Luca Annunziata

Ammazza-blog, a volte ritornano

Si rivede al Senato il famigerato DDL su rettifiche e multe per i giornalisti. Al centro degli emendamenti più pesanti soprattutto i siti online

Ammazza-blog, a volte ritornanoRoma - Un tempo era l'ammazza-blog, ora lo chiamano DDL Lochness per le sue qualità di resilienza e persistenza: al Senato riappare il disegno di legge che punta a riformare la legge 47 del 1948 (Disposizioni sulla stampa), neutralizzato solo un anno fa nei suoi propositi più nefasti soprattutto per i blog, e che sta per essere discusso in aula. Il problema sono i nuovi emendamenti che sono stati proposti: le conseguenze in termini di fattività delle rettifiche e la portata delle possibili pene per i giornalisti sono ancora una volta una potenziale minaccia per la libertà d'espressione.

Il DDL in questione tormenta la rete dal 2009. Dopo l'ultimo riesame, che aveva nel complesso ristretto il campo di applicazioni alle testate giornalistiche propriamente dette e messo al sicuro i blog da obblighi eccessivamente pedanti, gli emendamenti ripresentati a Palazzo Madama sembrano nuovamente esacerbare la situazione: niente carcere tra le pene previste, ma multe salate (fino a 50mila euro), responsabilità in solido di direttore e vicedirettore (anche in presenza di pezzi firmati) e ancora una volta criteri di rettifica di complicata applicabilità che vanno a inquinare un quadro già di per sé non molto nitido.

Resta in piedi il concetto di "coscienza di falsità", ovvero la diffusione deliberata di informazioni non veritiere da parte del giornalista, come aggravante: è in questi casi che la pena pecuniaria passa dai 10mila euro previsti a 50mila, moltiplicata cinque volte per scoraggiare l'attribuzione di azioni o dichiarazioni non verificabili all'interno di un articolo. Quando poi arrivi una richiesta di rettifica, essa andrebbe pubblicata tasativamente entro 48 ore e senza alcun commento, seguendo un criterio puntuale di impaginazione e offrendo visibilità analoga all'articolo originario: in caso di mancata ottemperanza si potrà ricorrere al giudice, a cui spetterà il compito di irrogare la sanzione pecuniaria, avvisare prefetto e Ordine dei Giornalisti. L'OdG, infine, dovrebbe provvedere anche alla sospensione fino a 6 mesi nel caso in cui si verifichino tali circostanze. Ma ci sono anche emendamenti che prevedono la responsabilità per i commenti postati da altri su un sito, e in talune circostanza anche i comuni blogger (oltre ai giornalisti e alle testate registrate) potrebbero essere compresi nella portata di tale modifica.
Se la rettifica non fosse abbastanza, alcuni degli emendamenti presentati prevedono in alternativa (o in aggiunta) la cancellazione di tutti i dati personali e informazioni ritenute diffamatorie presenti nei "siti internet" e persino "dai motori di ricerca", facoltà che spetta al diretto interessato come ai suoi eredi. In un attimo riaffiora il tormentone bavaglio: trattandosi solo di emendamenti a un DDL ancora da discutere in aula al Senato (e per questo ci sarà da attendere almeno un altro paio di settimane) forse è prematura, ma vale la pena drizzare le antenne e tenere ancora sotto controllo questo provvedimento nel corso del suo iter parlamentare.

Luca Annunziata
27 Commenti alla Notizia Ammazza-blog, a volte ritornano
Ordina
  • per sfizio (si ho strani sfizi) ho scaricato il noioso pdf della norma GIA APPROVATA al senato... un paio di page down e mi trovo questo punto d)

    d) dopo il quarto comma è inserito il seguente: «Per la stampa non periodica, l’autore dello scritto ovvero i soggetti di cui all’arti- colo 57- bis del codice penale provvedono, in caso di ristampa o nuova diffusione, anche in versione elettronica, e, in ogni caso, nel proprio sito internet ufficiale, alla pubblica- zione delle dichiarazioni o delle rettifiche dei soggetti di cui siano state pubblicate im- magini o ai quali siano stati attribuiti fatti o atti o pensieri o affermazioni da essi ritenuti lesivi della loro reputazione o contrari a ve- rità, purché le dichiarazioni o le rettifiche non abbiano contenuto suscettibile di incri- minazione penale. La pubblicazione in retti- fica deve essere effettuata nel sito internet e nelle nuove pubblicazioni elettroniche entro due giorni dalla richiesta e nella prima ri- stampa utile con idonea collocazione e carat- teristica grafica e deve inoltre fare chiaro ri- ferimento allo scritto che l’ha determinata»

    una gran bella idea le rettifiche retroattive (specie se interpretate con il modo,motivazioni e celerita' spiegate in altra parte) sulla roba digitale poi... "ristampa" "nuova diffusione" "le nuove pubblicazioni elettroniche" "prima ristampa utile"... ma che e'? pensano che portino il pdf col furgone alle edicole ogni mattina e poi ritirano i resi? e se c'e' nuova richiesta facciano delle ristampe? ecc ecc
    non+autenticato
  • - Scritto da: bubba
    > per sfizio (si ho strani sfizi) ho scaricato il
    > noioso pdf della norma GIA APPROVATA al senato...
    > un paio di page down e mi trovo questo punto
    > d)
    >
    > d) dopo il quarto comma è inserito il seguente:
    > «Per la stampa non periodica, l’autore dello
    > scritto ovvero i soggetti di cui all’arti- colo
    > 57- bis del codice penale provvedono, in caso di
    > ristampa o nuova diffusione, anche in versione
    > elettronica, e, in ogni caso, nel proprio sito
    > internet ufficiale, alla pubblica- zione delle
    > dichiarazioni o delle rettifiche dei soggetti di
    > cui siano state pubblicate im- magini o ai quali
    > siano stati attribuiti fatti o atti o pensieri o
    > affermazioni da essi ritenuti lesivi della loro
    > reputazione o contrari a ve- rità, purché le
    > dichiarazioni o le rettifiche non abbiano
    > contenuto suscettibile di incri- minazione
    > penale. La pubblicazione in retti- fica deve
    > essere effettuata nel sito internet e nelle nuove
    > pubblicazioni elettroniche entro due giorni dalla
    > richiesta e nella prima ri- stampa utile con
    > idonea collocazione e carat- teristica grafica e
    > deve inoltre fare chiaro ri- ferimento allo
    > scritto che l’ha determinata»
    >
    >
    > una gran bella idea le rettifiche retroattive
    > (specie se interpretate con il modo,motivazioni e
    > celerita' spiegate in altra parte) sulla roba
    > digitale poi... "ristampa" "nuova diffusione" "le
    > nuove pubblicazioni elettroniche" "prima ristampa
    > utile"... ma che e'? pensano che portino il pdf
    > col furgone alle edicole ogni mattina e poi
    > ritirano i resi? e se c'e' nuova richiesta
    > facciano delle ristampe? ecc
    > ecc

