Claudio Tamburrino

Musica d'ambiente, SIAE non è l'unica

Il Tribunale di Milano dà ragione a Soundreef, startup italiana che si propone in numerosi stati come collecting society alternativa a quelle tradizionali: scardinato uno dei monopoli della SIAE?

Musica d'ambiente, SIAE non è l'unicaRoma - La musica, per il momento quella d'ambiente che è oggetto del caso in questione, non deve più passare obbligatoriamente attraverso l'intermediazione di SIAE, ma la raccolta dei diritti d'autore può essere affidata ad altri soggetti.

La questione riguarda l'attività di Soundreef, startup che ha pensato di proporre i brani degli artisti emergenti come sottofondo per lo sciamare dei clienti in centri commerciali, supermercati et similia e già conta l'adesione di oltre 30mila cantanti indipendenti (soprattutto inglesi e statunitensi) per cui raccoglie i diritti in punti vendita di 15 paesi (dall'Europa alla Nuova Zelanda): ad attrarre gli artisti, anche un meccanismo di ripartizione che - a differenza di quello oscuro e statistico applicato per esempio in Italia da SIAE - grazie ad un processo analitico (pagamento di ogni passaggio della canzone registrata) finisce per premiare anche gli artisti meno affermati, e in tempi più rapidi.

Il crescente giro d'affari arrivato a raccogliere dagli investitori circa un milione di euro ha tuttavia inevitabilmente attirato l'attenzione, scaturendo in Italia in una causa legale.
A darle il via, una cantautrice e la radio Ros&Ros, specializzata nella creazione di playlist per i centri commerciali e annoverata fra i soggetti autorizzati da SIAE: questi si richiamavano all'articolo 180 della normativa italiana sul diritto d'autore del 1941 che attribuisce a SIAE un mandato eslcusivo per la gestione dei diritti, deducendo così l'illiceità della posizione di Soundreef. La collecting society italiana, da parte sua, aveva cercato di fare la voce grossa rivendicando il suo monopolio e sottolineando come gli unici operatori autorizzati a fornire servizi di musica d'ambiente fossero quelli autorizzati da essa stessa: con il sottotesto neanche troppo in sottofondo che l'affidarsi a soggetti diversi avrebbe comportato il rischio di incappare in multe salate.
La battaglia sembrava delinearsi fin da subito come il più classico dei Davide contro Golia: il colosso SIAE, forte del suo regno di monopolio nazionale, contro la startup fondata da due trentenni italiani trasferitesi a Londra.

La fionda che potrebbe aver inferto un duro colpo a SIAE è invece il Tribunale di Milano: nel procedimento d'urgenza adottato ha fatto prevalere sulla normativa nazionale il diritto europeo della libera circolazione dei servizi, in base al quale è arrivato alla conclusione che "non sembra possibile affermare che la musica gestita da Soundreef in Italia, in centri commerciali e simili, debba obbligatoriamente essere affidata all'intermediazione della Siae".

La normativa europea è stata applicata dal Tribunale, tuttavia, perché i due italiani, Davide D'Atri e Francesco Danieli, hanno fondato la loro azienda nel Regno Unito: i due hanno sottolineato il paradosso che li avrebbe visti uscire presumibilmente sconfitti se non avessero lasciato il loro Paese, ed hanno sottolineato come "la concorrenza sia legittima ed auspicabile perché produce effetti positivi soprattutto per i titolari dei diritti, spingendo le collecting society ad operare meglio ed in condizioni di maggiore efficienza".

La posizione monopolista di SIAE, d'altronde, è minacciata da tempo sul fronte europeo: già nel 2008 Bruxelles ha iniziato a prendere in considerazione l'ipotesi di un mercato unico dei diritti d'autore. Una rivoluzione che sta prendendo forma e che nel Vecchio Continuente metterebbe finalmente le varie collection society nazionali in competizione tra loro.

