Alfonso Maruccia

Chromebook, la crescita verticale

Il dispositivo Internet-dipendente animato dal sistema operativo di Google cresce a ritmi sostenuti grazie ai settori che lo hanno adottato come terminale d'elezione a fronte di una spesa modesta

Roma - Per il secondo trimestre del 2014, ABI Research registra un incremento nelle commercializzazione di Chromebook pari al 67 per cento: i sub-notebook Internet-dipendenti basati su Chrome OS crescono in popolarità, ma la società di ricerca mette in guardia dai rischi di quella che potrebbe rivelarsi essere l'ennesima moda passeggera in stile netbook.

I principali produttori di gadget Chrome OS sono (in ordine di market share) Acer, Samsung e HP, un trittico che da solo rappresenta il 74 per cento delle unità messe in vendita nella prima metà dell'anno e che dovrebbe continuare a mantenere il controllo del mercato anche per la seconda metà del 2014.

La crescente disponibilità di Chromebook dimostra l'esistenza di una nicchia di consumatori desiderosi di acquistare un prodotto a basso costo che però riesca a fornire parte della versatilità e delle funzionalità di un laptop propriamente detto, spiegano da ABI Research.
I sistemi basati su Chrome OS hanno conosciuto una fase iniziale di scarsissima popolarità a causa della "dubbia necessità" di acquistare un prodotto che si rivela inutile senza una connessione stabile a Internet, sostiene ABI, ma ora l'integrazione in "mercati verticali" quali quello dell'istruzione di base e dell settore enterprise (soprattutto nell'Asia del Pacifico e nell'Europa dell'Est) spingono in alto la domanda.

Tuttavia il fenomeno Chromebook è ancora a rischio bolla, spiega ABI: il particolare momento del mercato IT dei dispositivi portatili, con la crescita della domanda per i laptop completi e il rallentamento delle vendite di tablet, potrebbe condannare i sistemi Chrome OS alla stessa fine che hanno fatto i netbook - fermo restando l'interesse dimostrato dagli utenti per il form factor e la fascia di prezzo a dir poco abbordabile in cui i Chromebook si collocano.

Alfonso Maruccia
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16 Commenti alla Notizia Chromebook, la crescita verticale
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  • A me sta roba cloud centrica piace poco. A me piace tenermi i dati sotto chiave a casa mia.
    Poi certo anche a me piace un notebook poco costoso, basta che alla fine mi comnsenta di fare tutto quello che faccio di base con un PC!
    I netbook hanno fallito perchè il processore non è mai stato seriamente aggiornato, gli avessero infilato i nuovi atom, li avessero dotati di 6-8 ore di autonomia, prezzi sotto i 250 euro allora si che se ne venderebbero.
    Anche sti chromebook girano attorno allo stesso concetto, ma hanno un senso almeno per la grande utenza se dotati di processori decenti e di una possibilità di storage interna decente, magari anche solo opzionale, avendo cura di scegliere soluzioni per l'espansione standard (ad esempio SATA), di modo che l'utente con 60-80 euro ci possa piazzare sopra un SSD da 120 o più Gb
  • - Scritto da: Enjoy with Us
    > A me sta roba cloud centrica piace poco. A me
    > piace tenermi i dati sotto chiave a casa mia.

    Si, non sono fatti per l'uso "domestico" o "professionale personale".

    Infatti attualmente l'uso preponderante è a livello "education", dove è quasi un pregio il fatto di non conservare niente a bordo (così ad esempio lo studente ha il suo desktop ed i suoi dati su un qualsiasi terminale).

    E secondo me ha un'ottima possibilità di uso anche nelle grosse corporation, per l'uso ufficio.
  • - Scritto da: Enjoy with Us
    > A me sta roba cloud centrica piace poco. A me

    il problema è che ce la faranno ingoiare a forza

    spero solo che almeno il mondo opensource non si faccia infettare, così almeno ci resterà un qualche tipo di sistema operativo libero da questa follia

    > I netbook hanno fallito perchè il processore non
    > è mai stato seriamente aggiornato, gli avessero

    i netbook hanno sofferto di vari shortcomings, tra cui l'hardware penoso, il marketing sbagliato ( li hanno di fatto spacciati per dei pc, ma con un display microscopico e una tastiera minuscola è difficile lavorarci per 8-10 ore filate )

    e non dimentichiamo il sistema operativo totalmente inadeguato che montavano

    se avessero spinto seriamente su linux, magari creando delle interfacce ad hoc, avrebbero avuto più successo ( che è poi quello che è successo con i pad, che altro non sono se non dei netbook senza tastiera e con hardware più serio )