    La parte che riguarda solo weblog e siti internet ovviamente dice cose un po' diverse.
    Questa parte è diretta ai giornali che hanno anche una versione internet uguale a quella cartacea. Un'impostazione oramai superata, le testate hanno quasi sempre una redazione online e una redazione per la versione cartacea. E in genere, non sempre, a pagamento si può ottenere il .pdf dell'edizione cartacea. La legge si riferisce a questo.

    P.S.: Se riformattavi il testo togliendo i trattini di sillabazione del PDF era meglio.
  • la mitologica norma del '48 sempre li rimane... saltone in avanti.. norma disastrosa del nano del 2001... ddl-toppa pateracchio del 2003... dannosissimo ddl levi-Prodi del 2007 (il famoso ammazzablog) a cui seguono stop-n-go, emendamenti interpellanze proposte, e diventa quasi faro di liberta' uno di forza italia della prima ora ( Cassinelli )... poi boh credo che Prodi caschi e rimane nulla di fatto. Poi infiltrazioni nel ddl intercettazioni e pateracchi vari del 2009... e chissa' quanti ne ho dimenticati. Ah si c'e' stato anche lo spettacolo indegno del 'salva sallusti'... Cmq dal 2001 qualcosa nel cranio dei politici pare sia entrato eh (aka siam messi meglio che nel 2001)...
    Nessuno pero' che parli, per es, di lite temeraria.. o del tema attiguo del (c)... sia dell'elefante in cristalleria (privilegi millenari impostati a fine '800) sia di cose collaterali (esenzione 'immagini degradate' diventato immediatamente lettera morta), "liberta' di panorama" (un disastro che ci imbarazza davanti al mondo), ecc..
    non+autenticato
  • > la mitologica norma del '48 sempre li rimane...

    Per i lettori meno informati: la legge sulla stampa dell'8 febbraio 1948, approvata quando l'assemblea costituente era di fatto sciolta.

    > Ah si c'e'
    > stato anche lo spettacolo indegno del 'salva
    > sallusti'...

    Non so se era indegno, ma non salvò nessuno. Sallusti iniziò la sua pena agli arresti domiciliari in casa Santanché, poi il Presidente commutò la pena.


    > Nessuno pero' che parli, per es, di lite
    > temeraria.. o del tema attiguo del (c)... sia
    > dell'elefante in cristalleria (privilegi
    > millenari impostati a fine '800)

    No, la prima legge sul diritto d'autore sul suolo italiano è la legge 19 fiorile anno IX della Repubblica Cisalpina:

    http://www.ubertazzi.it/it/codice/doc423.pdf

    Col calendario prerivoluzionario sarebbe stato il 9 maggio 1801. All'inizio dell'Ottocento, quindi non alla fine.
  • - Scritto da: Leguleio
    > > la mitologica norma del '48 sempre li
    > rimane...
    >
    > Per i lettori meno informati: la legge sulla
    > stampa dell'8 febbraio 1948, approvata quando
    > l'assemblea costituente era di fatto sciolta.
    >
    >
    > > Ah si c'e'
    > > stato anche lo spettacolo indegno del 'salva
    > > sallusti'...
    >
    > Non so se era indegno
    come non lo sai? hanno dichiarato e combinato di tutto e deppiu'... sembrava il 2nd tragico fantozzi.. " Nel buio della sala correvano voci incontrollate e pazzesche. Si diceva che l'Italia stava vincendo per 20 a 0 e che aveva segnato anche Zoff di testa, su calcio d'angolo"

    > Sallusti iniziò la sua pena agli arresti
    > domiciliari in casa Santanché, poi il Presidente
    > commutò la
    > pena.
    gia'... ma lo spettacolo indegno e' rimasto...

    >
    >
    > > Nessuno pero' che parli, per es, di lite
    > > temeraria.. o del tema attiguo del (c)... sia
    > > dell'elefante in cristalleria (privilegi
    > > millenari impostati a fine '800)
    >
    > No, la prima legge sul diritto d'autore sul suolo
    > italiano è la legge 19 fiorile anno IX della
    > Repubblica
    > Cisalpina:
    italiano? io parlo della convenzione di berna.. quella che contiene la robba su cui ancora ci basiamo
    non+autenticato
  • > > > stato anche lo spettacolo indegno del
    > 'salva
    > > > sallusti'...
    > >
    > > Non so se era indegno

    > come non lo sai? hanno dichiarato e combinato di
    > tutto e deppiu'... sembrava il 2nd tragico
    > fantozzi.. " Nel buio della sala correvano voci
    > incontrollate e pazzesche. Si diceva che l'Italia
    > stava vincendo per 20 a 0 e che aveva segnato
    > anche Zoff di testa, su calcio
    > d'angolo"

    Evidentemente non segui molto i dibattiti parlamentari italiani.
    Di situazioni così se ne sono verificate diverse, nella storia repubblicana.


    > > Sallusti iniziò la sua pena agli arresti
    > > domiciliari in casa Santanché, poi il Presidente
    > > commutò la
    > > pena.
    > gia'... ma lo spettacolo indegno e' rimasto...