Claudio Tamburrino
Notizie collegate
375 Commenti alla Notizia Musica d'ambiente, SIAE non è l'unica
Ordina
  • È leggibile online l'ordinanza del Tribunale di Milano (e non la sentenza, si badi bene) che rigetta il ricorso di cui si parla in quest'articolo:

    http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2014/11/Or...

    È interessante sotto molti aspetti, massimamente perché la causa contro Soundreef non era stato intentata dalla SIAE! Rotola dal ridere
    A ricorrere è stata tale Laura Piccinelli, artista, ed è stata chiamata in causa la Ros & Ros srl, una "radio in store" (un rivenditore di muzak, in pratica). La funzione della SIAE viene citata più volte nell'ordinanza (così come la Nuova IMAIE e la SCF), ma la SIAE non è mai entrata nel processo.
    A questo proposito rimando a questo comunicato stampa piccato della SIAE:

    http://www.siae.it/Avvisi.asp?click_level=2800.440...

    E al documento con la loro posizione ufficiale sulla vicenda:

    http://www.siae.it/documents/Siae_SOUNDREEF.pdf?88...


    La vicenda è emblematica, e mostra ancora una volta che una parte in causa non può mai, mai, mai, essere una fonte sopra le parti. Soundreef si poteva giusto usare come notizia in sé: "c'è una causa in corso contro di noi e si svolge a Milano". Stop. Per tutto ciò che riguarda il processo e le azioni in giudizio solo gli atti ufficiali andavano consultati.
    Questa è anche una risposta indiretta a tutti coloro che si dolgono per la cancellazione di commenti della parte in causa nell' affaire nuovocadore.it: io personalmente non credo a tutto ciò che dice l'avvocato che ha querelato; ma ancora meno credo a chi è stato querelato e se ne vanta pure.Deluso

    Ricopio qui per completezza il link al documento da cui tutti i siti web (e qualche giornale) hanno tratto la notizia, compreso PI:

    http://www.civile.it/internet/visual.php?num=90677

    sbagliando completamente i termini della questione. Confrontare, se lo si desidera, il documento ufficiale con quella pagina web tutta colorata.
    L'ordinanza di 13 pagine è interessante anche per ciò che dice e per una serie di considerazioni a margine che svolge: ma questo, immagino, sarà un articolo a parte.
  • Secondo questo sito, un'associazione che raccoglie alcuni piccoli editori musicali, la causa che ha avuto luogo a Milano non coinvolgeva la SIAE:

    http://www.anem.it/diritto-d-autore-precisazione-s.../

    " Con riguardo all’operazione mediatica intrapresa da e su Soundreef Limited e relativa alla strumentalizzazione di una ordinanza del Tribunale di Milano (che peraltro non riguarda Siae che non era parte del giudizio) ..."

    Si può anche lasciar perdere tutto il resto della comunicazione, improntata all'antico adagio "io ho ragione e loro torto": però il dettaglio che la SIAE è estranea a questa lite metterebbe tutto sotto un'altra a luce.Occhiolino

    Piccolo dettaglio: l'agenzia stampa ADNKronos citata all'inizio non riporta questa notizia, né notizie similari.
  • Anche questo articolo sul Corriere della sera online precisa che la decisione del tribunale di Milano non coinvolge la SIAE, anche se non è ben chiaro chi abbia intentato causa: forse Nuova IMAIE e SCF, che sono citate, ma senza specificare a che titolo.

    http://oralegale.corriere.it/2014/10/24/soundreef-.../


    Va da sé, l'articolo specifica anche "È bene ricordare che nell'ambito di un giudizio cautelare d'urgenza l'istruzione è sommaria e le questioni sprovviste di sufficiente prova vengono rigettate".
  • - Scritto da: Molibdeno Mantecato
    > Per nulla d'accordo il libro si paga una volta
    > per
    > tutte!
    > E lo paga chi compra allo scopo di vendere come
    > accade per qualunque
    > prestazione.
    > Quanto costa?
    > 1 milione (perchè pensi di venderne 6 milioni di
    > copie?) bene sgancia il milione e fine dei
    > giochi!

