Alfonso Maruccia

Italia, Parlamento per lo spazio

Varato un comitato intergruppo che si occuperà di promuovere il business tricolore in orbita. L'industria sembra apprezzare lo sforzo trasversale di deputati e senatori

Roma - Camera dei Deputati e Senato della Repubblica Italiana hanno dato il via libera al Comitato parlamentare per lo spazio: un intergruppo che coinvolge circa 50 parlamentari di diversa estrazione politica con l'obiettivo comune di supportare le attività e il business spaziale del Belpaese.

Proposto inizialmente nel marzo del 2014 su iniziativa di senatori del gruppo misto e del Movimento Cinque Stelle, l'intergruppo dovrà monitorare l'"andamento del settore spaziale in Italia" e promuovere la politica spaziale italiana. Per far questo, il comitato di indirizzo politico si avvarrà delle competenze di un consiglio scientifico ("Scientific Advisory Board for Space").

Il settore spaziale rappresenta una "eccellenza italiana", hanno dichiarato i promotori dell'iniziativa, l'Italia si trova fra i cinque principali "player globali" e l'Intergruppo farà da ponte tra le istituzioni e l'industria con una cooperazione che prevede attività di controllo e indirizzo dell'intero settore.
La reazione delle associazioni di categoria sembrano tutte positive: durante il primo incontro istituzionale con l'Intergruppo c'erano rappresentanti della Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e delle associazioni dell'industria (Aiad, Aipas, Asas), e stando al comunicato finale si è trattato di un'occasione per avviare "un confronto concreto sulle risorse che il nostro Paese dovrà saper mantenere e focalizzare nei Programmi Spaziali e per individuare le priorità nazionali". L'iniziativa pro-spazio della politica quasi coincide con il cinquantennale del lancio del primo satellite italiano (dicembre 1964), e l'individuazione delle priorità del settore saranno utili anche in vista della European Inter-parliamentary Space Conference (Eisc) fissata il 20 e il 21 ottobre a Parigi e l'incontro con ESA (European Space Agency) a dicembre.

Alfonso Maruccia
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5 Commenti alla Notizia Italia, Parlamento per lo spazio
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  • "L'iniziativa pro-spazio della politica quasi coincide con il cinquantennale del lancio del primo satellite italiano (dicembre 1964), e l'individuazione delle priorità del settore saranno utili anche..."

    bla bla bla

    Ma é davvero questa la prioritá di un paese con l'acqua alla gola in tutti i sensi????
    non+autenticato
  • - Scritto da: Nome e cognome
    > Ma é davvero questa la prioritá di un paese con
    > l'acqua alla gola in tutti i sensi????

    Molto più di tante altre che non hai nemmeno nominato e che bruciano dieci-cento volte più risorse.
  • investire in ricerca e sviluppo? assolutamente sì! soprattutto per un paese con l'acqua alla gola e sopratutto in un settore che ha un ritorno degli investimenti nel peggiore dei casi pari a 3 (progetto apollo che non aveva alcuna finalità di ritorno scientifico particolarmente rilevante, quindi un rientro di capitali dovuto unicamente allo sviluppo di nuove tecnologie non alle scoperte fatte sulla luna)...certo in un paese con un evasione di 120 miliardi l'anno, una corruzione che pesa per 60 miliardi sull'economia e una burocrazia ed una giustizia talmente efficienti da far scappare le aziende è sicuramente il settore spaziale (con neanche 1 miliardo investito l'anno) a rischiare di compromettere la nostra dinamica economia...se poi mancano i satelliti in grado di rilevare i primi segni di cedimento delle frane scommetto tu sarai uno dei primi a gridare allo scandalo per il mancato monitoraggio e prevenzione...
    complimenti! ti sei aggiudicato il premio del giorno sul benaltrismo.
    non+autenticato
  • - Scritto da: ma anche no

    > ritorno degli investimenti nel peggiore dei casi pari a 3

    Da dove hai preso questo dato cortesemente ?
    non+autenticato
  • conferenza sull'esplorazione spaziale del periodo della guerra fredda tenuto 2 anni fa al politecnico di milano (Bovisa via la masa) nel dipartimento di ingegneria aerospaziale.
    Le indagini fatte nel 1989 stimavano un rientro del capitale pari ad "appena" il 133% entro 8 anni ma essendo una stima fatta solo sull'1% delle tecnologie/brevetti sviluppati (cioe 259 sui 2500 e passa) può darsi che in realtà si possa raggiungere una cifra vicina il 300% riportato nella conferenza. c'è da sottolineare che il dato non è interamente applicabile alle attuali missioni spaziali molto più parsimoniose in termini di risorse investite e con quasi sempre dirette applicazioni economiche (costruzioni per satelliti di telecomunicazione, GPS osservazione della terra ecc ecc) e quindi a fronte di spese più contenute (non è più una gara) si hanno dei ritorni diretti sugli investimenti.
    non+autenticato