    Veramente per oltre un anno non se ne è parlato, si ricomincia ora.
    È uno spettacolo con lunghi intermezzi.A bocca aperta


    > > > Nessuno pero' che parli, per es, di lite
    > > > temeraria.. o del tema attiguo del (c)...
    > sia
    > > > dell'elefante in cristalleria (privilegi
    > > > millenari impostati a fine '800)
    > >
    > > No, la prima legge sul diritto d'autore sul
    > suolo
    > > italiano è la legge 19 fiorile anno IX della
    > > Repubblica
    > > Cisalpina:

    > italiano?

    Sì, suolo che sarebbe diventato italiano nel 1861.

    > io parlo della convenzione di berna..
    > quella che contiene la robba su cui ancora ci
    > basiamo

    E ti sbagli. La convenzione di Berna stabilisce il riconoscimento del diritto d'autore da parte degli Stati esteri, ma ogni Stato membro ha la sua legge, che può non coincidere in tutto e per tutto con un altro Stato.
    Tra l'altro molti Paesi non l'hanno sottoscritta ma devono condividerne i principi in forza dell'accordo ADPIC (Accordo sugli aspetti dei diritti di proprietà intellettuale attinenti al commercio), a cui è obbligato ogni stato membro dell'Organizzazione mondiale del commercio, ed è più recente della Convenzione di Berna.

    Prima della Convenzione di Berna il regno d'Italia aveva già una sua legge sul diritto d'autore: la legge 25 giugno 1865 n° 2337
    http://www.ubertazzi.it/it/codice/doc443.pdf
    All'articolo 39 era già previsto che l'Italia riconoscesse il diritto d'autore di Paesi esteri.
  • - Scritto da: Leguleio

    > > > No, la prima legge sul diritto d'autore
    > sul
    > > suolo
    > > > italiano è la legge 19 fiorile anno IX
    > della
    > > > Repubblica
    > > > Cisalpina:
    >
    > > italiano?
    >
    > Sì, suolo che sarebbe diventato italiano     sabaudo nel 1861.
    >

    Fixed.

    Anche nell'esame di riparazione di storia stai risultando insufficiente.

    Nel risorgimento gli stati italiani vennero annessi al Piemonte (Regno di Sardegna o Stato Sabaudo).
    Poi, ma solo poi, Vittorio Emanuele II assunse il titolo di Re d'Italia, senza tuttavia rinominarsi in Vittorio Emanuele I.
    Quindi di fatto l'Italia fu solo una estensione dello stato Sabaudo per far contenti quelli che ci credevano, mantenendo il governo, la costituzione e le leggi di tale stato.
  • > > Sì, suolo che sarebbe diventato
    > italiano
        sabaudo
    >
    nel
    > 1861.
    > >
    >
    > Fixed.

    Queste recriminazioni riguardo ad avvenimenti di oltre 150 anni fa sono ridicole.
    Sì, è vero, il risorgimento fu soprattutto una guerra di conquista da parte del regno di Sardegna (con alcune eccezioni: la Lombardia, che cercò l'annessione), ma qualsiasi Stato che sia più grande del Liechtenstein o di Malta si è espanso così, in certi frangenti della storia. L'importante non è il come è arrivato ad essere stato nazionale, l'importante è come ha gestito il dopo.


    > Anche nell'esame di riparazione di storia stai
    > risultando
    > insufficiente.

    Ti stai confondendo con te stesso.


    > Nel risorgimento gli stati italiani vennero
    > annessi al Piemonte (Regno di Sardegna o Stato
    > Sabaudo).

    Dopo i plebisciti.

    > Poi, ma solo poi, Vittorio Emanuele II assunse il
    > titolo di Re d'Italia, senza tuttavia rinominarsi
    > in Vittorio Emanuele
    > I.

    Avrebbe creato solo confusione. Vittorio Emanuele I era morto da meno di 40 anni, il ricordo era ancora vivo.
    Non sono i numeri cardinali a cambiare i fatti storici.


    > Quindi di fatto l'Italia fu solo una estensione
    > dello stato Sabaudo per far contenti quelli che
    > ci credevano, mantenendo il governo, la
    > costituzione e le leggi di tale
    > stato.

    Gestire la transizione è sempre complicato. In ogni caso, le elezioni legislative del 1861 furono estese a tutta l'Italia, anche se il regno d'Italia ancora non c'era. E nel primo ventennio di esistenza si passò il tempo a produrre leggi che andassero bene per tutta la penisola. In generale, fino alla nuova legge nazionale, rimanevano in vigore localmente quelle precedenti, se compatibili.
    Quindi vennero promulgati il codice civile nel 1865, la legge sul diritto d'autore del 1865, il Codice di Commercio del 1882, il codice penale del 1889, la legge Coppino sull'istruzione del 1877.
    La capitale del regno venne dapprima spostata a Firenze (1865), e poi a Roma (1871).

    Una potenza conquistatrice non avrebbe mai attuato tutti questi cambiamenti, avrebbe tenuto il controllo solo per sé.
  • - Scritto da: Leguleio
    > > > Sì, suolo che sarebbe diventato
    >
    > > italiano
        sabaudo
    > >
    nel
    > > 1861.
    > > >
    > >
    > > Fixed.
    >
    > Queste recriminazioni riguardo ad avvenimenti di
    > oltre 150 anni fa sono ridicole.

    Di diricolo c'e' solo chi le cita a sproposito.
    Sono accadimenti noti. Per chi li ha studiati.

    > Sì, è vero, il risorgimento fu soprattutto una
    > guerra di conquista da parte del regno di
    > Sardegna (con alcune eccezioni: la Lombardia, che
    > cercò l'annessione),

    La Lombardia era occupata dagli austriaci.
    Si libero', venne rioccupata, venne nuovamente liberata.

    > ma qualsiasi Stato che sia
    > più grande del Liechtenstein o di Malta si è
    > espanso così, in certi frangenti della storia.

    Per controesempio la Francia in Europa.
    Argentina e Brasile in sudamerica.
    L'Egitto in Africa.
    La Turchia in Asia.