    Ma quanta gente lo scrive sto libro?
    In quanto tempo?
    Una persona normale in quanti anni guadagna un milione?
    Per quale accidenti di motivo uno scrittore o presunto tale dovrebbe guadagnare un milione?
    A proposito, quanti libri scritti da italiani hanno venduto 6 milioni di copie? Io ne conosco qualcuno, ma tutti di gente morta da ben più di 70 anni. Uno è un certo Dante Alighieri, ma sono pronto a scommettere che se per generazioni di studenti delle superiori non fosse stato materia obbligatoria, sarebbero molti di meno.
  • - Scritto da: Luco, giudice di linea mancato

    > Per quale accidenti di motivo uno scrittore o
    > presunto tale dovrebbe guadagnare un
    > milione?

    ognuno è libero di porsi qualsiasi obiettivo, purchè senza fare violenza o costrizione a nessuno

    questi sono valori sottili, che difficilmente può capire chi non è libero
    non+autenticato
  • - Scritto da: Allibito
    > Tu non stai fotografando l'incasso, ma ti stai
    > appropriando del 100% del bene che l'autore crea
    > e che costituisce la sua fonte di reddito.

    Ma proprio no, a meno che non cominci a dire che l'abbia fatto lui.

    > Tu puoi continuare a far finta di non capire e
    > non accettare nella tua testa questo principio,
    > ma se io non capissi o non volessi accettare i
    > semafori, continuerei a fare infrazioni,
    > ignorandoli.

    E' il caso che qualcuno venga davvero a rubare i dvd nella tua videoteca lasciando al loro posto un biglietto con scritto "per te non c'è differenza tra furto e copia, ma se mi fossi limitato a copiarli tu adesso li avresti ancora e potresti ancora utilizzarli per il tuo lucro personale con cui non stai dando nulla agli autori (che un DVD lo noleggi 1 10 100 o 1000 volte gli autori non vedranno un centesimo di differenza)"

    > Quello che pensi tu vale quanto immagini, il
    > mercato e le regole e leggi sono tutta altra
    > cosa, con o senza la tua aprovazione.

    La realtà e i dati di fatto e gli atteggiamenti della gente nei confronti di chi ancora si ostina a ritenere il copyright uguale all'epoca del grammofono, è sotto gli occhi di tutti, così come il fatto che la gente preferisca di gran lunga evitare di perdere tempo a cercare il film in videoteca e scaricarselo con la fibra in meno di tempo di quanto impiegherebbe a infilare le scarpe per uscire.
  • - Scritto da: Luco, giudice di linea mancato
    > - Scritto da: Allibito
    > > Tu non stai fotografando l'incasso, ma ti
    > stai
    > > appropriando del 100% del bene che l'autore
    > crea
    > > e che costituisce la sua fonte di reddito.
    >
    > Ma proprio no, a meno che non cominci a dire che
    > l'abbia fatto
    > lui.
    >
    Se ne è l'autore, penso che possa ben dirlo.


    > > Tu puoi continuare a far finta di non capire
    > e
    > > non accettare nella tua testa questo
    > principio,
    > > ma se io non capissi o non volessi accettare
    > i
    > > semafori, continuerei a fare infrazioni,
    > > ignorandoli.
    >
    > E' il caso che qualcuno venga davvero a rubare i
    > dvd nella tua videoteca lasciando al loro posto
    > un biglietto con scritto "per te non c'è
    > differenza tra furto e copia, ma se mi fossi
    > limitato a copiarli tu adesso li avresti ancora e
    > potresti ancora utilizzarli per il tuo lucro
    > personale con cui non stai dando nulla agli
    > autori (che un DVD lo noleggi 1 10 100 o 1000
    > volte gli autori non vedranno un centesimo di
    > differenza)"
    >
    No, non c'è alcuna differenza, se puoi sfruttare il 100% di un bene senza pagare chi lo crea, non cambia proprio nulla che io lo abbia ancora. Non serve a nulla averlo, se non si può vendere qualcosa di cui altri usufruiscono senza pagare.
    Se entri in un bus semivuoto senza pagare il biglietto, nella tua testa sembra che non stai sottraendo nulla, ma se ti sforzi, ci arrivi.

