ha incassato al cinema più di due
    > miliardi
    > di
    > > dollari:
    > >
    > http://it.wikipedia.org/wiki/Film_di_maggiore_inca
    > >
    > > > Vita di Pi 120 milioni di dollari.
    > >
    > > Vita di Pi abbatte il muro dei 600 milioni di
    > > dollari:
    > >
    > http://www.cineblog.it/post/129869/vita-di-pi-abba
    > >
    > > > Giusto per fare un paio di esempi.
    > >
    > > Ottimi esempi che confermano che dopo le due
    > > settimane di cinema i film potrebbero
    > > tranquillamente circolare gratis tanto gli
    > > incassi ci sono gia
    > > stati.
    >
    >
    > Mica va sempre bene:
    >
    > http://it.wikipedia.org/wiki/Flop#Flop_cinematogra
    >
    > Ma in ogni caso, cosa mi stai dicendo, che fai i
    > conti in tasca agli altri e decidi se derubarli o
    > meno a seconda del tuo metro di giudizio?

    1) I conti in tasta li hai cominciati a fare tu, peraltro sbagliando, visto che basta guardare le cifre dei botteghini per rendersi conto di quanto guadagnino ancora i produttori di film.

    2) Il rischio d'impresa esiste anche per chi produce film., una domanda: hai visto qualcuno dei film citati come flop ?
    non+autenticato
  • - Scritto da: ANVI
    > - Scritto da: ruppolo
    > > - Scritto da: ANVI
    > > > - Scritto da: ruppolo
    > > > > - Scritto da: Un altro
    > > > > > - Scritto da: ruppolo
    > > > > > > - Scritto da: panda rossa
    > > >
    > > > > > > Parli da solto, perché
    > con
    > > quei
    > >
    > > > > > soldi non ci paghi nemmeno 1
    > dei
    > > > migliaia
    > > >
    > > > > > di film in circolazione di un
    > > certo
    > >
    > > > > > spessore.
    > > >
    > > > > > Ma le hai lette le cifre ?
    > > >
    > > > > Avatar è costato 237 milioni di
    > dollari.
    > > >
    > > >
    > > > Ed ha incassato al cinema più di due
    > > miliardi
    > > di
    > > > dollari:
    > > >
    > >
    > http://it.wikipedia.org/wiki/Film_di_maggiore_inca
    > > >
    > > > > Vita di Pi 120 milioni di dollari.
    > > >
    > > > Vita di Pi abbatte il muro dei 600
    > milioni
    > di
    > > > dollari:
    > > >
    > >
    > http://www.cineblog.it/post/129869/vita-di-pi-abba
    > > >
    > > > > Giusto per fare un paio di esempi.
    > > >
    > > > Ottimi esempi che confermano che dopo
    > le
    > due
    > > > settimane di cinema i film potrebbero
    > > > tranquillamente circolare gratis tanto
    > gli
    > > > incassi ci sono gia
    > > > stati.
    > >
    > >
    > > Mica va sempre bene:
    > >
    > >
    > http://it.wikipedia.org/wiki/Flop#Flop_cinematogra
    > >
    > > Ma in ogni caso, cosa mi stai dicendo, che
    > fai
    > i
    > > conti in tasca agli altri e decidi se
    > derubarli
    > o
    > > meno a seconda del tuo metro di giudizio?
    >
    > 1) I conti in tasta li hai cominciati a fare tu,

    No, io ho solo riportato quanto hanno speso, e senza errori (cifre prese da wikipedia).

    > peraltro sbagliando, visto che basta guardare le
    > cifre dei botteghini per rendersi conto di quanto
    > guadagnino ancora i produttori di
    > film.

    Non mi interessa quanto guadagnano: QUESTO è fare i conti in tasca alla gente.

    >
    > 2) Il rischio d'impresa esiste anche per chi
    > produce film.,

    Esatto, ma il furto non è annoverato tra i rischi d'impresa.


    > una domanda: hai visto qualcuno
    > dei film citati come flop
    > ?

    Irrilevante.
    ruppolo
    33147
  • - Scritto da: ruppolo
    > - Scritto da: ANVI

    > > 2) Il rischio d'impresa esiste anche per chi
    > > produce film.,

    > Esatto, ma il furto non è annoverato tra i rischi
    > d'impresa.

    Se fatto a termini di legge si chiama multiproprieta' : http://www.videotecheweb.it/pvs/
    non+autenticato
  • - Scritto da: ruppolo
    > - Scritto da: ANVI
    > > - Scritto da: ruppolo
    > > > - Scritto da: ANVI
    > > > > - Scritto da: ruppolo
    > > > > > - Scritto da: Un altro
    > > > > > > - Scritto da: ruppolo
    > > > > > > > - Scritto da: panda
    > rossa
    > > > >
    > > > > > > > Parli da solto,
    > perché
    > > con
    > > > quei
    > > >
    > > > > > > soldi non ci paghi
    > nemmeno
    > 1
    > > dei
    > > > > migliaia
    > > > >
    > > > > > > di film in circolazione
    > di
    > un
    > > > certo
    > > >
    > > > > > > spessore.
    > > > >
    > > > > > > Ma le hai lette le cifre
    > ?
    > > > >
    > > > > > Avatar è costato 237 milioni
    > di
    > > dollari.
    > > > >
    > > > >
    > > > > Ed ha incassato al cinema più di
    > due
    > > > miliardi
    > > > di
    > > > > dollari:
    > > > >
    > > >
    > >
    > http://it.wikipedia.org/wiki/Film_di_maggiore_inca
    > > > >
    > > > > > Vita di Pi 120 milioni di
    > dollari.
    > > > >
    > > > > Vita di Pi abbatte il muro dei 600
    > > milioni
    > > di
    > > > > dollari:
    > > > >
    > > >
    > >
    > http://www.cineblog.it/post/129869/vita-di-pi-abba
    > > > >
    > > > > > Giusto per fare un paio di
    > esempi.
    > > > >
    > > > > Ottimi esempi che confermano che
    > dopo
    > > le
    > > due
    > > > > settimane di cinema i film
    > potrebbero
    > > > > tranquillamente circolare gratis
    > tanto
    > > gli
    > > > > incassi ci sono gia
    > > > > stati.
    > > >
    > > >
    > > > Mica va sempre bene:
    > > >
    > > >
    > >
    > http://it.wikipedia.org/wiki/Flop#Flop_cinematogra
    > > >
    > > > Ma in ogni caso, cosa mi stai dicendo,
    > che
    > > fai
    > > i
    > > > conti in tasca agli altri e decidi se
    > > derubarli
    > > o
    > > > meno a seconda del tuo metro di
    > giudizio?
    > >
    > > 1) I conti in tasta li hai cominciati a fare
    > tu,
    >
    > No, io ho solo riportato quanto hanno speso, e
    > senza errori (cifre prese da
    > wikipedia).
    >
    > > peraltro sbagliando, visto che basta
    > guardare
    > le
    > > cifre dei botteghini per rendersi conto di
    > quanto
    > > guadagnino ancora i produttori di
    > > film.
    >
    > Non mi interessa quanto guadagnano: QUESTO è fare
    > i conti in tasca alla
    > gente.

    "non giudicare se non vuoi essere giudicato"... bello.
    peccato che tu sei il tizio che accusava gli altri di essere pezzenti perche non si potevano permettere l'iphone....
    non+autenticato
CONTINUA A LEGGERE I COMMENTI
Successiva
(pagina 1/2 - 9 discussioni)