    > L'importante non è il come è arrivato ad essere
    > stato nazionale, l'importante è come ha gestito
    > il dopo.

    No. L'importante e' citare le cose correttamente.
    Il Regno d'Italia risorgimentale esiste dal 17 marzo 1861.
    Le annessioni di Lombardia, Emilia, Toscana, Marche, Umbria, e regioni del regno borbonico, sono avvenute PRIMA.

    Veneto, Trentino, Friuli, e territorio di Roma sono stati annessi DOPO.

    > > Anche nell'esame di riparazione di storia
    > stai
    > > risultando
    > > insufficiente.
    >
    > Ti stai confondendo con te stesso.

    No, no. Nessuna confusione.
    Pure da parte di coloro che hanno sottolineato la tua presunzione e che hai ben pensato di far cancellare, come se nascondere la polvere sotto il tappeto sia una soluzione.

    > > Nel risorgimento gli stati italiani vennero
    > > annessi al Piemonte (Regno di Sardegna o
    > Stato
    > > Sabaudo).
    >
    > Dopo i plebisciti.

    Dopo quello che ti pare, ma sempre Regno di Sardegna era.

    > > Poi, ma solo poi, Vittorio Emanuele II
    > assunse
    > il
    > > titolo di Re d'Italia, senza tuttavia
    > rinominarsi
    > > in Vittorio Emanuele
    > > I.
    >
    > Avrebbe creato solo confusione.

    A te sicuramente.
    Ferdinando di Borbone assunse il titolo di Ferdinando I quando riunifico' le corone di Napoli e Sicilia, e nessuno si confuse.

    > Vittorio Emanuele
    > I era morto da meno di 40 anni, il ricordo era
    > ancora vivo.

    In un'epoca in cui l'eta' media era minore di 50 anni?

    > Non sono i numeri cardinali a cambiare i fatti
    > storici.

    Sono i tuoi messaggi a farlo.

    > > Quindi di fatto l'Italia fu solo una
    > estensione
    > > dello stato Sabaudo per far contenti quelli
    > che
    > > ci credevano, mantenendo il governo, la
    > > costituzione e le leggi di tale
    > > stato.
    >
    > Gestire la transizione è sempre complicato. In
    > ogni caso, le elezioni legislative del 1861
    > furono estese a tutta l'Italia, anche se il regno
    > d'Italia ancora non c'era.

    Che c'entra?

    La questione e' che tu hai scritto che la repubblica cispadana sarebbe diventata italiana, invece divenne sabauda.

    Il resto della lezioncina puo' anche risparmiartelo che tanto come storico sei inattendibile.
  • > > Queste recriminazioni riguardo ad
    > avvenimenti
    > di
    > > oltre 150 anni fa sono ridicole.
    >
    > Di diricolo c'e' solo chi le cita a sproposito.
    > Sono accadimenti noti. Per chi li ha studiati.

    Solo se io avessi scritto 1859 o 1860 avrei parlato a sproposito.
    Ho scritto 1861, ed è chiaro a chiunque che mi riferivo al periodo in cui il regno d'Italia era già stato proclamato.
    Tra l'altro in quella frase al Risorgimento non pensavo proprio.Con la lingua fuori



    > la
    > Lombardia,
    > che
    > > cercò l'annessione),
    >
    > La Lombardia era occupata dagli austriaci.
    > Si libero', venne rioccupata, venne nuovamente
    > liberata.

    Guarda caso, volle farsi liberare dai piemontesi anziché dalla Confederazione Elvetica oppure dallo Stato Pontificio.
    Forse i Savoia, nel 1848 e nel 1859, non erano poi così impresentabili.


    > > ma qualsiasi Stato che sia
    > > più grande del Liechtenstein o di Malta si è
    > > espanso così, in certi frangenti della
    > storia.
    >
    > Per controesempio la Francia in Europa.

    Ma assolutamente no, è partita da piccolo Stato e si è espansa nei secoli a scapito di Stati preesistenti.
    Traggo da wikipedia questa animazione perché fa capire che fino al X secolo la superficie della Francia era sì e no la metà di quella attuale.

    http://fr.wikipedia.org/wiki/France#mediaviewer/Fi...

    E andando indietro, al regno dei Franchi originario, era perfino più piccola (solo che non stava nell'odierna Francia).


    > Argentina e Brasile in sudamerica.

    Attenzione, Argentina e Brasile sono ex possedimenti rispettivamente di due potenze coloniali europee, la Spagna e il Portogallo, anch'esse partite da piccoli Stati, ed ingranditesi coi secoli.
    Sono ex colonie che inglobavano centinaia di popolazioni precolombiane, non sono Stati sovrani partiti da un popolo specifico.


    > L'Egitto in Africa.

    Qui la cosa va a finire alla notte dei tempi. Nella sua storia l'Egitto ha conosciuto non meno di 7 dominazioni straniere, prima di riacquistare l'indipendenza, e ognuna lo ha aggregato ai territori che facevano più comodo, a fini amministrativi.
    Questa è una cartina dell'Egitto della prima dinastia:

    http://worldhistory-yhs.wikispaces.com/file/view/O...

    Una stretta striscia di terra attorno al fiume da Abu (oggi Elefantina) al delta del Nilo, circondato dal deserto. Era lungo, ma non era affatto esteso.


    > La Turchia in Asia.

    Anche qui, no! Il nucleo dell'impero ottomano, fondato alla fine del Duecento, era uno dei molti staterelli dell'Anatolia. In questa cartina turca si distingue: è il territorio designato col nome Osmanoğulları e il colore azzurrino:

    http://forums.civfanatics.com/uploads/89317/Princi...


    > No. L'importante e' citare le cose correttamente.
    > Il Regno d'Italia risorgimentale esiste dal 17
    > marzo
    > 1861.

    Ho mai scritto il contrario?
    Mi riferivo solo alla tua polemica sulla dinastia che si è attivata per arrivare a quel risultato. Come se, nel caso l'iniziativa fosse stata della Repubblica di Lucca le recriminazioni non ci sarebbero state.
    Le recriminazioni ci sono sempre . Ma bisogna saper andare avanti.