    > Anche sti chromebook girano attorno allo stesso
    > concetto, ma hanno un senso almeno per la grande
    > utenza se dotati di processori decenti e di una
    > possibilità di storage interna decente, magari

    l'hardware c'è, il sistema operativo è mirato a certi tipi d'uso, cioè google sa benissimo cosa vuole fare e come farlo

    lo storage indecente ( che potrebbe sembrare uno sbaglio ) è stato volutamente castrato, per spingere ovviamente l'utente ad avere i dati in remoto

    > anche solo opzionale, avendo cura di scegliere
    > soluzioni per l'espansione standard (ad esempio
    > SATA), di modo che l'utente con 60-80 euro ci
    > possa piazzare sopra un SSD da 120 o più
    > Gb

    per ora si può fare benissimo, così come si possono installare altri sistemi operativi e/o avere una normale distro linux tramite chrooting

    credo si tratti di una scappatoia voluta, magari per spingere gli hacker a creare nuove possibili combinazioni
    non+autenticato
  • - Scritto da: collione
    > spero solo che almeno il mondo opensource non si
    > faccia infettare, così almeno ci resterà un
    > qualche tipo di sistema operativo libero da
    > questa
    > follia

    Onestamente mi sfugge quale distro linux, almeno di quelle più in auge (debian, fedora opensuse ma anche ubuntu mint e Kubuntu) spingano verso il cloud, anche perchè se vuoi spingere verso il cloud devi essere una azienda che ha un cloud (che non è storage... o meglio lo è meno ma sopratutto market) da vendere e sono rispettivamente MS, Apple e Google... maSSShi mettiamoci amazon.

    Forse non ho compreso cosa intendi
    non+autenticato
  • - Scritto da: Free Climber

    > Onestamente mi sfugge quale distro linux, almeno
    > di quelle più in auge (debian, fedora opensuse ma
    > anche ubuntu mint e Kubuntu) spingano verso il
    > cloud, anche perchè se vuoi spingere verso il

    per ora no, per questo ho detto speriamo

    ma chi ti assicura che canonical o redhat ( o entrambe ) non decidano di seguire le volpi del cloud?

    voglio dire, redhat è quella che ci sta facendo ingoiare systemd!
    non+autenticato
  • - Scritto da: collione
    > - Scritto da: Free Climber
    >
    > > Onestamente mi sfugge quale distro linux,
    > almeno
    > > di quelle più in auge (debian, fedora
    > opensuse
    > ma
    > > anche ubuntu mint e Kubuntu) spingano verso
    > il
    > > cloud, anche perchè se vuoi spingere verso il
    >
    > per ora no, per questo ho detto speriamo
    >
    > ma chi ti assicura che canonical o redhat ( o
    > entrambe ) non decidano di seguire le volpi del
    > cloud?
    >
    > voglio dire, redhat è quella che ci sta facendo
    > ingoiare
    > systemd!

    Questo è anche vero, la possibilità c'è.
    Io però credo che "slegare" una distro dal cloud sia una cosa abbastanza semplice, alla fine, prendiamo chromeOS che ne è diciamo il capostipite concreto. la differenza da un sistema standard è che ha già alcuni parametri settati di default, per esempio il notificatore mail è settato su gmail, in automatico quando di logghi nel sistema con i dati bigG.

    O che l'unico "repository" da cui attingere software settato è il playstore e così via.

    Poi forse mi sbagliero io, devo ammettere onestamente che non sono un tecnico del ramo.

    C'è da dire che ubuntuONE è fallito -.-

    Però mai dire maiA bocca aperta
    non+autenticato
  • - Scritto da: collione
    > - Scritto da: Free Climber
    >
    > > Onestamente mi sfugge quale distro linux,
    > almeno
    > > di quelle più in auge (debian, fedora
    > opensuse
    > ma
    > > anche ubuntu mint e Kubuntu) spingano verso
    > il
    > > cloud, anche perchè se vuoi spingere verso il
    >
    > per ora no, per questo ho detto speriamo
    >
    > ma chi ti assicura che canonical o redhat ( o
    > entrambe ) non decidano di seguire le volpi del
    > cloud?
    >
    > voglio dire, redhat è quella che ci sta facendo
    > ingoiare
    > systemd!
    hai nominato l'INNOMINABILE. peste ti colgaSorride

    seriamente... cosa si puo' fare contro questi devastatori (rh,ubu, freedesktop)? adottare IN MASSA slackware? passare a -ugh- a freebsd?
    non+autenticato
  • beh l'unico modo sarebbe ( avendo a disposizione un buon numero di contributors ) quello di mantenere un sistema parallelo

