Luca Annunziata

Google Plus è (ancora) vivo

Parla il nuovo leader del team di sviluppo. Che sgombra il campo da ogni dubbio sul destino del social di Mountain View. Non c'è alcuna intenzione di toglierlo di mezzo

Roma - Dopo l'uscita di scena di Vic Gundotra, un po' troppo repentina per non essere interpretata in chiave negativa per il destino di Google+, le redini dei progetti social di Mountain View sono passate nelle mani di David Besbris: il manager Google ha affrontato una delle sue prime uscite pubbliche ai microfoni di Re/code, chiarendo che Google+ è e resta un prodotto attivamente supportato da BigG e che la scommessa dell'azienda sul social non ha segnato il passo e anzi resta un progetto a lungo termine.

Il problema fondamentale affrontato da G+, secondo Besbris, è stato il suo accostamento allo status quo del settore: in altre parole Plus non è Facebook nè punta a sostituirlo o diventarne un clone. "C'erano motori di ricerca prima di Google, abbiamo solo fatto qualcosa di diverso. C'erano altre email prima di Gmail, abbiamo solo affrontato il problema in modo diverso. Pensavamo di avere qualche idea su come utilizzare gli strumenti social. Credo che l'argomento si presti a molte intepretazioni: l'idea che tutti i tuoi contatti abbiano accesso a tutte le tue informazioni allo stesso modo non è un modello corretto per l'umanità".

In altre parole, secondo il nuovo responsabile di G+ la chiave di lettura giusta del social di Google è la privacy: le cerchie sono il meccanismo base di funzionamento del prodotto, e guardando a quelle si dovrebbe comprendere quale sia il modello adottato da Mountain View. Ci sono state delle incertezze nel corso dello sviluppo, ad esempio quando si è in qualche modo forzato l'abbinamento di un profilo G+ al resto dei prodotti Google, ma ci sono anche punti di forza da vantare rispetto alla concorrenza: Besbris cita Hangouts e il meccanismo di videoconferenza di gruppo, e non nasconde anche l'importanza delle foto e della loro gestione. Poi ci sono settori dove si può migliorare, come l'interazione in mobilità attaverso le app iOS e Android.
Di numeri non si parla, David Besbris dribbla la domanda trincerandosi dietro un no-comment, ma ribadisce due concetti: "Per noi è importante comprendere come gli utenti usano davvero Google+ e come si adatta alla loro vita" dice, in modo tale da sviluppare le componenti migliori e vincenti del prodotto e presentarle al meglio ai potenziali utenti. E, infine, "Non c'è un fischio che termina il gioco, credo siamo nel social - come sempre fa Google - senza una data di scadenza. Lo abbiamo detto sin dalla nascita dell'azienda, facciamo sempre scomesse a lungo termine, prendiamo decisioni a lungo termine".