    > Le annessioni di Lombardia, Emilia, Toscana,
    > Marche, Umbria, e regioni del regno borbonico,
    > sono avvenute
    > PRIMA.

    E col nome di regno di Sardegna sono durate lo spazio di 23 mesi: dal 27 aprile 1859 al 17 marzo 1861.
    La transizione è necessaria, e non sempre è così rapida.


    > Veneto, Trentino, Friuli, e territorio di Roma
    > sono stati annessi
    > DOPO.

    E anche Rodi e il Dodecanneso, la Libia, la Somalia e l'Abissinia. Solo che queste ultime sono state perse nel 1943-1945.


    > > > Anche nell'esame di riparazione di
    > storia
    > > stai
    > > > risultando
    > > > insufficiente.
    > >
    > > Ti stai confondendo con te stesso.
    >
    > No, no. Nessuna confusione.
    > Pure da parte di coloro che hanno sottolineato la
    > tua presunzione e che hai ben pensato di far
    > cancellare, come se nascondere la polvere sotto
    > il tappeto sia una
    > soluzione.

    Commentate in maniera civile e nessuno cancella alcunché.
    Il modo migliore per passare dalla parte del torto è fare i gradassi e abbaiare contro l'interlocutore.


    > > Dopo i plebisciti.
    >
    > Dopo quello che ti pare, ma sempre Regno di
    > Sardegna
    > era.

    Per volontà del popolo, non dell'armata sabauda. Era questo il senso.



    > > Avrebbe creato solo confusione.
    >
    > A te sicuramente.
    > Ferdinando di Borbone assunse il titolo di
    > Ferdinando I quando riunifico' le corone di
    > Napoli e Sicilia, e nessuno si
    > confuse.

    Ferdinando I re di Napoli era morto nel 1494, oltre 300 anni prima. Possibili confusioni o imbarazzi con predecessori recenti non ce n'erano.
    Il motivo pratico che lo spinse alla rinumerazione era che risultava Ferdinando IV a Napoli, ma Ferdinando III in Sicilia, e il Congresso di Vienna aveva sancito che fosse un regno unitario.


    > > Vittorio Emanuele
    > > I era morto da meno di 40 anni, il ricordo
    > era
    > > ancora vivo.
    >
    > In un'epoca in cui l'eta' media era minore di 50
    > anni?

    Non so se davvero fosse così bassa, in ogni caso non c'è solo l'età media: chi aveva la fortuna di avere più di 50 anni avrebbe avuto come sovrano un re omonimo di quello che regnava durante la sua adolescenza. Aggiungi che Vittorio Emanuele I abdicò: quel nome era inadatto sotto molti aspetti.


    > > Non sono i numeri cardinali a cambiare i
    > fatti
    > > storici.
    >
    > Sono i tuoi messaggi a farlo.

    Ma assolutamente no: l'ho scritto sopra, le recriminazioni servono solo a stare fermi. Un atteggiamento più maturo è quello di dire "è andata così", e guardare avanti.
    Sii serio: primo o secondo, ma che differenza fa?


    > La questione e' che tu hai scritto che la
    > repubblica cispadana sarebbe diventata italiana,
    > invece divenne
    > sabauda.

    Repubblica Cisalpina, non Cispadana.
    La Repubblica Cisalpina durò solo 4 anni e mezzo, poi prese il nome di Repubblica Italiana, poi di regno d'Italia. Nel 1815 il regno d'Italia venne smembrato: l'Austria prese un pezzo (il Lombardo veneto), Lucca un altro, la Stato della Chiesa un altro ancora. Sempre nel 1815 i Savoia si ripresero il loro territorio (Sardegna esclusa, che era sempre rimasta indipendente) direttamente dalla Francia, che lo aveva annesso togliendolo alla Cisalpina.


    > Il resto della lezioncina puo' anche
    > risparmiartelo che tanto come storico sei
    > inattendibile.

    Continui a guardati allo specchio e pensare di vedere me.
  • - Scritto da: Leguleio
    > > > Queste recriminazioni riguardo ad
    > > avvenimenti
    > > di
    > > > oltre 150 anni fa sono ridicole.
    > >
    > > Di diricolo c'e' solo chi le cita a
    > sproposito.
    > > Sono accadimenti noti. Per chi li ha
    > studiati.
    >
    > Solo se io avessi scritto 1859 o 1860 avrei
    > parlato a
    > sproposito.
    > Ho scritto 1861, ed è chiaro a chiunque che mi
    > riferivo al periodo in cui il regno d'Italia era
    > già stato
    > proclamato.

    Proclamato si', ma la lombardia come entita' politica autonoma non esisteva piu'.

    > > la
    > > Lombardia,
    > > che
    > > > cercò l'annessione),
    > >
    > > La Lombardia era occupata dagli austriaci.
    > > Si libero', venne rioccupata, venne
    > nuovamente
    > > liberata.
    >
    > Guarda caso, volle farsi liberare dai piemontesi
    > anziché dalla Confederazione Elvetica oppure
    > dallo Stato
    > Pontificio.
    > Forse i Savoia, nel 1848 e nel 1859, non erano
    > poi così
    > impresentabili.

    La svizzera non ne voleva sapere.
    Il papato era avversario politico.
    Il piemonte era semplicemente il meno peggio e comunque l'unico con una politica espansionista in italia.

    Ti ricordo che internet non c'era ancora, quindi c'era ben poca liberta' di comunicazione ed espressione di idee.

    > > Per controesempio la Francia in Europa.
    >
    > Ma assolutamente no, è partita da piccolo Stato

    Piccolissimo.
    Carlo Magno e il Sacro Romano Impero.
    Un niente che andava dalle rive dell'atlantico fino al Danubio.

    > e
    > si è espansa nei secoli a scapito di Stati
    > preesistenti.

    Si e' ristretta.
    Alla morte di Ludovico il Pio il regno venne diviso in tre.
    Ripassati un po' il trattato di Verdun, e non confonderlo con la battaglia di circa un secolo fa.