    voglio dire che finchè si potrà usare il kernel linux + altre robe systemd-free, allora ok

    se ci ritroveremo pure col kernel infettato da systemd, bisognerà cambiare anche il kernel

    il guaio è che l'utenza non dà peso a systemd e alla brutta strada intrapresa dall'ecosistema linux ( altrimenti avremmo già visto un'impennata di freebsd o magari haiku )
    non+autenticato
  • - Scritto da: Enjoy with Us
    > A me sta roba cloud centrica piace poco. A me
    > piace tenermi i dati sotto chiave a casa
    > mia.
    > Poi certo anche a me piace un notebook poco
    > costoso, basta che alla fine mi comnsenta di fare
    > tutto quello che faccio di base con un
    > PC!

    Guarda, è imho una mancata opportunita per le communita GNU.
    CromeOS è quasi tutto open, io credo* che si potrebbe facilmente permettere un log.in in locale e dargli la possibilità di usare i servizi a piacere (posta cloud (o NAS) ftp etc) slegandolo da google e rendendolo un OS basico davvero irresistibile. unito al costo die device o al recupero di vecchi PC. Peccato. Sarà il so delle PA del mondo e si passerà da MS a googleTriste


    *credo, pochie non sapendolo fare, nonsono porgrammatore. potrebbe essere anche molto più difficile di quel che credo
    non+autenticato
  • dimenticavo, non è tecnicamnete cloud centrica, oramai è un pezzo che fa girare semplici applicazioni in locale, scollegata da internet... il problema è che sono sempre servizi google (es drive o office)
    non+autenticato
  • c'è chromiumos che è fatto così

    comunque a chromeos basta cambiare la procedura di login ed è fatta

    quella è l'unica parte che è legata a google ( vabbè, in cascata ci sono gmail e compagnia )

    gli altri applicativi cloud possono usare quello che gli pare
    non+autenticato
  • Non l'avrei mai detto... dopo la moda del netbook, e adesso la bolla tablet che si stà sgonfiando c'è anche questa del chromeOS...
    ... ok crescita del 67%... vorrei però sapere i valori assoluti...
    Se l'anno scorso ho venduto 1 chromeos e quest'anno ne ho venduti 2 (magari c'era lo sconto), sicuramente l'aumento è del 100%, ma in termini assoluti è una sciocchezza...
  • Chissenefrega?
    L'importante è aggiungere il quarto polo creando frammentazione nel mercato.

    La frammentazione aggiunge varietà.

    E i monopolisti non riusciranno a fare lock-in e mantenere il monopolio.

    Diffusione di più sistemi obbliga le software house ad adottare standard multipiattaforma.

    Il sistema operativo deve diventare una commodity, deve fungere da lanciatore ed ambiente trasparente per l'applicazione.
    Se più sistemi operativi adottano linguaggi e toolkit standard la possibilità di porting è immediata.

    Per cui bisogna abbandonare .NET in favore di QT o GTK+ o anche HTML5 e tecnologie web per fare applicazioni portabili.

    L'era del monopolio Windows ha iniziato il suo declino.
    E bisogna accelerare tale declino.

    Il problema è però che quello verso cui ci stanno portando ossia il cloud è per certi versi peggiore.

    Perché è vero che è standard e fruibile da qualsiasi sistema operativo, ma è anche vero che si tratta di un lockin più pervasivo perché avviene sui dati dell'utente.

    Nasceranno problemi come il riavere i propri dati per importarli su altri cloud se si vuole cambiare fornitore.

    E ci sarà sempre il problema privacy, perché quando ti danno qualcosa gratis o sottocosto, è perché la merce siamo noi e i nostri dati.
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    Modificato dall' autore il 27 ottobre 2014 12.23
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    iRoby
    6874
  • - Scritto da: sisko212
    > ... ok crescita del 67%... vorrei però sapere i
    > valori assoluti...

    Da qualceh parte avevo letto che il dato del 2014 in proiezione (perchè mancano gli ultimi mesi) dovrebbe essere di oltre 5 milioni di unità vendute. Quindi ipotizzo che nel 2013 fossero sui 3 milioni.
  • i valori assoluti ( o almeno derivabili ) ci sono e furono pubblicati in un articolo di qualche mese fa

    attualmente i chromebook rappresentano 1/4 delle vendite di notebook

    si parla di circa 5 milioni di pezzi venduti

    considera che ( soprattutto negli USA ) li danno in leasing e questo, unitamente al fatto che sono a prova di pasticciamenti, li rende molto appetibile alle aziende, agenzie statali, scuole, ecc...
    non+autenticato