    > > Quello che pensi tu vale quanto immagini, il
    > > mercato e le regole e leggi sono tutta altra
    > > cosa, con o senza la tua aprovazione.
    >
    > La realtà e i dati di fatto e gli atteggiamenti
    > della gente nei confronti di chi ancora si ostina
    > a ritenere il copyright uguale all'epoca del
    > grammofono, è sotto gli occhi di tutti, così come
    > il fatto che la gente preferisca di gran lunga
    > evitare di perdere tempo a cercare il film in
    > videoteca e scaricarselo con la fibra in meno di
    > tempo di quanto impiegherebbe a infilare le
    > scarpe per
    > uscire.

    Sei continuamente fuori strada, esistono i parassiti che in nome della guerra al copyright o della libertà o della libera circolazione della culture e non in nome di che altro, si appropriano o lucrano del lavoro altrui, solo perchè è semplicemente facile farlo. Altri, in nome del riconoscimento del lavoro altrui, in nome del rispetto per le leggi e delle regole, comprano, affittano o scaricano legalmente film e musica. la differenza tra un cittadino onesto e rispettoso e un parassita è questa, tu la esponi come un movimento di protesta, no è solo un gruppo di utenti a sbafo, proprio come quelli che non pagano l'autobus o tutto ciò che è facile non pagare, tanto ci sono i cretini che lo fanno anche per loro.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Allibito
    > - Scritto da: Luco, giudice di linea mancato
    > > - Scritto da: Allibito
    > > > Tu non stai fotografando l'incasso, ma ti
    > > stai
    > > > appropriando del 100% del bene che l'autore
    > > crea
    > > > e che costituisce la sua fonte di reddito.
    > >
    > > Ma proprio no, a meno che non cominci a dire che
    > > l'abbia fatto
    > > lui.
    > >
    > Se ne è l'autore, penso che possa ben dirlo.

    Hai problemi a capire quello che tu stesso scrivi?
    Sei tu che hai scritto che si appropria del 100% del bene che l'autore crea, quindi evidentemente non è l'autore, ma soprattutto non dice di esserlo.

    > > E' il caso che qualcuno venga davvero a rubare i
    > > dvd nella tua videoteca lasciando al loro posto
    > > un biglietto con scritto "per te non c'è
    > > differenza tra furto e copia, ma se mi fossi
    > > limitato a copiarli tu adesso li avresti ancora
    > e
    > > potresti ancora utilizzarli per il tuo lucro
    > > personale con cui non stai dando nulla agli
    > > autori (che un DVD lo noleggi 1 10 100 o 1000
    > > volte gli autori non vedranno un centesimo di
    > > differenza)"
    > >
    > No, non c'è alcuna differenza,

    Tranne quella che il videotecaro dovrà cacciare soldi per ricomprarsi i DVD che già aveva, se vorrà continuare a farci lucro.
    E' una cosa tanto inutile quanto insignificante, suppongo.

    > se puoi sfruttare
    > il 100% di un bene senza pagare chi lo crea, non
    > cambia proprio nulla che io lo abbia ancora. Non
    > serve a nulla averlo, se non si può vendere
    > qualcosa di cui altri usufruiscono senza
    > pagare.
    > Se entri in un bus semivuoto senza pagare il
    > biglietto, nella tua testa sembra che non stai
    > sottraendo nulla, ma se ti sforzi, ci
    > arrivi.

