Claudio Tamburrino

Al Senato passa l'ammazza-blog

Primo sì al DDL che inasprisce le pene pecuniarie per la diffamazione (ma elimina il carcere). Ancora dubbi sulle modalità previste per il diritto di rettifica, soprattutto online

Roma - Con 170 sì, 10 no e 47 gli astenuti il Senato ha approvato il DDL che interviene sulle regolamentazione del reato di diffamazione. Il provvedimento contenente "Modifiche alla legge 8 febbraio 1948, n. 47, al codice penale e al codice di procedura penale in materia di diffamazione, di diffamazione con il mezzo della stampa o con altro mezzo di diffusione, di ingiuria e di condanna del querelante" rappresenta l'ormai famigerato decreto già conosciuto con il nome ammazza-blog e poi DDL Lochness.

Come spiega la relatrice della normativa Rosanna Filippin (Pd): "L'obiettivo principale di questo disegno di legge è l'eliminazione della pena detentiva per i giornalisti responsabili del reato di diffamazione, richiesta che ci è stata manifestata in tutti i modi da parte dell'Europa, che considera ormai questa punizione arcaica e non più rispondente ai diritti di opinione e di informazione esistenti nel mondo reale". Oltre a questo intervento, tuttavia, nell'ultima versione del DDL trovano spazio l'introduzione del diritto dall'oblio (anche se non ha nulla a che vedere con la diffamazione e dovrebbe essere oggetto del dibattito sulla cosiddetta "Costituzione di Internet" cui sta lavorando una commissione ad hoc voluta dal Presidente della Camera Laura Boldrini), l'obbligo di rettifica, una norma per limitare le cosiddette "querele temerarie" o in cui risulta malafede o colpa grave di chi agisce in sede di giudizio (prevede che il giudice "può" condannare il querelante "al pagamento a favore del richiedente di una somma in via equitativa") e infine l'estensione delle sanzioni pecuniarie anche per le testate online.

Quest'ultima modifica è stata introdotta su emendamento presentato dai Cinque Stelle, con il parere favorevole del Governo ed è al centro ora delle maggiori polemiche. Come spiega il senatore Peppe De Cristofaro di Sinistra Ecologia e Libertà che ha votato contro: "Purtroppo questa legge presenta aspetti punitivi e intimidatori. È senz'altro molto positivo aver cancellato la pena detentiva per i giornalisti, tuttavia le sanzioni pecuniarie costituiscono un'arma di ricatto forse ancor più temibile, soprattutto per i giornalisti precari e freelance non legati ai grandi gruppi editoriali. È poi insensato l'obbligo di rettifica senza diritto di controreplica per il giornalista presunto diffamatore".
Il testo deve ora passare al voto della Camera dei Deputati.

Claudio Tamburrino
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22 Commenti alla Notizia Al Senato passa l'ammazza-blog
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  • Fa discuter ancora la cosiddetta ammazza-blog:

    "Il mondo dei blogger è in allarme, ma tra gli editori è diffusa la tesi che non sarebbe giusto far cadere il peso della nuova legge solo sulle testate registrate, mentre qualsiasi blog resta libero di pubblicare quello che vuole".

    http://www.repubblica.it/tecnologia/2015/04/24/new...
  • Sempre più verso lo stato di polizia
    non+autenticato
  • "nell'ultima versione del DDL trovano spazio l'introduzione del diritto dall'oblio (anche se non centra affatto"

    Ignoranti!
    C'entra, con l'apostrofo.
  • > Giovane:
    >
    > http://www.dirittopratico.it/24-giustizia-penale/3
    >
    > Fai attenzione con le ingiurie.

    Quali ingiurie. Ignorante è uno che ignora, uno che non sa. In questo caso le regole dell'ortografia.
  • Temo che questo sarà a libera interpretazione da parte del giudice e devi dimostrargli la tua nuonafede, se qualcuno vuole veramente romperti le uova nel paniere.
    Lo stesso potrebbe avvenire per i blog con notizie scomode, potrebbero trovare qualsiasi stupidaggine per metterti a tacere, siccome la legge non è mai chiara ma va a interpretazione.
    Il vero problema è proprio questo.