    > Traggo da wikipedia questa animazione

    wikipedia?
    quel postaccio pieno di errori?
    Inattendibile!

    > > Argentina e Brasile in sudamerica.
    >
    > Attenzione, Argentina e Brasile sono ex
    > possedimenti rispettivamente di due potenze
    > coloniali europee, la Spagna e il Portogallo,
    > anch'esse partite da piccoli Stati, ed
    > ingranditesi coi
    > secoli.

    No. Nel momento in cui si sono resi autonomi erano fatti e finiti.

    > Sono ex colonie che inglobavano centinaia di
    > popolazioni precolombiane, non sono Stati sovrani
    > partiti da un popolo
    > specifico.

    Fa niente.

    > > L'Egitto in Africa.
    >
    > Qui la cosa va a finire alla notte dei tempi.

    Quindi ti senti giustificato a scrivere cose errate?
    C'e' forse una scadenza nella storia?

    > Nella sua storia l'Egitto ha conosciuto non meno
    > di 7 dominazioni straniere, prima di riacquistare
    > l'indipendenza, e ognuna lo ha aggregato ai
    > territori che facevano più comodo, a fini
    > amministrativi.

    Capirai che territori.
    Sabbia.

    > > No. L'importante e' citare le cose
    > correttamente.
    > > Il Regno d'Italia risorgimentale esiste dal
    > 17
    > > marzo
    > > 1861.
    >
    > Ho mai scritto il contrario?
    > Mi riferivo solo alla tua polemica sulla dinastia
    > che si è attivata per arrivare a quel risultato.
    > Come se, nel caso l'iniziativa fosse stata della
    > Repubblica di Lucca le recriminazioni non ci
    > sarebbero state.

    Le recriminazioni sono sul tuo errore.

    > > Le annessioni di Lombardia, Emilia, Toscana,
    > > Marche, Umbria, e regioni del regno
    > borbonico,
    > > sono avvenute
    > > PRIMA.
    >
    > E col nome di regno di Sardegna sono durate lo
    > spazio di 23 mesi: dal 27 aprile 1859 al 17 marzo
    > 1861.

    Esatto.
    Se tu avessi scritto questo io non avrei avuto nulla da dire.
    Certo, ora e' comodo puntualizzare.

    > La transizione è necessaria, e non sempre è così rapida.

    Il tempo di mandare un messaggero a cavallo con gli ordini.

    > > Veneto, Trentino, Friuli, e territorio di
    > Roma
    > > sono stati annessi
    > > DOPO.
    >
    > E anche Rodi e il Dodecanneso, la Libia, la
    > Somalia e l'Abissinia. Solo che queste ultime
    > sono state perse nel 1943-1945.

    Dallo stesso governo che firmo' le leggi che ti piacciono tanto e da cui continui a non voler mai prendere le distanze.

    > Commentate in maniera civile e nessuno cancella
    > alcunché.
    > Il modo migliore per passare dalla parte del
    > torto è fare i gradassi e abbaiare contro
    > l'interlocutore.

    Anche l'interlocutore non ci fa una bella figura, sai.

    > > > Dopo i plebisciti.
    > >
    > > Dopo quello che ti pare, ma sempre Regno di
    > > Sardegna
    > > era.
    >
    > Per volontà del popolo, non dell'armata sabauda.
    > Era questo il senso.

    L'armata sabauda era quella che ha scacciato quelli che c'erano prima.
    E il popolo aveva un tasso di alfabetizzazione di circa 0%.

    > > > Avrebbe creato solo confusione.
    > >
    > > A te sicuramente.
    > > Ferdinando di Borbone assunse il titolo di
    > > Ferdinando I quando riunifico' le corone di
    > > Napoli e Sicilia, e nessuno si
    > > confuse.
    >
    > Ferdinando I re di Napoli era morto nel 1494,
    > oltre 300 anni prima. Possibili confusioni o
    > imbarazzi con predecessori recenti non ce
    > n'erano.

    Quindi ricapitoliamo.
    Morire 40 anni prima crea imbarazzo.
    Morire 300 anni prima no.
    Citare un fatto errato di 150 anni prima si puo' fare perche' tanto sono passati 150 anni.

    > Il motivo pratico che lo spinse alla
    > rinumerazione era che risultava Ferdinando IV a
    > Napoli, ma Ferdinando III in Sicilia, e il
    > Congresso di Vienna aveva sancito che fosse un
    > regno unitario.

    Regno unitario borbonico, numerazione azzerata.
    Regno unitario d'italia, numerazione mantenuta.
    Questi sono i fatti.
    Ognuno faccia le considerazioni che vuole.

    > > > Vittorio Emanuele
    > > > I era morto da meno di 40 anni, il
    > ricordo
    > > era
    > > > ancora vivo.
    > >
    > > In un'epoca in cui l'eta' media era minore
    > di
    > 50
    > > anni?
    >
    > Non so se davvero fosse così bassa, in ogni caso
    > non c'è solo l'età media: chi aveva la fortuna di
    > avere più di 50 anni avrebbe avuto come sovrano
    > un re omonimo di quello che regnava durante la
    > sua adolescenza.

    No. Perche' il primo era Re di Sardegna, questo invece e' Re d'Italia.
    Due territori completamente diversi che hanno in comune solo il Piemonte e poco altro.

    > Aggiungi che Vittorio Emanuele I
    > abdicò: quel nome era inadatto sotto molti
    > aspetti.

    Questo e' gossip da rotocalco.
    La verita' e' che i Savoia hanno fagocitato tutto e poi hanno dato il contentino ai patrioti.

    > > > Non sono i numeri cardinali a cambiare i
    > > fatti
    > > > storici.
    > >
    > > Sono i tuoi messaggi a farlo.
    >
    > Ma assolutamente no: l'ho scritto sopra, le
    > recriminazioni servono solo a stare fermi. Un
    > atteggiamento più maturo è quello di dire "è
    > andata così", e guardare
    > avanti.
    > Sii serio: primo o secondo, ma che differenza fa?