Luca Annunziata
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18 Commenti alla Notizia Google Plus è (ancora) vivo
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  • G+ aveva (forse ha ancora) un potenziale enorme. Pensiamo agli utenti GMail, agli utenti Android, agli utilizzatori di Google. Praticamente il 99% di chi naviga in internet.
    Questi i punti chiave che andavano sviluppati meglio.
    Hangouts, che si è dimostrato molto potente su funzionalità avanzate e poco su quelle base, tipiche per esempio di WhatsApp. La gestione dei contatti poi è pessima. Ora è migliorato, siamo alla fine del 2014...
    G+ poteva funzionare come un misto tra twitter (concetto di follower) e di Facebook (condivisione), senza essere invasivo e incasinato come adesso. Gestire i contatti e le cerchie è un casino, anche perchè dovrebbe essere una funzione a se stante che poi ti ritrovi sulla rubrica dello smartphone piuttosto che in GMail, gestione unica non tre cose diverse. Poteva fornire strumenti facili di integrazione ai siti web tipo uno che vuole aggiungere i commenti senza perà doversi gestire o moderare direttamente. Il famoso pulsante G+ avrebbe dovuto essere ovunque.
    Google search poteva avere una serie di opzioni per aggiungere funzionalità social alle ricerche un po' come faceva quel sito fatto dall'Italiano (non mi ricordo...).
    non+autenticato
  • Facebook mi infatidisce. Le impostazioni della privacy hanno una logica sfuggente, non trovo mai come fare una cosa e questo mi scoraggia dal farla. Nel cambiare più volte i meccanismi di privacy mi ritrovo mie vecchie foto o foto di me taggate da altri di cui ho perso il controllo di chi vede cosa. Vai adesso a modificare l'impostazioni a manella uno a uno. (poi non capisco mai come cavolo cataloga ste benedette foto, che spuntano ovunque. Si dovrei spenderci un po' di tempo ma che palle). Avevo una blacklist per limitare all'accessibilità ma ora sembra bypassata. Mi urtano molto i suggerimenti di amici che potrei conoscere, perché gli stessi avvisi con la mia faccia arrivano ad altri evidenziando connessioni che chi ti ha detto di andare a dire in giro. Non mi piace quella pratica subdola del controllo di sicurezza che ti fa fare il riconoscimento degli amici. Ma che è sta violenza? E se quello non voleva dirti che era lui su quella foto? Lo vai a chiedere agli amici che magari non hanno la sensibilità per capire che si stanno prestando a una aggressione. Ho maturato la necessità di due profili: uno di self-promoting per i contatti formali e uno davvero personale, ma è un meccanismo che mi fa replicare gli upload e la gestione, è scomodo e ha il rischio di un cortocircuito tra i due profili. Poi questa storia di whatsap..... il mio numero di cell è associato alla mia carta di identità cavolo. Insomma, non mi piace non mi piace, con un prodotto diverso migrerei subito. Per farlo affermare? Basterebbe un meccanismo automatico di migrazione dei contenuti dal mio profilo, gestirli (meglio) sulla nuova piattaforma e sincronizzarli di nuovo con FB, la possibilità di aggiungere amicizie con profili FB su questa nuova piattaforma, ecc.. (se aspetti che la gente si sposti per disperazione da FB dove ha tutti i contatti, stai fresco. Devi dare a FB se vuoi andare via. Piano piano..). Non mi piace, non mi piace. Quindi aspetto con anzia di poter dire: Ciao FB e grazie per tutto il pesce!
    non+autenticato
  • - Scritto da: Gibbo
    > Quindi aspetto con anzia di
    > poter dire: Ciao FB e grazie per tutto il
    > pesce!

    Io invece non lo posso proprio dire.
  • Scusa, una domanda, ma a cosa serve su FB un profilo personale?!?!

    Facebook e' un social network, la privacy non esiste in queste cose. Qualsiasi cosa metti online e' chiaro che non puoi mantenerne il controllo per pochi semplicissimi motivi:

    1) quando metti una foto, anche se la condividi solo agli amici, se uno di quegli amici la condivide a sua volta, gia' non hai piu' il controllo di chi la puo' vedere.

    2) Anche solo i like che ricevono le tue foto bastano per far vedere quelle foto agli amici della persona che ha fatto like.

    3) anche se imposti tutti i criteri di privacy come vuoi, facebook li cambia in continuazione e quindi non riesci mai ad avere il controllo di tutti i tuoi contenuti passati a meno di spulciarteli uno ad uno.

    Anche a me danno fastidio alcune cose, tipo che chiede di taggare tutte le facce che vede in una foto o fa vedere le facce quando dice "persona che potresti conoscere". Per questo evito di mettere la mia foto come foto dell'utente, e posto poche foto di me, sapendo che quello che posto non so dove andra' a finire (e poi perche' non sono cosi' egocentrico).

    In sostanza, le parole Social e Privacy sono come due rette parallele...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Gibbo
    > Facebook mi infatidisce.

    Il problema è l'uso, facebook è fatto per spargere in giro le proprie informazioni personali.