    Se il bus è di un'azienda di servizio pubblico, che viaggi vuoto, semivuoto o affollato non cambia i costi per l'azienda, che per definizione lavora in perdita. I biglietti coprono, mediamente (dipende dalla città) dal 30% a massimo il 50% dei costi effettivi (manutenzione, assicurazione, parco mezzi, carburante, stipendi, contributi, ecc.). Il resto viene pagato da chi gestisce il servizio, che è solitamente una partecipata del Comune, della Provincia o della Regione, quindi di fatto viene pagato dai cittadini (anche quelli che non pagassero il biglietto e pure quelli che l'autobus non lo prendono proprio).
    Se il biglietto del bus privato costasse quanto il bus pubblico, nessuno sano di mente prenderebbe il pubblico. Il privato invece deve far ricadere tutti i costi sul biglietto, perché non ha altro modo che non lo faccia andare in perdita (e quindi fallire). Al massimo può trovare degli sponsor o un modo di far vedere la pubblicità sui monitor all'interno del bus, ma certo non copriranno tutti i costi né tantomeno arriveranno alle percentuali coperte dagli enti locali nel servizio pubblico.
    Ah, il privato può anche permettersi di annullare la corsa senza conseguenze, se non è per lui economicamente conveniente (ad esempio se viaggerebbe semivuoto), senza conseguenze penali che il pubblico invece avrebbe (almeno in teoria).

    > Sei continuamente fuori strada, esistono i
    > parassiti che in nome della guerra al copyright o
    > della libertà o della libera circolazione della
    > culture e non in nome di che altro, si
    > appropriano o lucrano del lavoro altrui, solo
    > perchè è semplicemente facile farlo.

    Tipo i proprietari delle major che lucrano sulla musica senza sapere nemmeno come si legge il pentagramma.

    > Altri, in
    > nome del riconoscimento del lavoro altrui, in
    > nome del rispetto per le leggi e delle regole,
    > comprano, affittano o scaricano legalmente film e
    > musica.

    Tipo i pirati che poi condividono quei film e quella musica su internet.

    > la differenza tra un cittadino onesto e
    > rispettoso e un parassita è questa,

    Esatto.

    > tu la esponi
    > come un movimento di protesta, no è solo un
    > gruppo di utenti a sbafo, proprio come quelli che
    > non pagano l'autobus o tutto ciò che è facile non
    > pagare, tanto ci sono i cretini che lo fanno
    > anche per loro.

    Ti ripeto che l'esempio dell'autobus è viziato dal fatto che l'autobus viene pagato uguale dall'azienda di trasporto sia che viaggi vuoto sia che viaggi affollato. E generalmente le aziende non sono in grado di sapere quali linee incassino maggiormente perché, soprattutto nel caso delle grandi città, spesso i biglietti sono integrati tra diverse aziende di trasporto pubblico.
  • Domandina: tu sei lo stesso utente che si firma 'Allibito' e che qui:
    http://punto-informatico.it/b.aspx?i=4155405&m=415...
    mi accusava di violazioni di leggi, salvo poi scappare evitando di rispondere quando ti ho chiesto esplicitamente quali leggi avrei infranto e come?

    Se sei tu, direi che non hai alcuna credibilità in ciò che dici.
  • - Scritto da: Allibito

    > Se entri in un bus semivuoto senza pagare il
    > biglietto, nella tua testa sembra che non stai
    > sottraendo nulla, ma se ti sforzi, ci
    > arrivi.

    difficilmente ci arrivano, perchè la verità incofessabile è che queste persone sono fortemente attaccate al denaro, ma ancora non lo sanno
    non+autenticato
  • - Scritto da: giokfofx
    > - Scritto da: Allibito
    >
    > > Se entri in un bus semivuoto senza pagare il
    > > biglietto, nella tua testa sembra che non
    > stai
    > > sottraendo nulla, ma se ti sforzi, ci
    > > arrivi.
    >
    > difficilmente ci arrivano, perchè la verità
    > incofessabile è che queste persone sono
    > fortemente attaccate al denaro, ma ancora non lo
    > sanno