    A me nessuna.
    Ma se tu sbagli io ti correggo.
    E' una cosa che riempie di soddisfazione tutti i lettori del forum.
  • e per 2 motivi.

    Il primo è che i giornalisti sono "a favore della libertà di espressione" solo quando gli fa comodo, ovvero quando si fanno leggi per limitare LA LORO di espressione.

    In questi anni c'è stato un fiorire di leggi e leggine per limitare, anche con la galera, la libertà di espressione di parecchie persone, ma siccome queste persone sono una relativa minoranza e non sono neanche granché ben voluti dalla massa proprio per via di suddette idee nessun giornalista ha alzato un dito per dire "eh no, un momento... questo va contro la libertà di queste persone di dire la propria e la mia libertà di ascoltarli e valutare la cosa con il mio cervello". Anzi, spesso hanno salutato queste leggi come un qualcosa di buono e sacrosanto.

    Come si dice... quando sono venuti per i comunisti io ho lasciato fare perché non ero comunista... ecc... alla fine sono venuti per me e non c'era più nessuno che potesse fare qualcosa.

    Ben venga quindi. Anzi, ottimo. Chi se ne sbatte della libertà altrui perché la cosa gli fa comodo o non gli importa non merita la libertà. Che pensate di essere? I figli dell'oca bianca? Pensate che solo i giornalisti debbano avere la libertà di esprimere le proprie opinioni senza temere di finire multato o in galera?



    La seconda ragione per cui questa legge mi sembra giusta è questa: i giornalisti se ne sbattono se i loro articoli danneggiano qualcuno. Non aspettano neanche il processo per condannare mediaticamente qualcuno e raramente sono chiamati a pagare per i danni che hanno fatto e quando lo sono spesso se la cavano con pene irrilevanti.

    Basti pensare al presunto assassino di Yara... appena fu rivelato il nome (con che diritto poi visto che il processo si deve ancora fare?) una buona parte dei giornali mainstream hanno titolato con titoli tipo "Preso l'assassino di Yara" sbattendo lì il suo nome e cognome quando in realtà non era (e non è) affatto scontato che l'assassino sia lui.

    Che sia innocente o colpevole però ora il danno è fatto. Da ora in avanti il DUBBIO che sia stato lui lo perseguiterà sempre anche se fosse trovato innocente.

    Gettare immondizia sugli altri NON deve essere gratis e chi lo fa va punito. Ben vengano quindi i 50000 euro di danni per il giornalista che ha danneggiato qualcuno e il giornale che gli ha permesso di farlo. Insultare qualcuno, fare facili allusioni e insinuazioni NON deve essere permesso a nessuno, neanche ai giornalisti e ai giornali che NON sono una categoria a parte e non godono di diritti particolari, soprattutto quando questo ha reali potenzialità di rovinare la vita di qualcuno.

    Perciò speriamo che la legge passi e che chi sbaglia danneggiando qualcuno da ora in avanti paghi. Sarebbe una bella novità per questo Paese e un buon incentivo a cominciare a fare giornalismo serio e non giornalismo da strilloni per riuscire, tramite sensazionalismo, a convincere la casalinga di voghera a comprare il giornale.

    Brindiamo quindi a questa nuova e sacrosanta legge.
    non+autenticato
  • sono daccordo che alcuen testate buttano merda al solo scopo di denigrare o per vendere più copie, tuttavia nel calderone ci hanno infilato anche i blog ed è qui che casca l'asino, duplice fine.
    se escludessero i blog e i giornalisti indipendenti allora andrebbe anche bene.


    - Scritto da: Arturo Federali
    > e per 2 motivi.
    >
    > Il primo è che i giornalisti sono "a favore della
    > libertà di espressione" solo quando gli fa
    > comodo, ovvero quando si fanno leggi per limitare
    > LA LORO di
    > espressione.
    >
    > In questi anni c'è stato un fiorire di leggi e
    > leggine per limitare, anche con la galera, la
    > libertà di espressione di parecchie persone, ma
    > siccome queste persone sono una relativa
    > minoranza e non sono neanche granché ben voluti
    > dalla massa proprio per via di suddette idee
    > nessun giornalista ha alzato un dito per dire "eh
    > no, un momento... questo va contro la libertà di
    > queste persone di dire la propria e la mia
    > libertà di ascoltarli e valutare la cosa con il
    > mio cervello". Anzi, spesso hanno salutato queste
    > leggi come un qualcosa di buono e
    > sacrosanto.
    >
    > Come si dice... quando sono venuti per i
    > comunisti io ho lasciato fare perché non ero
    > comunista... ecc... alla fine sono venuti per me
    > e non c'era più nessuno che potesse fare
    > qualcosa.
    >
    > Ben venga quindi. Anzi, ottimo. Chi se ne sbatte
    > della libertà altrui perché la cosa gli fa comodo
    > o non gli importa non merita la libertà. Che
    > pensate di essere? I figli dell'oca bianca?
    > Pensate che solo i giornalisti debbano avere la
    > libertà di esprimere le proprie opinioni senza
    > temere di finire multato o in
    > galera?
    >
    >
    >
    > La seconda ragione per cui questa legge mi sembra
    > giusta è questa: i giornalisti se ne sbattono se
    > i loro articoli danneggiano qualcuno. Non
    > aspettano neanche il processo per condannare
    > mediaticamente qualcuno e raramente sono chiamati
    > a pagare per i danni che hanno fatto e quando lo
    > sono spesso se la cavano con pene irrilevanti.
    >
    >
    > Basti pensare al presunto assassino di Yara...
    > appena fu rivelato il nome (con che diritto poi
    > visto che il processo si deve ancora fare?) una
    > buona parte dei giornali mainstream hanno
    > titolato con titoli tipo "Preso l'assassino di
    > Yara" sbattendo lì il suo nome e cognome quando
    > in realtà non era (e non è) affatto scontato che
    > l'assassino sia lui.
    >
    >
    > Che sia innocente o colpevole però ora il danno è
    > fatto. Da ora in avanti il DUBBIO che sia stato
    > lui lo perseguiterà sempre anche se fosse trovato
    > innocente.
    >
    >
    > Gettare immondizia sugli altri NON deve essere
    > gratis e chi lo fa va punito. Ben vengano quindi
    > i 50000 euro di danni per il giornalista che ha
    > danneggiato qualcuno e il giornale che gli ha
    > permesso di farlo. Insultare qualcuno, fare
    > facili allusioni e insinuazioni NON deve essere
    > permesso a nessuno, neanche ai giornalisti e ai
    > giornali che NON sono una categoria a parte e non
    > godono di diritti particolari, soprattutto
    > quando questo ha reali potenzialità di rovinare
    > la vita di
    > qualcuno.
    >
    > Perciò speriamo che la legge passi e che chi
    > sbaglia danneggiando qualcuno da ora in avanti
    > paghi. Sarebbe una bella novità per questo Paese
    > e un buon incentivo a cominciare a fare
    > giornalismo serio e non giornalismo da strilloni
    > per riuscire, tramite sensazionalismo, a
    > convincere la casalinga di voghera a comprare il
    > giornale.
    >
    > Brindiamo quindi a questa nuova e sacrosanta
    > legge.
    non+autenticato
  • > In questi anni c'è stato un fiorire di leggi e
    > leggine per limitare, anche con la galera, la
    > libertà di espressione di parecchie persone,