    Tu chiediti cosa vorresti e ti si possono fornire alternative, ma io temo che quello che vuoi è proprio facebook.
    non+autenticato
  • Io vorrei una piazza virtuale. Anzi un "muretto" virtuale. Questo è il modo in cui cerco di usarlo. E tutto sommato FB da quessta funzione. Un punto focale dove vai e ci trovi la persona della tua cerchia (ops.. ho richiamato la visione di G+) o il suo contributo, i suoi "two cents". Ora, al muretto ci vado -e mi aspetto anche di trovare la pubblicità attaccata al muro (ops.. ho richiamato la visione di FB)- a raccontare dove ho passato le vacanze e dove vorrò passarle, ma non scendo in mutande. Ho il controllo di questo. Social e privacy non sono due rette parallele, si incontrano dove si trova l'equilibrio tra necessità di condividere e possibilità di impedire che quello che condivido si ripercuota conto di me. E questo si fa, si tratta solo di capacità di controllo, dove il meccanismo funziona male ed è anche malizioso (come una terza persona interessata che media tra me e i miei amici al muretto) ecco lì non funziona.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Gibbo
    > Io vorrei una piazza virtuale. Anzi un "muretto"
    > virtuale. Questo è il modo in cui cerco di
    > usarlo. E tutto sommato FB da quessta funzione.

    ??? Cioe' una bacheca in cui metti foto, immagini, cose cosi ?



    > Un punto focale dove vai e ci trovi la persona
    > della tua cerchia (ops.. ho richiamato la visione
    > di G+) o il suo contributo, i suoi "two cents".
    > Ora, al muretto ci vado -e mi aspetto anche di
    > trovare la pubblicità attaccata al muro (ops.. ho
    > richiamato la visione di FB)- a raccontare dove
    > ho passato le vacanze e dove vorrò passarle, ma
    > non scendo in mutande. Ho il controllo di questo.

    Ma certo, considerà però che il tuo vicino di casa potrebbe invece farti una foto in mutante e dedere di pubblicarla sul suo muretto a fianco al tuo.

    > Social e privacy non sono due rette parallele, si
    > incontrano dove si trova l'equilibrio tra
    > necessità di condividere e possibilità di
    > impedire che quello che condivido si ripercuota
    > conto di me.

    Non puoi, nel momento in cui hai condiviso non hai piu' il controllo di cio' che hai condiviso poiche l'hai regalato agli altri. Il tuo problema è che tu vorresti che il muretto fosse solo tuo, ma se fosse cosi' non avresti nessuno con cui socializzare.

    > E questo si fa, si tratta solo di
    > capacità di controllo, dove il meccanismo
    > funziona male ed è anche malizioso (come una
    > terza persona interessata che media tra me e i
    > miei amici al muretto) ecco lì non funziona.

    Vedi ? Come ti dicevo il problema è che tu non sei l'unico proprietario del muretto, i social funzionano cosi'. E' come voler discutere con altre persone e pretendere di avere sempre ragione... Nel momento in cui desideri interagie non puoi, vere sempre ragione, l'unica solizione è che parli da solo.
    non+autenticato
  • ....già. Mi sto convincendo di questa impossibilità di controllo intrinseca. L'unica strategia vincente a questo punto è quella di War Games.....
    non+autenticato
  • - Scritto da: Gibbo
    > ....già. Mi sto convincendo di questa
    > impossibilità di controllo intrinseca. L'unica
    > strategia vincente a questo punto è quella di
    > War Games.....

    Bravo...
    Io viaggio di nickname sempre e in rete non esiste che si possa associare alla mia persona qualsiasi immagine / registrazione. Tanto tutti quelli che conosco di persona sanno benissimo qual e' il mio nick nel protocollo via cui gli parlo. Questo sistema funziona dagli anni '80.
    non+autenticato
  • Ma a che serve?
    Non ci ho mai trovato alcuna utilità in Google+.
    Anzi mi ritrovo molto dubbie impostazioni di privacy...
    iRoby
    6893
  • Come in tutte le cose "soccial" accopiano 2 features
    1) non servono praticamente a un ciufolo
    2) la privacy puoi lasciarla perdere da subito.
    non+autenticato
  • Serve a promuovere delle community senza pagare.
    Creare una pagina su Facebook costa, su Google Plus è gratis.
    Il bacino di utenza che ti permette di raggiungere è limitato, ma è meglio di niente.
    Per la mia community di programmazione sto usando twitter e google plus insieme. Un po' di visibilità sto riusciendo ad ottenerla.