    > Quali ingiurie. Ignorante è uno che ignora, uno
    > che non sa. In questo caso le regole
    > dell'ortografia.
    non+autenticato
  • *buonafede

    - Scritto da: Thepassenge r
    > Temo che questo sarà a libera interpretazione da
    > parte del giudice e devi dimostrargli la tua
    > nuonafede, se qualcuno vuole veramente romperti
    > le uova nel
    > paniere.
    > Lo stesso potrebbe avvenire per i blog con
    > notizie scomode, potrebbero trovare qualsiasi
    > stupidaggine per metterti a tacere, siccome la
    > legge non è mai chiara ma va a
    > interpretazione.
    > Il vero problema è proprio questo.
    >
    > > Quali ingiurie. Ignorante è uno che ignora,
    > uno
    > > che non sa. In questo caso le regole
    > > dell'ortografia.
    non+autenticato
  • > Temo che questo sarà a libera interpretazione da
    > parte del giudice e devi dimostrargli la tua
    > nuonafede, se qualcuno vuole veramente romperti
    > le uova nel
    > paniere.

    Be', sì: come in ogni querela per diffamazione.
    La causa va avanti, poi sta all'accusa portare argomentazioni abbastanza convincenti da persuadere il giudice a emettere una condanna. E con il participio presente di ignorare la vedo dura.


    > Lo stesso potrebbe avvenire per i blog con
    > notizie scomode, potrebbero trovare qualsiasi
    > stupidaggine per metterti a tacere, siccome la
    > legge non è mai chiara ma va a
    > interpretazione.

    "Mettere a tacere": quante volte ho sentito questa espressione qui su PI.
    Evidentemente ci sono molti che da piccoli non hanno potuto giocare al "piccolo dissidente", oppure al "piccolo Solženicyn", e ora sfogano questa loro mancanza da adulti: un po' come Bruno Vespa coi suoi plastici. Pensa che a me interessavano solo il piccolo chimico e l'allegro chirurgo.

    Una querela per diffamazione comporta solo una pena pecuniaria. Giusto a Sallusti poteva capitare il carcere, perché lo aveva compiuto per la terza volta nel giro di pochi anni, e perché nemmeno si è degnato di mandare un avvocato a difenderlo in tribunale.
    Adesso una pena pecuniaria ha l'effetto della mordacchia (strumento di tortura: http://tinyurl.com/ly8yq9o). Un po' di senso della misura, per cortesia.
  • bene accenno a lite temeraria
    bene togliere il carcere
    direi bene l'allargamento del segreto professionale

    malino, male (o malissimo) il resto.
    non+autenticato
  • ciò che mi sorprende è il voto favorevole del M5S, ma non si erano opposti la volta scorsa perchè ledeva la libertà di informazione dei piccoli blog?
    è strano e non capisco.

    - Scritto da: bubba
    > bene accenno a lite temeraria
    > bene togliere il carcere
    > direi bene l'allargamento del segreto
    > professionale
    >
    > malino, male (o malissimo) il resto.
    non+autenticato
  • > ciò che mi sorprende è il voto favorevole del
    > M5S, ma non si erano opposti la volta scorsa
    > perchè ledeva la libertà di informazione dei
    > piccoli
    > blog?
    > è strano e non capisco.

    Se ho capito bene, avevano promesso che lo avrebbero votato se nel testo finale fosse stato inserito il loro emendamento. Promessa mantenuta.
  • - Scritto da: Thepassenge r
    > ciò che mi sorprende è il voto favorevole del
    > M5S, ma non si erano opposti la volta scorsa
    > perchè ledeva la libertà di informazione dei
    > piccoli
    > blog?
    > è strano e non capisco.
    andrebbe letto in DETTAGLIO (potrebbe farlo il giornalista, ma....) ... potrebbe non ledere i 'piccoli blog' di piu di quanto non fossero gia' "lesionati" con le norme precedenti... si vociferava delle 'testate registrate online'... poi magari leggero' in dettaglio.
    In realta' il pezzo che mi incuriosisce di piu' e' sulle liti temerarie... ma sara' uscita un'anatra zoppa...Con la lingua fuori
    non+autenticato
  • non lo so, si chiama ammazza-blog proprio perchè mi pareva estesa anche ai semplici blog (che non sono testate giornalistiche). poi se è cambiato qualcosa non lo so, ma ne dubito, visto che il loro scopo è quello di mettere a tacere le voci scomode.