    Mi citi qualcuna di queste leggi e leggine?


    > La seconda ragione per cui questa legge mi sembra
    > giusta è questa: i giornalisti se ne sbattono se
    > i loro articoli danneggiano qualcuno. Non
    > aspettano neanche il processo per condannare
    > mediaticamente qualcuno e raramente sono chiamati
    > a pagare per i danni che hanno fatto e quando lo
    > sono spesso se la cavano con pene irrilevanti.

    Oddio, irrilevanti...
    Sallusti è stato condannato al carcere.
    Marco Travaglio, fra le molte, è stato condannato in solido con Peter Gomez e la Editori Riuniti per un libro di inchiesta al risarcimento di 50 000 euro.
    Filippo Facci non sa come pagare le cause, se l'editore si defila:

    http://www.ilpost.it/filippofacci/2014/07/08/monda.../


    > Basti pensare al presunto assassino di Yara...

    Yara Gambirasio. Basta con questa moda di chiamare per nome le vittime, manco fossimo tutti amici d'infanzia.


    > appena fu rivelato il nome (con che diritto poi
    > visto che il processo si deve ancora fare?) una
    > buona parte dei giornali mainstream hanno
    > titolato con titoli tipo "Preso l'assassino di
    > Yara" sbattendo lì il suo nome e cognome quando
    > in realtà non era (e non è) affatto scontato che
    > l'assassino sia lui.

    In casi di grande clamore mediatico il diritto alla privacy non vale più.Triste
    In alcuni Paesi è vietato sempre pubblicare il nome e la fotografia di una persona arrestata, a meno che lui stesso voglia rendere pubblica la cosa, a volte se uno si professa innocente può aiutare. Si pubblicano, a volte, solo dopo la condanna.
    In Italia varrebbe il principio di precauzione, ma di fatto una legge precisa per tutti non c'è, ce n'è una per i minorenni.
    Lo stessa sorte di presunto assassino era toccata in precedenza ad un cittadino marocchino, prima che fosse totalmente scagionato: avevano tradotto male un'intercettazione.
  • Stai facendo confusione tra "i" giornalisti e "questi" giornalisti.
    La categoria del giornalista è fatta da persone come tutti gli altri, però il sistema italiano sotto il controllo di poche persone ha col tempo filtrato i giornalisti facendo passare i più servili e disonesti (anche se fanno la voce grossa sono sempre dei lacchè). Associare la categoria al giornalismo con i giornalisti che vediamo adesso è una cosa pericolosa, perchè porta ad accettare leggi che hanno un impatto su tutto il giornalismo.

    In ogni caso non dovresti prendertela solo con i giornalisti, ma con tutti gli italiani che col tempo hanno accettato e finanziato questo sistema, sia dandogli soldi direttamente che decidendo i propri acquisti in base ai messaggi pubblicitari che arrivano da questo sistema.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Arturo Federali

    > Il primo è che i giornalisti sono "a favore della
    > libertà di espressione" solo quando gli fa
    > comodo, ovvero quando si fanno leggi per limitare
    > LA LORO di
    > espressione.

    http://www.globalresearch.ca/non-official-cover-re...
    non+autenticato
  • Abbiamo un capo di governo (non eletto da una regolare elezione, manco candidato ai tempi) che sembra tanto web orientato, poi "comparti del suo partito" partoriscono ancora queste leggi da trogloditi digitali ?

    Ma riformare la legge sulla diffamazione, per evitare l'abuso di questa legge contro qualsiasi voce contraria all'ego del presunto diffamato ?
    No, perchè il vero problema alla fine è quello, ma nessuno mai vuole risolvere.
  • Il padrone è sempre lo stesso.
    non+autenticato
  • - Scritto da: non cambia niente
    > Il padrone è sempre lo stesso.


    E chi sarebbe il padrone?
    non+autenticato
  • - Scritto da: parla chiaro
    > - Scritto da: non cambia niente
    > > Il padrone è sempre lo stesso.
    >
    >
    > E chi sarebbe il padrone?

    il signor Aggio
    non+autenticato
  • "le conseguenze in termini di fattività delle rettifiche"

    Veramente il raro sostantivo fattività in italiano significa la qualità di chi è solerte, operoso, efficace. Quello che intende Annunziata secondo me è realizzabilità, applicabilità.



    "Quando poi arrivi una richiesta di rettifica, essa andrebbe pubblicata tasativamente entro 48 ore"

    Tassativamente.

    "irrogare la sanzione pecuniara"

    Pecuniaria.
CONTINUA A LEGGERE I COMMENTI
Successiva
(pagina 1/2 - 6 discussioni)