    Stai parlando di quelli con la villa da 10 milioni, quindi.
    Non certo di chi sta tirando avanti a 350 euro al mese.
  • - Scritto da: Luco, giudice di linea mancato
    > - Scritto da: Allibito
    > > Tu non stai fotografando l'incasso, ma ti
    > stai
    > > appropriando del 100% del bene che l'autore
    > crea
    > > e che costituisce la sua fonte di reddito.
    >
    > Ma proprio no, a meno che non cominci a dire che
    > l'abbia fatto
    > lui.
    >
    > > Tu puoi continuare a far finta di non capire
    > e
    > > non accettare nella tua testa questo
    > principio,
    > > ma se io non capissi o non volessi accettare
    > i
    > > semafori, continuerei a fare infrazioni,
    > > ignorandoli.
    >
    > E' il caso che qualcuno venga davvero a rubare i
    > dvd nella tua videoteca lasciando al loro posto
    > un biglietto con scritto "per te non c'è
    > differenza tra furto e copia, ma se mi fossi
    > limitato a copiarli tu adesso li avresti ancora e
    > potresti ancora utilizzarli per il tuo lucro
    > personale con cui non stai dando nulla agli
    > autori (che un DVD lo noleggi 1 10 100 o 1000
    > volte gli autori non vedranno un centesimo di
    > differenza)"


    Non noleggio dvd, ma se tu fossi un tantino documentato non avresti scritto una simile baggianata. I dvd versione noleggio costano ben più cari della versione vendita (2,3 e anche 4 volte di più) in più da un pò di tempo alcune case distributrici adottano il sistema di royalty, per cui per ogni noleggio si deve riconoscere un obolo e i dvd non si pagano nulla, proprio come accade al cinema o alla vendita on-line che è il mio caso. Quando parli di qualcosa, devi conoscerla, altrimenti fai figure barbine, vabbè che sei abituato ma la discussione non ne guadagna.
    Per quanto riguarda il resto, se vendessi acqua e tu trovi il sistema di prenderla dalle mie tubature, io neanche me ne accorgerei visto che quella che sgorga va persa, ma tu me l'avresti sempre rubata.
    Non puoi avere gratis l'uso di un bene per cui l'autore o il produttore vogliono essere pagati, farlo infatti è contro la legge, che lo faccia uno o un milione, la cosa non cambia, la proprietà intellettuale sarà sempre tutelata.


    > > Quello che pensi tu vale quanto immagini, il
    > > mercato e le regole e leggi sono tutta altra
    > > cosa, con o senza la tua aprovazione.
    >
    > La realtà e i dati di fatto e gli atteggiamenti
    > della gente nei confronti di chi ancora si ostina
    > a ritenere il copyright uguale all'epoca del
    > grammofono, è sotto gli occhi di tutti, così come
    > il fatto che la gente preferisca di gran lunga
    > evitare di perdere tempo a cercare il film in
    > videoteca e scaricarselo con la fibra in meno di
    > tempo di quanto impiegherebbe a infilare le
    > scarpe per
    > uscire.

    Sempre un reato compie, sempre un gesto da parassita compie, sempre un gesto da non andar fieri compie... fosse uno o un milione, ma questo dovresti averlo già imparato.
    non+autenticato
  • > Per quanto riguarda il resto, se vendessi acqua e
    > tu trovi il sistema di prenderla dalle mie
    > tubature, io neanche me ne accorgerei visto che
    > quella che sgorga va persa, ma tu me l'avresti
    > sempre
    > rubata.

    Se tu vendi acqua, ma io metto un pozzo vicino al tuo e pesco dalla stessa falda, non te la sto rubando; sto semplicemente attingendo alla stessa fonte.

    Per la cronaca, lo sai che l'acqua di un pozzo non è tua, anche se si trova sul tuo terreno?