    - Scritto da: bubba
    > - Scritto da: Thepassenge r
    > > ciò che mi sorprende è il voto favorevole del
    > > M5S, ma non si erano opposti la volta scorsa
    > > perchè ledeva la libertà di informazione dei
    > > piccoli
    > > blog?
    > > è strano e non capisco.
    > andrebbe letto in DETTAGLIO (potrebbe farlo il
    > giornalista, ma....) ... potrebbe non ledere i
    > 'piccoli blog' di piu di quanto non fossero gia'
    > "lesionati" con le norme precedenti... si
    > vociferava delle 'testate registrate online'...
    > poi magari leggero' in dettaglio.
    >
    > In realta' il pezzo che mi incuriosisce di piu'
    > e' sulle liti temerarie... ma sara' uscita
    > un'anatra zoppa...
    >Con la lingua fuori
    non+autenticato
  • > non lo so, si chiama ammazza-blog

    Be', adesso, non è che si chiami così...A bocca aperta
    Varie testate le hanno affibbiato quel nomignolo, per carità va benissimo. Ma a questa stregua qualcuno ricostruirà la storia politica del secondo dopoguerra e dirà che Camera e Senato hanno discusso il DDL "legge truffa".
  • - Scritto da: Thepassenge r
    > non lo so, si chiama ammazza-blog proprio perchè
    > mi pareva estesa anche ai semplici blog (che non
    > sono testate giornalistiche). poi se è cambiato
    > qualcosa non lo so, ma ne dubito, visto che il
    > loro scopo è quello di mettere a tacere le voci
    > scomode.
    LUNGI da me difendere il pacchetto nel suo complesso ( as-usual la roba che riguarda legge sulla stampa/ingiuria/diffamazione/rettifiche & co e' un insieme continuo di toppe a norme arcaiche...andrebbe triturata tutta e rifatta... alla luce del fatto che non si puo' infestare i tribunali per un vaffa su FB, perche' si invoca di continuo il penale, perche' si da' del mafioso a un mafioso, perche' angelucci ha le paturnie e porta in tribunale WP, ecc ecc) MA i giornalisti hanno problemini come questi ... http://www.francescocosta.net/2014/10/29/il-proble.../ (compreso l'articolo di Sofri ivi linkato)

    Per quello dicevo che questa roba piena di toppe andrebbe letta IN DETTAGLIO... e forse lo faro'... anche se, per le questioni di cui sopra, e' sempre pesante "tradurre" il provvedimento in italiano correnteCon la lingua fuori
    non+autenticato
  • > alla luce del fatto che non si puo' infestare i
    > tribunali per un vaffa su FB, perche' si invoca
    > di continuo il penale, perche' si da' del mafioso
    > a un mafioso, perche' angelucci ha le paturnie e
    > porta in tribunale WP, ecc ecc)

    Perché non si può? È un diritto.



    > MA i giornalisti
    > hanno problemini come questi ...
    > http://www.francescocosta.net/2014/10/29/il-proble

    No, è un problema dei lettori, non dei giornalisti.
    Le notizie corrette ci sono, ma i quotidiani, che non sono onlus e nemmeno precettori, ma imprese che badano al profitto, non vi danno risalto perché sanno che non interessano al lettore medio.
    Si può ovviamente discutere del fatto che la stampa italiana, e soprattutto la stampa online, sia andata dietro alle voglie dei lettori anziché cercare di educarli e di fornire materia di cui discutere con più raziocinio e meno emotività: quello sì.
    Ma se gli italiani non hanno voglia di leggere notizie di un certo tipo, non si può applicare a loro il metodo Ludovico:A bocca storta

    Clicca per vedere le dimensioni originali
  • - Scritto da: Leguleio
    > > alla luce del fatto che non si puo'
    > infestare
    > i
    > > tribunali per un vaffa su FB, perche' si
    > invoca
    > > di continuo il penale, perche' si da' del
    > mafioso
    > > a un mafioso, perche' angelucci ha le
    > paturnie
    > e
    > > porta in tribunale WP, ecc ecc)
    >
    > Perché non si può? È un diritto.

    Lo era, in passato per nobili intenti, ma e' stato abusato e utilizzato come arma di ricatto e oggi e' decisamente sorpassato dalla tecnologia.
    Qualunque soggetto e' in grado di dimostrare che quanto viene detto su di lui e' falso, e replicare in modo paritario.


    > > MA i giornalisti
    > > hanno problemini come questi ...
    > >
    > http://www.francescocosta.net/2014/10/29/il-proble
    >
    > No, è un problema dei lettori, non dei
    > giornalisti.

    Allora non e' un problema visto che in italia i lettori si contano sulle dita di una mano o due.


