Italia: pubblica sicurezza, un corpo elettrico

Italia: pubblica sicurezza, un corpo elettrico

Il Palazzo mostra segni di apprezzamento rispetto all'introduzione del Taser fra le dotazioni delle forze dell'ordine. Il Ministero della Salute dovrà valutare quanto effettivamente queste armi siano "non letali"
Il Palazzo mostra segni di apprezzamento rispetto all'introduzione del Taser fra le dotazioni delle forze dell'ordine. Il Ministero della Salute dovrà valutare quanto effettivamente queste armi siano "non letali"

Le forze dell’ordine italiane potrebbero presto impugnare pistole elettriche, nella fattispecie il famigerato Taser , che da anni elettrizza agenti delle polizie di numerosi paesi del mondo e cittadini che affidano ad un grilletto la difesa della propria persona. L’ipotesi di una sperimentazione si fa strada nelle aule del Palazzo: quella che viene definita “arma di dissuasione non letale”, ma che è ritenuta dalla legge italiana un'”arma propria” a tutti gli effetti, potrebbe essere impugnata a breve dai tutori della pubblica sicurezza, previa verifica da parte del Ministero della Salute.

Le commissioni Giustizia e Affari costituzionali della Camera hanno approvato l’ emendamento 8.6 al cosiddetto Decreto Stadi proposto dal deputato di Forza Italia Gregorio Fontana, che ha spiegato come “la pistola Taser, grazie all’uso della corrente elettrica, consente di immobilizzare per alcuni secondi la persona colpita, che così può essere facilmente arrestata”. Meno costosa delle tradizionali armi da fuoco in dotazione dei corpi di polizia, il Taser contribuirebbe secondo Fontana a “ridurre i rischi per l’incolumità personale degli agenti sia a ridimensionare drasticamente il numero delle vittime nelle operazioni di pubblica sicurezza”.

La proposta ha incontrato il supporto del Sindacato Italiano Unitario Lavoratori di Polizia (SIULP), e l’ appoggio del Sindacato Autonomo di Polizia (SAP), che sottolineano come il Taser si collochi opportunamente fra gli strumenti già in dotazione come pistola, manganello e mitra, poco flessibili nel supportare gli agenti negli interventi che devono affrontare quotidianamente. Voci di disenso si levano invece dal Movimento 5 Stelle, che lamenta l’incognita sul costo di quelle che vangono definite “armi giocattolo”.

Ma di armi giocattolo non si tratta: l’Italia sottopone l’acquisto dei cosiddetti “storditori elettrici” al nulla osta o al porto d’armi, è vietato il porto ai fini della difesa personale e sono numerosi i dubbi che ancora permangono riguardo alla sicurezza di questi dispositivi che, in numerose occasioni, sono stati ritenuti in qualche modo connessi a delle morti .

Se a decidere della sicurezza dei taser sarà il Ministero della Salute, magari istituendo dei regolamenti che limitino la potenza erogata , le istituzioni saranno altresì impegnate a vigilare sugli abusi della “non letalità” di queste armi. La Corte europea dei diritti dell’Uomo, proprio mentre le commissioni Giustizia e Affari costituzionali approvavano l’emendamento Fontana, ha condannato la Bulgaria per aver violato l’articolo 3 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo, che proibisce la tortura, abusando di armi ad elettroshock nel corso di una perquisizione ad un’azienda sospettata di impiegare software illegale. Per scongiurare situazioni di questo tipo, suggerisce l’Associazione Nazionale Funzionari Polizia, sarebbe opportuno impiegare “già nella fase sperimentale pistole taser che dispongono di un sistema di videoregistrazione connesso automaticamente al loro uso”, come avviene in alcuni stati. Il Garante della Privacy ha appena espresso parere positivo rispetto all’uso di “piccole telecamere indossabili nel corso di manifestazioni pubbliche”, da appuntare alle divise delle forze dell’ordine: l’authority ne ha vincolato l’uso ai casi “di estrema necessità”.

Gaia Bottà

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Pubblicato il
30 set 2014
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