    > Non puoi avere gratis l'uso di un bene per cui
    > l'autore o il produttore vogliono essere pagati,

    Essere l'autore/produttore di un bene non significa esserne anche il proprietario. Se un sarto realizza i vestiti che indossi, è il produttore, ma non il proprietario, perché i vestiti sono tuoi, e se li vuoi vendere o regalare non sei tenuto a interpellarlo.
    non+autenticato
  • - Scritto da: cicciobello
    > > Per quanto riguarda il resto, se vendessi
    > acqua
    > e
    > > tu trovi il sistema di prenderla dalle mie
    > > tubature, io neanche me ne accorgerei visto
    > che
    > > quella che sgorga va persa, ma tu me
    > l'avresti
    > > sempre
    > > rubata.
    >
    > Se tu vendi acqua, ma io metto un pozzo vicino al
    > tuo e pesco dalla stessa falda, non te la sto
    > rubando; sto semplicemente attingendo alla stessa
    > fonte.

    Si ma devi farlo il pozzo... anche se fai un brano tuo nessuno ti accusa di furto...


    > Per la cronaca, lo sai che l'acqua di un pozzo
    > non è tua, anche se si trova sul tuo terreno?

    Mi sembra normale, la falda è della comunità.


    >
    > > Non puoi avere gratis l'uso di un bene per
    > cui
    > > l'autore o il produttore vogliono essere
    > pagati,
    >
    > Essere l'autore/produttore di un bene non
    > significa esserne anche il proprietario. Se un
    > sarto realizza i vestiti che indossi, è il
    > produttore, ma non il proprietario, perché i
    > vestiti sono tuoi, e se li vuoi vendere o
    > regalare non sei tenuto a
    > interpellarlo.

    Ma che cavolo c'entra? Un vestito lo acquisto ed è mio, la musica anche acquistando il cd non è certo mia, ho solo pagato per licenza per ascoltarla. Se vuoi comprare un film, dipende qual,e puoi cavartela tra i 10.000€ e i 300.000.000€ basta scegliere. Non sarai mica uno di quelli che dice che ha comprato il dvd e ora può farne ciò che vuole???
    non+autenticato
  • - Scritto da: Allibito
    > Ma che cavolo c'entra? Un vestito lo acquisto ed
    > è mio, la musica anche acquistando il cd non è
    > certo mia, ho solo pagato per licenza per
    > ascoltarla.

    Licenza illegale (non ha la mia firma quindi è nulla) oltre che inutile (non pago per avere un diritto che ho già, quello di usare i miei occhi e le mie orecchie quando, come, dove e quanto mi pare).

    > Se vuoi comprare un film, dipende
    > qual,e puoi cavartela tra i 10.000€ e i
    > 300.000.000€ basta scegliere.

    Tutti i film che trovo in vendita costano abbondantemente meno. Questi che dici tu dove si possono comprare? Se vado da James Cameron me lo vende Avatar? Quanto costa?
  • - Scritto da: cicciobello
    > > Per quanto riguarda il resto, se vendessi
    > acqua
    > e
    > > tu trovi il sistema di prenderla dalle mie
    > > tubature, io neanche me ne accorgerei visto
    > che
    > > quella che sgorga va persa, ma tu me
    > l'avresti
    > > sempre
    > > rubata.
    >
    > Se tu vendi acqua, ma io metto un pozzo vicino al
    > tuo e pesco dalla stessa falda, non te la sto
    > rubando; sto semplicemente attingendo alla stessa
    > fonte.

    Si ma devi farlo il pozzo... anche se fai un brano tuo nessuno ti accusa di furto...


    > Per la cronaca, lo sai che l'acqua di un pozzo
    > non è tua, anche se si trova sul tuo terreno?

    Mi sembra normale, la falda è della comunità.


    >
    > > Non puoi avere gratis l'uso di un bene per
    > cui
    > > l'autore o il produttore vogliono essere
    > pagati,
    >
    > Essere l'autore/produttore di un bene non
    > significa esserne anche il proprietario. Se un
    > sarto realizza i vestiti che indossi, è il
    > produttore, ma non il proprietario, perché i
    > vestiti sono tuoi, e se li vuoi vendere o
    > regalare non sei tenuto a
    > interpellarlo.