    Sia chiaro, come persona fisica non intendo usarlo né ora né mai.
    non+autenticato
  • - Scritto da: vituzzo
    > Serve a promuovere delle community senza pagare.
    > Creare una pagina su Facebook costa, su Google
    > Plus è
    > gratis.
    > Il bacino di utenza che ti permette di
    > raggiungere è limitato, ma è meglio di
    > niente.
    > Per la mia community di programmazione sto usando
    > twitter e google plus insieme. Un po' di
    > visibilità sto riusciendo ad
    > ottenerla.
    >
    > Sia chiaro, come persona fisica non intendo
    > usarlo né ora né
    > mai.
    >
    Hai un account FB, uno Skype, uno WA, uno DB, ecc.... ?
    Io ho un account Google (le impostazioni sulla privacy sono un po' imboscate, ma ci sono).

    ...e il bacino potenziale è perlomeno pari al numero dei possessori di de vice Android (80% mercato) !
    non+autenticato
  • - Scritto da: Marco Ravich
    > Hai un account FB, uno Skype, uno WA, uno DB,
    > ecc....
    > ?

    Facebook lo evito proprio, ormai è inaccettabile per le cose che ha fatto e continua a fare. Ho pochi social scelti bene ed usati il meno possibile.

    > Io ho un account Google (le impostazioni sulla
    > privacy sono un po' imboscate, ma ci
    > sono).

    A prescindere dalle impostazioni sulla privacy, secondo me è buona norma scrivere lì solamente le cose che si è tranquilli di far sapere a tutto il mondo. E pensarci bene prima di scrivere.

    >
    > ...e il bacino potenziale è perlomeno pari al
    > numero dei possessori di de vice Android (80%
    > mercato)
    > !

    Eh ma non tutti hanno lo smartphone. Poi, molti di quelli che hanno un account Gmail non hanno un account Plus o se lo hanno, lo usano pochissimo.
    non+autenticato
  • Idem per la mia Community di Bici Elettriche, che in un solo paio di anni ha raggiunto quasi 1500 iscritti. Facebook, con le sue sezioni "gruppi" o "pagine", non ha le stesse caratteristiche di interattività.
    non+autenticato
  • - Scritto da: iRoby
    > Ma a che serve?
    > Non ci ho mai trovato alcuna utilità in Google+.

    Io lo uso principalmente per frequentare le community di sviluppatori. Il fatto che sia molto poco usato per il cazzeggio, riduce al minimo i post di spam. E poi è normalissimo fare domande dirette ad esempio agli ingegneri che sviluppano Android e ricevere risposte dirette.

    > Anzi mi ritrovo molto dubbie impostazioni di privacy...

    Che siano ingiustificatamente complicate è vero, però permettono un controllo molto selettivo di cosa far vedere e a chi e su cosa ricevere notifiche o no.
  • - Scritto da: iRoby
    > Ma a che serve?
    > Non ci ho mai trovato alcuna utilità in Google+.
    > Anzi mi ritrovo molto dubbie impostazioni di
    > privacy...

    Non è che "serve"...

    E' un plus !

    Hahahahahahahahaha
    non+autenticato
  • - Scritto da: iRoby
    > Ma a che serve?
    > Non ci ho mai trovato alcuna utilità in Google+.
    CUT

    OTTIMO, è proprio quello che pensano tutti quelli che
    stanno su facebook, meglio che stiano lì rinchiusi
    sfracellandosi gli zebedei con tonnellate di post
    autopropaganti di bimbiminkia, gattini, frasi idiote,
    catene di Sant'Antonio, inviti a feste in maschera(!)
    di dubbio gusto, ecc...
    Su Google+ invece meglio pochi ma buoni, si discute di
    nuove tecnologie, del loro utilizzo, si scambiano pareri
    e nuove conoscenze, che possono portare ad allargare
    i propri confini ed il proprio business.