Alfonso Maruccia

USA, quotidiane violazioni di neutralitÓ

Un fornitore di servizi VPN smaschera la consuetudine degli ISP di trattare il traffico di rete in maniera niente affatto neutrale, e consiglia alla FCC di rafforzare le regole della net neutrality anche su reti mobile

Roma - Nel fornire i propri commenti alla Federal Communications Commission (FCC) nell'ambito della corrente discussione su net neutrality, fast lane ed eccezioni alla neutralità su reti cellulari, Golden Frog ha smascherato due casi di flagrante violazione di quegli stessi principi su cui tanto si discute al momento. E che dovrebbero essere garantiti per tutti, almeno nel caso delle connessioni da rete fissa.

E invece Golden Frog ha scoperto che per quel che concerne il provider Verizon, il traffico veicolato da Netflix viene trattato in maniera molto diversa rispetto al resto dei pacchetti dati: con la semplice connessione dell'ISP lo streaming di Netflix sperimentato da un utente andava a scatti, mentre accedendo al servizio attraverso la VPN cifrata VyprVPN (servizio fornito appunto da Golden Frog) il throttling della banda di rete è sparito e Netflix è tornato riutilizzabile.


Verizon è quindi attivamente impegnata a violare i principi della net neutrality riducendo la banda per certi servizi di rete rispetto ad altri, spiega Golden Frog, al punto che l'uso di una VPN aumenta le performance di rete piuttosto che danneggiarle come invece dovrebbe accadere in condizioni normali.
Ancora più inquietante il secondo caso di violazione della net neutrality fotografato dalla società di VPN, questa volta riguardante le connessioni da cellulare e l'utilizzo della cifratura nelle comunicazioni via email: un non meglio precisato provider interferisce attivamente con l'algoritmo crittografico STARTTLS per il traffico SMTP, spiega Golden Frog, impedendo in tutti i modi la cifratura della posta e indipendentemente dai tentativi compiuti dal client.

Al momento la FCC non prevede l'enforcing delle regole di net neutrality sulle reti cellulari, ma Golden Frog suggerisce un cambiamento di posizione anche in questo caso perché le pratiche anti-neutralità messe in atto dagli ISP danneggiano il diritto dell'utente alla riservatezza.

Alfonso Maruccia
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