    > Le notizie corrette ci sono, ma i quotidiani, che
    > non sono onlus e nemmeno precettori, ma imprese
    > che badano al profitto,

    I quotidiani lo sono.
    Quelli di cui parli tu sono una inutile e medievale casta parassita, piu' brevemente chiamati editori.

    > non vi danno risalto
    > perché sanno che non interessano al lettore
    > medio.

    Il lettore medio non esiste.
    E se esiste non legge certo quella roba.

    > Si può ovviamente discutere del fatto che la
    > stampa italiana, e soprattutto la stampa online,
    > sia andata dietro alle voglie dei lettori anziché
    > cercare di educarli e di fornire materia di cui
    > discutere con più raziocinio e meno emotività:
    > quello sì.

    Li hanno educati eccome.
    Li hanno educati alla stupidita' e alla totale assenza di critica.

    > Ma se gli italiani non hanno voglia di leggere
    > notizie di un certo tipo, non si può applicare a
    > loro il metodo Ludovico:

    Le notizie di un certo tipo ci sono e io sono tra i pochi che le leggono.
    Degli altri non me ne puo' fregar di meno.
  • > > Perché non si può? È un diritto.
    >
    > Lo era, in passato per nobili intenti, ma e'
    > stato abusato e utilizzato come arma di ricatto e
    > oggi e' decisamente sorpassato dalla
    > tecnologia.
    > Qualunque soggetto e' in grado di dimostrare che
    > quanto viene detto su di lui e' falso, e
    > replicare in modo
    > paritario.

    No, è impossibile replicare in modo paritario quando si ha contro una intera catena editoriale, come potrebbe essere, a titolo d'esempio, il Gruppo L'espresso-Repubblica , oppure i quotidani in coppia La Stampa Secolo XIX . E non parliamo nemmeno delle tv private.
    Solo nei fumetti uno contro mille vince.


    > > Le notizie corrette ci sono, ma i
    > quotidiani,
    > che
    > > non sono onlus e nemmeno precettori, ma
    > imprese
    > > che badano al profitto,
    >
    > I quotidiani lo sono.
    > Quelli di cui parli tu sono una inutile e
    > medievale casta parassita, piu' brevemente
    > chiamati
    > editori.

    Tutti i giornali in Italia sono proprietà di editori.
    Quelli gestiti da cooperative arrancano, hanno ancora più problemi economici degli altri.
  • - Scritto da: Leguleio
    > > > Perché non si può? È un diritto.
    > >
    > > Lo era, in passato per nobili intenti, ma e'
    > > stato abusato e utilizzato come arma di
    > ricatto
    > e
    > > oggi e' decisamente sorpassato dalla
    > > tecnologia.
    > > Qualunque soggetto e' in grado di dimostrare
    > che
    > > quanto viene detto su di lui e' falso, e
    > > replicare in modo
    > > paritario.
    >
    > No, è impossibile replicare in modo paritario
    > quando si ha contro una intera catena editoriale,
    > come potrebbe essere, a titolo d'esempio, il
    > Gruppo L'espresso-Repubblica
    >
    , oppure i quotidani in coppia
    > La Stampa Secolo XIX . E non
    > parliamo nemmeno delle tv private.

    Mele con pere, come al solito.

    Per i casi da te citati esiste gia' la diffamazione a mezzo stampa.

    > Solo nei fumetti uno contro mille vince.

    Non fai che confermare quello che gia' sappiamo.
    Vige ancora la legge del piu' forte.

    > > > Le notizie corrette ci sono, ma i
    > > quotidiani,
    > > che
    > > > non sono onlus e nemmeno precettori, ma
    > > imprese
    > > > che badano al profitto,
    > >
    > > I quotidiani lo sono.
    > > Quelli di cui parli tu sono una inutile e
    > > medievale casta parassita, piu' brevemente
    > > chiamati
    > > editori.
    >
    > Tutti i giornali in Italia sono proprietà di
    > editori.

    Tutti i giornali in Italia sono venduti al potere e l'Italia nella classifica mondiale della liberta' di stampa contende l'ultimo posto alla Corea del Nord.

    > Quelli gestiti da cooperative arrancano, hanno
    > ancora più problemi economici degli
    > altri.

    Certo, perche' si basano su un modello del secolo scorso.

    Siamo nel terzo millennio.
    Oggi l'informazione deve essere real-time, plurima e gratuita.