    Ma che cavolo c'entra? Un vestito lo acquisto ed è mio, la musica anche acquistando il cd non è certo mia, ho solo pagato per licenza per ascoltarla. Se vuoi comprare un film, dipende qual,e puoi cavartela tra i 10.000€ e i 300.000.000€ basta scegliere. Non sarai mica uno di quelli che dice che ha comprato il dvd e ora può farne ciò che vuole??
    non+autenticato
  • E visto che la SIAE viaggia in feroce passivo, spero che la si lasci fallire!
    Non è una società privata? E che allora stia sul mercato (se ce la fa) come tutte le aziende private, altrimenti fallisca e si levi di torno che di danni agli italiani e agli autori (almeno alla massima parte) ne ha fatti fin troppi!
    Perchè non permettere ad un'altra società privata in accordo con gli autori di rappresentarli al meglio? Anzi l'equo compenso andrebbe ripartito in base al ritorno economico che le aziende riescono a garantire, mi spiego meglio: Se una società riesce a garantire un ritorno dell'80-90% di quanto raccolto agli autori dovrebbe essere favorita anche nella ripartizione dell'equo compenso! Non si capisce proprio perchè si debba favorire una società "privata" che ha deficit di oltre un miliardo di euro nonostante lavori in monopolio, anzi lo si capisce fin troppo bene, poi parlano di tagliare gli sprechi...
  • - Scritto da: Enjoy with Us
    > Non è una società privata?

    Non so, ma wikipedia dice che è un ente pubblico economico...Triste

    too public too fail
  • - Scritto da: bradipao
    > - Scritto da: Enjoy with Us
    > > Non è una società privata?
    >
    > Non so, ma wikipedia dice che è un ente pubblico
    > economico...
    >Triste

    Lasciamo perdere wikipedia e cerchiamo di andare alla fonte: se volete il sito stesso della SIAE è a disposizione:

    http://www.siae.it/Siae.asp

    Una buona definizione è consultabile qui:

    http://dirittoautore.cab.unipd.it/documentazione/g...

    Si tratta comunque di una associazione, che dal 15 Dicembre 2009 ha in essere una convenzione con l'Agenzia delle entrate per conto della quale:

    svolge un’attività di cooperazione per il reperimento e l’acquisizione degli elementi utili all’accertamento delle imposte dovute dai soggetti organizzatori di attività di spettacolo/intrattenimento, nonché dai soggetti in regime ex L. n.398/91
  • - Scritto da: Basta Pirateria
    > Lasciamo perdere wikipedia e cerchiamo di andare
    > alla fonte: se volete il sito stesso della SIAE è
    > a disposizione:

    Bene, ho letto lo statuto, dice: " La “Società Italiana degli autori ed editori” [...] è attualmente, in forza della legge n. 2 del 2008, ente pubblico economico a base associativa. "

    ENTE PUBBLICO economico a base associativa

    Quindi la SIAE è in una botte di ferro: può far debito a piacimento senza fallire.
  • - Scritto da: bradipao
    > - Scritto da: Basta Pirateria
    > > Lasciamo perdere wikipedia e cerchiamo di andare
    > > alla fonte: se volete il sito stesso della SIAE
    > è
    > > a disposizione:
    >
    > Bene, ho letto lo statuto, dice: " La “Società
    > Italiana degli autori ed editori” [...] è
    > attualmente, in forza della legge n. 2 del 2008,
    > ente pubblico economico a base associativa.
    > "
    >
    > ENTE PUBBLICO economico a base associativa
    >
    > Quindi la SIAE è in una botte di ferro: può far
    > debito a piacimento senza
    > fallire.

    Quindi l'equo compenso al contrario di quello che sosteneva franceschini (il minuscolo non è un errore) è una tassa!
    -----------------------------------------------------------
    Modificato dall' autore il 19 ottobre 2014 17.45
    -----------------------------------------------------------
CONTINUA A LEGGERE I COMMENTI
1 | 2 | 3 | Successiva
(pagina 1/3 - 14 discussioni)